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I mutanti prendono il posto degli Avengers in Maximum X-Men di Christopher Yost e Tony S. Daniel

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Nel corso del panel Marvel Comics: Avengers: Armageddon al San Diego Comic-Con è stata annunciata Maximum X-Men, una nuova serie regolare scritta da Christopher Yost e disegnata da Tony S. Daniel. Il primo numero sarà pubblicato il 2 dicembre.

Secondo quanto rivelato durante il panel, la serie è ambientata dopo gli eventi di Avengers: Armageddon. Mentre gli Avengers cercano di riorganizzarsi in un mondo sconvolto dagli eventi della saga, saranno gli X-Men ad assumere il ruolo di principali difensori della Terra.

La formazione sarà guidata da Storm, reduce dalla sua esperienza con gli Avengers, e comprenderà Wolverine, Colossus, Bishop, Iceman, Psylocke, Firestar e Justice. Il primo arco narrativo vedrà la squadra affrontare un'invasione proveniente dalla Zona Negativa, con la minaccia che potrebbe coinvolgere Annihilus o un pericolo ancora più grande.

Per Christopher Yost si tratta di un ritorno agli X-Men dopo il suo precedente lavoro sul franchise negli anni 2010, mentre Tony S. Daniel torna a lavorare sui mutanti dopo la sua partecipazione a X-Men (2024) di Jed MacKay.

Nel corso del panel, Yost ha dichiarato che Maximum X-Men riunisce gli elementi che più apprezza dei fumetti, descrivendola come una storia di eroi sfavoriti chiamati a salvare il mondo da minacce di livello Avengers, con azione, dramma e un'atmosfera ispirata ai classici X-Men di Chris Claremont.

Daniel ha invece affermato che gli X-Men sono da sempre i suoi personaggi preferiti, fin da quando lesse Giant-Size X-Men (1975) #1 da bambino, definendo un onore poter lanciare la nuova serie insieme a Yost e sottolineando l'entusiasmo per il tono e l'energia della storia del primo numero.

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Comic(US) Book #13: a tutta Marvel (o quasi)!

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Tredicesima puntata di Comic(US) Book, in cui, con l’avvicinarsi di Armageddon e la ripartenza di varie serie, è la Marvel a farla da padrona. Impossibile, però, non includere anche La spada selvaggia di Conan, che ospita Ali spezzate, una storia magistrale realizzata per intero da Liam Sharp.

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Il testamento di Destino
Che sia la volta buona per vedere, finalmente, una maxievento Marvel degno di questo nome? È sicuramente presto per dirlo, ma Chip Zdarsky pare proprio impegnato a far sì che Armageddon possa diventare una saga che i fan della Casa delle Idee ricorderanno a lungo. Questo corposo one shot ne è soltanto un gustoso antipasto, tuttavia, contiene già le premesse di ciò che potremo leggere tra qualche mese. In più, l’autore canadese si dimostra abilissimo nel valorizzare le pochissime cose buone che Ryan North aveva introdotto in Un mondo sotto Destino (è bastato un solo albo a Zdarsky per evidenziare l’assoluta mancanza di ispirazione del suo connazionale, il quale, pur avendo a disposizione ben nove capitoli, non è riuscito a mettere in scena nulla che valga davvero la pena di tramandare ai posteri), avviando tutta una serie di sottotrame, in cui la drammaticità di quello che sta per accadere comincia a palesarsi in maniera inesorabile. E lasciateci anche dire che questo è uno dei rari albi degli ultimi anni dove i Fantastici Quattro tornano a essere i personaggi che abbiamo sempre conosciuto.
Disegni di Cafu a corrente alternata, che peccano, a volte, di staticità e poca espressività.
Voto: 7

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Wolverine: Armi dell’Armageddon 1

Ulteriori indizi su cosa ci verrà offerto in Armageddon arrivano da questa miniserie in quattro parti. Chip Zdarsky, attraverso una trama che mischia di continuo presente e passato, coinvolge Wolverine in un thriller fantapolitico dove ritornano il siero del supersoldato, il progetto Arma-X e diversi altri elementi di storiche saghe della Marvel. Il ritmo è serrato, Logan è davvero lui (non la “controfigura” che appare nel suo mensile) e i misteri si fanno sempre più fitti.
Discreti i disegni di Luca Maresca che, senza strafare, tratteggia i vari personaggi con linee pulite, anatomie precise e una fisionomia dei volti molto comunicativa.
Voto: 7

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Capitan America 7 (194)

Capitan America – L’ombra di Destino parte due
Se Il testamento di Destino e Wolverine: Armi dell’Armageddon hanno introdotto alcuni di quelli che saranno gli assi portanti dell’imminente maxievento, è la serie di Capitan America a spianare realmente la strada verso di esso, con un fine lavoro di tessitura, iniziato da Chip Zdarsky già nel primo numero della sua gestione. A poco a poco, anche aspetti che sembravano solo funzionali alla presentazione della versione aggiornata di Steve Rogers, mostrano, invece, di essere tasselli importanti alla costruzione della saga. In più, continuano gli intrighi politici, sullo sfondo di una Latveria nel caos per la scomparsa di Victor Von Doom e, nel finale, un personaggio femminile, apparentemente secondario, ci regala un cliffhanger assolutamente inatteso. Uno Zdarsky così ispirato, forse non lo abbiamo mai visto.
Efficaci disegni di Delio Diaz e Frank Alpizar, il cui tratto lineare e dotato di una discreta eleganza si rivela più che adeguato sia nel far risaltare le scene d’azione che nel rappresentare i momenti di passaggio necessari a definire le dinamiche del racconto (se ne deve essere accorto anche il buon Chip, tanto che saranno proprio loro a illustrare i vari capitoli di Avengers: Armageddon).
Voto: 7,5

