Menu

4 Words About: Jupiter’s Legacy: Finale

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Jupiter’s Legacy: Finale

La domanda che dobbiamo porci di fronte a questo ultimo (?) capitolo di Jupiter’s Legacy è: era davvero necessario? Intendiamoci, il precedente volume non aveva ancora dato una risposta a tutte le questioni rimaste in sospeso, ma il modo in cui Mark Millar ha deciso di concludere la saga ci ha lasciati letteralmente sconcertati. È vero che, se presa come storia a sé, l’idea dell’autore scozzese potrebbe addirittura risultare curiosa e intrigante, tuttavia, trattandosi dell’atto finale di un’opera partita con ben altre premesse, non è possibile non sentirsi in parte traditi. Ciononostante, Millar conferma ancora una volta di saper appassionare i lettori pure quando sembra volersi semplicemente divertire a giocare con loro, con un racconto che rimane sempre scorrevole e capace di riservare qualche sorpresa inaspettata.
Dei tre disegnatori, noi abbiamo preferito Tommy Lee Edwards e Lee Carter, benché entrambi, per quanto tecnicamente ineccepibili, manchino totalmente di dinamismo.

MMILW038ISBN 0

MMILW038ISBN 01

Dettagli volume
Editore:
Panini Comics
Autori: Testi di Mark Millar, disegni di Tommy Lee Edwards, Matthew Dow Smith, Lee Carter
Genere: Fantascienza, supereroi
Formato: 17X26, 144 pp., C., col.
ISBN: 9791221937510
Prezzo: 21,00 €
Voto: 6,5

Leggi tutto...

4 Words About: Prodigy 3 – Schiavi di Marte

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Prodigy 3 – Schiavi di Marte


Di tutti i personaggi del Millarworld, Edison Crane è sicuramente uno dei più riusciti. Genio senza pari, ricchissimo, atleta insuperabile in molte discipline, nelle sue precedenti apparizioni è stato il protagonista di rocambolesche avventure, in cui le sue straordinarie abilità gli hanno permesso di cavarsela anche in situazioni a prima vista disperate. Mark Millar, però, decide improvvisamente di cambiare registro e l’eroe che conoscevamo appare meno infallibile e imbattibile che in passato. Il classico complesso di inferiorità che emerge di fronte a familiari dotati di talenti eccezionali – presentati qui per la prima volta – che vengono inseriti in una trama dal ritmo serrato e ricco di colpi di scena, dove convivono brillantemente spy story, fantascienza e archeologia misteriosa.
Buoni i disegni di Stefano Landini, sebbene il suo tratto pulito e lineare tenda, abbastanza spesso, a smorzare l’impeto con cui si susseguono gli eventi.

MMILW035ISBN 0

MMILW035ISBN 01

Dati del volume
Editore: Panini Comics
Autori: Testi di Mark Millar, disegni di Stefano Landini
Genere: Azione
Formato: 17x26 cm, C., 144 pp., col.
Prezzo: 21€
ISBN: 9791221920796
Voto: 7

Leggi tutto...

Mark Millar e John Romita Jr. tornano insieme con Psychic Sam: fumetto e film in arrivo

  • Pubblicato in News

Quindici anni dopo il successo di Kick-Ass, lo scrittore Mark Millar e il celebre disegnatore John Romita Jr. si riuniscono per un nuovo progetto ambizioso: Psychic Sam, un fumetto che intreccia azione e moralità in una storia che promette di far discutere. L’opera, lanciata tramite una campagna su Kickstarter, è già al centro dell’attenzione non solo nel mondo dei fumetti, ma anche in quello del cinema.

Come riporta THR, Il protagonista del fumetto è un uomo tormentato da una voce interiore che gli rivela i nomi e gli indirizzi di futuri assassini. Armato e determinato, l’uomo si trova a dover compiere esecuzioni preventive: se non agisce, persone innocenti muoiono. “È un tizio con una pistola che risolve problemi,” spiega Millar in un video promozionale. “L'unico problema è che i cattivi non hanno ancora fatto nulla. Ogni volta che ignora la voce, qualcuno ci rimette la vita. E i cadaveri iniziano ad accumularsi.”

