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Antonio Ausilio

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A Vicious Circle, recensione: un immenso Lee Bermejo penalizzato da una storia non all'altezza

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Se ci fermassimo solo ai disegni, A Vicious Circle meriterebbe dieci. Tuttavia, la miniserie in tre volumi, pubblicata in origine negli USA dai Boom! Studios tra il 2022 e il 2024, non è una semplice sequenza di immagini, ma un fumetto nel vero senso della parola, il cui punto debole, inutile negarlo, è rappresentato proprio dalla sceneggiatura di Mattson Tomlin. L’autore rumeno, maggiormente noto per i suoi script per cinema e TV (tra le altre cose, ha collaborato – benché non accreditato – al Batman di Matt Reeves e ora è al lavoro anche sul secondo capitolo), non è estraneo ai comic book, avendo realizzato, con buoni risultati, i testi per Batman – L’impostore e per uno spin-off di BRZRKR (la serie - di nuovo dei Boom! Studios - che Keanu Reeves ha ideato assieme a Matt Kindt). In A Vicious Circle immagina un duello senza fine tra due assassini del futuro, condannati a spostarsi nello spazio e nel tempo, ogni volta che uno dei due commette un omicidio. L’America degli anni Cinquanta, che fa da sfondo all’intensa sequenza iniziale (probabilmente la migliore di tutta la miniserie), cede presto il posto a scenari fantascientifici o addirittura apocalittici, inframmezzati da passaggi, più o meno brevi, in varie epoche del passato, fino a concludersi (o a ricominciare, in un eterno loop) in età preistorica, all’alba dell’umanità.

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Anche se riassunta in poche righe, la vicenda così raccontata apparirà a molti come un collage di ambientazioni e tematiche prese di peso da altre opere e, effettivamente, è esattamente questa l’impressione che si ha al termine della lettura. Saccheggiando un po’ tutto l’immaginario fantastico di cinema, letteratura e fumetti da 2001: Odissea nello spazio (il cavernicolo che nel finale trova le armi dei due avversari sembra quasi una rivisitazione delle scimmie umanoidi presenti nel prologo del celebre lungometraggio di Stanley Kubrick) in poi, Tomlin, forse sopraffatto dall’incredibile lavoro del suo partner, decide di assecondarlo fino in fondo, creando di continuo l’impatto scenico necessario a esaltarne le enormi doti figurative. In questo modo, però, si perde moltissimo dal punto di vista narrativo. Non c’è un vero approfondimento dei personaggi e ogni tema affrontato, dalla possibilità di modificare snodi fondamentali della storia alla nuova barbarie in cui rischia di precipitare il genere umano, oltre alla totale mancanza di originalità, viene semplicemente suggerita e mai esplorata completamente. Tutto rimane in superficie e i rari tentativi dove Tomlin pare voler lasciare l’azione in secondo piano, per stimolare un minimo di riflessione, finiscono rapidamente nel vuoto.

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Per fortuna, la noia suscitata dall’ennesimo, stucchevole scontro tra i due protagonisti, viene costantemente superata grazie alle tavole di Lee Bermejo, per le quali, non è esagerato dire che trovare un aggettivo che renda loro davvero giustizia è un’impresa pressoché impossibile. Potremmo definirle meravigliose, grandiose o splendide, ma ci resterebbe comunque il dubbio di non essere stati realmente in grado di descriverne la magnificenza. Il cartoonist americano (da parecchio tempo trapiantato in Italia) ci aveva già regalato in passato lavori degni di nota, tuttavia, non aveva mai spinto la sua arte a un livello così alto. Le pagine in bianco e nero, in particolare, sono autentiche opere pittoriche, caratterizzate da un iperrealismo difficile da rintracciare persino nelle illustrazioni di Alex Ross. Rispetto a costui, oltretutto, Bermejo riesce a superare l’inevitabile staticità delle immagini, che una rappresentazione grafica di questo tipo tende sempre a portarsi dietro, tanto che leggendo l’inizio del primo capitolo si ha quasi l’impressione di scorrere i fotogrammi di un film, non di sfogliare un fumetto.
Il disegnatore di Luthor e Batman: dannato, però, non si ferma qui e sfruttando il leitmotiv del racconto, cambia continuamente stile, arrivando a omaggiare sia diverse correnti artistiche (legate al momento storico raffigurato), che il tratto di vari maestri delle nuvole parlanti. Il tutto senza sembrare artificioso o eccessivamente lezioso, dimostrandosi, anzi, capace di rendere ancora più disorientanti i numerosi mutamenti di scenario, conseguenti ai salti spazio-temporali dei due protagonisti.