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Iron Man 2 (151)

Iron Man – Sotto Pressione
Joshua Williamson decide di prendersela molto comoda e non aggiunge granché alla trama di cui si è visto qualche scampolo nell’episodio iniziale. Preferisce ricordare ai lettori l’ambiguo rapporto che lega Tony Stark a Whitney Frost, sua conclamata nemesi di questa run. Per il resto, l’autore americano conferma la sua intenzione di rendere le storie di Iron Man vicine, per atmosfera, a quelle della sua controparte cinematografica, dando largo spazio all’umorismo e a una rappresentazione caricaturale di alcuni nemici (M.O.D.O.K. in testa - scusate per l’involontaria ironia - che, comunque, sono ormai anni che è diventato l’ombra del cinico calcolatore e genio criminale delle origini).
Carmen Carnero non lesina l’impegno, ma, ancor più che nel primo numero, mostra chiaramente di non essere l’artista adatta a illustrare una serie del genere.
Voto: 6

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Amazing Spider-Man 16 (L’Uomo Ragno 892)

Spider-Man - La luce alla fine del tunnel e Ritorno a casa
Bisogna dire che le scelte di Joe Kelly degli ultimi mesi ci avevano lasciati un po’ straniti, anche perché è facile immaginare i fan hardcore del Tessiragnatele inorridire di fronte a un Peter Parker perso nello spazio, che si mette ad amoreggiare con un’aliena, venendo, nel frattempo, sostituito sulla Terra da Norman Osborn, con la complicità di Ben Reilly. A mente fredda, però, dobbiamo riconoscere che il povero sceneggiatore americano non avesse molte altre carte da giocare, dopo aver ereditato dai suoi predecessori una serie lunghissima di assurdità. Anzi, a dispetto di queste “licenze poetiche”, le storie si sono dimostrate piacevoli e hanno permesso a Kelly di poter parzialmente riconfigurare il mondo di Spider-Man, prima di iniziare il conto alla rovescia verso Amazing Spider-Man 1000.
I due episodi contenuti in questo numero, tuttavia, sono penalizzati da vari disegnatori ospiti che non si sono rivelati in grado di sostituire neppure il John Romita Jr. meno brillante degli ultimi anni, anche se le toccanti tavole finali, che mostrano la riconciliazione tra Peter e zia May, sono sufficienti a far passare tutto il resto in secondo piano.
Voto: 6,5

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Amazing Spider-Man: divisi 1 (L’Uomo Ragno 893)

Spider-Man – Divisi parte 1
J. Michael Straczynski torna dopo vent’anni a scrivere Spider-Man e lo fa con una mini-saga ambientata durante i primi mesi di college di Peter Parker, quando lui e Gwen Stacy non erano ancora una coppia. Il tono della vicenda è molto leggero (quasi a voler trasferire su carta la spensieratezza della post-adolescenza) e lo stile della sceneggiatura richiama apertamente quello che Stan Lee decise all’epoca per il personaggio. A sentire le dichiarazioni degli autori, sembrerebbe trattarsi di un’operazione di ret-con (pur cedendo a inevitabili adeguamenti temporali, dato che sarebbe stato illogico collocare gli eventi negli anni Sessanta), che, tuttavia, non sappiamo ancora se avrà vere conseguenze sulle trame presenti e future dell’Arrampicamuri.
A ogni modo, questo primo episodio è abbastanza piacevole a leggersi, anche grazie al segno pulito e classicheggiante, con cui Pere Pérez caratterizza le sue tavole.
Voto: 6,5

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Venom 15 (109)