Il progetto, già in fase di sviluppo per un adattamento cinematografico, vede coinvolto Ivan Atkinson, produttore di film come The Gentlemen e Wrath of Man. Collaboratore di lunga data di Guy Ritchie, Atkinson punta a portare Psychic Sam sul grande schermo, arricchendo la già nutrita lista di opere di Millar trasposte al cinema, tra cui Wanted e Kingsman.

Nonostante dal 2017 Millar sia legato in esclusiva a Netflix, dopo l’acquisizione della sua casa editrice Millarworld, Psychic Sam rappresenta un’eccezione. Millar ha infatti spiegato che il nuovo titolo non influenzerà i suoi impegni con la piattaforma, che includono uscite programmate fino al 2026. Tra le opere Netflix figurano Jupiter’s Legacy e The Chosen One.

Millar ha inoltre rivelato di aver rifiutato recenti offerte da Marvel e DC — tra cui una proposta per un grande evento estivo in stile Civil War e una miniserie su Superman — per dedicarsi completamente alla stesura di Psychic Sam negli ultimi tre mesi del 2024.

Per i fan, la campagna Kickstarter offre numerose ricompense, tra cui la possibilità di essere disegnati all’interno del fumetto. Romita ha dichiarato: “Devo rendere giustizia a tutti voi.” Una promessa che lascia intendere l’intenzione di creare un’opera curata nei minimi dettagli, capace di coinvolgere lettori e spettatori.

Di seguito le prime immagini del progetto diffuse in anteprima.

Psychic Sam pages image 1 680 px 150dpi 4

d0010e99031612110408875daea58d4a original

Leggi tutto...

King of Spies, recensione: la vecchia spia chiude i conti

king of spies 0

Mark Millar è uno sceneggiatore di fumetti che della legittimazione del fumetto tra la cultura alta, ossessione di molti dei suoi colleghi, se ne frega allegramente. Della natura popolare della cosiddetta Nona Arte Millar riesce a cogliere il lato punk e anarchico, usandola come veicolo per le sue idee gioiosamente sovversive, tradotte in script sempre scanzonatamente sopra le righe. Una vena trasgressiva che ha caratterizzato fin dagli esordi il lavoro dello sceneggiatore, passando per il periodo dorato in Marvel ricco di hit come Ultimates, Civil War, Old Man Logan e le serie di sua creazione come Kick-Ass e Kingsmen – The Secret Service, tradotte con successo sul grande schermo.

La facilità di concepire soggetti accattivanti che sembrano fatti apposta per una trasposizione sul grande schermo lo porta sul finire degli anni 2000 ad interrompere la collaborazione con le major del fumetto per creare una propria etichetta, la Millarworld, con cui comincia a sfornare miniserie disegnate dai migliori artisti del comicdom, reclutati grazie alla capacità attrattiva delle sceneggiature di Millar. Nel 2017 arriva un colpo di scena che in realtà è perfettamente coerente con la direzione che Millar ha dato alla sua carriera nell’ultimo decennio: la cessione di Millarworld al colosso dello streaming Netflix, attratto dalla possibilità di poter disporre di un bel pacchetto di storie firmate da uno dei migliori scrittori di comics e pronte ad essere tradotte in immagini. A dire la verità la prima serie tv targata Millarworld/Netflix, Jupiter’s Legacy, non è stata esattamente un successo, né di pubblico quantomeno di critica. Ciò nonostante, Millar continua a sfornare miniserie a raffica. La maggior parte delle opere post-accordo con Netflix scritte da Millar negli ultimi anni, nonostante la confezione scintillante e il coinvolgimento dei migliori disegnatori su piazza, non sembrano altro che soggetti pronti per l’adattamento cinematografico, privi del peso specifico dei lavori che lo hanno reso famoso. A questo destino si sottrae però King Of Spies, l’ultima fatica di Millar, da poco pubblicata nel nostro paese da Panini Comics Italia. Si tratta di una scatenata spy-story, genere che Millar ha già frequentato con successo con la summenzionata Kingsmen, che va però oltre la serie di “pitch” partoriti a ritmi industriali che hanno caratterizzato le ultime opere.

