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Chris Claremont scrive una storia del passato degli X-Men

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Chris Claremont tornerà a scrivere una storia per i mutanti nel numero 12 della serie antologica X-Men Legends in uscita a febbraio.

Claremont sarà affiancato dall'artista Scot Eaton mentre Alan Davis realizzerà la cover. La storia sarà in continuity con le vicende narrate nel 1988 su Uncanny X-Men prima del lancio di Excalibur, che non a caso è stata disegnata da Davis.

La nuova storia vedrà protagonisti i membri originali di Excalibur Nightcrawler e Kitty Pryde insieme a Mystica e Destiny. Sulla scia dell'evento "La caduta dei mutanti" del 1988, il mondo crede che gli X-Men siano morti e Mystica cerca Forge per vendicare la morte di Rogue. Destiny recluta un Nightcrawler ferito e Kitty (che ha formato Excalibur credendo che gli X-Men fossero morti) per aiutare il suo partner a non commettere un grave errore.

"È sempre divertente tornare indietro lungo i percorsi esistenti e soprattutto avere l'opportunità di colmare un paio di interessanti lacune che sono state inizialmente saltate lungo la strada, chiudendo un arco narrativo significativo e accendendo il fuoco che dà vita alla serie che segue", dichiara Claremont nell'annuncio diffuso dalla Marvel

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Cofanetto X-Men: The Classic Collection, recensione: la nascita di una leggenda

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Quando nel fatidico 1975 fece la sua comparsa nelle edicole americane Giant Size X-Men 1 nessuno, compresi i lettori e i creativi coinvolti, avrebbe potuto immaginare quale impatto profondo avrebbe avuto questo albo speciale di lunghezza extra sulla storia del fumetto e della cultura popolare in genere. Tra tutte le serie Marvel create da Stan Lee e Jack Kirby nei favolosi anni ’60, X-Men era stata quella di minor successo, soprattutto per il repentino abbandono della coppia di creatori che aveva preferito concentrare i propri sforzi su titoli come Fantastic Four e The Mighty Thor. Nonostante alcuni numeri di straordinaria qualità realizzati da geni come Jim Steranko e Neal Adams, la serie sospese la pubblicazione di materiale inedito col numero 66 del 1970 trasformandosi in una collana di ristampe, con i mutanti di Xavier che si specializzarono in ospitate nelle testate di altri eroi. Ma l’ambizione di rilanciare il gruppo non aveva mai abbandonato le menti del Bullpen, il mitico ufficio creativo della Casa delle Idee.

L’occasione propizia si presentò nel 1975 quando Albert Landau, presidente tanto della Cadence, società allora proprietaria della Marvel, quanto della Transworld, agenzia che trattava i diritti di pubblicazione dei personaggi della casa editrice all’estero, suggerì a Stan Lee e a Roy Thomas di creare un gruppo con personaggi di diverse etnie, in modo da allargare il bacino di lettori a livello internazionale. Il compito venne affidato a Len Wein, giovane sceneggiatore allora in forze alla Marvel che, su The Incredible Hulk 181, aveva appena fatto debuttare un canadese dal carattere scontroso destinato ad una straordinaria carriera: Wolverine. Wein pensò bene di recuperarlo, e di inserirlo nella nuova squadra internazionale di X-Men insieme ad altri personaggi che avrebbero fatto epoca come l’africana Ororo Munroe, Tempesta, il tedesco Kurt Wagner, Nightcrawler, il russo Piotr Rasputin, Colosso, ed altri. La fortuna dello scrittore e della Marvel fu quella di trovare l’artista in grado di tradurre in immagini la fucina di idee partorite da Wein. Dave Cockrum era un disegnatore dalla fervida immaginazione, insuperabile nell’ideare il look dei personaggi, e quello dei suoi X-Men diventò iconico. Fu il lavoro della sua vita, quello per cui verrà sempre ricordato.

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Wein & Cockrum posero le basi per quella che diventerà la saga a fumetti più amata di tutti i tempi, grazie a soprattutto a Chris Claremont che prese il posto, fin dal secondo numero, di un Wein promosso ad editor in chief della Marvel. Nella sua gestione della serie, durata sedici anni, Claremont scriverà un lungo feuilleton a fumetti popolato da personaggi indimenticabili, caratterizzati in modo realistico e tridimensionale, attraversato da trame avvincenti e sottotrame portate avanti per mesi, se non anni, prima di deflagrare davanti agli occhi del lettore. Un’epopea dei nostri tempi, che Panini Comics celebra con X-Men: The Classic Collection, un cofanetto che contiene due volumi imperdibili.