Venom – Scontro tra titani
Abbiamo aspettato un po’ di numeri prima di tornare a parlare di Venom, dato che i testi di Al Ewing ci sembravano troppo brutti per essere veri. Adesso possiamo affermare con una certa sicurezza di aver capito la logica, per quanto altamente discutibile, dietro l’indirizzo a metà tra il demenziale e il caricaturale imposto dal fumettista britannico alle storie. Ebbene, è ormai evidente che Ewing abbia deciso di trasformare la testata in una specie di sit-com supereroistica, cercando – senza riuscirci – di creare qualcosa di simile a I superiori nemici di Spider-Man, divertente miniserie scritta da Nick Spencer nel 2013 (non vogliamo neanche provare a menzionare la Justice League di Keith Giffen e J.M. DeMatteis come modello di riferimento, per non rischiare di finire sul rogo come eretici), che prendeva in giro alcuni villain secondari della Casa delle Idee. Il problema è che mai personaggi potevano risultare più sbagliati per un’operazione del genere di quelli scelti dall’autore inglese, considerando la loro storia editoriale e l’importanza che ognuno di essi ricopre all’interno dell’universo Marvel. Passi per Paul Rabin, uno dei comprimari più insignificanti degli ultimi anni, non, però, per Mary Jane Watson, Venom, Madame Masque e il Dottor Octopus (costui protagonista di scenette comiche talmente insulse, che ancora stentiamo a credere che siano state partorite da Ewing). Ci fossero almeno dei bei disegni a rinfrancarci un po’! Intendiamoci, Carlos Gómez non è malaccio, ma neppure un artista dallo stile particolarmente accattivante.
Un’ultima nota: se qualcuno dubita della mediocrità degli attuali editor in forza alla casa editrice newyorkese, rivolga un pensiero a M.O.D.O.K., che in Iron Man abbiamo visto gozzovigliare allegramente a Madripoor, mentre su Venom è ancora rinchiuso nel Raft.
Voto: 5

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Gli Avengers 34 (196)

Avengers – Prospero
Si avvia verso la conclusione la gestione di Jed MacKay degli Eroi più potenti della Terra e tutte le tessere del mosaico cominciano a incastrarsi tra loro. Nell’episodio precedente abbiamo scoperto che Myrddin non è che una nuova identità di Nathaniel Richards, alias Kang il Conquistatore (che va ad aggiungersi a quelle di Rama-Tut, Immortus e altre ancora). E per quanto tale rivelazione non si sia dimostrata realmente sorprendente, bisogna dire che lo scrittore canadese l’ha portata avanti abbastanza efficacemente. Anzi, probabilmente si tratta dell’aspetto migliore del suo ciclo, nel quale praticamente ogni membro degli Avengers è apparso, invece, piatto e senza carisma (quando non snaturato del tutto: vedi Iron Man e Pantera Nera, quasi irriconoscibili). In questo numero - che si avvale dei disegni di Javier Pina, il cui stile si sta pian piano avvicinando a quello di Pepe Larraz - MacKay ci racconta di come Kang sia diventato Myrddin. La spiegazione, che tira in ballo persino William Shakespeare, è piuttosto strampalata, ma, comunque, porta il villain a essere ritratto con un’intensità alquanto inattesa.
Voto: 6
Nuovi Avengers – L’altra donna parte 1
Leggere ogni episodio dei Nuovi Avengers ci fa seriamente dubitare che nella redazione della Marvel ci sia davvero qualcuno che conosca il proprio lavoro, perché non è francamente accettabile che sia stata data luce verde a una serie del genere. Mai visti personaggi tanto ridicoli. E non stiamo parlando solo dei cattivi, gli infimi Killuminati, ma anche dei cosiddetti eroi, uno più imbarazzante dell’altro, oltreché facenti parte di un team che definire male assortito è poco. Un livello così basso non sarebbe tollerabile neppure se la vera intenzione di Sam Humhries fosse stata quella di realizzare una parodia, considerando che di ironia intelligente qui non se ne vede nemmeno l’ombra. Soltanto un mucchio di fesserie indegne di essere associate alla Casa delle Idee.
E pensare che Ton Lima non è un disegnatore scarso, ma è stato sprecato su questa testata, quando poteva essere impiegato con maggior profitto in opere ben più meritevoli.
Voto: 3

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Wade Wilson Deadpool 1 (Deadpool 183)

Deadpool – Desiderio di morte
Riparte da uno la serie del Mercenario Chiacchierone e lo fa tornando in maniera decisa a quel misto di violenza sopra le righe (anche se più scenografica che reale) e umorismo un po’ demenziale, che, pur essendo elementi sostanziali del personaggio, erano stati parzialmente edulcorati negli ultimi tempi. Ai testi troviamo Benjamin Percy, il quale, dopo aver ben impressionato su Wolverine e X-Force nel periodo krakoano, non si era, al contrario, ripetuto con le testate dedicate a Ghost Rider e Hellverine. Di Deadpool, ha firmato una recente maxiserie, in cui l’antieroe vestito di rosso ha fatto coppia con Logan e in questo primo numero, lo scrittore americano conferma di essere entrato perfettamente in sintonia con la stravagante personalità di Wade Wilson, introducendo anche un mistero riguardante la sorte di sua figlia Ellie, che ne sta determinando lo status attuale e che, presumibilmente, terrà banco nei prossimi episodi.
Letteralmente esplosivi i disegni di Geoff Shaw, il quale sta progressivamente rinunciando al tratteggio molto fitto dei suoi primi lavori, senza perdere di incisività.
Voto: 7

