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Rivelato il character design per il reboot a fumetti di Buffy

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Grazie a BOOM! Studios, Buffy è tornata nel mondo dei comics, quando ad inizio anno, l'editore ha annunciato piani per Buffy the Vampire Slayer, nuovo reboot a fumetti basato sull'iconico show televisivo degli anni ’90.
Il creatore di Buffy, Joss Whedon, sarà il consulente della serie, e Jordie Bellaire scriverà il fumetto, mentre Dan Mora supervisionerà il comparto artistico.

Ora, BOOM! Studios offre una prima occhiata ai disegni dei personaggi realizzati da Mora dei vari abitanti di Sunnydale tra cui Buffy Summers, Xander Harris, Willow Rosenberg e Rupert Giles, Spike, Anya e Drusilla. Questo reboot azzera gli eventi della serie riportando i personaggi all'inizio della storia di Buffy.

"Come puoi vedere, Jordie e Dan hanno piani enormi per Buffy e gli altri personaggi - a partire da alcune introduzioni piuttosto importanti di personaggi come Anya e... beh, non lo rivelerò ancora", ha detto Jeanine Schaefer, Executive Editor della BOOM! Studios. "Ma diciamo solo che il numero 4 sarà una lettera d'amore per la Buffy che tutti adoriamo e, poi, andremo in direzioni che nessuno si aspetta".

Buffy the Vampire Slayer #1, di Jordie Bellaire, Dan Mora e Joss Whedon, uscirà il 9 gennaio per BOOM! Studios.

(Via CBR)

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R.L. Stine, autore di Piccoli Brividi, realizzerà 4 graphic novel per BOOM! Studios

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R.L. Stine, conosciuto in tutto il mondo per la collana di libri horror per ragazzi Piccoli Brividi (Goosebumps), ha firmato un contratto per 4 graphic novel con la BOOM! Studios.

"Sono così fortunato di aver potuto spaventare tante generazioni di bambini", ha affermato Stine in una dichiarazione. "Ora mi sento fortunato ad andare oltre Goosebumps, verso un nuovo mezzo di spavento e risate agghiaccianti. Spero che BOOM! sia il suono di un'esplosione di divertimento in un mondo per me completamente nuovo".

"Da sempre appassionato di R.L. Stine, non potrei essere più entusiasta di vederlo spaventare un'intera nuova generazione, con una serie di graphic novel horror originali taragti BOOM! Studios", ha dichiarato Bryce Carlson,  VP of Editorial & Creative Strategy della BOOM! Studios. "Il suo lavoro ha cambiato la mia vita di lettore e non vedo l'ora che i giovani lettori di oggi condividano questa esperienza".

L'opera più recente di Stine nel mondo del fumetto è stata la serie Man-Thing della Marvel Comics, con la quale ha lavorato con diversi artisti ospiti, tra cui Daniel Warren Johnson e German Peralta.

Il primo dei quattro graphic novel di Stine verrà pubblicato da BOOM! nell'autunno 2019.

(Via CBR)

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Citizens Arrest: il ritorno di RoboCop a fumetti

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RoboCop sarà protagonista di una nuova miniserie, prodotta da BOOM! Studios, intitolata RoboCop: Citizens Arrest. Ambientata 30 anni dopo il primo capitolo dedicato al poliziotto, il fumetto parte da un inquietante what-if: cosa succederebbe in un mondo in cui tutte le forme di governo, compresa la Polizia, sono state privatizzate?

"RoboCop rimane uno dei miei film preferiti ed è stato una delle mie prime influenze sul tipo di storie che ho cercato di leggere e guardare, e alla fine di creare da solo" ha detto lo sceneggiatore Brian Wood, sostenendo che "è un onore scrivere questa serie, scrivere di Alex Murphy e mostrare a tutti quanto i temi chiave di RoboCop - la brutalità della polizia, il blocco sindacale, la manipolazione dei media, la privatizzazione delle forze dell'ordine e l'emarginazione dei poveri - siano incredibilmente attuali ora come lo erano negli anni '80".

Il disegnatore Jorge Coelho ha aggiunto che "alcuni film trascendono il cinema, mentre i classici trattano quell'enigmatico mix di tempismo e idee che, in qualche modo, li rendono resistenti alla prova del tempo, e per me, RoboCop, è uno di loro. […] Citizens Arrest aggiungerà nuovi personaggi e offrirà una visione a fumetti che tratterà i lettori e i fan con l'amore e il rispetto che questo classico del cinema merita".

RoboCop: Citizens Arrets è previsto ad aprile 2018, sarà scritto da Brian Wood e disegnato da Jorge Coelho, quest’ultimo tornato alla BOOM! Studios dopo aver lavorato diversi anni alla Marvel. A seguire due variant cover previste e realizzate da Jim Towe e David Rubin.

(Via Newsarama)

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Klaus, recensione: Le origini segrete di Santa Claus secondo Grant Morrison

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In una non meglio precisata e innevata regione dell’Europa del Nord, il cacciatore Klaus torna dopo molti anni nella città fortificata di Grimsvig per vendere pelli di animali, unica fonte di sostentamento per lui possibile. Ma durante gli anni della sua assenza le cose sono cambiate, e di molto: l’accogliente città è diventata tetra e inospitale, e l’avvilita popolazione subisce senza reagire la dittatura dello spietato reggente, Lord Magnus, che costringe gli uomini della comunità a turni di lavoro sfiancanti nelle miniere, sommergendoli di tasse. Come se non bastasse, il tiranno è deciso a sottrarre al popolo ogni forma di gioia e di svago, a cominciare dai festeggiamenti per la ricorrenza dello Yule, nella quale le famiglie si riuniscono per condividere sontuosi banchetti e scambiarsi doni: la tradizione vuole che ai bambini, in particolare, vengano regalati dei giocattoli. Ma il malvagio tiranno ordina alle sue guardie di sottrarre i giocattoli a tutti i bambini del villaggio, per farne dono al suo viziato figlio, Jonas.

