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Paperone in Atlantide, recensione: il sogno, il potere e l’abisso nella nuova epopea di Fabio Celoni

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Una delle caratteristiche più affascinanti del fumetto Disney è la capacità di far convivere versioni diverse – talvolta alternative, talvolta persino contraddittorie – dello stesso mito o evento. È una libertà narrativa che permette agli autori di costruire universi autonomi e personali, senza essere vincolati a una continuity rigida. Il mito di Atlantide ne è un esempio emblematico: più volte affrontato nel fumetto disneyano, è oggi al centro anche della lunga saga orchestrata da Casty su Topolino, con al fianco Pippo ed Eurasia Tost.

In questo solco si inserisce Paperone in Atlantide, il nuovo colossal in quattro parti firmato da Fabio Celoni, che torna come autore unico a circa tre anni dalla celebrata saga Il destino di Paperone, realizzata per il 75° anniversario del personaggio.

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La vicenda si apre con un prologo di undici pagine completamente mute: un inizio potente e cinematografico che vede Paperone, solo al timone del Tallero, affrontare una tempesta furibonda fino a sprofondare, apparentemente, negli abissi. La notizia della sua scomparsa rimbalza sui notiziari e raggiunge i nipoti, che – temendo il peggio – si mettono sulle sue tracce. Scoprono così che lo “zione” era partito alla ricerca di Atlantide.

La prima parte della storia è attraversata da una tensione palpabile: Paperino e Qui, Quo, Qua, seguiti a distanza da un misterioso papero vestito di rosso, giungono nel mitico regno sommerso. Qui li attende una rivelazione sorprendente: Paperone è vivo ed è addirittura diventato re di Atlantide. Ma qualcosa non torna. Il magnate ha perso la memoria e, irriconoscibile nelle sue decisioni, arriva perfino a far imprigionare i propri nipoti. Come sia giunto fin lì e cosa lo abbia trasformato sono interrogativi che Celoni scioglie gradualmente nel corso dei quattro episodi, mantenendo costante la suspense.

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La trama è articolata e stratificata. Alle minacce esterne – incarnate dal misterioso inseguitore in rosso – si affianca una complessa situazione politica interna: una fazione di rinnegati, i “Disillusi”, offrirà un aiuto inaspettato ai protagonisti. L’avventura intreccia mistero, azione e riflessione con equilibrio, evitando tempi morti e sviluppando con coerenza ogni snodo narrativo. Al centro emergono temi profondi come l’ambizione, il peso dei sogni, le illusioni e la corruzione morale: elementi che danno spessore al racconto e ne ampliano la portata oltre la dimensione puramente avventurosa.

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Sul piano visivo, l’opera conferma la statura artistica di Celoni. Il suo tratto ricco di tratteggi, talvolta barocco, costruisce un’Atlantide maestosa e inquietante. La regia è sempre dinamica: si alternano tavole a gabbia regolare di sei vignette, composizioni più ardite che sfociano in splash page – anche doppie – e sequenze mute di grande forza espressiva rendendo la componente grafica parte integrante della narrazione, capace di amplificarne tensione e pathos. Da citare l'evocativa colorazione ad opera di Alessandra Amorotti.

L’attesa per quest’opera era alta, e può dirsi ampiamente ripagata. Con Paperone in Atlantide, Fabio Celoni firma un racconto ambizioso e maturo, confermandosi come una delle voci più autorevoli e riconoscibili del fumetto disneyano contemporaneo.

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4 Words About: Paperino 541

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
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Fra le testate storiche Disney, Paperino era l'unica a non aver subito un restyling da parte della redazione Panini Comics. A 45 anni dal suo esordio in edicola, il momento è ora giunto ed era davvero necessario: il mensile, infatti, volutamente pensato per un pubblico mainstream e occasionale, offriva rari spunti di interesse con l'aggravante di proporre spesso storie già viste e distanza di pochi anni.
A partire dal numero 541, l'editore ripensa il mensile ma senza stravolgerlo e, operando in maniera ragionata e chirurgica, propone un sommario composto da: inedite straniere, una ten-pages di Carl Barks, una storica avventura apparsa sul mensile più rara e una selezione di storie tratte da Topolino che, almeno in questo numero, risultano mai ristampate. A corredo, alcuni articoli di approfondimento.
Non tradendo la sua natura per un pubblico generalista, la testata, se dovesse proseguire su questa linea, potrebbe aver finalmente trovato la sua giusta quadra.