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Punisher 1

Punisher – Ferite di guerra
Un altro numero uno e, dopo Deadpool, troviamo di nuovo Benjamin Percy alle redini della testata, che sceglie giustamente di proseguire il discorso da lui iniziato nel volume Punisher Red Band – Sangue al cervello (immediatamente precedente a questa serie), nel quale Frank Castle è stato riportato ad atmosfere decisamente più urbane, dopo il lungo intermezzo mistico/fantasy, con cui Jason Aaaron ne aveva stravolto le fondamenta (cosa non nuova per il Punisher: tralasciando bizzarrie come Cosmic Ghost Rider o il Frank soprannaturale di Christopher Golden, ancora facciamo fatica a digerire l’improponibile Franken-Castle immaginato da Rick Remender diversi anni fa). Ci sono molte domande in sospeso a cui rispondere (per esempio: che fine ha fatto Maria, la moglie di Frank, che – lo ricordiamo – è tornata in vita grazie alla Mano?), ma, per ora, basti rivedere il Punisher agire nel suo ambiente naturale, tra le ombre dei vicoli notturni di New York, dove la sua nemesi storica, Mosaico, si sta muovendo per prendere il comando sulla criminalità locale.
Percy sembra voler percorrere una strada a metà tra il noir (anche piuttosto crudo) e l’action puro, richiamando alcuni importanti comprimari come Micro, per cercare di ridare lustro al personaggio rimanendo fedele alla sua caratterizzazione tradizionale.
I disegni sono di José Luis Soares, di cui avevamo già parlato bene negli ultimi numeri del Daredevil scritto da Saladin Ahmed. In questo primo episodio, in verità, mostra qualche incertezza nel ritrarre i volti di un po’ tutti i character, ma il talento c’è e si vede.
Voto: 6,5

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Ultimates 23

Ultimates – Ventitrè
Anche Ultimates, al pari delle altre serie ambientate su Terra-6160, si avvia verso il finale e Deniz Camp ne approfitta per mostrarci tutto l’eclettismo di cui è provvisto realizzando, assieme agli evocativi disegni di Stipan Morian (che – non ce ne voglia il volenteroso, ma poco dotato Juan Frigeri - avremmo voluto vedere all’opera più spesso su queste pagine) una sorta di breve poema epico, dove il supereroismo è provvisoriamente sostituito dagli scenari fantasy dei miti norreni, per raccontare l’arrivo del Ragnarök, chiara metafora del “morente” secondo universo Ultimate e della speranza di una sua futura rinascita in veste rinnovata e migliorata. Un semplice esercizio di stile? Forse, ma questo albo è la risposta definitiva a chi ancora chiede a gran voce una prova reale del talento dello scrittore di origini turco-filippine.
Voto: 7,5

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Ultimate Wolverine 16

Wolverine – Sedici
Abbiamo ripetuto più volte come la conclusione di ogni serie ultimate vista finora mostri in maniera lampante che gli sceneggiatori coinvolti non siano stati avvertiti per tempo della decisione dei boss della Marvel di chiudere le trame di Terra 6160. Su questa testata, però, tale scelta ha avuto esiti più che nefasti. Già il ritorno di Logan alla sua reale personalità aveva indebolito non poco i testi di Chris Condon, divenuti fiacchi e prevedibili, ma il rush finale ha determinato un’accelerazione degli eventi così repentina da far sembrare questo ultimo numero un condensato di almeno tre albi. Il risultato è una sceneggiatura inevitabilmente monca, personaggi piattissimi, pathos inesistente e una risoluzione della vicenda assolutamente insoddisfacente.
A ogni modo, non c’era bisogno di tutto ciò, per notare come Alessandro Cappuccio si sia alla lunga dimostrato un artista poco adatto a Wolverine. Se all’inizio, infatti, le tonalità cupe e le ombreggiature molto nette potevano avere un senso nel rappresentare le efferatezze del Soldato d’Inverno e l’estrema drammaticità dello scenario, poi il racconto si è spostato su un binario diverso e lo stile del disegnatore romano è parso spesso fuori sincrono, con in più qualche esitazione di troppo nella definizione dei volti dei vari character e, in generale, nell’intero storytelling.
Voto: 4

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Absolute Batman 14

Batman – Abominio conclusione
Termina su questo numero lo story arc che ha visto il Batman e il Bane dell’Universo Absolute arrivare allo scontro. Un combattimento senza esclusione di colpi, concitato e violentissimo, in cui il body horror (comunque sempre aleggiante) lascia spazio all’action puro, caricato a mille da mostri possenti ed eroi indomabili. Merito di uno Scott Snyder incredibilmente in palla, capace di utilizzare senza alcuna forzatura una miriade di personaggi, tutti caratterizzati in maniera esemplare. Oltre a ciò, tolta la trama principale, già si prefigurano sviluppi futuri inquietanti, che vedranno probabilmente protagonisti gli ex (?) amici di Bruce Wayne, ormai trasformati in freak ancora più spaventosi delle loro versioni classiche.
Nick Dragotta, infine, continua a sorprenderci con tavole dalla gabbia fittissima di vignette che improvvisamente esplodono in pseudo splash page dall’effetto dirompente.
Voto: 8

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La spada selvaggia di Conan 11

