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A Roma la nuova edizione di CRACK! fumetti dirompenti dal 20 al 23 giugno

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Riceviamo e pubblichiamo:

FORTEPRESSA
LA BAGARRE
presentano
CRACK! FUMETTI DIROMPENTI
CRACK! APERTO

XIV FESTIVAL INTERNAZIONALE
DI ARTE DISEGNATA E STAMPATA

Poster art: SANDRA GHOSN

Crack! è il festival autoprodotto e autoconvocato di fumetto e arte stampata e disegnata più importante del pianeta Terra. Dal 2005 si svolge ogni anno a Giugno a Roma, nel Forteprenestino, il più grande squat d’Europa occupato dal 1986. Non ci sono esclusioni o selezioni, nè stand o partecipazioni di editori che non siano indipendenti. E’ frutto del più grande lavoro di network e interconnessione che sia mai stato messo in moto nell’underground. Si muove in uno spazio di cooperazione e condivisione, nel rifiuto del copyright e a sostegno di pratiche plagiariste e di mash-up. Crack! just take part.

All that
was taken
from me
is still here

Tutto quello
che è stato preso
da me
è ancora qui
- Nayyirah Waheed

Lo spazio è fondamentale in ogni forma di vita comunitaria; lo spazio è fondamentale in ogni esercizio di potere.
- Michel Foucault

In larga misura la colonizzazione consiste in un'opera costante di separazione - da una parte il mio corpo vivente e dall'altra tutti quei corpi-cose che gli stanno intorno; da una parte la mia carne d'uomo per la quale esistono per me tutte quelle altre carni-cose e carni da macello. Da una parte me - struttura senza paragoni e punto zero di orientamento del mondo - e dall'altra gli altri con cui non posso mai fondermi completamente, che posso ricondurre a me ma con i quali non potrò mai avere rapporti di reciprocità e di mutuo coinvolgimento.
- Achille Mbembe


“Sono fuggito dalla mia terra, il Sudafrica, perché la persecuzione razziale ha distrutto la mia famiglia, dilaniato i miei affetti, sconvolto la mia esistenza. Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un'accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barbarie e pregiudizi. E invece sono deluso.
Questo è un Paese in cui avere la pelle scura è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è frutto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane contro chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. Noi immigrati del Terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro Paese, ma sembra che ciò non abbia peso. Prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato e allora si accorgeranno che esistiamo.
I bianchi ti sfruttano, non ti danno l'acqua per lavarti e ti trattano da sporco negro. Nelle campagne si respira un'aria molto pesante. I padroni sono diventati arroganti, violenti e crudeli. Tirano fuori il fucile per nulla. Nei paesi siamo vittime di aggressioni, rapine, episodi di intolleranza. La polizia non ci protegge, anzi guarda ai negri con sospetto.”

1989, parole di Jerry Masslo, 30 anni. Raccolte in video pochi giorni prima che venisse ucciso a Villa Literno in un assalto di quattro ragazzi incappucciati, piombati nel dormitorio dei lavoratori stagionali per derubarli del mensile appena preso. Masslo era uno studente ribelle contro l’apartheid: costretto a riparare in Italia dopo aver messo in salvo quel che restava della sua famiglia arriva a Fiumicino con un aereo di linea, e chiede asilo. Ma resta sospeso in un limbo, impedito a ripartire per raggiungere moglie e figli in Canada. Immigrato in Italia senza volerlo. Aveva trenta anni e trenta anni sono passati da allora. Il suo funerale fu di stato. Si fece una legge per aprire i centri di accoglienza (prima versione dei campi CIE di oggi). È sepolto in una tomba anonima nel cimitero comunale, un’associazione porta il suo nome e lavora in sua memoria.
Crack!, il festival internazionale di fumetto underground, di arte disegnata e stampata, al Forte Prenestino CSOA di Roma dal 20 al 23 giugno, dedica a Jerry Masslo la sua quindicesima edizione. Il festival affronta il secondo capitolo sul decolonialismo con il tema Aperto, una riflessione sul doppio dello spazio: luogo di vita comunitaria e luogo di espressione di potere.

