Comic(US) Book #15: A tutto Spider-Man! La nuova vita di Daredevil e la fine di Absolute Martian Manhunter
- Pubblicato in Focus
Quindicesima puntata di Comic(US) Book, caratterizzata da parecchie serie e miniserie giunte a conclusione, tra cui la splendida Martian Manhunter e l'abominevole DC K.O. Poi uno sguardo al mondo ragnesco e l’inizio di un nuovo ciclo per Daredevil.
E intanto Armageddon è sempre più vicino.

Wolverine: Armi dell’Armageddon 4
Chip Zdarsky chiude questa prima storyline cominciando a disporre in maniera precisa le sue pedine in vista di Armageddon. Tolte le scene di azione, necessarie a non far perdere ritmo alla narrazione, i passaggi maggiormente interessanti sono quelli in cui vengono esplorate le personalità dei vari character. Di Wolverine abbiamo già detto nelle scorse puntate e possiamo soltanto confermare l’ottimo lavoro di caratterizzazione portato avanti dal cartoonist canadese. Più rilevanti le motivazioni dietro il modo di agire di David Colton, anche (o soprattutto) in funzione di ciò che gli succede in questo albo, preludio al clamoroso colpo di scena che vedremo proprio sulle pagine dell’ormai prossimo maxievento.
Zdarsky, infine, si concede pure il lusso di presentarci un’immagine di Nuke più sfaccettata rispetto al supersoldato psicopatico e incontrollabile visto in altre storie.
Per quanto riguarda il comparto grafico, il tratto di Luca Maresca è un po’ meno efficace che negli episodi precedenti, ma, comunque, sensibilmente migliore di quello che, in media, gli attuali disegnatori in forza alla Marvel sono in grado di offrire.
Voto: 7

I Dungeon di Destino 3 (Marvel miniserie 299)
Si conclude anche questa miniserie, nella quale i collegamenti con Armageddon sembravano all’inizio più evidenti, ma poi, già a partire del secondo numero, si sono ridotti alla sola presenza di Hulk Rosso, dato che la vicenda ha manifestato progressivamente – e piuttosto inspiegabilmente - una marcata impronta orrorifica, coinvolgendo personaggi che, presumibilmente, non avranno molto a che fare con il crossover prossimo venturo.
Esattamente come successo con la serie di Hulk - e, guarda caso, uno dei due sceneggiatori è Phillip Kennedy Johnson, lo stesso della testata del Golia Verde (l’altro è Benjamin Percy, del quale, però, facciamo fatica a riconoscere la mano), dove, a quanto pare, troveremo in futuro le risposte al finale aperto con cui si chiude l’ultimo episodio - si perde quasi del tutto ogni riferimento alle saghe passate, per introdurre nuovi scenari, prima praticamente ignoti, che, al momento, lasciano il lettore disorientato e confuso.
I disegni sono opera di ben cinque artisti diversi, i quali, chi più chi meno, non si risparmiano nel mostrare dettagli raccapriccianti.
Voto: 6

Capitan America 11 (198)
Capitan America – L’ombra di Destino parte sei
Sebbene Chip Zdarsky ci regali pure in questo numero un nuovo, sorprendente colpo di scena, la trama da lui imbastita ci è sembrata un po’ affrettata, con diverse sequenze che avrebbero meritato un approfondimento maggiore (ci riferiamo, in particolare, a quelle che, nel finale, coinvolgono Steve Rogers). Oltretutto, anche il segno di Valerio Schiti è apparso insolitamente impreciso e poco pulito. A ogni modo, il pathos non manca e l’evoluzione di Hulk Rosso (le cui discutibili azioni non lasciano dubbi sulla volontà dello sceneggiatore canadese di creare un parallelismo con quelle messe in atto dall’amministrazione americana nel mondo reale) è giunta al suo annunciato stadio conclusivo
Voto: 6,5