Tolto il raccontino, senza infamia e senza lode, che fa da semplice riempitivo, di Ron Marz e Danny Earls (i cui disegni sono appena più decenti di quelli realizzati per la testata di Hulk) il vero pezzo forte - anzi fortissimo - di questo numero della rivista è la meravigliosa storia lunga Ali spezzate, che vede il ritorno in pompa magna di Liam Sharp su Conan dopo averci già fatto sognare qualche mese fa con il breve episodio La tempesta. Il cartoonist britannico non solo ha saputo cogliere appieno lo spirito delle saghe ideate da Roy Thomas, con testi potenti, quasi solenni e perfettamente calati nella spietata realtà dell’Era Hyboriana, ma è anche riuscito a fondere magnificamente il suo stile con quello dei grandissimi artisti che hanno reso celebre l’eroe di Robert E. Howard nei comic book. Ecco quindi, donne bellissime e sensuali degne del miglior Barry Windsor-Smith e guerrieri possenti come soltanto John Buscema sapeva raffigurare. Le tavole sono strabordanti di dettagli e ornamenti, oltreché costruite con un simbolismo che richiama i miti di ogni latitudine ed epoca, rendendo ancora più suggestivo lo svolgersi della trama.
Da acquistare senza la minima esitazione.
Voto: 8,5

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Marvel annuncia Avengers di Chip Zdarsky e Marco Checchetto

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Marvel Comics lancerà a novembre una nuova serie regolare degli Avengers, affidata al team creativo composto da Chip Zdarsky ai testi e Marco Checchetto ai disegni. Il progetto riunisce i due autori dopo la loro collaborazione su Daredevil.

La nuova testata prenderà forma in seguito agli eventi di Avengers: Armageddon, miniserie in cinque numeri scritta da Zdarsky con i disegni di Delio Diaz e Frank Alpizar, il cui esordio è previsto per il 10 giugno. Secondo quanto anticipato da Marvel, la conclusione della saga porterà a un cambiamento significativo dello status quo dell'universo narrativo, con una Terra profondamente trasformata e una nuova squadra chiamata a intervenire.

La formazione annunciata per Avengers #1 comprende Spider-Man, Wolverine, Captain Marvel, Daredevil e Luke Cage, ai quali si aggiungerà un personaggio inedito la cui identità non è stata ancora rivelata. Marvel ha definito il gruppo come gli "Earth's Mightiest Survivors".

Commentando il progetto, Chip Zdarsky ha sottolineato l'importanza di lavorare sulla principale serie di gruppo della casa editrice, anticipando che gli eventi di Avengers: Armageddon avranno un impatto diretto sul carattere e sulle motivazioni dei protagonisti della nuova formazione. Lo sceneggiatore ha inoltre spiegato di voler realizzare una serie capace di occupare un ruolo centrale all'interno dell'universo Marvel, con sviluppi rilevanti e continui elementi di sorpresa.

Anche Marco Checchetto ha espresso entusiasmo per il ritorno alla collaborazione con Zdarsky, evidenziando il piacere di lavorare nuovamente con Spider-Man dopo la conclusione del suo impegno su Ultimate Spider-Man. Il disegnatore ha dichiarato di essere particolarmente interessato alle dinamiche tra i membri del gruppo e alle situazioni che la serie metterà loro davanti.

L'editor Wil Moss ha anticipato che la formazione definitiva della squadra non è stata ancora completamente svelata, lasciando intendere che ulteriori annunci arriveranno nelle prossime settimane.

Marvel ha inoltre confermato che Avengers #1 sarà pubblicato anche attraverso il programma True Believers Blind Bag. L'albo sarà distribuito in confezioni sigillate contenenti copertine variant esclusive e alcune rare sketch cover disegnate a mano.

L'uscita di Avengers #1 è prevista per il 4 novembre. Le cover di seguito sono ad opera di Checchetto e di Zdarsky.

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Comic(US) Book #10: X-Men, L'era di Rivelazione, Thor, Fantastici Quattro e Ultimate Endgame

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In questa puntata, spazio ad alcuni tie-in dell’Era di Rivelazione. Proseguono, poi, Imperial e Un mondo sotto Destino e cominciano le nuove run di Thor e dei Fantastici Quattro. Ma, soprattutto, è l’inizio della fine per il secondo Universo Ultimate.

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Sei: non badare al mondo
È tempo di scoprire chi c’è dietro il gigantesco complotto intergalattico che ha fatto precipitare l’Universo Marvel nel caos. E se l’identità di uno dei due “giocatori” era facilmente intuibile, molto meno lo era la seconda, la cui rivelazione permette a Jonathan Hickman di mantenere una residua dose di mistero su una trama che, a questo punto, sembra impensabile che possa già concludersi nel prossimo numero. Per il momento lo scrittore statunitense è stato molto bravo a calibrare i tempi narrativi e a districarsi con i tanti personaggi coinvolti nella vicenda, quindi, la sensazione è che le sorprese non siano ancora finite.
I colori di Federico Blee recuperano in luminosità rispetto agli episodi precedenti e a guadagnarci sono le tavole di Iban Coello e Federico Vicentini, aiutati pure dall’assenza di veri e propri passaggi action. Peccato che alcuni character storici vengano poco opportunamente rappresentati in versione manga style.
Voto: 7

