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Harley Quinn e la gang delle Harley, la recensione

L’universo fumettistico contemporaneo – indubbiamente con la complicità di quello cinematografico – da qualche anno è alla rincorsa di un obiettivo, la cui portata narrativa è ancora da decifrare: la “riabilitazione” dei cattivi.
Il mondo dei comics non è assolutamente estraneo al cattivo che si ravvede, che compie una buona azione, o che per un periodo “riga dritto”, ma l’operazione in atto in questi anni è diversa. Il “cattivo” da sempre è stato un personaggio affascinante, spesso più dello stesso eroe, capace di sfumature psicologiche e declinazioni ambigue che al protagonista non sono e non possono essere narrativamente concesse, e per questo più seducente e abile nell’ancorarsi all’immaginario del fruitore. In un contesto sociale di rinegoziazione di valori e di bombardamento mediatico su “cattivi” reali che vandalizzano il mondo e chi lo abita, il villian di carta o al cinema è costretto a cambiare identità, non a stravolgerla, ma a mutarla: ed è il caso di Harley Quinn. La “nuova” Harley, declinata nel mondo di celluloide, è diventata icona per le adolescenti, le “cattive ragazze” ancora alla ricerca di una propria identità. Dopotutto, il mondo ha bisogno di “cattivi” con cui identificarsi, senza sentirsi colpevole nel farlo.

Harley Quinn e la Gang delle Harley 1

Creata da Bruce Timm e Paul Dini, la dottoressa Harleen Frances Quinzel, poi Harley Quinn e compagna di vita e scorribande del Joker, è un personaggio che dalla serie animata che ne ha decretato la comparsa nell’universo DC ha saputo conquistarsi uno spazio di grande rilievo nel cuore di tutti i lettori delle testate di Batman.
Un cattivo che si è stratificato in maniera sempre più complessa nel corso di più di vent’anni dalla sua comparsa: divertente, ironica, violenta psicopatica, succube, martire ma anche crudele e carnefice, sfaccettature ambigue di una figura che, necessariamente, data la sua identità narrativa, deve essere tale. Ed è proprio tale ambiguità che ha permesso a Jimmy Palmiotti e a Frank Tieri di costruire la serie a fumetti dal grande successo dedicata al personaggio: Harely Quinn non è più un “cattivo” così com’è nata, non supera più un certo limite che, convenzionalmente, la lascerebbe identificare come una nemesi seriamente pericolosa. La sua cattiveria è stata mitigata in favore di un divertente gioco grottesco, a tratti surreale che, con un personaggio come “l’ex del Joker”, permette agli sceneggiatori di mettere in piedi un testo dalla grande ironia, capace di giocare con il concetto di supereroe, nemesi e, sopratutto, di antieroe. Operazione simile, a quella fatta da Daniel Way con la sua straordinaria run dedicata a Deadpool. La miniserie Harley Quinn e la gang delle Harley ovviamente non fa eccezione.

Harley Quinn e la Gang delle Harley 2

Protagonisti del volume sono i membri della “gang” conosciuti sulla testata principale di Harley che permette al duo Palmiotti-Tieri di intraprendere un racconto meno battuto per una serie supereroistica di questo tipo: il noir. Harley Quinn, dunque, non è la protagonista, ma il motore dell’azione, il suo personaggio agisce ma lo fa in secondo piano, parallelamente ai membri della sua banda. Il lettore è abituato a vedere la pazza “arlecchina” in situazioni difficili, assurde, da commedia nera e, in questa mini, Harley è stata rapita. Compito della sua “gang” è di salvarla.
Palmiotti e Tieri, dunque, costruiscono la storia come un vero e proprio giallo, in cui i pezzi lentamente prendono il giusto posto nella ricostruzione della vicenda e conducono il lettore verso il climax risolutivo attraverso dosati colpi di scena e alleggerendo la narrazione con surreali e comici intermezzi che ricordano costantemente che questa, non è una storia di supereroi contro supercattivi, ma quella di un antieroe, anzi, antieroina.

Harley Quinn e la Gang delle Harley 3

Il paniere di disegnatori che hanno illustrato l’avventura della “gang” di Harley è variegato. A Mauricet il compito di essere la prima matita della miniserie: lo stile si presta al comico e al grottesco della storia ma, forse, a volte cede troppo alla deformazione anatomica inducendo in errore, cosa che non accade invece con le espressioni dei volti dei protagonisti che riescono a restituire tutta l’assurdità della vicenda e le risposte emotive dei personaggi. Ad Inkai Miranda è affidato, invece, il compito di narrare il passato del villian della mini: lo stacco grafico permette al ritmo narrativo nelle battute ultime del racconto di alternarsi e, sopratutto di rallentare e contemporaneamente di alimentare la risoluzione finale. Lo stile è meno “giocoso”, più spigoloso, trsposizione, forse, dei drammatici e conflittuali eventi che racconta. Il penultimo albo vede tra i disegnatori Dawn McTeigue che fonde le due narrazioni precedenti e raccoglie la trama nel momento della sua deriva action, grazie ad uno stile che si presta perfettamente al fumetto supereroistico. Amanda Conner e Frank Cho, invece, ci regalano le divertenti, surreali e giocose cover e rispettive variant.

