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La Marvel annuncia l'evento Dark Ages

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La Marvel ha annunciato l'uscita per settembre del primo numero di Dark Ages, una nuova miniserie evento scritta da Tom Tayler e disegnata da Iban Coello.

"Il mondo fuori dalla tua finestra... sta per finire" riporta l'editore. La domanda a cui rispondere è: "chi eri quando le luci si sono spente?"

Preannunciata nel Free Comic Day: X-Men dello scorso dicembre e da una serie di misteriosi teaser, questa nuova miniserie vedrà eroi provenienti da ogni angolo dell'Universo Marvel unirsi contro una nuova minaccia e fallire. La loro sconfitta introdurrà un'era piena di perdite strazianti e la posta in gioco sarà sempre altissima. Mentre il mondo si rialza, i lettori incontreranno nuove affascinanti versioni dei loro eroi preferiti mentre combattono per superare ostacoli insormontabili e ridare speranza all'universo.

"Sono entusiasta di collaborare con il brillante Iban Coello su una delle storie più epiche in cui sia mai stato coinvolto", ha dichiarato Taylor. "Dark Ages della Marvel è una storia diversa da tutte quelle che abbiamo raccontato prima. Tutto prende il via con la scioccante rivelazione di ciò che l'Osservatore stava aspettando. Un pericolo più antico della Terra minaccia ogni cosa. E per una volta, gli eroi che hanno salvato il pianeta più e più volte si ritrovano quasi completamente impotenti di fronte ad esso. X-Men e Vendicatori si riuniranno. "Uomini Ragno" e Fantastici Quattro si uniranno. Gli Eroi in Vendita combatteranno al fianco dei Champions. Ma niente di tutto questo sarà abbastanza. Le luci stanno per spegnersi... per sempre".

Di seguito la cover di Dark Ages #1 in uscita il 1° settembre.

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Nick Spencer lascia Amazing Spider-Man

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Come riporta il sito ufficiale della Marvel, Nick Spencer lascerà Amazing Spider-Man con il numero #74 (l'875 della nuova numerazione). Lo sceneggiatore, ricordiamo, è salito a bordo con il rilancio Fresh Start del 2018.

L'albo 875/74 di Amazing Spider-Man sarà di ben 80 pagine e vedrà coinvolti, fra gli altri, Patrick Gleason, Mark Bagley e Marcelo Ferreira e chiuderà le trame aperte dallo sceneggiatore.

"Gli ultimi tre anni di Amazing Spider-Man sono stati la lettera d'amore di Nick Spencer al suo personaggio e fumetto preferito", ha dichiarato l'editor Nick Lowe. “Probabilmente è il più grande fan di Spidey di sempre, come dimostra il fatto che ha letto tutti i fumetti di Spider-Man per prepararsi alla sua storica run".

“Dal numero 1 fino al numero 74, Nick (insieme a Ryan Ottley, Humberto Ramos, Patrick Gleason, Mark Bagley e altri) ha portato in scena i cattivi più temibili, tanti comprimari e numerose difficoltà per Peter Parker. Da "Hunted" a "Sins Rising", da "Last Remains" a "King's Ransom", da "Sinister War" al conclusivo "What Cost Victory", il giro sulle montagne russe ideato da Nick ci riporterà alla base in un modo che non dimenticherai mai!”

Di seguito la cover di Amazing Spider-Man #74/#875, in uscita il 22 settembre, realizzata da Patrick Gleason.
In aggiunta, la Marvel promette novità sulla nuova era di Spider-Man già in settimana.

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La nuova serie a fumetti di Ms. Marvel

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In attesa della serie tv su Disney+ interpretata da Iman Vellani, Ms. Marvel torna con una nuova testata a fumetti a settembre. Ms Marvel: Beyond the Limit sarà scritta da Samira Ahmed (Love, Hate, & Other Filters) e sarà disegnata da Andrés Genolet (Runaways) e approfondirà "i poteri di Kamala e la forza dietro ciò che la rende un'eroina. Kamala è stata negli Avengers, nei Champions e persino la Prescelta... Cosa sarà dopo?"

"Per i bambini di colore, i bambini musulmani, non c'era letteralmente alcuna rappresentazione quando stavo crescendo", dice Ahmed a Entertainment Weekly. "Quindi, quando Sana e Wilson hanno annunciato Ms. Marvel, sono rimasta sbalordita. Il mio cuore vola per tutti i bambini che avranno i fumetti di Ms. Marvel come parte della loro infanzia".
"Dico sempre alla gente che in tutta la mia narrativa c'è il filo conduttore della 'ragazza rivoluzionaria'. Quale ragazza è più rivoluzionaria di Kamala Khan?"

"I fan della prima ora adoreranno vedere come stiamo giocando con i suoi poteri, esplorandoli e forse spingendoli", anticipa Ahmed. "Non voglio fare spoiler, ma ci saranno alcune domande che sorgeranno sulla fonte dei suoi poteri e su cosa significhino."

Di seguito la cover di Ms Marvel: Beyond the Limit #1.

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Loki: Agente di Asgard, recensione: vivere non è difficile, potendo poi rinascere

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La più grande curiosità tra le tante che circondava l’uscita del Thor di Kenneth Branagh, che arrivò sugli schermi nel 2011, riguardava il modo in cui il più grande interprete contemporaneo del canone shakespeariano si sarebbe approcciato ai fumetti Marvel e alla saga del Dio del Tuono in particolare. Le scaramucce asgardiane tra il tonante e il fratellastro Loki, da sempre afflitto da complesso di inferiorità nei suoi confronti, costituivano un soggetto ideale per le qualità di drammaturgo di Branagh. Il regista pagò il giusto tributo alla spettacolarità tipica di un blockbuster hollywoodiano, lasciando all’ottimo cast da lui selezionato il compito di portare in vita i conflitti di una famiglia disfunzionale di divinità norrene già raccontate su carta da Stan Lee, Jack Kirby e gli autori che ad essi si succedettero. Il più grande merito di Branagh fu quello di assegnare la parte di Loki ad un attore fino a quel momento sconosciuto, Tom Hiddleston, che seppe regalare tridimensionalità e spessore psicologico ad un personaggio che, nella sua versione cartacea, era troppo spesso relegato alla parte di villain monocorde condannato a ripetere ad oltranza il suo ruolo di perfido tessitore di intrighi.

Contemporaneamente, anche nelle pagine dei fumetti Loki conosceva un’evoluzione che lo avrebbe portato ad allontanarsi dalla caratterizzazione classica di Lee, Kirby e John Buscema, quella del Dio dell’Inganno sempre dedito ad ordire complotti e congiure. Il culmine dell’evento Assedio del 2010 vide Loki morire, in una catarsi che lo riscattò dall’ennesimo piano da lui ordito ai danni di Asgard, ovvero l’invasione del Reame Dorato da parte di Norman Osborn e dei suoi Dark Avengers. Prima di morire e desideroso di sottrarsi ad un eterno ciclo di morti e rinascite che lo vede sempre nei panni di una divinità malevola, Loki stringe un accordo con Hela per cancellare il suo nome dal Libro di Hel, in modo da avere tutti i suoi peccati cancellati e poter vivere libero dal passato la successiva reincarnazione, che lo vede nei panni di una versione fanciullesca di sé stesso. Un Loki bambino, immemore della sua vita precedente, che vive a Parigi facendo il borseggiatore, ritrovato da Thor e da lui riportato al cospetto di una Asgard ancora diffidente nei suoi confronti a causa delle malefatte compiute dalla sua precedente incarnazione. La natura benevola del giovane dio finiranno invece per procurargli l’affetto degli asgardiani e del fratellastro. Le vicende di “Kid Loki” sono al centro di Journey into Mystery, acclamata serie scritta da Kieron Gillen, al termine della quale Loki guadagna un nuovo aspetto adolescenziale. È in tal guisa che lo ritroviamo in Loki: Agent of Asgard, serie del 2014 scritta da Al Ewing che Panini Comics raccoglie in volume, approfittando della contemporanea uscita, su Disney+ della serie tv in cui il Dio delle Menzogne è interpretato ancora una volta da Tom Hiddleston.