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Editore: Panini Comics
Autori: Testi e disegni di A.A.V.V.
Genere: Umoristico
Formato: 14x19.5 cm, 192 pp., B., col.
ISBN: 977112388200250541
Prezzo: 3,90€
Voto: 7,5

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Walt Disney's Donald Duck. The Ultimate History, recensione: il libro definitivo su Paperino

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Nell'introduzione del volume Walt Disney's Donald Duck. The Ultimate History, Daniel Kothenschulte dichiara: "Proprio come i grandi artisti del Rinascimento hanno lasciato dietro di sé immagini di perfezione nella forma umana, il David di Michelangelo o la Nascita di Venere di Botticelli, Paperino, non meno perfetto, è l'incarnazione di tutta la nostra imperfezione. Ancora oggi l'umanità del suo fallimento, spesso espressa in scoppi di rabbia del tutto giustificati, ispira sia gli artisti che il pubblico". In effetti, spiegare il successo duraturo di Paperino è tanto semplice quanto complesso: la sua umanità, la sua vulnerabilità cattura fin da subito la nostra simpatia. Le sue esplosioni di rabbia sullo schermo ci appaiano liberatorie e i suoi difetti (così come i suoi pregi) esplorati al cinema o su carta, lo rendono simile a noi. Ma la duratura fama è anche figlia di una sfaccettata complessità dovuta a un duro e certosino, nonché appassionato, lavoro da parte di artisti e creativi che da 90 anni danno vita a una delle icone del '900 e del nostro secolo. E proprio per celebrare l'anniversario che la tedesca Taschen, casa editrice specializzata in libri d'arte, dove l'oggetto stesso diventa opera, pubblica un volume che ripercorre tutta la storia del personaggio dagli esordi fino ai nostri giorni.

Come consuetudine per l'editore, il libro - in lingua inglese - si rileva non solo un appassionante - quanto preciso - saggio ma una ricca miniera di informazioni e immagini (frutto di una laboriosa ricerca) inedite e quindi preziose anche per l'appassionato più esigente. Il volume suddivide la "carriera" di Paperino in 3 grosse ere, ovvero "The Early Years", "The Defining Years" e "The International Years", ripartite a loro volte in capitoli tematici in cui, partendo dalla produzione di cartoni, film e fumetti, si analizza nel dettaglio l'evoluzione del personaggio, gli artisti che hanno dato vita alle sue gesta e le tappe che ne ricostruiscono la storia.

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La prima apparizione ufficiale, con cui si fa coincidere la nascita di Paperino, è la distribuzione della Silly Symphony La gallinella saggia, diretta da Wilfred Jackson, datata 9 giugno 1934. Basato sulla fiaba russa "La gallinella rossa", la trama vede una gallina e i suoi pulcini chiedere aiuto per piantare e raccogliere il raccolto ai pigri Paperino e Meo Porcello, che rifiutano per poi pentirsene quando arriverà il momento di goderne i frutti a tavola. Che il destino di Donald Duck non si limitasse a questa apparizione e che fosse, quindi, predestinato al successo lo sapeva bene Walt Disney che aveva assunto il caratterista Clarence Nash per dar voce a un personaggio per un corto con Topolino dal titolo Una serata di beneficenza. L'idea originale era quella di far recitare "Mary Had a Little Lamb" a un papero, che poi sarebbe diventato Paperino. La progettazione del corto era antecedente alla Gallinella Saggia, ma venne realizzato dopo quando Donald aveva fatto già il suo debutto. Il corto, diretto da Burt Gillett, dove vari personaggi si esibivano disturbati dagli orfani che assistevano allo spettacolo, fu fondamentale per Paperino sia perché lo introduceva nel cast di comprimari di Topolino, sia perché veniva mostrata per la prima volta una delle sue caratteristiche fondamentali: il suo pessimo carattere. Da qui in poi, Donald appare in un numero sempre crescente di corti al cinema, dividendo lo schermo tendenzialmente con Topolino e Pippo, con gli animatori che si concentravano principalmente sullo sviluppo delle sue gag.

