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Tunué compie 20 anni

  • Pubblicato in News

Riceviamo e pubblichiamo:

TUNUÉ COMPIE 20 ANNI

Il 23 luglio 2004 la costituzione della casa editrice

Il 23 luglio 2004 veniva costituita, a Latina, la casa editrice Tunué. Il primo libro, un saggio in formato tascabile dedicato a Will Eisner, usciva a marzo del 2005.

La Tunué compie venti anni e prendono il via dodici mesi di festeggiamenti tra novità e iniziative speciali. Venti anni intensi e ricchi, dai primi titoli di saggistica all’acquisizione nella propria squadra di autori internazionali di primo piano come Paco Roca, Shaun Tan, Tony Sandoval, Peter Kuper, Amélie Fléchais, Gene Luen Yang; dalla prima collana di graphic novel per ragazze e ragazzi, i «Tipitondi», ai prestigiosi riconoscimenti come il Premio Strega Ragazze e ragazzi miglior narrazione per immagini a I Pizzly di Jérémie Moreau; dalla serie di successo mondiale Monster Allergy al fenomeno PERA TOONS. Nel 2018 l’incontro con la casa editrice Il Castoro segna la creazione di un polo innovativo per la letteratura dedicata alle giovani generazioni.

Oggi la Tunué è l’editore leader nel mercato librario dei fumetti, manga esclusi.

Accompagnerà quest’anno di festeggiamenti un logo speciale disegnato da Paco Roca, un richiamo alla ricchezza e alla trasversalità del catalogo Tunué, che abbraccia gusti e età diverse con una grande attenzione al piacere della lettura e alla narratività delle storie. A partire da settembre e fino a tutto il prossimo anno, sarà possibile trovare presso gli stand della casa editrice i gadget realizzati con il logo dei venti anni.

Ma tante saranno le iniziative, le sorprese e le pubblicazioni che arricchiranno questi mesi. Si partirà il 6 agosto 2024 con l’uscita in contemporanea mondiale di Unico: Il Risveglio, la serie-evento che reinterpreta il classico di Osamu Tezuka, il “Dio del Manga”, in una rinnovata veste editoriale, con i disegni della formidabile coppia giapponese Gurihiru (Eisner Award nel 2022), la sceneggiatura di Samuel Settin e con la fondamentale supervisione della Tezuka Production. Per festeggiare e dare un regalo concreto ai lettori, Tunué ha deciso su Unico un taglio del prezzo: da € 14,50 a € 4,90 fino al 30 settembre.

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Escher - Mondi Impossibili, recensione: il corpo dell’assurdo

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Non c’è necessità di spiegare la seminale figura di Maurits Cornelis Escher: le sue incisioni, le scale impossibili, le arditissime prospettive, i giochi prospettici. Ed è per questo che il lavoro di Lorenzo Coltellacci (ai testi) e Andrés Abiuso (ai disegni), anche ai lettori non esperti di Storia dell’Arte, risulterà piacevolmente evocativo.

Un giovane ragazzo si ritrova catapultato in una dimensione onirica di escheriana (per l’appunto) ispirazione come un’Alice nel Paese delle Meraviglie della Storia dell’Arte (e non solo). Uno dei manichini che abitano le architetture fantastiche dell’artista olandese lo accoglie e, in questo ruolo virgiliano, guida il ragazzo attraverso la storia, gli eventi e l’arte di Escher.

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Lo schema narrativo messo in piedi da Coltellacci, permette al lettore di fare un veloce excursus non tanto sulle correnti artistiche, tecniche o concettuali di Escher, quanto sul rapporto che intercorre tra arte e vita e di come questi siano bilanciati dalla sensibilità personale di un artista. Per quanto possa sembrare un’ovvietà, spesso, immaginando un autore (di qualunque mezzo espressivo) si dimentica di valutare l’uomo che c’è dietro, in quanto contenitore di contraddizioni, interpretazioni e ambizioni comunicative. Nel graphic novel, invece, è il perno attorno a cui ruota e si dipana la semplice trama atta a svelare, in un continuo passaggio tra onirico e reale, come l’Uomo Escher e l’Artista Escher abbiano deciso di convivere.

