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Essere donna nel fumetto e nella società: consapevolezza e determinazione. Intervista a Cristina Portolano

Napoletana, trapiantata a Bologna, Cristina Portolano è l'autrice di Io sono Mare, per Canicola Edizioni, un libro rivolto ai bambini in cui si affrontano con naturalità i temi della crescità e della scoperta della sessualità. Già nota per opere come Quasi signorina e Non so chi sei, la Portolano fa parte del gruppo di autrici che hanno partecipato al volume antologico Post Pink per Feltrinelli Editore, che ha vinto il Premio Coco a Etna Comics come Miglior libro di autori italiani.
Abbiamo incontrato la fumettista al Comicon di Napoli per parlare dei suoi lavori, delle donne nell'attuale mondo del fumetto e di molto altro ancora...

Partiamo da Io sono Mare (Canicola) in cui affronti la tematica della crescita e della sessualità dando vita a un libro rivolto a un pubblico di bambini. Qual è stata la sfida maggiore nel realizzarlo?
In realtà, più che della sessualità vera e propria è un embrione di sessualità, delle bricioline. Non ho raccontato la sessualità dal punto di vista di un adulto. Io sono Mare è una storia, un viaggio iniziatico, di scoperta e di amicizia e il tutto avviene in modo molto naturale. Non è un libro didattico, come se ne trovano in giro, ma è una storia che dà piccoli segnali che un genitore o una maestra possono cogliere e utilizzare oppure ignorare senza che la storia ne risenta. Come per ogni libro che faccio, disegno delle storie non perché conosco già delle cose, ma perché voglio capirle.

Ho Visto che hai fatto anche degli incontri con i bambini, la risposta quale è stata?
La risposta dei bambini è sempre molto positiva ed entusiasta! Ho da poco tenuto un laboratorio a Cotignola al festival di Cotignyork! E molti bambini di solito vengono colpiti dalla scena in cui Mare si spoglia e mi domandano  sempre il perché. Io rispondo che anche il pesce pagliaccio che è con lei è nudo. Si sentono più liberi e non c'è nulla di male. La nudità è un argomento che si affronta poco nei libri per bambini, è un tabù. Ho compreso che quello che mi interessa è proprio scardinare questi tabù.

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Ha ricevuto qualche tipo di critica, non so, magari da qualche genitore?
No, non ancora anzi sinceramente tutti i genitori che hanno letto e acquistato Io sono Mare per i propri bambini e bambine mi ringraziano.

Hai dichiarato che hai realizzato questo libro in quanto c’è ancora molto pudore nel parlare di sessualità ai bambini. Ma ciò vale anche per gli adulti. Se è vero che c’è un retaggio culturale e religioso ancora difficile da abbattere, in che modo il fumetto può fare la sua parte?
Non è compito del fumetto scardinare retaggi culturali e a poco può servire se la società e i governi promulgano stili di vita e condotte morali medioevali. I prodotti di intrattenimento (di cui fanno parte i fumetti) posso fare la loro parte nel momento in cui vengono letti, promossi e recepiti in modo corretto. Purtroppo gli autori e gli editori non sapranno mai quale sarà il lascito, lo si vedrà sempre dopo e nel tempo. Quei 10 libri interessanti e belli che escono in Italia vengono inghiottiti e nascosti da quelli brutti e inutili che servono solo a occupare gli scaffali. I libri possono fare tanto, ma siamo in una nazione che non promuove la lettura come strumento di emancipazione e conoscenza ma promuove invece i forum per la famiglia inutili e retrogradi.