Dopo aver assistito al maltrattamento di alcuni bambini da parte delle guardie di Magnus, Klaus non può restare in disparte: il selvaggio attacca i soldati ma questi lo soverchiano in numero, e il cacciatore ha la peggio. Ferito, Klaus si ritira chiedendosi come possa aiutare gli abitanti di Grimsvig a liberarsi della dittatura e i bambini a recuperare lo spirito gioioso della festività dello Yule: quando è sul punto di disperare, arriva in suo soccorso il mistico popolo lucente che gli conferisce abilità straordinarie. Il cacciatore potrà così fare ritorno nel villaggio per combattere l’oppressore e riportare il sorriso sul volto dei bambini, ai quali farà trovare sotto l’albero giocattoli da lui fabbricati, gesto che rappresenta contemporaneamente un atto di generosità e una sfida lanciata all’odioso regime. Klaus diventerà ben presto una figura mitica e leggendaria, beniamino del popolo e acerrimo nemico del tiranno che cercherà in ogni modo di catturarlo.

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Arriva finalmente in Italia grazie a Panini Comics Klaus, miniserie con la quale Grant Morrison narra le origini di un personaggio iconico della cultura popolare come Santa Claus. Il guru scozzese si cimenta per la prima volta in carriera con una fiaba, abbandonando momentaneamente la narrazione metatestuale e le atmosfere psichedeliche che ne hanno fatto uno degli autori più complessi, studiati e amati del fumetto contemporaneo. Una fiaba, dicevamo, ma partorita comunque dal sovversivo autore di Animal Man, Doom Patrol e Invisibles: non aspettatevi quindi rassicuranti e bonari vecchietti paffuti che condividono la propria abitazione con elfi vestiti di verde. Il “Babbo Natale” di Morrison è l’archetipo del loner e del badass, un intrigante incrocio tra Wolverine, Conan, Robin Hood e Batman. Con Logan condivide il fascino dell’individuo solitario e carismatico, che torna in città per portare ordine e giustizia come in un western di Sergio Leone, oltre a costituire l’inevitabile oggetto del desiderio per la fanciulla di turno, qui rappresentata da Lady Dagmar, la bella moglie di Lord Magnus con cui Klaus aveva condiviso una storia d’amore in gioventù; è selvaggio come il Cimmero e se ne infischia dell’ordine costituito, peraltro instaurato da un regime oppressivo e tirannico, e come Conan è un maestro nel brandire la spada; ha una coscienza sociale come Robin Hood che riflette quella dello stesso Morrison, cresciuto in un paese di minatori vicino Glasgow e fiero oppositore, in gioventù, della politica economica della Sig.ra Thatcher; agisce nella notte avvolto nel suo mantello, atletico e furtivo come il Cavaliere Oscuro.

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D’altronde, Morrison è pur sempre uno dei migliori scrittori di supereroi su piazza, abile come nessun altro a metterne in risalto la carica iconica e a riscriverne origini e motivazioni per i tempi moderni. Nell’approcciarsi a Klaus, Morrison segue lo stesso schema utilizzato per le sue felici gestioni di Superman e Batman, icone pop usate da Morrison come latori di un messaggio positivista che può portare un cambiamento benigno nel mondo; da questo punto di vista, nonostante la veste fiabesca, Klaus è un’opera perfettamente coerente col resto del corpus dello produzione dello scozzese. Tra le sue pagine, troviamo tutte le tematiche tipiche dell’autore di Multiversity, dall’irrinunciabile vocazione alla psichedelia (qui rappresentata dall’apparizione del popolo lucente), allo sciamanesimo, passando per i vimana indiani, le prese di posizione politiche come sottolineato poc’anzi, per arrivare alla fede incrollabile nella magia. Nelle mani di Morrison, anche una fiaba che narra le origini di Santa Claus può diventare un esempio di controcultura che veicola un messaggio di libertà, comprensibile anche da lettori non iniziati, a differenza di quanto accade con le sue opere più complesse. Non male per una favola! E poi diciamo la verità: con tutto il rispetto per le renne, questo Babbo Natale che arriva alla riscossa in sella ad una slitta trainata da lupi siberiani, armato da uno spadone degno di Conan non si batte.

Una bella sorpresa è rappresentata dal comparto visivo, dove il nuovo arrivato Dan Mora gestisce con la sicurezza del veterano matite e colori: stupenda la rappresentazione della città medievale di Grimsvig, piena di dettagli che trasportano il lettore all’interno della fiaba; potente la resa del selvaggio Klaus, erede dei migliori eroi sword’n’sorcery. Un tratto davvero piacevole quello dell’artista costaricano, abilissimo nella caratterizzazione grafica dei personaggi e nel costruire tavole improntate al dinamismo e al forte impatto visivo. Felicissima anche l’uso della palette cromatica, con un altalenarsi di colori freddi e caldi a seconda che ci troviamo esposti ad una tormenta di neve che gela le ossa o riscaldati dal calore di una torcia nelle scene d’interni. Non crediamo di sbagliare se pronostichiamo un futuro da star per il buon Dan Mora.

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Panini Comics propone Klaus nel consueto formato cartonato softouch, ormai un piacevole standard per la casa editrice modenese. Lettura obbligata di questo Natale 2017, da regalare ad amici e parenti che vogliano rendersi conto delle infinite potenzialità del mezzo fumetto, anche quando ha a che fare con personaggi così profondamente radicati nell’immaginario popolare collettivo.

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