Ultimate Impact Reborn 1
Prima di parlare della miniserie vera e propria, cominciamo da uno dei suoi protagonisti, tale Hostilicus. Ora, va bene che il tizio in questione pare avere un legame con Annihilus (quello di Terra-6160, però, non il potente essere insettoide dell’universo Marvel canonico), ma quest’ultimo è una creazione di Stan Lee e Jack Kirby degli anni Sessanta, dove un nome così ingenuo poteva essere tranquillamente tollerato. Nel 2026, invece, proprio no. Possibile che a Chris Condon non sia venuto in mente un nome meno ridicolo e più al passo con i tempi? A ogni modo, la storia in sé non è malaccio, benché questo primo episodio sia sostanzialmente servito a introdurre i personaggi che, a seguito di uno scontro tra Miles Morales e la Macchia, anch’esso raccontato in questo numero, ricevono casualmente le Origin Box portate dallo stesso Miles su Terra-616, dopo la sua incursione nel nuovo universo Ultimate (con conseguenze che è facile immaginare).
Stefano Caselli disegna con la consueta professionalità, lavorando più del solito sull’espressività dei vari character.
Voto: 6,5

Daredevil 1-2 (Devil e i Cavalieri Marvel 176-177)
Daredevil – Il diavolo di domani parti 1 e 2
Daredevil ricomincia da 1 con un nuovo team creativo e dobbiamo sinceramente ammettere che non ne vedevamo l’ora. Il ciclo di Saladin Ahmed era iniziato con qualche buona intuizione, ma era poi proseguito verso una direzione metafisica assolutamente inopportuna, con personaggi snaturati e trame indegne persino di un fill-in. I testi sono adesso passati nelle mani dell’emergente Stephanie Phillips (nota soprattutto per la sua serie creator-owned Grim), che sembra voler modificare parzialmente lo scenario in cui far muovere il Diavolo Rosso. Oltre alle atmosfere urbane, tradizionalmente associate all’eroe, si percepisce, infatti, l’intenzione di coinvolgerlo in storie dal taglio fortemente noir, quando non sfocianti nel thriller vero e proprio, con tanto di omicidi efferati e una nuova, inquietante nemesi per Matt Murdock. Volti inediti anche per quanto riguarda i comprimari, che Lee Garbett ritrae con la consueta precisione nelle anatomie e il suo stile pulito e lineare, il quale, tuttavia, pare adattarsi meglio alle scene d’azione. In queste, Daredevil è raffigurato in pose inevitabilmente acrobatiche, ma pure, vista l’ambientazione, attraverso giochi di ombre estremamente suggestivi.
Una ripartenza davvero promettente.
Voto: 7

Venom 17 (111)/Amazing Spider-Man 19 (L’Uomo Ragno 898)
Spirale di morte capitoli 7-8-9 e Il bilancio delle vittime
Impossibile separare le testate di Spider-Man e di Venom, in quanto l’alternanza dei capitoli del crossover Spirale di morte ha determinato la pubblicazione delle due serie originali su entrambe. A ogni modo, considerando il basso livello delle storie attribuibili a Joe Kelly, che contrasta nettamente con la qualità più alta espressa nei numeri precedenti l’inizio di questa saga, siamo convinti che lo scrittore americano abbia preferito lasciare a Charles Soule (il quale, invece, si è occupato dei testi della collana del Simbionte, che a breve erediterà da Al Ewing) l’incombenza di gestire il procedere degli eventi, limitandosi a dare un minimo di coerenza alle parti di sua competenza, approfittandone anche per introdurre un personaggio, che avrà un ruolo determinante in Amazing Spider-Man 1000. Per il resto, abbiamo il solito serial killer dai poteri strampalati, che anziché generare inquietudine provoca solo poco più di uno sbadiglio, prevedibilissime scaramucce tra simbionti e una vicenda che trova la sua unica ragion d’essere nei vari colpi a effetto, inseriti semplicemente per mantenere viva l’attenzione dei lettori (messa davvero a dura prova per l’intero crossover). Segnaliamo in particolare la morte di uno dei character più inutili e insignificanti che il microcosmo attorno a Peter Parker abbia mai visto e persino la sua dipartita è risultata così anonima, che pare essere stata studiata ad arte per confermare la pochezza del personaggio.
I disegni sono opera di vari autori, dallo stile non proprio simile, per cui è difficile esprimere un giudizio univoco.
Voto: 5

