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Vecchio Occhio di Falco 1, recensione: La vendetta di Clint Barton

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Il primo decennio degli anni 2000 è stato un periodo di grande rinnovamento in casa Marvel, fortemente voluto dalla coppia Bill Jemas/Joe Quesada (rispettivamente nuovi presidente e editor-in-chief) per dare una scossa ad una casa editrice che era rimasta impantanata nella crisi che aveva investito il settore negli anni '90. Pantano finanziario, sfociato nel fallimento, e soprattutto creativo, con una linea editoriale autoreferenziale e ripetitiva che non aveva saputo aprirsi a nuove suggestioni narrative provenienti tanto dalle realtà più coraggiose dell’editoria indipendente quanto dagli altri media. Al contrario, Jemas e Quesada lavorarono proprio in quella direzione, dando carta bianca ad autori considerati fino a quel momento “di culto”, che avrebbero portato una visione fresca ed inedita delle vecchie icone dell’editore. Fra tutti i nomi coinvolti in quel periodo, quelli che rimangono nella storia della casa editrice sono senz’altro Brian Micheal Bendis e Mark Millar. Se Bendis ha legato il suo nome alla Marvel per ben 18 anni, prima di passare alla DC nel corso dello scorso anno, l’apporto di Millar, oggi conosciuto anche presso il pubblico generalista per le versioni cinematografiche di sue creazioni come Kick-Ass, Wanted e Kingsmen, fu più breve ma altrettanto significativo.

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Tanti i successi inanellati dallo scrittore scozzese in quel periodo: The Ultimates, la versione “definitiva” degli Avengers che ne ha ispirato anche la versione cinematografica, Civil War, evento spartiacque per la storia dell’editore, e Old Man Logan, una versione invecchiata e spezzata nell’anima di Wolverine che si aggira in uno scenario post-apocalittico alla Mad Max in cui i criminali sono al potere, dopo aver massacrato tutti i principali eroi. La saga conobbe un ottimo successo di critica e di pubblico, tanto da diventare un classico istantaneo ed ispirare Logan, l’ultima sortita cinematografica di Hugh Jackman nei panni del mutante artigliato.

Il personaggio di Vecchio Logan avrebbe conosciuto un revival in seguito, tanto da sostituire per qualche anno il momentaneamente defunto Wolverine nell’universo Marvel regolare, come conseguenza dell’evento Secret Wars. Il concept ideato da Millar e reso graficamente da Steve McNiven aveva ormai fatto breccia nelle preferenze dei lettori, e non ha stupito più di tanto l’annuncio, fatto lo scorso anno, dell’uscita del prequel della storia originale. Ma come è evidente già dal titolo, in Old Man Hawkwye non è l’anziano Wolverine ad essere il protagonista, ma il vecchio e ormai non vedente Clint Barton, l’ex Vendicatore noto come Occhio di Falco, che nella serie originale accompagnava Logan nel suo viaggio.

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Ethan Sacks, giornalista alla prima prova importante come soggettista, firma i testi della miniserie, mentre la parte grafica è affidata al nostro Marco Checchetto, ormai un habitué in Marvel che lo ha inserito nel gruppo degli Young Guns, giovani promesse che saranno al centro dei progetti futuri dell’editore. Facciamo così ritorno nelle Terre Desolate alcuni anni prima delle vicende di Old Man Logan, dove ritroviamo un Occhio di Falco non ancora affetto da cecità. È il Clint Barton di sempre, il simpatico spaccone di tante formazioni degli Avengers, ma non è più l’arciere di una volta: la sua mira non è più infallibile a causa di un glaucoma che a breve gli farà perdere la vista. Stanco di una vita dimessa e piena di rimpianti, primo su tutti il dolore per il ricordo degli amici e compagni caduti tra cui la sua amata Natasha Romanoff, Clint decide di chiudere i conti finché ne è in grado. Si imbarca così in un viaggio on the road alla caccia dei responsabili del massacro degli eroi di tanti anni prima, armato solamente del suo arco: inutile dire che lungo la strada incontrerà molte delle sue vecchie conoscenze, alcune amiche, altre decise a fermarlo a tutti i costi. Tra questi Bullseye, lo spietato sicario avversario di Daredevil, riciclatosi come “tutore” di una legge corrotta dalla presidenza del Teschio Rosso.

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Se era lecito provare in partenza un pregiudizio nei confronti di Vecchio Occhio di Falco, considerandolo come semplice sfruttamento di un concept di successo, quel pregiudizio cade completamente dopo la lettura: nonostante la poca esperienza nel settore, Sacks imbastisce una trama scoppiettante e avvincente, staccandosi dal predecessore Millar e non disdegnando di giocare con la vasta continuity dell’universo Marvel. Un western distopico che stupisce e diverte, straordinariamente messo in scena da un Marco Checchetto alle prese con una prova decisiva della sua carriera, forse quella che segna la sua definitiva maturazione. Il disegnatore veneto si scatena letteralmente, tra splash-page di straordinario impatto visivo e vignette widescreen di profondo respiro cinematografico, senza contare gli azzeccati restyling di personaggi classici come Venom e Bullseye, quest’ultimo modellato per sua stessa ammissione sulle fattezze di un’ icona dello spaghetti western come Lee Van Cleef. Le spettacolari tavole di Checchetto trovano un abbellimento ideale nei colori di Andres Mossa, perfettamente calibrati per esaltare l’ambiente sporco e arido delle Terre Desolate.

Panini Comics presenta Vecchio Occhio di Falco in un cartonato dall’ormai consueto formato soft-touch[, con  preziosi extra rappresentati da un’intervista a Checchetto e dai suoi studi sui personaggi.