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Il significato del titolo viene spiegato fin dal primo numero: Loki ha accettato di svolgere missioni per conto della “Madre di tutti”, un triumvirato al femminile costituito da Freiya, Gea e Idunn che governa la nuova versione di Asgard denominata “Asgardia”. In cambio, uno dei peccati compiuti nella sua vita precedente verrà cancellato per ogni incarico completato. La missione principale affidatagli dalle Madre di tutti consiste nel recuperare gli asgardiani che, scampati al Ragnarok e alle successive resurrezioni, hanno scelto di vivere su Midgard (la nostra Terra) nascondendosi dallo sguardo di Asgard. Tra questi ci sono vecchie conoscenze come Lorelei, la sorella di Amora, l’Incantatrice, e Sigfrido, il primo eroe della mitologia norrena. Quello che Loki non sa, ma scoprirà presto, è che una sua versione futura e malvagia auto denominatasi “Re Loki” lo sta manipolando, in accordo con la Madre di tutti a cui ha garantito la salvezza di Asgard. La storia si svolge così su due piani: il presente, in cui il giovane Loki ricorre comunque al vecchio schema dell’intrigo, stavolta declinato a fin di bene, per poter svolgere le sue missioni, e un futuro che sembra già scritto dal suo alter-ego. Sembra, perché anche questa volta Loki combatterà per non rassegnarsi ad un destino già prestabilito.

Il tono scanzonato scelto da Ewing per il suo Loki: Agent of Asgard, in netto contrasto con quello tradizionalmente più austero delle classiche storie di Thor non deve ingannare il lettore: la run dello scrittore britannico è in realtà un raffinato trattatello di mitopoiesi a fumetti, un elogio del potere del racconto. Un percorso di redenzione che si estrinseca attraverso una nuova narrazione che l’io fa a se stesso. Cos’è una bugia se non una storia, afferma Loki nel momento clou del volume? Ecco allora che il “Dio delle Menzogne” lascia il campo al “Dio delle Storie”, in un processo di autodeterminazione del sé che sfocia nel metatestuale.

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Un tema complesso che Ewing svolge con disinvoltura, nonostante la serie debba pagare l’inevitabile tributo di ben tre incroci con altrettanti eventi nell’arco di soli diciassette numeri: Original Sin, Axis e Secret Wars. Il tie-in col primo evento servì ad introdurre nell’universo Marvel Angela, il personaggio creato da Neil Gaiman sulle pagine di Spawn che lo scrittore di Sandman concesse alla Casa delle Idee dopo la vittoria della nota disputa legale contro Todd McFarlane. Si tratta di una sequenza narrativamente indipendente dal resto del volume, all’insegna di un’operazione di retcon non del tutto riuscita, che si fa notare soprattutto per le matite spettacolari del nostro Simone Bianchi, peraltro non in forma come in altre occasioni. I capitoli inseriti nel contesto di Axis sono invece i più deboli dell’intero tomo, ma sono più validi di quanto lo fosse l’evento in sé. Ewing sfrutta la trovata dell’inversione di ruoli tra buoni e cattivi per approfondire ulteriormente le motivazioni del rinnovato Loki. Pienamente funzionale al progetto dello scrittore britannico è invece l’incrocio con Secret Wars, che occupa la parte finale del volume. La fine dell’Universo Marvel orchestrata nella miniserie del 2015 da Jonathan Hickman fornisce al Loki di Ewing l’occasione di fare un reset della propria esistenza e di prepararsi al prossimo ciclo della realtà senza un passato ingombrante con cui dover fare i conti. È notevole il modo in cui Ewing sfrutta come occasione narrativa il fardello di cross-over aziendali a cui dover pagare dazio riuscendo comunque a portare in porto il suo progetto, una riflessione sul ruolo del mito nell’arte popolare, e del racconto come stratagemma salvifico che determina la vera identità dell’io, mettendolo al riparo dai pregiudizi degli altri.

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Il compito di accompagnare i testi dello scrittore inglese è affidato allo storytelling fluido del connazionale Lee Garbett, caratterizzato da un tratto muscolare tipico della tradizione del fumetto supereroistico statunitense. Garbett sforna tavole spettacolari e ricche di azione grazie ad una matita potente che, seppur non dotata di particolari guizzi stilistici, è capace di esaltare i passaggi più epici dello script di Ewing. Un comparto artistico solido, piacevolmente classico, che è un compendio ideale alle trame imbastite dallo sceneggiatore inglese.

Panini Comics presenta l’intero ciclo del Loki: Agent of Asgard di Al Ewing in un corposo volume della linea di cartonati giganti Marvel Deluxe, occasione da non perdere per riscoprire i primi passi di uno dei più acclamati sceneggiatori della Marvel attuale e per accompagnare la visione della serie tv interpretata da Tom Hiddleston.

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