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Gennaro Costanzo

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4 Words About: Zio Paperone, Il papero più potente della Terra

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Zio Paperone, Il papero più potente della Terra

Quando parlammo di Zio Paperone e il decino dell’infinito, dicemmo che sembrava il sunto di una storia più ampia e che Jason Aaron avrebbe dovuto sviluppare il soggetto in più albi. Dopo la lettura di Zio Paperone, Il papero più potente della Terra, saga in quattro episodi, la sensazione è invece opposta.
La storia vede una razza aliena, gli Intenditori, rubare tutti i tesori del pianeta, eccetto la fortuna di Paperone. Così, catturato “lo zione”, lo intrappolano nella sua stessa mente per scoprire dove sia nascosto il suo denaro. Quello che appare come un espediente potenzialmente molto interessante – far convivere Paperoni di epoche diverse – non viene però sfruttato appieno da Aaron, anche a causa di una trama eccessivamente dilatata e di personaggi spesso fuori fuoco. Altalenanti le prove dei numerosi artisti coinvolti: ottime quelle degli italiani (ma era prevedibile), decisamente meno convincenti quelle degli autori stranieri meno avvezzi agli albi Disney.

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Dettagli volume:
Editore: Panini Comics
Autore: Testi di Jason Aaron, disegni di AAVV
Formato: 13.9X18.6 cm, 160 x 4, B., col.
Genere: Umoristico
ISBN: 977112061132253653
Prezzo: 3,5 € x 4
Voto: 4,5

4 Words about: Jaadugar – A Witch in Mongolia 1

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Jaadugar – A Witch in Mongolia 1

Fra le serie manga da tenere d’occhio c’è Jaadugar – A Witch in Mongolia, di cui è in arrivo un anime prodotto da Science Saru, lo studio di DanDaDan. Ambientato nel XIII secolo in Iran, il racconto segue Sitara, ragazzina venduta come schiava a una ricca famiglia dopo la morte della madre. Qui viene istruita e comprende come cultura e sapere possano diventare strumenti per capire il mondo ed essere liberi. Ma le truppe mongole radono al suolo Tus, uccidono i suoi benevoli padroni e la conducono alla corte di Tolui, figlio di Gengis Khan. Vicina alla moglie dell’uomo, Sitara medita vendetta.
Nel primo volume Tomato Soup costruisce una trama dal ritmo incalzante, capace di immergere subito negli eventi e spingere a proseguire la lettura. Centrale il tema della cultura e della conoscenza. Lo stile, dal gusto rétro, ricorda per certi aspetti Osamu Tezuka e, per l’immaginario persiano, Marjane Satrapi.
Decisamente consigliato.

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Dettagli volume
Editore: J-Pop
Autore: Testi e disegni di Tomato Soup
Formato: 21x25,8 cm, 192 pp, B. con sopracopertina, b/n
Genere: Drammatico, sentimentale
ISBN: 9788834939376
Prezzo: 7,50 €
Voto: 8

Paperone in Atlantide, recensione: il sogno, il potere e l’abisso nella nuova epopea di Fabio Celoni

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Una delle caratteristiche più affascinanti del fumetto Disney è la capacità di far convivere versioni diverse – talvolta alternative, talvolta persino contraddittorie – dello stesso mito o evento. È una libertà narrativa che permette agli autori di costruire universi autonomi e personali, senza essere vincolati a una continuity rigida. Il mito di Atlantide ne è un esempio emblematico: più volte affrontato nel fumetto disneyano, è oggi al centro anche della lunga saga orchestrata da Casty su Topolino, con al fianco Pippo ed Eurasia Tost.

In questo solco si inserisce Paperone in Atlantide, il nuovo colossal in quattro parti firmato da Fabio Celoni, che torna come autore unico a circa tre anni dalla celebrata saga Il destino di Paperone, realizzata per il 75° anniversario del personaggio.

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La vicenda si apre con un prologo di undici pagine completamente mute: un inizio potente e cinematografico che vede Paperone, solo al timone del Tallero, affrontare una tempesta furibonda fino a sprofondare, apparentemente, negli abissi. La notizia della sua scomparsa rimbalza sui notiziari e raggiunge i nipoti, che – temendo il peggio – si mettono sulle sue tracce. Scoprono così che lo “zione” era partito alla ricerca di Atlantide.

La prima parte della storia è attraversata da una tensione palpabile: Paperino e Qui, Quo, Qua, seguiti a distanza da un misterioso papero vestito di rosso, giungono nel mitico regno sommerso. Qui li attende una rivelazione sorprendente: Paperone è vivo ed è addirittura diventato re di Atlantide. Ma qualcosa non torna. Il magnate ha perso la memoria e, irriconoscibile nelle sue decisioni, arriva perfino a far imprigionare i propri nipoti. Come sia giunto fin lì e cosa lo abbia trasformato sono interrogativi che Celoni scioglie gradualmente nel corso dei quattro episodi, mantenendo costante la suspense.

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La trama è articolata e stratificata. Alle minacce esterne – incarnate dal misterioso inseguitore in rosso – si affianca una complessa situazione politica interna: una fazione di rinnegati, i “Disillusi”, offrirà un aiuto inaspettato ai protagonisti. L’avventura intreccia mistero, azione e riflessione con equilibrio, evitando tempi morti e sviluppando con coerenza ogni snodo narrativo. Al centro emergono temi profondi come l’ambizione, il peso dei sogni, le illusioni e la corruzione morale: elementi che danno spessore al racconto e ne ampliano la portata oltre la dimensione puramente avventurosa.

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Sul piano visivo, l’opera conferma la statura artistica di Celoni. Il suo tratto ricco di tratteggi, talvolta barocco, costruisce un’Atlantide maestosa e inquietante. La regia è sempre dinamica: si alternano tavole a gabbia regolare di sei vignette, composizioni più ardite che sfociano in splash page – anche doppie – e sequenze mute di grande forza espressiva rendendo la componente grafica parte integrante della narrazione, capace di amplificarne tensione e pathos. Da citare l'evocativa colorazione ad opera di Alessandra Amorotti.

L’attesa per quest’opera era alta, e può dirsi ampiamente ripagata. Con Paperone in Atlantide, Fabio Celoni firma un racconto ambizioso e maturo, confermandosi come una delle voci più autorevoli e riconoscibili del fumetto disneyano contemporaneo.

4 Words About: Daredevil: Un giorno freddo all’inferno

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4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Daredevil: Un giorno freddo all’inferno

Se gli ultimi giorni di Daredevil erano già stati raccontati da Brian M. Bendis nel 2012, ciò non impedisce di immaginare altri futuri alternativi con un Matt Murdock anziano. È quanto devono aver pensato Steve McNiven e Charles Soule con Un giorno freddo all’inferno, una sorta di Ritorno del Cavaliere Oscuro ambientato a Hell’s Kitchen, omaggio talmente esplicito da diventare manifesto d’intenti. In un decadente futuro distopico in cui un evento imprecisato ha quasi cancellato i supereroi, Matt dirige un rifugio per senzatetto. Un fatto improvviso gli restituisce temporaneamente i poteri, proprio mentre un morente Capitan America gli affida la protezione di una ragazza nel mirino di Bullseye, possibile speranza per il domani. La storia offre momenti intensi, tavole spettacolari e riflessioni anche meta-fumettistiche. Peccato per qualche leggerezza e uno sviluppo a tratti superficiale che ne limitano l’impatto: un albo in più avrebbe dato maggiore respiro agli eventi.

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Editore: Panini Comics
Autori: Soggetto di Charles Soule e Steve McNiven, sceneggiatura di Charles Soule, disegni di Steve McNiven
Genere: Supereroistico
Formato: 17x26cm, 104 pp., C., col.
ISBN:  9791221932041
Prezzo: 18 €
Voto: 7,5

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