A questo punto, se Topolino era stato l'eroe positivo della Grande Depressione, Paperino incarnava al meglio la nuova era e, soprattutto, poteva sfidare al meglio la concorrenza animata dei Looney Tunes e di Picchiarello che puntavano su un umorismo decisamente diverso da quello classico disneyiano. Era giunto il momento di dar maggior spazio al personaggio e lanciare la sua serie da protagonista, ma l'accordo di Disney con la United Artist prevedeva la distribuzione solamente di corti con Topolino o di Silly Symphony. Le cose cambiarono quando nel 1936 la Disney strinse un accordo con la RKO Radio Pictures che non prevedeva legami a serie specifiche. Era il momento di puntare tutto sul Papero, non a caso i corti di Topolino vennero da qui in poi centellinati, dando vita a una longeva serie che vide come principale registi Jack King principalmente per gli anni '40 e Jack Hannah per gli anni '50.
Il volume Taschen analizza l'evoluzione del personaggio approfondendo ogni corto animato mostrando, inoltre, bozzetti, storyboard, locandine, fotografie e altro materiale estremamente raro o inedito. Particolarmente preziosi sono ben due capitoli dedicati ai corti mai realizzati, che mostrano non solo materiale del tutto sconosciuto fino a oggi, ma che descrivono le motivazioni per cui quelle idee sono state scartate e come sono state riciclate altrove.

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Diventato in pochi anni una star, Paperino negli anni '40 collabora, per conto della Disney, per il governo americano sia per una lunga serie di corti a sfondo bellico, con scopo propagandistico, sia come ambasciatore per le Americhe Latine e per il Messico grazie ai lungometraggi Saludos Amigos e I tre caballeros. Nonostante Topolino fosse ancora la mascotte ufficiale dello studio, la sua iconicità lo rendeva poco malleabile e adatto a ricoprire un ruolo per il quale, invece, il suo collega Donald  risultava più naturale e per cui poteva mostrare sfumature ben più sfaccettate e ampie. Tuttavia, dopo la fine della Guerra Mondiale in America si respirava un nuovo clima e così negli anni '50 Paperino abbandonò ogni connotazione politica per abbracciare la tranquillità della vita borghese, se tranquilla si può definire la sua vita.

Intanto il personaggio si era evoluto non solo da un punto di vista grafico e caratteriale, ma dando vita a universo narrativo iper-strutturato grazie non solo all'introduzione di numerosi comprimari, ma anche al costante lavoro sinergico fra i reparti d'animazione e quello dei fumetti. Nel caso degli eroi Disney, non solo di Paperino, lo sviluppo crossmediale promosso dall'azienda ha contribuito ad arricchire di sfumature e background il caro Donald tanto che il passaggio di idee da celluloide a carta e viceversa è sempre stato attivo e dinamico.
Nel 1934 Paperino fu protagonista dell'adattamento a fumetti della Gallinella Saggia per la serie Silly Symphony ad opera di Ted Osborne e Al Taliaferro. In seguito, i due ripresero a proporre avventure per il papero (dopo che quest'ultimo era apparso nella serie di Mickey Mouse) per 15 mesi fra il 1936 e il 1937 prima di approdare a una propria serie personale nel febbraio del 1938.
A differenza delle strip di Topolino, quelle di Paperino non erano di carattere avventuroso ma presentavano gag autoconclusive, spesso agganciandosi ai corti animati in uscita. Taliaferro impresse un'impronta fondamentale per il personaggio, continuando a disegnare fino alla sua morte avvenuta nel 1969. Per poter leggere avventure lunghe e avventure di Paperino, dovremo aspettare qualche anno il lavoro di Carl Barks, sebbene già in Italia l'artista Federico Pedrocchi avesse realizzato avventure lunghe con protagonista il papero Disney.