king of spies 01

Se il nostro giudizio sull’opera dovesse basarsi solo sulla trama, tutto sembrerebbe già visto. Il protagonista, Roland King, è una vecchia spia in pensione che ha dedicato l’esistenza al servizio della Corona, un James Bond che in nome del bene superiore ha fomentato rivoluzioni o le ha stoppate sul nascere, ha rovesciato governi, insomma ha eseguito senza mai obiettare tutte le missioni assegnategli dai servizi segreti britannici, sporcandosi le mani di sangue. Il prezzo da pagare è stato quello di trascurare la famiglia e di perdere l’affetto del figlio. Quando gli viene diagnosticato un tumore che gli lascia solo sei mesi di vita, Roland coglie l’occasione per riflettere sulla propria vita: e il bilancio non è esattamente positivo. Guardandosi indietro, la vecchia spia si rende conto che, con le sue azioni non hanno favorito in alcun modo la gente comune, ma soltanto favorito gruppi di potere politici e religiosa, o media corrotti. Roland decide quindi che dedicherà il poco tempo che gli resta per cercare di rimediare il più possibile ai tanti errori commessi nella propria vita. E qui comincia il bello, perché la trama assume i connotati di un “revenge movie” in cui King chiude i conti e inizia a far fuori tutti i gangli di questo potere marcio. La sua furia non risparmierà nessuno: premier, presidenti, papi, nessuno sarà più al sicuro. Finché i servizi segreti non decideranno di fermarlo, lanciando una caccia all’uomo in cui coinvolgeranno anche suo figlio.

king of spies 02

La trama di King of Spies non brillerà certo per originalità, ma è il sottotesto anticonformista a dare alla mini una marcia in più che la rende irresistibile. Scagliando la furia di King contro quelli che vengono chiamati i “poteri forti”, Millar interpreta forse furbescamente, ma centrando in pieno il bersaglio, il sentire comune di tanti cittadini che hanno la sensazione di non essere padroni del proprio destino, che viene deciso altrove. Lo sceneggiatore inglese padroneggia al meglio il proprio mestiere, mettendo in scena un plot adrenalinico, avvincente e pieno d’azione, ricco dei suoi tipici dialoghi taglienti e di scene a sensazione che galvanizzeranno il lettore. Ma dietro all’azione esplosiva si nascondono anche riflessioni importanti sulle conseguenze delle nostre azioni e sull’eredità che lasciamo a chi viene dopo di noi.

king of spies 03

Fondamentale per la riuscita di King of Spies è l’apporto dei disegni di Matteo Scalera, in una delle prove migliori della sua carriera. Notevolissimo il lavoro di design dei personaggi (a partire dal protagonista Roland King, ritratto come un invecchiato ma sempre affascinante Pierce Brosnan) e lo storytelling adrenalinico che lascia davvero senza fiato. Il montaggio delle scene d'azione è magistrale, con l'uso di vignette che tagliano la pagina orizzontalmente come uno schermo cinematografico. La scelta delle inquadrature è audace e contribuisce a trasmettere al lettore l'effetto cinetico dell'azione raffigurata. Scalera fa ampio uso di una inchiostrazione molto spessa e carica di nero sulla quale si innesta la palette di colori soffusi di Giovanna Niro, un connubio felice che determina un risultato finale di grande effetto.
King of Spies è un’opera che fa quello che un fumetto dovrebbe fare, divertire e intrattenere, e lo fa ad altissimi livelli.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS