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Marvel annuncia Alias: Red Band: Jessica Jones torna con una nuova serie

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A venticinque anni dal debutto della storica serie che ha ridefinito il genere noir nel Marvel Universe, Jessica Jones si appresta a tornare protagonista. La Casa delle Idee ha infatti annunciato "Alias: Red Band", una miniserie di cinque numeri che promette di essere la storia più oscura e violenta mai narrata per l’investigatrice privata creata nel 2001 da Brian Michael Bendis e Michael Gaydos.

Il progetto, previsto per il debutto a marzo 2026, sarà scritto da Sam Humphries (New Avengers) e disegnato da Geraldo Borges (Thunderbolts). Ad impreziosire l'operazione sarà il ritorno di David Mack, autore delle iconiche copertine pittoriche della serie originale, che firmerà anche i nuovi artwork principali.

Originariamente pubblicata sotto l'etichetta MAX, questa nuova iterazione di Alias adotterà il formato Red Band di Marvel: gli albi saranno venduti in confezioni sigillate (polybagged), a segnalare contenuti esplicitamente maturi, brutali e destinati a un pubblico adulto.

La vicenda vedrà Jessica Jones impegnata a Hell's Kitchen per indagare su una serie di omicidi particolarmente efferati. La complessità del caso la spingerà verso un’alleanza scomoda con Typhoid Mary, il tutto mentre deve gestire la pressione pubblica derivante dal suo ruolo di moglie di Luke Cage, attuale sindaco di New York.

"Nessuno è come Jessica Jones. È acuta, amaramente divertente e tenace da morire", ha dichiarato Sam Humphries a Polygon. "Bendis e Gaydos hanno creato un personaggio unico con un punto di vista singolare sul mondo dei supereroi. Sono entusiasta di spingere i limiti dei casi su cui Jessica può indagare e capire fino a che punto è disposta a spingersi per risolverli".

L'uscita di Alias: Red Band non è casuale: si colloca infatti in concomitanza con il ritorno del personaggio nel settore audiovisivo con la seconda stagione di Daredevil: Born Again. Inoltre, Marvel ha confermato che la miniserie getterà le basi per un ruolo di primo piano che Jessica e Luke Cage ricopriranno nei piani editoriali del 2026.

Oltre alla cover di David Mack, il primo numero beneficerà delle variant cover firmate da Elena Casagrande e Jeehyung Lee.

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Jessica Jones: Bendis, Gaydos e Mack tornano su Alias

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Come riportato da CBR, Alias, la serie che ha lanciato il personaggio di Jessica Jones, sta per tornare con il team di autori originale, ovvero Brian Michael Bendis ai testi, Michael Gaydos alle matite e David Mack alle cover.

Al panel "Next Big Thing" all'Emerald City Comic Con, Bendis ha confermato che un seguito della sua saga con Jessica Jones è in cantiere. Alla domanda su un potenziale sequel di Alias, infatti, Bendis ha risposto: "Questo non è un annuncio ufficiale, ma ti dirò, in attesa di esso: sì."

Bendis ha rivelato che sta aspettando che Michael Gaydos finisca un graphic novel, perché vuole farlo con il team originale, incluso David Mack sulle copertine. L'autore aggiunge, inoltre, che inizierà a lavorarci dopo Civil War II e che resteremo sorpresi dal primo numero, così come è rimasta colpita Melissa Rosenberg, che gestisce il programma televisivo, quando ha parlato con lo sceneggiatore.

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Jessica Jones: Alias #1

Quando uscì il primo numero di Alias in America nel lontano 2001 inaugurando l’etichetta MAX della Marvel Comics, terminato poi nel 2004 con il #28 numero, il fumetto mainstream supereroistico subì una forte scossa. Brian Michael Bendis non aveva ancora tutta la fama che ha ora, tant’è che i primi premi prestigiosi che vincerà lo scrittore saranno proprio per quest’opera, due Eisner Award nel 2002 e 2003, ma la potenza espressiva e visiva di Alias era tale da rappresentare un netto distacco dalla tradizione del fumetto “generalista” degli anni ’90. Oltre che rappresentare una delle più grandi vette della carriera autoriale di Bendis stesso.

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Alias ha come protagonista la ex supereroina Jessica Jones che, appeso il costume di Jewel al chiodo, si è sottratta alla luce dei riflettori per condurre una vita solitaria come investigatrice privata, in condizioni economiche precarie; seguendo la vita quotidiana di Jessica il lettore comincerà a fare conoscenza con il torbido passato che la assilla, cercando di metabolizzarlo assieme alla stessa protagonista, non ancora in grado di fare i conti con esso e superare questo ostacolo psicologico. E già da questa breve introduzione della trama si capisce subito perché non sia una ordinaria storia a fumetti della Casa delle Idee. Perché la profondità con cui vengono trattati i personaggi, con cui vengono sondati gli abissi della psiche degli stessi, il linguaggio e i dialoghi che vengono utilizzati, lo stile narrativo incalzante ma opprimente, straziante e asfissiante, sono solo alcuni degli aspetti che rendono Alias un viaggio unico e affascinante, ma tutto fuorché piacevole.

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Eh già, perché al Bendis di Alias non importa nulla di dare al lettore quello che il lettore cerca, non vuole produrre fan-service né tanto meno realizzare qualcosa di scontato, di scadente, in linea con molta della produzione fumettistica del decennio appena conclusosi. Bendis vi pugnalerà alle schiena non appena poserete lo sguardo sul primo balloon della storia, e non vi mollerà più, fino alla fine del 28° capitolo, fino a che non terminerete questo stillicidio di cui siete le vittime. Soffrirete come soffriranno i personaggi che verranno magistralmente torturati dal sadico deus ex machina che è l’autore in questo frangente. Eppure non sarete mai paghi del dolore, del vedere come in una finzione letteraria fin troppo calata nella realtà, potrete vivere intensamente, rapiti dai toni cupi e oscuri, “gritty”, di Michael Gaydos, che perfettamente si sposano con una narrazione sferzante, rapida, furente, vivida, imprevedibile, tartassante e martoriante. E fidatevi che quando le cose sembreranno mettersi per il meglio, non vedrete arrivare il colpo letale, quello che nell’ultimo arco narrativo scoprirà definitivamente le carte in tavola, riportando a galla traumi e ferite necrotizzate, da troppo tempo lasciate a sé stesse, che dovranno essere affrontate come un proverbiale nodo gordiano.

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Esemplare è la scena presente in questo primo volume in cui Jessica viene interrogata da un poliziotto, in una classica scena come ne abbiamo viste tante in TV. La tortura verbale, la pressione ingiustificata e eccessiva che l’agente riversa sulla inerme Jones, portandola alla disperazione, facendola a pezzi in un crescendo ansiogeno e ritmato e persistente che viene interrotto solo dall’arrivo di Matt Murdock al culmine di una verticalissima e palpitante ascesa di tensione che Bendis spezza di botto, il tutto meno di 6 pagine, è semplicemente impressionante. Soprattutto se poi si considera il layout di tavola di Gaydos che scandisce le vignette con una sorta di accelerazione visiva, sullo sfondo nerissimo delle pagine, rendendo ancora più palpabile questa sensazione, lasciando concitato il lettore.

E la forte alchimia e sincronia tra la penna di Bendis e la matita di Gaydos è di certo uno dei punti chiave della forza di quest’opera. I disegni urbani e duri dell’artista sono contornati da linee forti, spesse, e spigoli vivi, che si accordano alla perfezione con la dura vita narrata nell’opera. Le composizioni sono scenografiche e fortemente noir. I colori sono prevalentemente scuri, domina il nero e i contrasti netti, non sfumati, campiture piene e precise, giochi di luci e ombre in cui le ultime sembrano sempre avere il sopravvento. Molto spesso troviamo anche una forte ripetizione delle figure, nella stessa tavola o in tavole adiacenti, in cui il disegno viene semplicemente traslato, trasportato identico a sé stesso o con minime variazioni; una scelta che rispecchia un preciso metodo narrativo che punta a sottolineare l’evoluzione della scena non appena si manifesta un cambiamento, seguendo passo a passo ogni istante come una sorta di visione frame per frame di un video, facendo apprezzare al lettore ogni singolo istante descritto.

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Insomma c’è proprio poco da aggiungere: questo è un signor fumetto che rappresenta di certo uno dei capisaldi letterari della nona arte del nuovo millennio. Per non parlare delle splendide cover di David Mack che da sole sono fenomenali (qui le abbiamo raccolte tutte). Inutile dire che va assolutamente recuperato, soprattutto in questa nuova versione cartonata edita da Panini Comics che finalmente fornisce una veste lussuosa a questa bella opera, con un prezzo piuttosto ridotto. Se avete riscoperto o scoperto il personaggio con la serie Netflix appena uscita, qui la nostra recensione, non potete fare a meno di leggere i natali del personaggio in questa bellissima serie.

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