Anche perché siamo in un momento in cui la comunicazione è basata su concetti elementari, ma la realtà del mondo è complessa e non riesci a far riflettere le persone su questa complessità e dunque si tende a banalizzare tematiche importanti che andrebbero, invece, approfondite.
Giusto! Proprio appurando questo, infatti, sono approdata anche su Youtube. Io sono una fruitrice di Youtube, ci trovo molte cose interessanti, ma anche molte cagate, e tra questo marasma non trovavo quello che apparteneva di più al mio mondo. Ho pensato di creare (o meglio mettere in ordine) un mio canale Youtube che già avevo e ho creato una playlist in cui raccolgo le interviste agli autori che preferisco, sfoglio dei libri che leggo in modo da diffondere i fumetti che piacciono a me. Poi, faccio dei video in cui parlo di come io faccio i fumetti, dunque il mio processo creativo. Penso possano essere utili a chi vuole approcciarsi a questo mondo. Parlo poi dei concetti che ruotano attorno ai miei libri analizzando, video per video, delle cose complesse ma filtrandole per rimandarle in maniera semplice e non semplicistica. È questo che dovrebbe fare il fumettista oggi: avere coscienza di chi è, di come porsi nel mondo, e fare quello che poi gli piace fare.

In fondo il fumetto è un linguaggio fatto di sintesi, dunque è il mezzo adatto per farlo, no?
Esatto!

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Passando ad altro, il piacere e il racconto del sesso e della sessualità vengono affrontati spesso nelle tue opere. Contrapposte cronologicamente, troviamo due racconti. In Non so chi sei (Rizzoli/Lizard) hai affrontato il tema della sessualità attraverso un’ottica moderna. È la storia di una donna che, dopo una lunga relazione, si riappropria della propria sessualità e decide di scaricare app in cui incontra sconosciuti. La storia parte da un’esperienza autobiografica, quali pregiudizi bisogna abbattere nell’approcciarsi oggi al sesso e a una persona estranea? Io, ad esempio, non utilizzerei ma Tinder per approcciarmi a una persona.
Ti faccio una domanda, tu utilizzi Facebook: quante persone hai conosciuto grazie a questo social e che non conoscevi di persona? Tinder è esattamente la stessa cosa solo che è un app dichiaratamente per incontri. Ma lo scopo dell'incontro glielo dai tu. Certo, così come su Facebook, ci sono i fake, le persone poco interessanti, quindi devi stare in guardia da un mondo in cui siamo immersi e la soluzione non è spegnere il device. C'è un bel libro di Bruno Mastroianni e Vera Gheno, Tienilo acceso, che sto consigliando a tutti perché è uno strumento di comprensione del mezzo in cui siamo immersi e che non è neanche più tanto nuovo. C'è tutta questa retorica dei "nuovi media", ma siamo su Internet da oltre vent'anni, quando impariamo ad usarlo se non adesso? E quindi tutta questa retorica "se incontri una donna è una poco di buono", "se incontri un uomo è uno stronzo" non va bene. Il mio attuale fidanzato - adesso dopo due anni che è uscito il libro posso dirlo - l'ho conosciuto su Tinder. È un modo per entrare in contatto, quindi non bisogna demonizzare, tutto sta nel modo in cui noi vogliamo utilizzarli. Però questo ci pone davanti a una sfida, quella di conoscersi meglio, che non tutti vogliono affrontare. Entrando in relazione con più persone, capisci meglio un po' di te stesso, e questa cosa spaventa. Quanto è più comodo non conoscersi e barricarsi dietro ai pregiudizi e ai luoghi comuni e alle facili etichettature?

Se in Non so chi sei ha raccontato una storia molto moderna, come contraltare, nella raccolta Post Pink (Feltrinelli Comics) ci parli di Ildegarda, monaca – proclamata santa - del 12° secolo. Innanzitutto, come sei venuta a conoscenza della sua figura e perché hai deciso di dedicarle un racconto?
Ho scoperto la figura di Ildegarda leggendo un libro di Oliver Sacks L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello dove parla di diversi casi clinici di persone affette da sindromi neurologiche, e parlava di questa monaca del 1100 cresciuta in un convento - e che poi ne ha aperto uno suo - che si è scontrata con i papi dell'epoca e si è autodeterminata in un contesto per nulla facile. Questa figura aveva delle emicranie così forti che le procuravano delle visioni. Leggendo anche altri libri di studiose che l'hanno analizzata, si è scoperto che nel raccontare le sue visioni aveva fatto anche una descrizione primordiale - e con i mezzi dell'epoca - di quello che ad oggi  - con i nostri mezzi - capiamo essere l'orgasmo. Naturalmente, ne ha scritto in un modo in cui una monaca del 1100 poteva scriverne, eguagliando l'immenso piacere che si prova nella sessualità femminile ad un avvenimento divino che ti avvicina a Dio. Lei era  anche una naturalista, un'astrologa, una donna di grande conoscenza e caparbietà, ma allo stesso tempo religiosa. Si dava a tutto un significato divino, ed è una cosa che abbiamo perso oggi, se ci pensi questa è l'epoca del nichilismo più totale, abbiamo perso il senso del sacro. Per me questa storia è in continuità con il mio secondo libro Non so chi sei. Il fulcro sta nel celebrare ogni giorno la sacralità di quello che viviamo, sopratutto il sesso, perché non può essere tutto banalizzato e dato in pasto a delle semplificazioni.