Il primo, Tributo a Wein & Cockrum, è il remake del mitico Giant Size X-Men 1 offerto per gentile concessione di alcuni dei migliori talenti in forze attualmente alla Marvel. Un team di disegnatori “all-star” illustra la sceneggiatura originale di Len Wein, disegnandone una pagina a testa. Riviviamo così la prima avventura dei nuovi X-Men, reclutati dal Professor Xavier per correre in soccorso del gruppo originale, disperso durante una missione sull’isola di Krakoa. Una storia classica in cui, per la prima volta, si intrecciano i destini di reclute che diventeranno pietre angolari del team, come i già citati Wolverine, Tempesta, Nightcrawler e Colosso, e di membri fondatori come Ciclope, Marvel Girl, Angelo e Uomo Ghiaccio. Il motivo d’interesse principale del volume è costituito dalla parata di artisti accorsi per fornire il loro contributo ai festeggiamenti. Una rappresentativa dei migliori talenti oggi in forze alla Marvel: si va da maestri come Alex Ross e Kevin Nowlan a veterani come Leinil Francis Yu, Chris Samnee e Phil Noto, da giovani star come Pepe Larraz, R.B. Silva e Mike Del Mundo ad una folta schiera di artisti italiani che da anni collaborano con la Casa delle Idee come Emanuela Lupacchino, Valerio Schiti, Marco Checchetto e Matteo Lolli. Ciascuno di loro, e i molti altri presenti in una lista troppo lunga da elencare, apporta il proprio talento donando nuova vita e uno storytelling fresco allo script di Wein.

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A seguire, viene riproposta anche la versione originale, disegnata da Cockrum, per stimolare un confronto tra classico e moderno. Pagine talmente iconiche da meritare l’esposizione in un ideale museo del fumetto, che ancora oggi colpiscono per la vitalità a loro conferita da un’artista alle prese col lavoro della sua vita. Chiudono il volume un commovente ricordo degli scomparsi Wein & Cockrum da parte delle rispettive vedove e un pezzo scritto dallo stesso Chris Claremont, che rievoca l’inizio di una leggenda a cui avrebbe contribuito in maniera determinante.

Ad X-Chris sono dedicate invece tutte le luci della ribalta del secondo volume presente nel cofanetto, la versione estesa di un altro classico che non ha bisogno di presentazioni: Dio ama, l’uomo uccide. Si tratta di una delle storie più celebri degli X-Men e di una prova d’autore di qualità assoluta da parte di Claremont, giunta al culmine di una fase importante della vita degli Uomini X. Sulla serie regolare, infatti si stava consumando la fine del secondo ciclo di Dave Cockrum come disegnatore, tornato su Uncanny X-Men dopo l’addio della superstar John Byrne che, in coppia con Claremont, aveva lanciato la testata verso vette qualitative inarrivabili grazie a classici come la Saga di Fenice Nera e Giorni di un futuro passato. Il ritorno di un Cockrum meno ispirato coincise con un momentaneo calo qualitativo del comparto grafico, che riprese quota grazie all’arrivo del giovane e talentuoso Paul Smith.

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Intanto, la Marvel aveva varato una linea di graphic novel, albi di grande formato ispirati al modello francese che ospitavano storie di maggiore ambizione autoriale rispetto a quelle che apparivano nella gran parte delle testate regolari. Gli X-Men, all’epoca, erano il più grande successo dell’editore, quindi apparve del tutto logico dedicare anche a loro un’uscita speciale della nuova linea a vocazione d’autore. Claremont, suggestionato dall’ondata conservatrice e reazionaria portata dal governo Reagan e dalla proliferazione di predicatori televisivi retrogradi e bigotti che cominciavano ad imperversare nelle emittenti tv americane, scrisse l’opera che meglio di ogni altra definisce la grande metafora della lotta all’intolleranza che è alla base della saga degli Uomini X. In Dio ama, l’uomo uccide, i pupilli di Xavier non affrontano robot sterminatori come le Sentinelle o nemesi venute dallo spazio come la Guardia Imperiale Shi’ar, ma avversari dotati del peggiore dei poteri: l’odio. Odio puro, quello distillato dal reverendo William Stryker nelle sue dirette televisive, nei confronti dei mutanti presi a paradigma di tutto ciò che è diverso e che, quindi, suscita paura nell’uomo della strada. Una paura cavalcata da Stryker e dal gruppo di assassini da lui segretamente finanziato, i Purificatori, che non esitano ad uccidere bambini che hanno la sola colpa di essere mutanti. Un confronto che dovrà essere risolto dagli X-Men non tanto sul piano fisico quanto su quello filosofico, in un finale drammatico che vedrà Ciclope, Wolverine e soci allearsi col nemico di sempre, Magneto, per mettere fine alla minaccia rappresentata da Stryker.

