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Absolute Catwoman raddoppia e si concluderà col numero 12

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DC Comics ha annunciato l'estensione di Absolute Catwoman da sei a dodici numeri realizzati da Che Grayson e Bengal. Si tratta del terzo titolo dell'Absolute Universe a ottenere una simile espansione dopo Absolute Martian Manhunter e Absolute Green Arrow.

Nata come miniserie di sei uscite, Absolute Catwoman si inserisce nell'Absolute Universe di DC Comics e presenta una nuova versione di Selina Kyle. La serie è stata lanciata da Scott Snyder e Che Grayson, con i disegni di Bengal. L'estensione permetterà al gruppo creativo di sviluppare ulteriormente la storia del personaggio, inizialmente concepita per un arco narrativo più breve.

Grayson ha accolto con entusiasmo la notizia, sottolineando l'importanza di poter continuare il percorso narrativo di Selina: «Lavorare con Scott, Bengal e il resto del gruppo è stato davvero un sogno che si avvera, e sapere che possiamo continuare la storia di Selina è un grande onore». L'autrice ha inoltre anticipato che i prossimi sviluppi approfondiranno i legami del personaggio con Gotham e con il mondo che la circonda.

L'annuncio si inserisce in una fase significativa per l'Absolute Universe, segnata dagli avvenimenti di Absolute Batman #25. Secondo Scott Snyder, gli sviluppi presentati nell'albo facevano parte dei piani narrativi fin dalle prime fasi del progetto e hanno contribuito anche alla pianificazione di Absolute Catwoman. L'autore ha inoltre anticipato che Grayson e Bengal hanno in serbo sviluppi importanti per Selina e per i personaggi che la accompagnano, in vista del 2027.

Anche Bengal ha espresso la propria soddisfazione per la possibilità di proseguire il lavoro sulla serie. L'artista ha descritto il progetto come un progetto particolarmente adatto alle proprie inclinazioni, evidenziando il piacere di collaborare gli altri colleghi e di dare forma alle avventure del personaggio nell'universo Absolute. La conferma di nuovi numeri, ha aggiunto, è stata accolta con grande entusiasmo.

Nel frattempo, Absolute Catwoman #4 è atteso per il 4 novembre. La storia vedrà Selina e i Calicos impegnati in una corsa per impossessarsi dello Yarn, un potente supercomputer, prima che Cassandra Cain e la Lega delle Ombre riescano a raggiungerlo.

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Death or Glory 1, recensione: una corsa contro il tempo e gli psicopatici

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Il claim è davvero incisivo, ammettiamolo: “Cinquemila miglia, quattro colpi, tre giorni, due psicopatici e una donna che ne ha abbastanza”. Solitamente sono quelle frasi impattanti che servono solamente a vendere, ma qui risulta tutto vero. Rick Remender non ha bisogno di “atti di fede”, ha dimostrato più volte il suo talento, sbarcando anche in tv con la trasposizione del suo Deadly Class, sempre edito in America per la Image Comics.

Siamo a Yuma, in Arizona, ovvero negli Stati Uniti, al confine con il Messico. Quell’estremo sud ovest che più volte ci è stato narrato.
Scena iniziale: in un fast food verso orario di chiusura, due dipendenti sono intenti a finire le faccende per poter tornare alla loro vita. Si presenta un uomo con modi gentili ma palesemente freddi e particolari. Ordina 123 hamburger. I due ragazzi credono sia uno scherzo ma l’uomo insiste in maniere educata, sottolineando il loro dovere. Al rifiuto da parte del personale, l’ultimo cliente rimasto cerca di mandar via l’uomo ma questi estrae un’arma alimentata ad azoto liquido e ammazza i tre disgraziati. Il richiamo, evidente, è a Anton Chigurh di Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen.