Venom 19 (113)
Venom – Queen in black: l’antefatto
Se c’è un merito (l’unico probabilmente) che può essere attribuito al crossover Spirale di morte è quello di aver fatto capire ad Al Ewing che la serie stava sprofondando in un abisso di mediocrità senza ritorno. Intendiamoci, le vicende dei simbionti sembrano ancora la versione Marvel delle avventure dei Powers Rangers (con un grado di superficialità delle sceneggiature persino maggiore), ma, quantomeno, adesso i vari personaggi vengono tratteggiati in maniera un po’ più matura.
Carlos Gómez conferma di essere un buon disegnatore, anche se il suo stile appare troppo “pulito” quando occorre trasmettere emozioni forti nei lettori (e i colori slavati di Frank D’Armata non aiutano di sicuro).
Voto: 6

Amazing Spider-Man 20 (L’Uomo Ragno 899)
Spider-Man – Rispondi alla domanda
Storia breve di Joe Kelly e John Romita Jr. apparsa su un albo gratuito che riporta in scena un criminale singolare come la Risposta. Non ci sarebbe molto altro da dire, se non fosse per l’ultima pagina, che conferma i sospetti sul personaggio introdotto in Spirale di morte, di cui abbiamo detto sopra.
Voto: 6
Spider-Man – La manovra Bill & Ted
A dispetto delle continue interruzioni causate dai crossover in cui è stato coinvolto Spider-Man, Joe Kelly non sembra aver impiegato molto a riprendere il filo delle sue trame, che cominciano a portare i primi frutti dei semi piantati all’inizio della sua gestione. Oltretutto, i vari comprimari tornati dallo spazio con Peter Parker, che parevano una bizzarria che sarebbe stata presto messa da parte, stanno acquisendo un’importanza sempre più significativa, regalando gustosi siparietti, che alleggeriscono i passaggi puramente avventurosi, in attesa di fondamentali sviluppi narrativi, che – considerato l’avvicinarsi del numero 1000 di Amazing Spider-Man - non tarderanno a palesarsi.
Cory Smith e Francesco Manna (più la bellezza di tre inchiostratori diversi, tra cui lo stesso Manna) offrono una prova artistica alquanto disomogenea, passando da tavole di buona qualità ad altre un po’ tirate via.
Voto: 7
Spider-Man – La nascita di Spora parte 1
Sebbene i disegni digitali di Pete Woods ci siano apparsi troppo freddi, con la costante sensazione di trovarci di fronte a un anime comic, ne abbiamo apprezzato le prospettive distorte e le figure un po’ deformi, che aiutano Joe Kelly a rendere l’arrivo di Spora, il nuovo villain (almeno tale sembra essere in questa sua prima irruzione nella vita di Peter Parker), piuttosto raccapricciante. Un’insolita svolta horror nelle vicende dell’Arrampicamuri, che non ci dispiace affatto.
Voto: 7

Spectacular Spider-Man: Brand New Day 1 (L’Uomo Ragno 900)
Spider-Man – Le chiavi del regno
Viste le ultime prove non proprio entusiasmanti di Dan Slott, trovarlo di nuovo in sella su una testata ragnesca – che, oltretutto, in seguito al suo inaspettato successo presso i lettori americani, è stata da poco promossa a serie regolare (cogliendo di sorpresa anche la Panini, la quale, come si intuisce dalla numerazione ripartita da 1, ha deciso di sottolineare in maniera netta la distinzione con l’Amazing Spider-Man di Joe Kelly) – pur se ambientata durante il cosiddetto periodo Brand New Day (il noto soft reboot del Tessiragnatele del 2008) e, quindi, non parallela alle attuali storie del personaggio, non ci ha di sicuro fatto fare i salti di gioia. Bisogna dire, però, che il tono leggero e spensierato con cui lo sceneggiatore statunitense sembra aver caratterizzato questa vicenda iniziale - a ricordare proprio lo spirito con il quale quasi vent’anni fa si era cercato di svecchiare Peter Parker e soci - e il suo stile di scrittura volutamente rétro rendono la lettura più piacevole di quanto ci saremmo attesi.
Tutto sommato discreti pure i disegni di Marcus To, benché avremmo preferito vedere ai pennelli dell’intero episodio Marcos Martín, purtroppo all’opera solo su poche pagine.
Voto: 6,5