Si prova un senso di forte disagio a rileggere dopo tanti anni Dio ama, l’uomo uccide. Se all’epoca della sua uscita  rappresentava un monito affinché alcune pagine buie della storia non si ripetessero, oggi il capolavoro di Claremont risulta attuale più che mai. Attraversato da una narrazione tesa, cupa e a tratti disperata, questa classico del fumetto sembra ora solo un pallido riflesso del rigurgito di intolleranza che popola il nostro tempo, segnato da crisi di ogni tipo che favoriscono l’ascesa di seminatori d’odio e di cattivi maestri. Opera senza tempo, al cui risultato finale contribuì anche il tratto grezzo di Brent Anderson, costretto ad una sintesi del suo stile dai tempi di consegna molto stretti. Ne scaturirono invece pagine suggestive, dominate da un’energia nervosa che si sposò perfettamente con la sceneggiatura vibrante di Claremont. Dal 1982, anno della sua uscita, Dio ama, l’uomo uccide è una delle storie degli X-Men più celebri e ristampate, grazie alla sua capacità di riassumere nell’arco della sua durata le qualità migliori della grande epopea mutante di Chris Claremont. Non a caso è la fonte d’ispirazione principale per una delle migliori pellicole dedicate agli X-Men, il secondo capitolo della saga cinematografica mutante firmata da Bryan Singer.

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Il volume presente nel cofanetto ne presenta una versione estesa, con una cornice aggiuntiva firmata dagli autori originali che non aggiunge però nulla a un’opera che era già perfettamente compiuta. Molto interessanti sono invece gli extra, che presentano interviste agli stessi Claremont e Anderson, e le pagine a matita, mai mostrate prima, disegnate dall’artista originariamente previsto per la graphic novel, il grande Neal Adams. Adams completò solamente sei pagine prima di abbandonare il progetto, e la loro pubblicazione contribuisce a fare del volume una chicca imperdibile, come il cofanetto che lo ospita, per tutti gli appassionati della saga leggendaria degli X-Men.

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La Marvel pubblica una storia classica di Wolverine in 3D

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La Marvel farà uscire a gennaio una ristampa in 3D del classico albo Wolverine #10 del 1989 di Chris Claremont, John Buscema e Bill Sienkiewicz

L'albo si intitolerà Wolverine VS. Sabretooth 3D #1, ecco la sinossi:

"Una classica storia di Wolverine di Chris Claremont, John Buscema e Bill Sienkiewicz ora in un sesazionale 3D! È il compleanno di Logan a Madripoor - e come ogni anno, sta riflettendo su un compleanno precedente e su un capitolo cruciale della sua lunga e sanguinosa rivalità con Sabretooth! Preparati per un viaggio nel selvaggio passato di Wolverine, in un periodo in cui i suoi ricordi erano spariti e la sua storia era avvolta nel mistero - e con uno dei combattimenti più tesi e personali tra Wolverine vs Sabretooth che tu abbia mai visto! Ora, Logan e Creed balzeranno dalle pagine davanti ai tuoi occhi - fai attenzione ai loro artigli!"

Questa è la seconda ristampa Marvel 3D di quest'anno, Amazing Spider-Man #300 è stato presentato nel mese di agosto.
Di seguito la cover di Wolverine VS. Sabretooth 3D #1.

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Le cover di Sienkiewicz, Simmonds e McLeod per la storia inedita dei Nuovi Mutanti

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Questo 26 settembre approderà nelle fumetterie d’oltreoceano New Mutants: War Children #1, one-shot celebrativo scritto e disegnato rispettivamente dai leggendari Chris Claremont e Bill Sienkiewicz che intenderà festeggiare gli ottanta anni editoriali della Casa delle Idee proponendo agli appassionati un racconto inedito imperniato sui Nuovi Mutanti, celebre formazione dei Figli dell’Atomo nata nel 1982 grazie allo stesso Claremont e al disegnatore Bob McLeod. In Italia, il suddetto albo sarà edito da Panini Comics a soli due mesi di distanza dalla sua pubblicazione statunitense, precisamente il 7 novembre, all’interno di uno spillato da 48 pagine per un prezzo di copertina di 3,50 euro intitolato Nuovi Mutanti: Figli della Guerra.

Negli Stati Uniti, New Mutants: War Children #1 sarà pubblicato con tre copertine differenti che trovate in fondo all’articolo: esse portano la firma dei già citati Bill Sienkiewicz e Bob McLeod e di Martin Simmonds, noto co-creatore di Punks Not Dead visto all’opera come interior artist per la Marvel Comics nel nono numero dell’acclamato Immortale Hulk di Al Ewing e Joe Bennett. In basso vi riportiamo anche la sinossi ufficiale del fumetto in questione.

“Forti e liberi! Non perdetevi questo grande evento che vede i leggendari autori Chris Claremont e Bill Sienkiewicz riunirsi con Magik, Wolfsbane, Cannonball, Cypher, Mirage, Karma e Sunspot per condividere con voi questa storia mai narrata prima sul passato dei Nuovi Mutanti! Quando Warlock viene assalito da un incubo, tocca ai suoi amici salvarlo! Ma mentre Warlock diventa sempre più forsennato, i protagonisti dovrebbero più preoccuparsi riguardo all’essere in grado di salvare sé stessi… soprattutto quando il demone interiore di Magik, Darkchylde, minaccia di liberarsi! Per di più, una apparizione speciale di nientemeno che Kitty Pryde!”

 

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