La colonizzazione è una matrice di potere che consiste in un'opera costante di separazione e coinvolge i corpi, come abbiamo discusso nella passata edizione del festival, e lo spazio dove i corpi esistono. Campi di rifugiati, campi profughi, accampamenti di migranti, campi per stranieri, aree di sosta per persone in attesa, zone di transito, centri di identificazione e detenzione, centri di accoglienza per richiedenti asilo, centri di accoglienza provvisoria, villaggi per profughi villaggi di inserimento migranti, ghetti, giungle, alloggi, case per migranti: con qualunque nome il campo è una forma di governo del mondo e la misura della negazione della possibilità di movimento che il capitale e i governi operano sui corpi razializzati e colonizzati. In un mondo dove il Mercato è la sola nuova Nazione che unisce tutto, gli stati generano muri, separazioni, e zone d’ombra al di là da queste, campi grigi dove i corpi sono carne da macello, spogliati di vita e soggettività.

Aperto è prima di tutto una domanda e un diritto, l’abolizione delle separazioni. Aperto è per la riconnessione di sé all’altro, per una ricerca profonda di rapporti di reciprocità e di mutuo coinvolgimento. Ora la bolla che ci avvolge emana sempre più numerose spore neocolonialiste che si trasformano in comportamenti più crudeli, arroganti e violenti. Ora si produce sfruttamento di ancora più densa ferocia. Ora è necessario per ciascun autore e per ciascun autoproduttore, mettersi in discussione, operare un’autocritica profonda. Decidere come suggerisce Gloria Anzaldùa di sganciarsi dalla propria “cultura dominante, cancellarla come causa persa una volta per tutte, e attraversare il confine per entrare in un territorio completamente nuovo e separato” nello spazio ristretto che sta al di là di ogni muro. E rompendo la separazione colonialista, rivedersi e ritrovarsi per costruire estese prospettive di condivisione con la forza collettiva che possiamo sprigionare. Questo può cambiare le Borderland e le terre protette del Mercato per sempre. “Il futuro apparterrà alla mestiza. Poiché il futuro dipende dalla capacità di stare a cavallo fra due o più culture”.

“PER SOPRAVVIVERE NELLE TERRE DI CONFINE
DEVI VIVERE SIN FRONTERAS
ESSERE INCROCIO”

Programmazione:

Giovedì 20 giugno 2019
19:00 - VODKATHEDUCK ERZULIE & LADY MARU JOOKLO DUO BEAT SOUP CRISTIANO CAROSI CHRISTIAN MUELA COBOL PONGIDE

Venerdì 21 giugno 2019
18:00 - EVA GEIST RUI SILVA / TROPICAUSTICA LUA PRETA KARIMA 2G PRODUKKT BEAT SOUP TESTA CODA MAGIC MOMENT BACK FROM TH

Sabato 22 giugno 2019
17:00 - GNOZO LAB URBANO STREGONI IBAAKU ALEXA D SASTER POL G AMANDA LUNA FIESTA EN EL VACIO DRYWUD DJ BALLI

"Dove voi vedete confini,noi vediamo orizzonti" 22 giugno performance live dalle ora 17:00 con Amin Nour E Diana Pesci #notoracism
https://www.facebook.com/csoaforteprenestino/photos/a.942518752530792/2216020875180567/?type=3&theater

Domenica 23 giugno 2019
17:00 - LAB HIP HOP METICCIO - NEMA GIOCHI PENOSI - POL G

C.S.O.A. Forte Prenestino
via Federico Delpino - Centocelle – Roma
Web: www.forteprenestino.net
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tram 5-19-14 - bus 542-544 - metro C: fermate Gardenie e Mirti

Il Forte Prenestino è un centro sociale occupato e autogestito dal 1986. E’ un centro sociale, un luogo di socialità, incontro, divertimento e organizzazione del tempo collettivo, di scambio di idee, visioni, energie e di saperi. Il Forte sperimenta un'organizzazione del proprio spazio e delle proprie attività basata sulla libera associazione di individui uniti/e da una progettualità e da un'etica condivisa. E' per questo che il forte sperimenta il non-lavoro e modelli di vita autogestiti, sperimenta un’altra socialità e un'altra economia perché è parte una realtà immensa e variegata, di chiunque combatta ogni giorno perchè sia possibile un altro mondo, fatto di individui liberi/e uguali e solidali. Per questo il forte è antifascista, antisessista, antirazzista, antiproibizionista.

manifesto 19crack finaleweb800

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Roma: mostra Beyond Blacksad, Juanjo Guarnido torna in Italia

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Riceviamo e pubblichiamo:

BEYOND BLACKSAD
Juanjo Guarnido in mostra a Roma
DAL 16 MAGGIO AL 29 GIUGNO 2019
Sala Dalí - Instituto Cervantes
Piazza Navona, 91 – ingresso gratuito
Vernissage: giovedì 16 maggio
Ore 18.00 Juanjo Guarnido incontra il pubblico, modera Valentina Griner
Ore 19.00 inaugurazione mostra.
INGRESSO GRATUITO
Info: tel. 06 6861871 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'Istituto Cervantes di Roma in collaborazione con ARF! Festival presenta per la prima volta in Italia “Beyond Blacksad” di Juanjo Guarnido, una creazione della Galerie 9e Art.

Dal 16 maggio al 29 giugno 2019 a Roma, alla Sala Dalí di piazza Navona 91, la mostra propone trenta tavole originali del disegnatore spagnolo, provenienti dalla sua serie di punta Blacksad (20 opere) ma anche, in esclusiva europea, dal suo nuovo lavoro Les Indes Fourbes (10 opere), la cui uscita è prevista in autunno.

Animatore, illustratore e fumettista, da Granada agli USA - dove oltre alla collaborazione con la Marvel Comics, Juanjo Guarnido è stato anche uno degli animatori di punta del Tarzan della Disney - fino alla vera e propria consacrazione in Francia. Torna in Italia con una mostra quasi interamente dedicata al suo personaggio più celebre: Blacksad, una delle opere noir più apprezzate dal panorama internazionale, di cui - sui testi di Juan Dìaz Canales - Guarnido ha già disegnato cinque libri per l’editore francese Dargaud, trasformandolo in un successo editoriale tradotto e pubblicato in tantissimi paesi del mondo!

Ma non solo Blacksad e la sua New York anni ’50 ispirata ai classici del giallo hard-boiled, perché l’esposizione romana va «oltre» il celebre gatto antropomorfo e presenta una straordinaria anteprima: le tavole originali di Les indes fourbes, il nuovo romanzo a fumetti dell’autore spagnolo, ancora inedito in tutta Europa.

Giovedì 16 maggio dalle ore 18, in occasione del vernissage di “Beyond Blacksad”, Juanjo Guarnido incontra il pubblico romano, modera Valentina Griner. A seguire, firmacopie e inaugurazione della mostra che si potrà visitare gratuitamente fino al  29 giugno, dal mercoledì al sabato dalle 16 alle 20.

www.arfestival.it/guarnido-beyond-blacksad

LE SETTE VITE DEL DETECTIVE
di Valentina Griner - ARF! Festival

«Il mondo è una giungla, dove il grande divora il piccolo e a volte gli uomini si comportano come animali».

Sembrerebbe banale affiancare la metafora della “giungla d’asfalto” ai cinque volumi editi di Blacksad (di Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido), se non fosse proprio John Blacksad, detective nell’America degli anni cinquanta, uomo tutto d’un pezzo, disilluso e cinico in stile hard-boiled, conscio della sua natura di gatto nero, a pronunciare queste parole. «Ci sono molti luoghi comuni su noi gatti. Secondo uno di questi, avremmo sette vite», confessa la sua voce narrante alla maniera di un Humphrey Bogart, scampato ad un agguato.

Ogni caratterizzazione contiene in sé un destino (un cantastorie galeotto della Louisiana può essere, fun fact per intenditori, un gallo… del resto i due autori vengono professionalmente dal mondo Disney), ma non renderemmo giustizia all’opera se riducessimo il gioco all’uso della maschera come metafora.

Nelle prime tavole di “Da qualche parte fra le ombre” troviamo i primi due totali giustapposti (ne seguiranno molti, grandiosi e minuziosi nei dettagli): l'acquerello dipinge la luce calda dell’opulenza della casa della vittima e con toni seppia la penombra dell’ufficio di Blacksad, mentre la luce della città penetra dalle veneziane. I nostri “funny animals” non sono mai caricature di sé stessi, ma credibili attori di un noir che Guarnido fa recitare in ogni segno.

Il mondo è una giungla e John Blacksad sa bene che gli uomini a volte sono peggio delle bestie. Il noir del resto, declinazione del crime, scruta nel nero dell’anima. Nel secondo volume, “Arctic Nation”, il nostro non è visto di buon occhio da un gruppo di razzisti di pelo bianco riuniti in una sorta di Ku Klux Klan. Essere uomini non dipende dal manto che abbiamo, o dalla specie di cui facciamo parte: sono le nostre scelte a renderci tali.

