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In arrivo una nuova edizione di Storia del West di Gino D'Antonio

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Sergio Bonelli Edizioni e If Edizioni realizzeranno una nuova edizione de La Storia del West, la celebra saga scritta da Gino D'Antonio e pubblicata dal 1967 al 1980 per un totale di 73 albi. La ristampa, che verrà presentata a Cartoomics, avrà una nuova colorazione. Il primo numero, inoltre, sarà disponibile anche con una variant realizzatda Michele Benevento.

La news circolava già da qualche giorno, la conferma ufficiale è arrivata ora dal sito della Bonelli e della pagina Facebook della IF.

"Cartoomics 2019 segna anche il grande ritorno di una delle saghe più amate e celebrate: Storia del West, il grande affresco raccontato da Gino D'Antonio che ci accompagna nell'emozionante saga generazionale della famiglia MacDonald. Un'opera seminale nel grande orizzonte dell'Avventura targata Sergio Bonelli Editore in una nuova edizione a colori realizzata in coedizione con If Edizioni di Gianni Bono, e con il contributo di Michele Benevento per l'edizione variant del primo numero."

Al momento non sono noti dettagi su prezzo e formato. Nella gallery in basso trovate le prime due tavole a colori della ristampa.

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La Bonelli lancia Zagor Classic

  • Pubblicato in News

Dopo la ristampa a colori Tex Classic, la Sergio Bonelli Editore proporrà nello stesso formato anche le prime avventure di Zagor. Ad annunciarlo lo stesso sito dell'editore che, attraverso il proprio sito, riporta anche l'uscita per Cartoomics di un esclusivo cofanetto dedicato al personaggio. Di seguito trovate tutti i dettagli:

"Dopo le esclusive edizioni della Tex Dynamite e Tex Willer Wanted Box, arriva l'imperdibile Zagor Darkwood Box. In anteprima alla fiera di Cartoomics, nelle tre giornate di venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 marzo, sarà possibile reperire l'esclusivo cofanetto di Zagor! Un omaggio imperdibile allo Spirito con la Scure che con il suo speciale contenuto vi permetterà, tra le varie sorprese, di recuperare il primo numero della nuova serie Zagor Classic, la copia anastatica della mitica prima striscia di Zagor e, tramite un appassionante gioco, materializzare sotto i vostri occhi il mondo dello Spirito con la Scure!"

Potete vedere un anteprima dell'albo e del cofanetto nella gallery qui di seguito.

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La Bonelli presenta le nuove storie di Napoleone, Magico Vento e Mister No

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La Sergio Bonelli Editore ha ufficialmente annunciato sul proprio sito il ritorno di tre personaggi classici, ovvero Magico Vento, Napoleone e Mister No, in altrettante miniserie limitate che usciranno nel corso del 2019. Le nuove storie verranno presentate nel classico formato di 96 pagine in bianco e nero.

Di seguito trovate tutti i dettagli diffusi sul sito Bonelli mentre, nella gallery in basso, potete vedere le prime tavole diffuse.

"Dopo la conclusione di Mister No Revolution, i fan di Jerry Drake avranno infatti la possibilità di rivedere in azione anche la versione classica del personaggio, in una saga di 10 episodi che si situa temporalmente prima dell'ultima, lunga, avventura scritta da Guido Nolitta. In passato vi abbiamo già mostrato qualche tavola di Massimo Cipriani e Marco Foderà, ma del team grafico fanno parte anche Roberto Diso e Stefano Di Vitto. I tre sceneggiatori coinvolti nel progetto, invece, sono Luigi Mignacco, Michele Masiero e Maurizio Colombo.

Un altro "classico" personaggio che rivedrete in edicola nel corso dell'anno è Napoleone, l'ex poliziotto diventato portiere di un albergo svizzero la cui ultima avventura abbiamo pubblicato nell'estate del 2006. Interamente scritta dal suo creatore Carlo Ambrosini, la nuova serie si dipana per tre albi che proseguono il racconto della vita di Napoleone Di Carlo da dove si era interrotto quasi tredici anni fa."
In basso, potete vedere alcune tavole di Ambrosini, Paolo Bacilieri e Giulio Camagni.

Infine, ecco alcuni dettagli sul ritorno di Magico Vento. "L'instancabile Gianfranco Manfredi, autore anche del Cani sciolti che trovate in edicola ogni mese, ha sceneggiato quattro albi che narrano le nuove e appassionanti avventure di Ned Ellis e del suo inseparabile compagno di viaggio Willy Richards, detto Poe." In basso tre tavole ad opera di Darko Perovic.

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Dylan Dog 389 - La sopravvissuta (-11 alla meteora!), recensione

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Con questo Dylan Dog numero 389, dal titolo "La sopravvissuta", scritto da Barbara Baraldi e disegnato da Luigi e Fabio Piccatto, Giulia Massaglia e Matteo Santaniello continua il Ciclo della Meteora il cui arrivo promette sconvolgimenti per tutta l’umanità e, in particolar modo, per il nostro amato Indagatore dell’Incubo.
Al centro di questo numero, scritto da Barbara Baraldi la storia impossibile di Sally, giovane attrice perseguitata dalla morte e miracolosamente scampata ad una serie di tremende catastrofi. Toccherà a Dylan Dog sciogliere l’enigma della sopravvissuta (da qui il titolo dell’albo) e di Faccia di Morto, l’inquietante presenza dalle fattezze di Eddie the Head, la celebre mascotte degli Iron Maiden, in una serie di improbabili incidenti mortali e di uccisioni in pieno stile slasher, fino all’immancabile colpo di scena finale.

Barbara Baraldi recupera di peso una serie di archetipi del cinema horror, a cominciare proprio da quello della final girl, ovvero della ragazza che, apparentemente più indifesa fra tutti i personaggi, si rivela alla fine l’unica in grado di smascherare e fermare il serial killer; si pensi, ad esempio, al ruolo di Nancy Thompson nel film di Wes Craven Nightmare – Dal profondo della notte. A questo la Baraldi mescola in maniera confusa una serie di suggestioni di altre fortunate serie horror come, appunto, l’elemento degli incidenti improbabili e spettacolari tipici della serie dei Final Destination, oltre al gusto per i meta-riferimenti tipici della serie di Scream, sempre di Wes Craven: non solo Sally ha recitato in un film slasher, intitolato Fear of the dark che richiama per atmosfere il capolavoro di Craven, ma lei stessa è consapevole del suo ruolo di final girl, di sopravvissuta, tanto nel film in cui ha recitato quanto nella vita reale.

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Il risultato finale, tuttavia, non convince, sia perché la Baraldi ripropone elementi molto sfruttati e tipici del genere senza rileggerli in maniera originale, sia per un insieme di problemi nella sceneggiatura che nemmeno la rivelazione nel finale riesce a far quadrare. A parte un paio di momenti ben riusciti (specie ad inizio albo), la storia non convince e neanche il consueto gioco di citazioni (nell’albo compaiono, fra gli altri, riferimenti agli AC/DC, a Star Trek, agli Iron Maiden, a Super Mario e persino a Sheldon Cooper) riesce a far dimenticare al lettore le falle che affliggono la trama.

La connessione dell’albo con gli altri numeri del Ciclo della Meteora è affidato, come nel numero precedente, a due brevi sequenze narrative all’inizio e alla fine della storia che, pur essendo in linea di massima autoconclusiva, introduce nuovi elementi forse rilevanti per gli sviluppi futuri e che qui non anticipiamo. Rispetto al numero precedente il legame con il ciclo principale è più accentuato e non manca di aggiungere una serie di tasselli preziosi (tra cui un nuovo, mostruoso personaggio). La stringata (e disturbante) sequenza finale, pur nella sua brevità, riesce a catturare la curiosità del lettore ed è quindi da considerarsi riuscita.

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Il comparto artistico, anticipato dalla bella copertina, sempre ad opera di Gigi Cavenago, è affidato a Luigi e Fabio Picatto, Giulia Massaglia e Matteo Santaniello che confezionano un buon lavoro e gestiscono bene anche le tavole, cariche di eventi, degli incidenti à la Final Destination. Unica pecca la resa del viso di Dylan in alcune vignette non sempre impeccabile.

Questo Dylan Dog 389 presenta purtroppo, una serie di carenze a livello di sceneggiatura (di scelta delle idee e di gestione degli eventi) che né il comparto grafico né una buona sinergia con la storia, più grande, del Ciclo della Meteora, riescono a sanare. Bisogna apprezzare, tuttavia, la volontà di inserire elementi che stemperano in parte l’autoconclusività degli episodi e che, finalmente, sembrano indirizzare l’intera operazione verso la dimensione di una run più coesa dal punto di vista narrativo. Eppure, nonostante questi buoni propositi, non ci sentiamo di assegnare la sufficienza a questo albo, sperando in risultati migliori per il prossimo mese.

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