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Star Wars – Capitano Phasma, recensione: fra le pieghe de Il Risveglio della Forza

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L’universo narrativo di Star Wars è costellato di numerosi personaggi ed eventi che sarebbe impossibile narrare nella maniera più esplicativa possibile nel limitato metraggio di un film. Per questa ragione, romanzi e fumetti si insinuano nelle pieghe della saga narrando situazioni inedite o approfondendo le storie dei protagonisti. È il caso del Capitano Phasma, interpretato da Gwendoline Christie e apparso, finora, ne Il Risveglio della Forza e ne Gli Ultimi Jedi. Se al cinema lo spazio concesso al character è limitato, la curiosità dei fan ha trovato piena soddisfazione sia nei romanzi che nei fumetti dove scopriamo di più sul suo passato e sulle sue motivazioni. Nel caso specifico, ovvero nella miniserie in 4 parti realizzata da Kelly Thompson ai testi e da Marco Checchetto ai disegni, scopriamo cosa è successo al capitano subito dopo le vicende di Episodio VII.

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Come noto, nella prima pellicola della nuova trilogia, un piccolo gruppo di ribelli della Resistenza composto da Finn (l’ex Stormtrooper FN-2187, e dunque precedentemente  sottoposto di Phasma), Han Solo e Chewbecca, si introduce nella Base Starkiller e costringe il capitano ad abbassare gli scudi di difesa della stazione, per poi gettarla in uno scarico per rifiuti. Mentre la base veniva attaccata dai ribelli, cosa accadeva al capitano Phasma?

La preoccupazione principale di Phasma è che nessuno scopra che sia stata lei, anche se sotto costrizione, ad abbassare gli scudi della Base Starkiller. Una volta scoperto che questa informazione è condivisa anche dall’ufficiale Rivas, la donna parte al suo inseguimento. Insieme a un improvvisato equipaggio, composto dal pilota TN-3465 e da un’unità BB, atterra su Luprora, un pianeta semi-deserto in cui la popolazione occupante cerca di vincere una battaglia contro la fauna locale. Approfittando della situazione, il capitano Phasma non esiterà a rivoltarla a proprio vantaggio con lo scopo di catturare l’ufficiale Rivas.

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Ci viene confermato, in questa sede, un aspetto della personalità del Capitano Phasma apparso anche nei romanzi, ovvero quello di una persona il cui obiettivo principale è la salvaguardia della propria persona e dei propri interessi, a discapito di chiunque le capiti a tiro.
La miniserie offre, dunque, un interessante approfondimento, che non solo riempie un “buco narrativo”, facendoci scoprire gustosi retroscena de Il Risveglio della Forza, ma è fondamentale per indagare nell’anima di Phasma.
Durante la lettura empatizziamo con lei, tuttavia la sua etica, la sua morale, sembrano sfuggirci in quanto non riusciamo a comprendere bene le sue intenzioni, almeno fino all’inequivocabile finale. Quello che ne esce, dunque, è un ritratto affascinante di un personaggio carismatico che, nonostante le vicende de Gli Ultimi Jedi, speriamo di vedere ancora.

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La trama punta molto sull’azione: i disegni di Marco Checchetto mostrano un dinamismo e una spettacolarizzazione senza precedenti, grazie anche alla resa fotorealistica dei colori di Andres Mossa.
Non solo la regia generale risulta egregia ma anche la rappresentazione scenica del pianeta Luprora e dei suoi abitanti, è convincente.
Per queste ragioni, Star Wars – Capitano Phasma, edito in un agile brossurato da Panini Comics, è una lettura divertente e interessante, consigliata a chi ha adorato il personaggio interpretato al cinema da Gwendoline Christie.

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Chip Zdarsky e Marco Checchetto rilanciano Daredevil

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La Marvel ha annunciato che a febbraio la serie di Daredevil verrà rilanciata con il team artistico composto da Chip Zdarsky ai testi e da Marco Checchetto alle matite.

Attualmente, la testata è scritta da Charles Soule e disegnata da Phil Noto che stanno chiudendo il loro ciclo con una run intitolata "Death of Daredevil" che terminerà a dicembre. Fin dai tempi di Brian Michael Bendis, è ormai tradizione che il team creativo uscente metta il personaggio in una situazione difficile e ne lasci lo sviluppo agli autori successivi. Non a caso, la Marvel ha scritto in un comunicato: "Ma con la morte di Daredevil, come continuerà la storia del nostro eroe?"

Di seguito la prima immagini del Daredevil di Zdarsky e Checchetto in programma per il 6 febbraio 2019.

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Anteprima di Old Man Hawkeye #1 di Ethan Sacks e Marco Checchetto

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Uscirà domani, 10 gennaio, negli States il primo numero di Old Man Hawkeye scritto da Ethan Sacks e disegnato da Marco Checchetto.

Ambientata 5 anni prima della serie originale di Old Man Logan, Old Man Hawkeye è la nuova serie Marvel ambientata nella realtà futuristica post apocalittica creata da Mark Millar nel 2008 e ripresa più volte negli ultimi anni.

"In questa storia Clint sta perdendo la vista, e questo lo porta a confrontarsi con qualcosa di terribile che gli è capitato 45 anni prima, partendo per un viaggio eroico fintanto che riesce ancora a vedere. C'è una sorta di orologio ticchettante che lo spinge all'azione".

Di seguito un'anteprima del primo numero di questa nuova serie mensile in 12 numeri che esplorerà il mondo di Old Man Logan in lungo e in largo, introducendo nuovi personaggi, mostrandoci a fondo la desolazione dei paesaggi, disseminando qua e là diversi easter egg.

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