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Abiuso, perciò, non può far altro se non marcare con forza questa continua dicotomia sia di setting che di character. Le citazioni visive all’arte di Escher sono onnipresenti, a volte palesi, altre volte più sottili, tutte atte a ricostruire nel mondo onirico tratteggiato da Coltellacci, la figura artistica di Escher attraverso le sue rappresentazioni. L’onirico prende corpo, struttura: il gioco grafico e narrativo dei due autori è quello di permettere al lettore di essere in grado di “interagire”, attraverso i personaggi, negli ambienti escheriani, di svelarne le messinscene e i trucchi di esplorare le architetture impossibili dell’autore.

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Se da un lato questa volontà narrativa e grafica permettere di non banalizzare il biopic riportato da Coltellacci e Abiuso, dall’altro scivola in qualche didascalismo che – anche se a volte comprensibilmente necessario – rischia di rallentare il racconto con pause dal sentore divulgativo.
Ma, chiaramente, leggere Escher - Mondi Impossibili non vuol dire leggere un piccolo saggio illustrato di Storia dell’Arte, vuol dire iniziare un piccolo viaggio alla scoperta (o riscoperta) di uno straordinario artista. Ragion per cui anche la veste editoriale cartonata di Tunué non può che presentarsi con la giusta importanza.
Il compito di Coltellacci e Abiuso, dunque, è quello di fornire coordinate e incuriosire il lettore, di dare la chiave d’accesso a quei mondi impossibili che Escher ha regalato al mondo interno: uno sguardo verso l’onirico e l’assurdo sbirciando attraverso la porta socchiusa. Se varcare la soglia, come per il ragazzino protagonista, la decisione spetta a lui.

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Menta, recensione: il delicato racconto della crescita

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Il senso dell’olfatto è spesso legato alla memoria. Odorare, “sentire”, un profumo ci collega a sensazioni, suggestioni antiche, probabilmente non tutte piacevoli, ma sicuramente legate a qualcosa che ha inciso in ciò che siamo. Su questo assunto ruota la vicenda raccontata da Christian Galli, autore unico, in Menta e che vede come protagonista Lamia, una ragazzina amante della lettura e della scrittura che è solita associare l’odore delle persone ad un profumo particolare. Un profumo conosciuto e riconoscibile che possa, in qualche maniera, dare tangibilità al rapporto emotivo con chi la circonda.
Quando Lamia incontra Michele, il profumo che associa al ragazzo sconosciuto e trasferitosi da poco è quello della menta. Un profumo, però, che percepisce anche dove non dovrebbe, un profumo che potrebbe rivelare qualche cosa di misterioso ed oscuro.

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La storia che costruisce Galli è un racconto di formazione per adolescenti, narrato con la giusta misura per affrontare alcune tematiche fondamentali: il rapporto tra pari, con il mondo degli adulti in diverse declinazioni, e specialmente il lutto. Livia e la sua migliore amica Lucia sono caratterialmente costruite per poter intercettare le diverse anime dell’ampio spettro adolescenziale, in modo tale che l’identificazione con un personaggio o con un altro possa avvenire. Nel racconto di Menta tale identificazione è assolutamente necessario: Galli con estrema e realistica delicatezza e una buona dose di metafore riesce a trattare alcune tematiche importanti nella crescita di un individuo senza essere stucchevole e spesso con la forza simbolica adatta.

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Il disegno si assesta sulle medesime direttrice: lontano dal realismo grafico o dall’estrema stilizzazione si pone su perfetto stile cartoonesco adatto alla alle necessità e al mood narrativo. Figure morbide, ben caratterizzate, espressioni esagerate quanto basta, ma sfondi ed ambienti maggiormente tendenti al realismo. Un delicato equilibrio che Galli riesce a mantenere per tutto il racconto e che fa da cifra stilistica perfetta per la storia.
Il colore gioca un ruolo estremamente importante: allineandosi con i cambi di scena e le diverse atmosfere narrative, non è mai cupo o orrorifico (anche quando avrebbe potuto) ma riesce ad evocare le sensazioni emotive dei personaggi tanto nelle scene più leggere, quanto in quelle maggiormente pese e drammatiche. Ma ha anche valore simbolico: il verde, il colore della menta, è onnipresente nelle sue ricche sfumature e richiama costantemente alla natura che accoglie azioni e personaggi. Evitando lo spoiler, il cui significato va colto a fine lettura, Livia indosserà una maglietta con sopra rappresentata la foglia della menta: questa la forza simbolica rappresentativa anche dei piccoli particolari tratteggiati in tavola.