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Un mondo sotto Destino 6: la coscienza del re
Preferiamo non commentare l’oscena copertina di Ben Harvey, dato che non è abitudine di questa rubrica fare uso di espressioni volgari, ma è ormai evidente che alla Marvel hanno perso del tutto il senso del ridicolo. Senza considerare che il capitolo ospitato in questo numero è, indiscutibilmente, il peggiore visto finora. E dire che, al di là della sconfortante prevedibilità con la quale Ryan North continua a utilizzare gli stereotipi attorno alla figura di Destino, l’episodio era partito abbastanza bene, con l’autoproclamatosi imperatore della Terra capace di mettere in difficoltà Mr. Fantastic dal punto di vista dialettico. Poi, però, Victor Von Doom si lascia banalmente accecare dalla rabbia, incurante dell’immagine che sta dando di sé in mondovisione. Da cui l’inevitabile domanda: è verosimile che un astuto manipolatore del suo livello non si renda conto delle conseguenze delle sue azioni? Ovviamente no. Si tratta di un errore strategico talmente assurdo, che neppure il più egocentrico dei dittatori commetterebbe e che, narrativamente parlando, si traduce in una clamorosa cantonata, impossibile da trascurare, anche di fronte ai bei disegni di R.B. Silva e agli sfavillanti colori di David Curiel.
Voto: 4

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Fantastici Quattro 1 (470)

Fantastici Quattro – L’era straordinaria
Riparte da uno la prima testata della Marvel, che per l’occasione recupera (non sappiamo se per onorare il passato glorioso del Quartetto o se per l’ingiustificato orgoglio di chi adesso ne sta supervisionando le gesta) la dicitura “il fumetto più straordinario del mondo!”. A cambiare, però, è soltanto il comparto grafico, con l’arrivo dell’ottimo Humberto Ramos, molto bravo a smorzare il suo stile cartoonesco per adattarlo ai toni – finalmente, possiamo dirlo? – più drammatici della serie. Notevoli anche le numerose splash page e la scelta delle inquadrature, che accrescono di parecchio il pathos del racconto. Era effettivamente da un bel po’ di tempo che l’artista messicano non sembrava così in forma.
Confermato, invece, Ryan North ai testi, il quale – incrociando le dita – pare aver capito che non poteva continuare all’infinito a narrarci una scialba family comedy che di supereroistico aveva solo il nome.
Certo, l’insopportabile sciatteria con cui lo scrittore canadese gestisce gli eventi (sì, ci riferiamo proprio alle pagine iniziali che danno il via alla vicenda) non finirà mai di sorprenderci, tuttavia, il deciso cambio di passo è innegabile.
Per completezza, segnaliamo che in questo numero compare pure la storia di North e Ramos distribuita da Panini Comics durante il Free Comic Book Day di pochi mesi fa.
Voto: 6,5

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Il mortale Thor 1 (317)

Thor – Né dei né maestri
Anche la serie del Dio del Tuono ricomincia da uno, a seguito dell’apparente morte del personaggio raccontata nei numeri scorsi. E pure qui a cambiare è solo il disegnatore, con il ritorno sulla testata dopo parecchi anni di Pasqual Ferry. L’artista spagnolo, nel tempo, ha modificato di molto il suo stile, perdendo progressivamente le influenze nipponiche che avevano contraddistinto l’inizio della sua carriera. Le sue figure sono ora meno plastiche e i suoi volti sono meno puliti. Si percepisce, insomma, la volontà di riavvicinarsi al fumetto europeo, con una sensibilità più da graphic novel che da semplice comic book.
Al Ewing, per contro, decide di omaggiare Walter Simonson recuperando l’identità di Sigurd Jarlson. Un espediente ingegnoso, utile a inserire il personaggio in un contesto a prima vista lontano dai miti norreni. Il protagonista di questo episodio introduttivo sembra, infatti, una specie di Punisher in versione proletaria, le cui azioni vengono mostrate con un grado di crudezza decisamente inatteso. La trama, però, è ancora troppo approssimativa per riuscire a catturare il lettore.
Voto: 6

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Avengers 30 (192)