DC K.O. 5 (DC Crossover 53)
DC K.O. – Capitolo cinque: King Omega
Non nascondiamo che esprimere un giudizio su questo maxievento, cercando di fornire argomentazioni serie e rigorose, che riescano a illustrarne l’assoluta insensatezza, senza apparire sprezzanti e derisori, risulterebbe difficile anche al più scafato dei commentatori. Noi, di sicuro, non apparteniamo a quella categoria, per cui dopo esserci sorbiti per cinque mesi il farneticante parto delle menti di Scott Snyder e Joshua Williamson, non ci preoccuperemo minimamente di essere considerati poco professionali. Questo capitolo conclusivo, oltretutto, è parso quasi voler rimediare in extremis alla trama demenziale che ci è stata propinata in quelli precedenti, trasformando Superman in una scontatissima e vuota entità semidivina, che lascerà interdetti pure i fan più sfegatati dell’Azzurrone. Non parliamo poi delle pagine finali, che hanno il solo pregio di essere disegnate da Wes Craig (quelle prima, come nel resto della saga, sono opera degli ottimi Javi Fernández e Xermánico). In queste vediamo il momentaneamente sconfitto Darkseid, che delira di creazioni e prossime crisi “assolute”, a mo’ di grossolana televendita, che è tutto tranne che un’intrigante anticipazione del futuro del multiverso DC.
Voto: 4

Batman 6 (131)
Batman – L’appuntamento e Nottataccia
Abbiamo già detto di come l’impostazione seguita da Matt Fraction per il suo Batman abbia non pochi punti in comune con il suo noto story-arc di Occhio di Falco e se mai ce ne fosse bisogno, i due episodi di questo numero rappresentano proprio la conferma delle nostre affermazioni. Non che manchino le sottotrame (allo scrittore americano bastano solo poche pagine per portare avanti quelle già iniziate o per aggiungerne di nuove) e i momenti introspettivi (molto belli, nella loro semplicità, il confronto tra Tim Drake e il Cavaliere Oscuro e, subito dopo, quello tra lo stesso Tim e Damian Wayne, che danno la misura di quanto Fraction conosca a fondo la psicologia dei vari personaggi), ma la vicenda si configura immediatamente come una commedia brillante, condita da tanta azione spericolata, per il divertimento di chi, al pari di noi, non si aspetta che Batman debba sempre essere al centro di storie cupe e disperanti.
Un altro che sicuramente gradisce questo clima scanzonato è Jorge Jiménez, bravissimo nel raffigurare con stile cinematografico ogni tonalità del racconto, esaltando la fisicità dei protagonisti nei passaggi più avventurosi o a farli apparire simpaticamente un po’ ridicoli in quelli più giocosi.
Voto: 7

Batman e Robin 30 (DC Select 46)
Batman e Robin – L’Uomo tranquillo: finale
Un po’ a sorpresa (dato che pur sempre di una testata con Batman come protagonista si tratta), si chiude questa serie che ha visto Bruce Wayne e suo figlio Damian combattere assieme vari nemici, nelle vesti dei rispettivi alter ego in costume, ma, nello stesso tempo, ha esplorato anche il loro, non facile, rapporto. C’è da dire che quest’ultimo episodio della minisaga dedicata all’Uomo Tranquillo, non si è dimostrato all’altezza dei precedenti, nei quali avevamo apprezzato il modo in cui Phillip Kennedy Johnson aveva incanalato la sua predilezione per il thriller o per le ambientazioni cupe e fortemente drammatiche, nella brutalità con cui aveva rappresentato le azioni di Scarface, lo spietato pupazzo assassino del Ventriloquo (rese ancora più crude dal segno sporco e ricco di tratteggi di Fico Ossio). La resa dei conti tra i diversi attori in gioco, infatti, risolve solo pochi dei punti in sospeso emersi durante lo svolgimento della trama e, in particolare, manca del tutto di mordente.
Anche la caratterizzazione di Damian ci ha lasciati un po’ perplessi: pensare che il ragazzino arrogante e impulsivo che compare nelle altre testate della Bat Family possa maturare così rapidamente è alquanto improbabile.
Voto: 6