BIOGRAFIA

Juan José “Juanjo” Guarnido è nato a Salobreña, in provincia di Granada, nel 1967. Si è laureato alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Granada, dove nella seconda metà degli anni '80 ha cominciato a pubblicare su diverse fanzine e in seguito per Còmic Forum (divisione editoriale della Planeta) che in quegli anni era licenziataria dei fumetti dei supereroi Marvel in Spagna.

Nel 1990 si è trasferito a Madrid, dove ha iniziato a lavorare per lo studio Lápiz Azul realizzando disegni e storyboard di progetti come Tintin, Sonic e The Pink Panther. É qui che ha incontrato Juan Díaz Canales, con il quale in futuro creerà la celebre serie di Blacksad.

Dal 1993 si è stabilito in Francia - inizialmente a Montreuil, poi a Parigi - e ha lavorato come animatore per i Walt Disney Studios in film come Il gobbo di Notre Dame, Hercules, Atlantis ma soprattutto come capo animatore del personaggio Sabor in Tarzan.

Lasciata la Disney e ritrovato lo sceneggiatore Díaz Canales, nel novembre 2000 ha pubblicato per l’editore Dargaud il primo volume di Blacksad (Da qualche parte fra le ombre), a cui sono seguiti Arctic Nation (2003), Anima Rossa (2005), L’inferno, il silenzio (2010) e Amarillo (2013). La saga, tradotta e pubblicata in oltre trenta paesi del mondo, è vincitrice di prestigiosi premi internazionali tra i quali un Prix de la Série ad Angoulême e due Eisner Award.

Blacksad manifesto

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ARF! Festival: i dettagli della mostra Andrea Pazienza, trent’anni senza

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ARF! Festival ha diffuso tutti i dettagli della mostra "Andrea Pazienza, trent’anni senza". Li trovate qui di seguito.

"«Andrea Pazienza, trent’anni senza»
ANDREA PAZIENZA IN MOSTRA
dal 25 maggio al 15 luglio 2018  al MATTATOIO di Roma

​“Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita e anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del '77 bolognese” - Pier Vittorio Tondelli.

“Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile” - Roberto Benigni.

Nell’anno che segna il trentennale della sua tragica scomparsa, avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988 all’età di soli 32 anni, ARF! Festival e Napoli Comicon presentano «Andrea Pazienza, trent’anni senza», una intensa esposizione di opere originali che celebra il più eclettico e geniale autore italiano di tutti i tempi e che, finalmente, riunisce in un unico luogo le sue eredità artistiche, grazie alla preziosa collaborazione di tutti i suoi familiari.

Dopo Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017, gli spazi espositivi del MATTATOIO di Roma ospiteranno dal 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale questa grande mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto l’Andrea Pazienza fumettista - con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco - attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco, La prima delle tre, Notte di Carnevale, Cuore di mamma, Cenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Roma e di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell’empireo della letteratura disegnata.

A integrazione della narrazione a fumetti, non mancheranno brevi escursioni nel “Paz” vignettista e illustratore, con alcune delle sue opere più iconiche, così come qualche rarità (prove di layout, scritti, sketch e bozzetti) ritrovate tra le cartelle del suo immenso archivio artistico.

​ Il catalogo della mostra sarà pubblicato daCoconino Press - Fandango Libri. ​

La mostra verrà inaugurata il 25 maggio in occasione dell'apertura della quarta edizione di ARF! «Festival di storie, segni e disegni» che si terrà dal 25 al 27 maggio sempre negli spazi del MATTATOIO

«Andrea Pazienza, trent’anni senza» è prodotta da ARF! Festival e Napoli Comicon, promossa da Roma Capitale -Assessorato alla Crescita Culturale, Azienda Speciale Palaexpo, con il supporto di CLES S.r.l. e con le partnership di ATAC, Arredopallet, PressUp e DIY - Do It Youself.

INFO PUBBLICO «Andrea Pazienza, trent’anni senza»
25 maggio / 15 luglio 2018 - MATTATOIO di Roma (ex MACRO Testaccio) 
piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Orario: 12:30 - 19:30 (chiuso i lunedì).
Biglietti: intero € 12 - ridotto € 10
Info: 060608
www.arfestival.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ARF! Festival di storie, segni e disegni» ​ 

​A Roma, dal 25 al 27 maggio 2018 la quarta edizione 


Dal 25 al 27 maggio 2018 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi del MATTATOIO con la quarta edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.

Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, ARF! 2018 cresce negli spazi con un padiglione in più e si arricchisce nelle rassegne e nei contenuti grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime esclusive.

Un intenso weekend di attività, dalle 10 alle 20, a partire da venerdì 25 con l'inaugurazione di «Andrea Pazienza, trent’anni senza», la grande esposizione che - nell’anno del trentennale della sua scomparsa - celebra e finalmente riunisce le eredità artistiche e l’intera opera del più eclettico e geniale fumettista italiano di tutti i tempi (una coproduzione ARF!/Comicon, dal 25 maggio al 15 luglio 2018).Oltre a Pazienza, sei le mostre allestite per i tre giorni del Festival: Alessandro Barbucci, disegnatore per Disney Italia, co-creatore di W.I.T.C.H., Monster Allergy e Sky Doll e autore del manifesto ARF! 2018; lo spagnolo Jordi Bernet con «Il Buono, le Belle e il Cattivo» dedicata a Tex, alle sensualissime protagoniste dei suoi fumetti (Chiara di Notte, Sarvan, Custer, Cicca) e al gangster Torpedo; il croato Danijel Zezelj, talento visionario di questo fine millennio (anche per Marvel, DC Comics, Vertigo e Image) con «Black Oxygen»; la personale di Francesco Guarnaccia (vincitore del Premio Bartoli 2017) «Ce ne sono di cose strane in questo regno».
 
Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ad accesso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa quarta edizione si arricchisce con l’importante mostra sul tema dell’autoerotismo «Love yourSELF (V.M.18)». 

Infine anche la mostra dedicata alle tavole originali di Will Eisner, il “padre” del moderno graphic novel, che avrà luogo alla CArt Gallery di via del Gesù dal 15 maggio al 15 giugno 2018, realizzata da CArt Gallery in collaborazione con ARF!, che insieme pubblicheranno anche ARFBOOK, il catalogo di tutte le mostre del 2018.

Tra le sezioni del Festival, anche nel 2018, riapre l'area dedicata alle opportunità professionali: la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività, realizzata quest’anno grazie al contributo di RUFA - Rome University of Fine Arts.

Per i più piccoli torna ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti. 

E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori non mancheranno le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” con le superstar del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti.  Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, tra gli altri, Davide De Cubellis, Mirka Andolfo e Corrado Mastantuono, oltre all’autore in mostra Alessandro Barbucci.

Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre Lectio Magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d'autore Jordi Bernet, Altan e Enrique Breccia e gli incontri con Peter Kuper, David B, Marcello Quintanilha, Leo Ortolani, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare, Gipi

Confermata per il secondo anno di seguito l’Artist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero (esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy”), tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.

Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi e Dynamo Camp, quest’anno il partner solidale del Festival è Amnesty International.

ARF! è promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo con il patrocinio della Regione Lazio e le Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Lucca Comics & Games e Cartoons on The Bay.

INFO PUBBLICO ARF! «Festival di storie, segni e disegni» #ARF4
25/26/27 maggio 2018 - MATTATOIO Testaccio
piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Orario: 10:00-20:00
Biglietti: giornaliero € 10,00 - abbonamento 3 giorni € 20,00
Info: 060608
www.arfestival.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Facebook: www.facebook.com/arfestival
Twitter: @arfestival
Instagram: @arfestival
www.mattatoioroma.it"

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Hugo Pratt in mostra a Roma

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Apprendiamo dal sito dell'ARFestival:
 
"ARF! e Napoli COMICON si uniscono per presentare a La Pelanda del MACRO Testaccio di Roma la mostra di Hugo Pratt «Incontri e Passaggi», in esclusiva nazionale, dopo le sue esposizioni a Bruxelles e al Festival Internazionale di  Angouleme.

Ideata e curata dal Museo Hergé di Bruxelles insieme a Patrizia Zanotti, «Incontri e Passaggi» presenta cinquant’anni di carriera di Hugo Pratt attraverso il grande tema della letteratura che tanto ha formato e plasmato l’opera dell’artista veneziano. Abbraccia le influenze di Pratt e le sue preoccupazioni estetiche, in un viaggio formativo per determinare e conoscere gli incontri letterari avuti nel corso della sua lunga carriera. Un percorso sviluppato in linea con le sue tavole originali: disegni di ricerca, tavole in bianco e nero e a colori, acquerelli, copertine di riviste, creazioni eccezionali, tra i quali spiccano disegni e tavole tra le più famose e conosciute di Hugo Pratt.