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La facile lettura di Menta non ne pregiudica in nessun modo il valore narrativo, ma ne permette l’immersione a prescindere dall’età in cui il lettore decida di approcciarsi al volume. Volume, questo, curato da Tunuè con la giusta veste editoriale: un bellissimo cartonato, dalla stampa perfetta che non svilisce la struttura coloristica delle tavole (come detto, fondamentale nella fruizione del racconto), con interessanti omaggi tanto grafici quanto narrativi.
Menta di Christian Galli è sicuramente un racconto capace di affrontare tematiche complesse per un’età difficile riuscendo mantenersi costante nella narrazione, senza forzarla o alterarla con mire paternalistiche o patetiche che avrebbero allontanato i lettori, specie i più giovani a cui il libro è indirizzato.

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Simple & Madama – Ti sblocco un ricordo, recensione: 10 anni e non sentirli

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Simple & Madama festeggia dieci anni, un decennio in cui i personaggi ci hanno regalato gag e momenti divertenti, ironiche riflessioni, divertenti giochi metanarrativi e strizzatine d’occhio al lettore.
L’assunto del nuovo volume Ti Sblocco un Ricordo è semplice: Madama è colta da amnesia temporanea e Simple è costretto ad entrare nella mente della sua compagna per aiutarla a recuperare la memoria. Un po’ Inception, un po’ The Cell, e il duo deve lottare per impedire la cancellazione dei ricordi della protagonista contro la nemesi per eccellenza della stessa, Madamista: quest’ultima, difatti, è l’alter ego “malvagio” (meglio, “dispettoso”) di Madama e personifica il blocco nella memoria del personaggio che, attraverso la risoluzione di indovinelli, il duo protagonista dovrà eliminare.

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Questa è la cornice grazie alla quale Lorenza di Sepio e Marco Barretta raccolgono e sistematizzano il lavoro sulle “strisce” realizzato in circa dieci anni di produzione. Ma non si tratta di un mero raccoglitore: per chi conosce e ama Simple & Madama sa bene quanto le realistiche dinamiche della vita di coppia (per quanto esasperate comicamente per necessità narrative) entrino nel fumetto con grande e sapiente ironia.
Non è la vita della sola coppia Di Barretta/Di Sepio o Simple/Madama, è la vita di chiunque abbia mai vissuto (o continua a farlo) una relazione. Il quotidiano relazionale nelle sue più diversificate diramazioni è il perno attorno al quale il riconoscimento parodico delle situazioni crea l’affezione più salda ai personaggi.

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Ti sblocco un Ricordo è un corposo volume che, ripercorrendo dieci anni di vita fumettistica dei personaggi, spalanca un nostalgico vaso di pandora: il passato degli autori e dei lettori si fa universale, storico, attraverso le strisce che ci ricordano con ironia sensazioni ed eventi, appartenenti al passato, che chiunque ha provato o vissuto almeno una volta nella vita. E questo è proprio il punto di forza delle micronarrazioni di Simple & Madama: la capacità di intercettare dinamiche e cortocircuiti che appartengono al vissuto emozionale, relazionale e identitario di chiunque. Fortemente ancorate al tempo contestuale che le ha viste nascere, le strisce comiche di Di Sepio/Barretto cristallizzano quei momenti e quelle sensazioni, certificandone la loro universalità.
Interessante l’appendice finale con un breve dietro le quinte, ma anche gli esperimenti grafico stilistici con protagonista il duo capoccione di Simple & Madama.

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È indubbio che il volume si configuri come un necessario must have per chi avesse la fortuna di approcciarsi per la prima volta alle ironiche avventure della coppia fumettistica, ma anche la straordinaria possibilità per i fan appassionati di ripercorrere insieme non solo dieci anni della vita di Simple & Madama, ma della propria vita. Di coppia e non.

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