I Nuovi Avengers – Killuminati parte uno
Cercare di sfruttare il richiamo mediatico di un film è un’operazione più che legittima, molto meno lo è scimmiottarne senza logica le trovate narrative. Questa serie era stata inizialmente pubblicizzata con il nome di New Thunderbolts, benché come la bella – ma purtroppo sfortunata al botteghino – pellicola di Jake Schreier, il titolo avesse alla fine un asterisco dal significato enigmatico. Le ultime scene del lungometraggio hanno, poi, risolto brillantemente il mistero e noi abbiamo subito capito (anche se sarebbe più corretto dire temuto) quale potesse essere la “geniale” mossa che di lì a poco sarebbe seguita nei fumetti. E infatti, puntuale come le tasse, la testata ha cambiato nome in New Avengers. Un biglietto da visita non proprio incoraggiante per l’albo che, tuttavia, è passato immediatamente in secondo piano una volta lettone il contenuto. Facendo pure finta di non assistere a Bucky Barnes che rinnega nel giro di due vignette la sua identità di Rivoluzione, che ha determinato le sue azioni negli ultimi anni (ennesimo, insensato, appiattimento alla continuity del Marvel Cinematic Universe), a scambi di battute e scenette romantiche tra il Soldato d’Inverno e la Vedova Nera che sembrano usciti da un action movie di infima categoria, a una Laura Kinney buona solo a mostrare fiumi di sangue del tutto gratuiti e a criminali storici utilizzati a casaccio, ciò che veramente ci ha fatto sgranare gli occhi per lo sconcerto è l’arrivo di una squadra di villain (i quali, a quanto pare, verranno chiamati con il ridicolo nome di Killuminati) che, al contrario di essere l’inquietante versione distorta del gruppo creato da Brian Michael Bendis e Steve McNiven, ne sembra una grossolana parodia. Come Sam Humphries abbia potuto concepire un obbrobrio del genere sfugge letteralmente alla nostra comprensione, lasciandoci pure il dispiacere di vedere l’incolpevole Ton Lima prodigarsi inutilmente ai disegni per rendere il risultato meno disastroso.
Voto: 4
West Coast Avengers – La guerra di Ultron parte cinque
Termina la sua corsa, piuttosto mestamente, questa miniserie che – non facciamo fatica a capirne le ragioni – non ha ottenuto il riscontro di pubblico sperato. L’inizio, tutto sommato, ci era parso promettente poi, però, Gerry Duggan - come ormai costantemente gli capita - spreca banalmente i buoni spunti con cui aveva introdotto questa nuova formazione degli Avengers della Costa Ovest con un finale che solo di rado si mantiene su un livello di drammaticità accettabile.
Danny Kim ha migliorato via via il suo tratto, ma non così tanto da farci ritenere le sue tavole degne di nota.
Voto: 5

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Radioattivo Spider-Man 1 (L’Uomo Ragno 884)

Spider-Man – Uno di noi parte 1
Se qualcuno dubitava del valore di Joe Kelly come scrittore, ecco che a fugare ogni dubbio è arrivata questa affascinante versione di Spider-Man, afflitto da strane mutazioni corporee, che si candida seriamente a essere l’unico personaggio degno di nota all’interno del mondo distopico creato da Rivelazione. L’autore statunitense ci mostra un Peter Parker costretto a proteggersi dal Virus-X assumendo dosi controllate di radiazioni, che lo fiaccano pesantemente nel fisico, ma non gli impediscono di ergersi a paladino dei reietti di Lowtown, una zona di New York che accoglie chi si oppone all’erede di Apocalisse. Ad aiutarlo nella sua missione – e a fare in modo che le radiazioni non lo uccidano – la sua compagna di vita (!) Cecilia Reyes. In più, una zia May come non l’avete mai vista.
Kev Walker ha un tratto molto personale, che porta a una rappresentazione del Tessiragnatele un po’ straniante. Tuttavia, i volti piagati dalla fatica e dal dolore, con cui ritrae i due amanti, accrescono notevolmente il clima tragico che si respira nella vicenda.
Preferiamo, invece, non entrare nei dettagli delle tre storielline tratte da Marvel’s Voices: Spider-Verse che completano l’albo, dato che solo quella con protagonista Miles Morales si salva a stento dalla mediocrità assoluta (e siamo stati buoni!).
Voto: 7

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Iron & Frost 1 (Iron Man 147)
Iron & Frost parte uno
In attesa del nuovo ciclo di Iron Man a opera di Joshua Williamson e Carmen Carnero, anche Tony Stark viene coinvolto nell’Era di Rivelazione e per l’occasione ritrova come partner la sua “quasi” moglie Emma Frost. I testi sono di Cavan Scott, noto per essere uno degli attuali cantori (pure nei fumetti) delle gesta dei Cavalieri Jedi, che mostra di avere una discreta conoscenza dei personaggi, sebbene gli eventi scorrano un po’ troppo rapidamente, senza un vero approfondimento delle personalità e delle motivazioni che muovono i protagonisti. Non ci sorprenderebbe, quindi, se il contributo di questo tie-in alla saga nel suo complesso si dimostrerà nullo o poco più.
Decisamente scarsi i disegni di Ruairí Coleman.
Voto: 6

MWOLV469ISBN 0
L’ultimo Wolverine 1 (Wolverine 469)

Wolverine – Una giornata diversa
Se Radioattivo Spider-Man ci è sembrato finora il miglior “derivato” dell’Era di Rivelazione, L’ultimo Wolverine rischia, invece, di guadagnarsi la palma di nefandezza dell’anno. Quando credevamo di esserci finalmente liberati del Wendigo in versione furry, cosa ti combina Saladin Ahmed? Pensa bene di ripescarlo (naturalmente senza neppure lo straccio di una spiegazione del perché il giovane Leonard, conosciuto nei primi numeri di questo mensile, sia tornato preda della maledizione), facendolo diventare – udite, udite – il nuovo Wolverine! E se già una simile decisione non vi apparisse del tutto insensata – considerando che, al massimo, sarebbe stato più logico farne una variante alternativa di Bestia – tenete presente che lo scrittore americano e il suo degno compare, il disegnatore messicano Edgar Salazar, hanno spinto ancora più a fondo il dito nella piaga, facendo sfoggiare all’ormai ex mostro cannibale una pettinatura che ricalca quella di Logan!
Scusate, ma non abbiamo la forza di proseguire oltre.
Voto: 3
Sabretooth – Andando altrove
Anche Erica Schultz non ha smesso di fare danni, sebbene le cose vadano senz’altro meglio che con Ahmed. Tuttavia, le vicende di Laura Kinney hanno ormai assunto i contorni di una soap opera famigliare, che coinvolge cloni e figli di Wolverine, a cui si è aggiunto pure un certo Zane Creed, presunto rampollo di Sabretooth, già deceduto prima ancora di apparire nelle storie. Anche la nostra Laura è diventata madre (L’Era di Rivelazione si svolge dieci anni nel futuro) e, al di là della sua decisione di vestire i panni che furono di Victor Creed e di stare dalla parte di Doug Ramsey, il resto non è altro che un insieme di pretestuosi battibecchi tra “parenti” e il preludio a voltafaccia abbastanza scontati.
Disegni di Valentina Pinti tra lo scadente e il pessimo.
Voto: 5