Absolute Martian Manhunter 12
Anche Absolute Martian Manhunter termina la sua corsa e Deniz Camp riesce per l’ennesima volta a sorprenderci, mostrandoci proprio nella dimensione nata dalle energie oscure di Darkseid, la vera essenza dell’anti-vita. Non l’equazione che il malvagio sovrano di Apokolips vorrebbe utilizzare per soggiogare le menti di ogni essere dell’universo, ma la perdita della speranza, che può spingere una persona fino al suicidio. Una metafora coraggiosa su un tema estremamente delicato che, però, l’autore turco-filippino non affronta mai con superficialità, pur sovrapponendolo alle vicende dei protagonisti, per una volta molto terreni, sebbene trascinati in deliri mentali di ogni tipo, incubi generati dal subconscio e allegorie psichedeliche, che Javier Rodríguez trasporta su carta senza porre alcun limite alla sua smisurata creatività.
Il degno finale di una serie meravigliosa, di cui già sentiamo la mancanza.
Voto: 8,5

Absolute Wonder Woman 17
Wonder Woman – La stagione della strega parte 1 di 5
Inebriati dalla bellezza di Absolute Martian Manhunter, corriamo il rischio di trascurare le altre serie ambientate su Terra Alfa. E sarebbe un peccato, in particolare per quella dedicata a Wonder Woman, che magari non ha ancora raggiunto i picchi dell’opera di Camp e Rodríguez, ma resta tuttora una delle migliori testate supereroistiche ongoing del mercato americano. Oltretutto, Kelly Thompson, grazie al fatto di avere ormai definito scenario e protagonisti, pare aver acquisito una sicurezza nella scrittura persino maggiore rispetto ai primi numeri. Almeno a giudicare dai dialoghi, che hanno guadagnato in fluidità e incisività. La sua Diana, per di più, continua a trasudare nobiltà d’animo ed eroismo, senza perdere neppure un briciolo di quell’umanità che l’ha subito resa uno dei personaggi più amati dai lettori.
Oltre a ciò, Hayden Sherman non mostra il minimo segno di stanchezza nello sperimentare nuove soluzioni grafiche per le sue tavole, che si mantengono sorprendentemente innovative, pur seguendo un percorso narrativo volutamente semplice e lineare.
Voto: 8

Star Wars: Cavalieri Jedi 10
Cavalieri Jedi – un cammino superiore
Si conclude la maxiserie dedicata ai più famosi Cavalieri Jedi dell’universo di Star Wars e, al contempo, chiude anche l’omonima testata italiana che l’ha ospitata. Stranamente, però, quest’ultimo capitolo si è dimostrato il meno appassionante dell’intera saga, dopo un’attenta preparazione portata avanti in tutti i numeri precedenti. Benché Marc Guggenheim mantenga la qualità della sua scrittura su buoni livelli, la vicenda si risolve frettolosamente e nella maniera più scontata possibile, azzerando di fatto l’impatto emotivo generato dalle rivelazioni di Qui-Gon Jinn, a proposito di un controverso episodio del suo passato.
Madibek Musabekov si conferma un ottimo disegnatore. Forse le sue tavole non brillano per dinamismo e la costruzione delle stesse non presenta elementi particolarmente innovativi. Tuttavia, l’eleganza del tratto, le anatomie perfette e la cura dei dettagli sono sempre un bel vedere.
Voto: 6,5