La miniserie Harley Quinn e la gang delle Harley è l’ideale compendio per chi segue la testata principale dedicata all’arlecchina DC, ma risulta godibile anche per una lettura avulsa dal contesto in cui si inscrive. Il piacere della lettura è riservato, in misura maggiore, al testo scorrevole e accattivante, coadiuvato da interessanti trovate grafiche che concedono molto spazio alla spettacolarità della narrazione.

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Ad aprile Harley Quinn alla riscossa

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Aprile sarà il mese di Harley Quinn. La DC ha infatti annunciato l'uscita di uno one-shot e l'esordio di una miniserie dedicati al personaggio.

Lo one-shot, Harley Quinn and the Suicide Squad April Fool's Special, uscirà il 6 aprile. Sarà scritto da Rob Williams (Marthian Manhunter, Unfollow) e avrà tra i disegnatori Jim Lee, di nuovo all'opera, oltre a Scott Williams e Sean "Cheeks" Galloway.
La cover è di Jim Lee e Scott Williams, la variant è di Galloway, oltre alla blank variant cover.
Promo e anteprima della cover sono state diffuse via ComicVine.

Evil Anonymous è il gruppo di supporto per villain in difficoltà. Nessun problema è troppo folle o omicida e la discrezione è assicurata come solo una clown principessa del crimine può garantire: per nulla.
Ma quando Harley Quinn comincia a usare gli schemi malvagi dei suoi "pazienti" contro loro stessi, qualcuno farà a lei uno scherzo molto più grande, pericoloso e sconvolgente.

Il 13 aprile uscirà invece Harley Quinn and Her Gang of Harleys #1, primo numero della nuova miniserie su Harley Quinn annunciata dalla DC Comics sempre via ComicVine.
La serie è scritta da Frank Tieri e Jimmy Palmiotti, con i disegni di Mauricet e cover di Amanda Conner (variant cover ancora di Mauricet).

Harley Quinn è stata rapita e il suo nuovo team di assistenti, "the Gang of Harley" si mette all'opera per ritrovarla. Ma sono tutti in pericolo, sia loro che le loro famiglie, per via di un nuovo strano cattivo con un rancore molto personale nei confronti di Harley.

Di seguito in gallery le cover delle due uscite di aprile.

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Marvel: primo sguardo a Black Knight #1

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Il prossimo 11 novembre uscirà il primo numero di Black Knight, la nuova serie Marvel dedicata al Cavaliere Nero, scritta da Frank Tieri e disegnata da Luca Pizzari.

La maledizione della Spada d'Ebano incombe su Dane Whitman, quinto Cavaliere Nero. Attraverso i secoli, i suoi predecessori hanno trovato una morte prematura e, giorno dopo giorno, aumenta la dipendenza di Dane dalla spada. Soccomberà anche lui?
Solo e smarrito, si ritrova a Weirdworld, il luogo delle cose perdute. Non ne conosce il motivo e non sa nemmeno perché gli Uncanny Avengers ce l'abbiano con lui...

In basso, nella gallery, l'opportunità di dare una prima occhiata al #1 e all'universo Marvel visto dall'angolazione del tutto nuova di Black Knight.

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All-New All-Different Marvel: Frank Tieri e Luca Pizzari su Black Knight

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Fra le nuove serie non ancora annunciate del nuovo universo "All-New All-Different Marvel" ecco spuntare una regular su Black Knight. Come rivela Newsarama, al lavoro sulla testata vedremo Frank Tieri e Luca Pizzari.

"Stiamo cercando di fare una serie che è diversa da tutte quelle che ci sono là fuori", ha spiegato Tieri, "e sicuramente non sarà quello che ci si aspetta davvero da una testata sul Cavaliere Nero. Certo, ci sarà tanto "sword and sorcery" e tutta quella roba, ma è davvero più di questo. Nel suo cuore, Black Knight sarà la lotta di un uomo con quello che io chiamo una 'dipendenza necessaria.' Credo che la migliore descrizione sia qualcosa un po' come un incrocio tra Game of Thrones e Breaking Bad. Chiamatelo "Breaking Blade", se volete".

Riguardo a Pizzari, Tieri ha aggiunto: "Ho conosciuto il lavoro di Luca su Red Skull e ho subito capito che sarebbe stato perfetto per noi. Si tratta di un Dane più dark rispetto al personaggio a cui siamo abituati, un Dane che è un po più pericoloso, e Luca ha uno stile bello grintoso molto adatto a questo. È davvero un artista ideale per quello che vogliamo fare con questa serie".

L'immagine della copertina qui di seguito è ad opera di Julian Totino Tedesco.

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black knight 04 FINAL small

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