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Tornando a quanto abbiamo detto all’inizio, giudicare un’opera dove il divario di qualità tra testi e disegni è così ampio è piuttosto complicato. Ciononostante, alla fine abbiamo deciso di premiare le tavole di Bermejo, troppo belle per essere penalizzate, in una valutazione complessiva, dalla modesta sceneggiatura di Tomlin. Il nostro voto si deve, quindi, intendere in questo senso, tenendo presente anche l’ottima edizione di Panini Comics, un volume di grande formato, stampato in maniera ineccepibile, che nobilita ulteriormente il lavoro dell’artista americano.

4 Words About: Zorro. Man of the Dead

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Zorro. Man of the Dead

Come sanno bene i suoi estimatori, le imprese di Zorro sono ambientate nella California spagnola di fine Settecento. Sean Gordon Murphy, invece, decide di trasportare il personaggio nel Messico di oggi, facendolo scontrare con una banda di narcotrafficanti. Sotto la maschera, non si nasconde Don Diego de la Vega (identità segreta originale dell’eroe), ma un suo emulo, che, però, crede davvero di essere lo Zorro di tre secoli prima. Sono questi gli unici, reali spunti interessanti di una trama, che per il resto risulta, al contrario, piuttosto prevedibile. Intendiamoci, Murphy ha realizzato una storia piacevole e abbastanza divertente, tuttavia, il suo ciclo del Cavaliere Bianco per la DC possedeva una complessità e una profondità di ben altro livello.
Alla fine, quindi, sono inevitabilmente i disegni a rimanere maggiormente impressi, sempre caratterizzati da quell’elegante stile spigoloso e da quel tratteggio molto fitto, che qui paiono essersi ulteriormente affinati.

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Dettagli volume
Editore: Sergio Bonelli Editore
Autori: Testi e disegni di Sean Gordon Murphy
Genere: Avventura
Formato: 22X30, 112 pp., C., col.
ISBN: 9791256292059
Prezzo: 25,00 €
Voto: 6,5

4 Words About: Trinity: La figlia di Wonder Woman

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Trinity: La figlia di Wonder Woman

Che Tom King nascondesse una notevole vena umoristica lo sapevamo già dalle storielline dedicate a Trinity, pubblicate in appendice ai primi numeri della sua Wonder Woman (e ristampate in questo volume). Tuttavia, ci fa piacere constatare che questa vis comica non si perda quando la trama diventa più consistente. È il caso della miniserie, con Trinity sempre come protagonista, che costituisce il corpo principale del libro. Non si pensi, però, che la vicenda sia un insieme di gag e di scaramucce verbali senza un vero filo conduttore, perché lo scrittore americano è, al solito, bravissimo nel saper trovare il giusto equilibrio tra più generi. Quindi, quella che all’inizio sembra solo un’irresistibile presa in giro di arcinote saghe della DC, muta, in seguito, in una storia intrisa di romanticismo, malinconia e tanto cuore (con importanti sviluppi narrativi come bonus). E i disegni di Belén Ortega, pur se molto cartooneschi, non stonano affatto in un simile contesto.

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Dettagli volume
Editore: Panini Comics
Autori: Testi di Tom King, disegni di Belén Ortega e AA.VV.
Genere: Commedia supereroistica
Formato: 17X26, 272 pp., C., col.
ISBN: 9791221946994
Prezzo: 32,00 €
Voto: 7,5

4 Words About: Punisher 1

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
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Benjamin Percy sceglie, giustamente, di proseguire il discorso da lui iniziato in Punisher Red Band – Sangue al cervello nel quale Frank Castle è stato riportato ad atmosfere decisamente più urbane, dopo il lungo intermezzo mistico/fantasy, con cui Jason Aaaron ne aveva stravolto le fondamenta. Ci sono molte domande in sospeso a cui rispondere ma, per ora, basti rivedere il Punisher agire nel suo ambiente naturale, tra le ombre dei vicoli notturni di New York, dove la sua nemesi storica, Mosaico, si sta muovendo per prendere il comando sulla criminalità locale.
Percy sembra voler percorrere una strada a metà tra il noir (anche piuttosto crudo) e l’action puro, richiamando alcuni importanti comprimari come Micro, per cercare di ridare lustro al personaggio rimanendo fedele alla sua caratterizzazione tradizionale.
José Luis Soares alle matite mostra qualche incertezza nel ritrarre i volti di un po’ tutti i character, ma il talento c’è e si vede.

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Dettagli albo
Editore: Panini Comics
Autori: Testi di Benjamin Percy, disegni di José Luis Soares
Formato: 17x26 cm, 32 pp., col., spillato
Genere: Supereroistico
Prezzo: 4 €
Voto: 6,5

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