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Nella scena successiva siamo in un garage e facciamo conoscenza della protagonista della storia: Glory. Mentre salda pezzi di un’automobile, capiamo subito che è una meccanica bella tosta e Remender ci introduce in maniera brutale in ciò che sta per fare.
Dopo il prologo, l’autore ci fa conoscere il vissuto della ragazza. Un’infanzia a bordo di un camion. Una vita on the road dopo che il padre ha lasciato il lavoro frustrante che aveva. Ora è proprio quest’ultimo che ha bisogno di cure, non avendo assicurazioni sanitarie. Ha bisogno di un trapianto di fegato entro settantadue ore. Glory decide di compiere una rapina ai danni dell’impresa criminale dell’ex marito. Da qui partono le vicende frenetiche della storia, con sequenze adrenaliniche: inseguimenti mozzafiato, sparatorie di ogni genere, morti assurde, che vengono alternate a rallentamenti (anche se brevi) di dialoghi intimi e tranquilli e flashback che cercano di mettere chiarezza su alcuni punti.

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I toni della narrazione sono sopra le righe, il racconto è frenetico ma Remender e Bengal hanno calibrato tutto in maniera minuziosa e precisa. Si nota la maestria nel saper tessere le vicende, arrivando al punto estremo di velocità, ma senza superare la soglia che porta al disordine e caos.
Per quanto riguarda il contesto sociale messo in atto tramite un worldbulding accurato il team punta l'occhio verso il sud degli Stati Uniti. Da Southern Bastards a Redneck, anche Death or Glory contestualizza uno spaccato noto agli americani. Il mondo dei camionisti è il perno migliore su cui far ruotare una vicenda sincopata e veloce, mescolata saggiamente a scene dove si comprende il loro modo di vivere e le scelte di libertà che comportano con i loro pro e contro. Ogni trucker sa che quella è la propria famiglia. Una famiglia che conosce le abitudini, la difficoltà e la bellezza del vivere senza restrizioni. Ci sono ognuno per l’altro, qualsiasi sia la posta in gioco, come quella di Glory.

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I disegni sono affidati al noto fumettista francese Bengal, che infonde dinamismo alle tavole grazie ad inquadrature cinematografiche dal grande impatto. Le scene d’azione sono spettacolari e molto dettagliate e ci catapultano in inseguimenti mozzafiato e sparatorie adrenaliniche. Molto belle le scelte stilistiche delle scene di violenza, che sottolineano la crudezza di determinati atti e soprattutto evidenziano la brutalità del tema.
Il tratto pulito e le linee precise risultano perfette con il mood della storia. La sinuosità delle anatomie e la plasticità dei movimenti dei personaggi entrano in sinergia perfetta con il design dell’altro punto focale del fumetto, ovvero i motori. Auto e mezzi meccanici sono curati minuziosamente.

Il primo volume di Death or Glory ti porta su montagne russe emotive e narrative che ti invogliano a continuare la lettura. L’edizione Bao Publishing è un cartonato 17x21 cm molto curato che presenta, altre al fumetto, gli studi dei personaggio dell'auto di Glory.

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Dark Night: Metal presenta Batman Lost

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Se Dark Nights: Metal è dichiaratamente un evento Bat-centrico, oltre ai 7 numeri della saga centrale, finora abbiamo visto una serie di speciali con protagonisti Batman malvagi alternativi. Il vero Batman, quello originale, affronterà le sue maggiori paure in un nuovo albo one-shot Batman Lost di Scott Snyder, per le matite di Olivier Coipel e Bengal.

Al momento non si hanno ulteriori dettagli. L'albo uscirà l'8 novembre, qui di seguito potete vederne la cover di Bengal.

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Anteprima di Supergirl #1

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Uscirà oggi in America il primo numero della nuova testata di Supergirl, la serie scritta da Steve Orlando e disegnata da Brian Ching.

Nella prima parte della saga "Reign of the Cyborg Superman", Supergirl è tornata e lavora per il DEO per difendere National City. Come Kara Danvers, tipica adolescente americana e studentessa del liceo, Supergirl deve bilanciare la sua vita di supereroe con la sua nuova vita sulla Terra. Ma alcuni demoni del suo passato kryptoniano stanno tornando a tormentarla, e Kara si ritroverà faccia a faccia con il padre: il sinistro Cyborg Superman!

Di seguito potete ammirare l'anteprima di Supergirl #1. La cover è ad opera di Brian Ching, la varian è realizzata da Bengal.

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