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Barks, che già era impiegato nel reparto animazione della Disney, lavorando proprio ai corti di Paperino, trovò al sua vocazione nella realizzazione di fumetti proprio con protagonista Donald Duck. Si deve a lui la definizione di tutto l'universo di comprimari di Paperino, grazie a invenzioni fondamentali (su tutte citiamo quella di Zio Paperone), alla costruzione della famiglia dei paperi, alla stessa Paperopoli e alla definizione in generale di molti character già esistenti, fra cui Qui, Quo, Qua (apparsi per la prima volta per mano di Taliaferro) e dello stesso Paperino che grazie all'interazione con gli altri personaggi e all'universo messo a disposizione dall'artista, ma anche ad avventure ricche e complesse, poté mostrare una serie di sfumature inedite per lo schermo, ottenendo così una nuova tridimensionalità. Le sue storie, realizzate a partire dal 1943 su testi e disegni suoi (dopo il battesimo avuto con Paperino e l'oro del pirata su testi di Bob Karp e disegnata insieme a Jack Hannah), sia quelle da 10 pagine che quelle più lunghe, diventarono lo standard per tutti coloro che si cimentavano con le avventure di Paperino a fumetti. Il volume Taschen ne analizza tutte le principali con dovuta perizia.

Non deve sorprendere, naturalmente, l'ampio spazio che il volume dedica alla produzione di storie a fumetti realizzate in Italia, delle quali ne tratta alcune delle più significative. La produzione USA, infatti, non riuscendo a coprire l'alta richiesta italiana, stimolò Mondadori a creare avventure proprie in quantità sempre maggiori fino a farci diventare il Paese con la maggiore produzione mondiale di storie Disney. Pur rispettando i personaggi e la tradizione tracciata dagli artisti americani, la scuola italiana non solo prenderà una strada propria, grazie a eccellenze quali Romana Scarpa, Luciano Bottaro, Giorgio Cavazzano, Giovan Battista Carpi, e sceneggiatori quali Carlo Chendi, Guido Martina, Rodolfo Cimino, Giorgio Pezzin e altri ancora, ma inventerà personaggi propri continuando a espandere l'universo di Paperino. Creazioni quali Paperinik, Paperino Paperotto e Doubleduck doneranno ulteriori sfumature al personaggio di Donald. L’influenza della scuola italiana nel mondo risulta ampiamente riconosciuta.

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Walt Disney's Donald Duck. The Ultimate History tratta, nelle sue 564 pagine di ulteriori e vari argomenti, legati alle apparizioni televisive, al merchandising, ai videogame e a tanto altro dando una panoramica assolutamente completa e appagante sul personaggio. Il volume della collana XXL, 29 x 39,5 cm, dal peso di 5 kg, è curato sotto ogni dettaglio sia contenutistico che relativo alla sua confezione grazie a carta lucida di alta grammatura, stampa e rifiniture di pregio, risultando imperdibile per ogni appassionato.

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Su Topolino 3585 arriva "What If... Paperino diventa Wolverine!"

  • Pubblicato in News

Riceviamo e pubblichiamo:

WHAT IF…?
PAPERINO DIVENTA WOLVERINE!

Su Topolino 3585 il primo racconto dell’attesissima serie nata dalla collaborazione tra Disney e Marvel, scritto da Luca Barbieri e disegnato da Giada Perissinotto

A impreziosire il numero, la spettacolare cover rovesciata firmata dal grande fumettista americano Ron Lim

Inoltre, in omaggio con il settimanale, il primo mazzo delle Carte d’Autore illustrate da Marco Gervasio

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E se… Paperino diventasse Wolverine? Su Topolino arriva una nuova, imperdibile serie di storie ipotetiche che raccontano cosa sarebbe successo se ad avere i poteri di alcuni tra i più conosciuti eroi Marvel fossero stati i personaggi Disney. Si parte con What if...? Paperino diventa Wolverine!, in fondo al numero 3585 – disponibile in edicola e su Panini.it a partire da mercoledì 7 agosto – con una splendida cover dedicata e senso di lettura rovesciato rispetto al resto dell’albo. La storia, frutto dell’eccezionale collaborazione tra Disney e Marvel, è stata scritta e disegnata da un team tutto italiano composto da Luca Barbieri e Giada Perissinotto. La cover rovesciata, invece, è opera del veterano Ron Lim, fumettista americano noto per la sua fortunata collaborazione con la “Casa delle Idee”, e in particolare per la serie Silver Surfer.