Un viaggio virtuale che è anche il viaggio di una vita, seguendo le orme di Pratt dagli incontri diretti — Oesterheld, Ivaldi, Rieu, Bonelli, Platteau — a quelli indiretti e di fantasia, con Stevenson, London, Curwood, Borges, Yeats e molti altri.
Questo approccio letterario senza precedenti darà allo spettatore la chiave per il mondo di Pratt, il luogo dove vita e lavoro si incontrano e dal cui intreccio sono nati intramontabili capolavori della narrativa. Come Corto Maltese, personaggio solitario, amante di letture universali il cui animo cosmopolita e curioso non è altro che l’intimo ri­flesso del suo creatore, così come la tentazione costante del viaggio che lo ha ispirato. Pratt, come Corto, aveva una passione per le culture del mondo alle quali si avvicinava mescolando nella sua fantasia avventure reali e fantastiche, fuggendo da qualsiasi carta topografica per diventare favola. L’esposizione è intesa come un viaggio attraverso i pensieri e le opere dell’autore in un gioco di ritorno permanente tra parola e immagine, perché tale era l’essenza di Pratt: raccontare per immagini.

Hugo Pratt (15 giugno 1927 – 20 agosto 1995), anche conosciuto come «il Maestro di Malamocco», è stato probabilmente il più grande fumettista italiano del XX Secolo, universalmente riconosciuto dalla critica «fra i maggiori autori di fumetti mondiali di tutti i tempi». Abile narratore, scrittore e saggista e grande viaggiatore, è stato tradotto e pubblicato in ogni parte del mondo.
Le sue tavole a fumetti, così come le sue opere ad acquerello, sono state esposte nei più importanti Musei nazionali ed esteri. Per definire le sue storie è stato appositamente coniato il termine di “letteratura disegnata”. Grazie alla sua opera, il mondo della Cultura ha cambiato l’atteggiamento che aveva nei confronti del fumetto, rendendosi conto che può essere considerato a tutti gli effetti una forma d’arte. Umberto Eco ha affermato: «Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese».
arf
 

Il suo personaggio più celebre è appunto Corto Maltese, divenuto negli anni una vera e propria icona dell’immaginario collettivo planetario. Creato nel 1962 sulle pagine della rivista Sgt. Kirk all’interno della storia Una ballata del mare salato, a cui sono seguiti altri 22 episodi di rara bellezza, fino all’ultima Mu del 1988. Corto Maltese, il bell’avventuriero figlio di un marinaio inglese e di una gitana di Siviglia, è talmente popolare da esser stato adattato per il cinema (con il lungometraggio Corte sconta detta arcana) e la televisione (con due serie animate, una negli anni ’70 e l’altra nel 2002), ma anche in opere teatrali (al teatro La Fenice di Venezia), opere di narrativa e brani musicali.

Oreste Del Buono, Folco Quilici, Paolo Conte, Tim Burton, Frank Miller e Woody Allen sono solo alcuni tra i tanti intellettuali, giornalisti o artisti che lo hanno omaggiato nel corso degli anni. In Svizzera, Francia e Portogallo sono state dedicate a Corto Maltese statue e nomi di strade. Nel 1996, le Poste Italiane ne hanno realizzato un francobollo commemorativo da 850 lire. Ed è proprio quest’anno, nel 2016, a vent’anni dalla scomparsa del Maestro, che assistiamo al grande ritorno in libreria delle avventure di Corto Maltese ad opera di Juan Dìaz Canales (testi) e Ruben Pellejero (disegni), voluto ufficialmente dalla Cong, l’agenzia che detiene le properties mondiali passate e future del personaggio, la cui edizione italiana è pubblicata da Rizzoli Lizard con il titolo Sotto il sole di mezzanotte.
La mostra è accompagnata dalla riedizione italiana del catalogo omonimo dell’esposizione, a cura di Rizzoli Lizard, con inediti testi di Marco Steiner, Luca Raffaelli, Francesco Boille e Laura Scarpa."
 

INFO E CONTATTI

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