MUUEG001ISBN 0
Ultimate Endgame 1
Uno
Comincia qui la saga che segnerà (forse) la fine del nuovo Universo Ultimate ed è l’eccellente Deniz Camp a condurre le danze. Gli ideali rivoluzionari con cui l’autore turco-filippino ha infarcito la serie degli Ultimates nei mesi scorsi hanno, di fatto, prevalso sulla visione - sicuramente più intrigante, ma anche meno trascinante dal punto di vista emotivo – di Jonathan Hickman. Camp parte subito a spron battuto, con un prologo a ritroso nel tempo, dove, grazie a un Jonas Scharf finalmente in palla, il lettore riesce a percepire in maniera quasi tangibile l’estrema perversione che anima le azioni del Creatore. Tornati nel presente, gli eventi si succedono a ritmo accelerato, fino all’annunciato sollevamento della Cupola, che catapulta parte dei protagonisti in uno scenario del tutto inaspettato, al quale è probabile che Hickman abbia contribuito in modo significativo, anche se non accreditato.
Abbiamo già detto di Scharf. Molte pagine, però, sono opera dei coniugi Terry e Rachel Dodson, che, negli ultimi anni hanno, in verità, perso lo smalto di un tempo.
A ogni modo, un grande inizio.
Voto: 7,5

MULIN007ISBN 0
Ultimate Universe

Due anni dopo
Nuovo albetto fuoriserie che segna il secondo anniversario di Terra 6160, dopo l’insipido speciale di dodici mesi fa. Questa volta Deniz Camp (aiutato dall’efficace Alex Paknadel) scatena il suo lato più immaginifico, riprendendo i suoi “iperbolici” Guardiani della Galassia, conosciuti, in precedenza, sulla testata degli Ultimates.
Impegnati nel tentativo disperato di salvare il loro futuro, apparentemente cancellato dalle manipolazioni del Creatore, i viaggi di questi eroi spazio-temporali diventano lo sfondo di avventure allucinate e caleidoscopiche, dove la logica e le leggi della fisica vengono completamente ribaltate, nel segno della fantasia più sfrenata. Non tutto si incastra alla perfezione e alcuni passaggi sono, francamente, fin troppo surreali (questo perché i vari disegnatori coinvolti - dei quali il nostro preferito è il grande Javier Pulido - non contengono minimamente il loro estro artistico), ma il risultato finale è indubbiamente affascinante.
Voto: 7

M1WOWO071ISBN 0
Wonder Woman 24

Wonder Woman – Un’isola di uomini e topi parte 1
Terminato (per ora) lo scontro tra Diana e il Sovrano, Tom King coinvolge la Principessa delle Amazzoni in una nuova saga, di cui si era vista una sorta di introduzione nel numero precedente. Lo scrittore americano si diverte per l’ennesima volta a rielaborare in versione moderna uno dei bizzarri criminali che popolavano le testate DC negli anni Sessanta, tale Mouse Man, che, nelle sue mani, diviene il sinistro despota di un’isola dove scorrazzano topi giganti e, al cui confronto, persino la Corea del Nord sembra un paese liberale. La nostra eroina, tuttavia, sceglie di agire in contrasto alle decisioni della Justice League, pertanto aspettiamoci conseguenze, al momento, del tutto imprevedibili.
Daniel Sampere ai disegni è sempre garanzia di qualità.
Voto: 7

M1ABBA010 0
Absolute Batman 10

Batman – Abominio parte 2
Mai ci saremmo aspettati di vedere in una testata supereroistica un body horror così estremo come quello che ci viene offerto dalla premiata ditta Scott Snyder-Nick Dragotta in questo episodio. L’apparizione di Mr. Freeze di un paio di numeri fa ne era stata un’avvisaglia, ma, complice pure la violenza inaudita che caratterizza gli scontri tra Batman e Bane, i due autori americani danno l’impressione di voler mettere da parte ogni freno inibitore, per mostrarci in tutta la loro sgradevolezza, le cose inimmaginabili di cui è capace il Bruce Wayne di questo nuovo universo DC, pur di riuscire a fuggire dalla sua prigionia.
Impossibile staccare gli occhi dalle pagine, nelle quali si alternano sequenze iper-dinamiche, scenari ansiogeni e vignette dalla potenza visiva enorme.
Voto: 8

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