Il progetto – a cui nei prossimi mesi seguiranno molte altre avventure in cui Topolino & Co. vestiranno i panni dei personaggi Marvel, in racconti che renderanno omaggio a eroi tanto diversi quanto simili per umanità e simpatia – celebra gli anniversari (novantesimo e cinquantesimo) di Paperino e Wolverine, protagonisti di questa avventura assolutamente speciale e fuori dall'ordinario. Per l’occasione, l’irascibile, scavezzacollo e simpaticissimo nipote di Zio Paperone si trasforma nel ferocissimo “mutante con gli artigli”, iconico personaggio apparso come avversario di Hulk in una storia del 1974 e poi diventato una super star del mondo Marvel nei fumetti, nei cartoni animati e anche in tanti film. La premessa? Il collerico papero vestito da marinaio avrebbe indossato il mantello del feroce e selvaggio X-Men dando origine alla trasformazione.

D’altra parte, nonostante possano sembrare apparentemente distanti, Paperino e Logan hanno molto in comune, a partire dal pessimo carattere che entrambi cercano un po’ maldestramente di tenere a bada. Tutti e due sono tipi tosti, determinati e attaccabrighe, e mentre Wolverine è protetto da un fattore di guarigione mutante e ha uno scheletro indistruttibile di adamantio, Paperino è un personaggio incredibilmente resistente di suo. «Ero sicuro di questo abbinamento fin dall'inizio: chi altro, se non il collerico e lo sfortunato Paperino, avrebbe potuto rappresentare in modo credibile un personaggio caratterizzato da incontrollabili scoppi d'ira e da una vita piena di tragedie strazianti, ancor più di molti dei suoi colleghi supereroi? Diciamo che, nel mio multiverso personale, Paperino e Logan sono due gemelli separati alla nascita. Partendo da questo presupposto, non ho fatto poi così tanta fatica a sovrapporre i loro personaggi», commenta lo sceneggiatore Luca Barbieri.

A impreziosire la storia, la splendida cover rovesciata di Ron Lim e i disegni di Giada Perissinotto, che, pur rimanendo ben saldi nella tradizione di Paperi e Topi, richiamano le atmosfere marvelliane. «È stato un lavoro piuttosto impegnativo, con uno studio meticoloso sulle pose più iconiche di Wolverine e sui numerosi costumi che ha indossato nel corso della sua carriera! Quanto al fondere il personaggio di Wolverine con quello di Paperino, non è stato difficile, perché nella mia immaginazione i due erano già abbastanza simili. La natura irascibile e scarmigliata di Paperino si adatta bene a quella di Logan, dandogli un aspetto in qualche modo più leggero e spensierato. Il personaggio, poi, ha preso il volo sulla carta, guidato dalla mia matita», racconta l’autrice.

Insieme a Topolino 3585, poi, arriva anche il primo mazzo – quello rosso – delle Carte d’Autore illustrate da Marco Gervasio, seguito dal secondo, blu, disponibile da mercoledì 14 agosto con il numero 3586. Quest’anno, le carte d’Autore di Topolino sono dedicate a Paperinik, Fantomius e al loro mondo, che lo stesso Gervasio ha contribuito ad arricchire con le sue storie. Entrambi i mazzi, per rimanere in tema con i due personaggi notturni e tenebrosi che li hanno ispirati, hanno un inedito sfondo total black.

Ancora una volta, dunque, con Topolino grandi storie e imperdibili gadget! L’appuntamento è come sempre ogni mercoledì in edicola, fumetteria e su Panini.it.

Il settimanale TOPOLINO

Topolino, edito da Panini Comics, è il magazine più letto dai ragazzi tra i 5 e i 13 anni e propone ogni settimana 6 storie a fumetti inedite con una costante attenzione alla qualità per soddisfare un pubblico incredibilmente trasversale (dai 5 ai 99 anni...). Alle grandi avventure, ben radicate nella tradizione, si affiancano storie legate all’attualità (dallo sport, alla musica, a cinema e televisione), lo studio continuo di nuovi personaggi e l’arricchimento di quelli più amati... Insomma Topolino è in continuo fermento, sempre all’avanguardia e aggiornato, pur restando fedele a sé stesso, grazie alla collaborazione di sceneggiatori e disegnatori di alto livello, i grandi autori italiani, veri e propri maestri che abbinano il loro personalissimo e inconfondibile tratto a una rigorosa interpretazione dello stile disneyano. Ciò vale per i disegnatori, ma anche per gli sceneggiatori, che da sempre sulle pagine di Topolino esplorano in chiave umoristica tutti i generi narrativi, dall’horror alla commedia, dal giallo alla fantascienza.

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