Che poi, una cosa è la sacralità e una cosa la religiosità...
Sì. Mi è tornato in mente un parallelismo con la Festa della Repubblica che ho fatto con i miei genitori. Il fatto che attualmente abbiamo dei governanti di merda, non significa che non dobbiamo credere nella repubblica e nella costituzione. Invece, adesso, la cosa più semplice è dire "fa tutto cagare".

Sì, che poi era alla base di un certo tipo di anti-politica populistica, che si è dimostrato un concetto fallimentare: nel momento in cui governi devi fare politica... Anche perché, l'unico modo che hai per cambiare la politica, è fare politica, non c'è via di scampo.
Esatto. Io mi reputo una persona spirituale ma non religiosa e dunque per me raccontare Ildegarda è stato raccontare - attraverso un racconto di un personaggio storico - quello che rappresenta per me l'orgasmo. Poi, naturalmente, c'è l'elemento surreale, le visioni, etc., non devi essere sempre ancorato alla realtà. Anche in Io sono Mare ci sono elementi fantastici. Io ho iniziato a fare fumetti volendo fare “fumetto di realtà”. L'altro giorno, essendo a Napoli, ho rivisto alcune mie vecchie tavole e ho visto una storia del 2008 - era la mia tesi per la triennale - in cui intrecciavo le mie vicende personali da emigrata da Napoli al Nord - e in cui venivo colpevolizzata per essere andata via a cercare il mio futuro - con le vicende politiche e sociali del momento (la caduta del governo Prodi, l'emergenza rifiuti). Un lavorone! A riguardarlo adesso ci trovo molta malinconia e dei luoghi comuni che seppur stucchevoli era ciò che vivevo realmente. Adesso che ho maggiore coscienza critica disegnerei altro. Con il fantastico e con l'astrazione puoi raccontare la realtà in maniera ancora più pregnante.

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Passando ad altro, hai partecipato all'’antologia Post Pink, edita da Feltrinelli, realizzata da solo donne. Il volume ha posto sotto i riflettori due importanti tematiche. La prima, la donna nella società contemporanea. A tuo avviso, quali sono le problematiche maggiori che una donna deve affrontare ancora oggi? Anche alla luce di una società che, seppur moderna, sta vivendo un periodo in cui idee retrograde e oscurantiste avanzano pericolosamente.
Al Comicon ho visto un incontro di Mirka Andolfo in cui si parlava della femminilità nel fumetto. Io quando trovo qualcosa che è diverso da me - anche in maniera respingete - vado a fondo per comprendere anche come la pensano gli altri quindi ho ascoltato le domande che gli faceva l'intervistatrice e ha fatto all'Andolfo una domanda simile a quella che mi hai fatto tu ora, e lei - che fa parte di un altro ambiente, ovvero quello Marvel/DC per cui realizza dei disegni che hanno una forte carica sessuale di loro per cui bisogna disinnescarli con delle storie molto leggere- ha risposto in modo molto semplice senza nessun approfondimento o posizione netta. Si capiva che non avesse una vera consapevolezza del cosa può rappresentare l'essere una donna disegnatrice in questo momento storico e disegnare altre donne. Le sue risposte erano del tipo "a me piace disegnare donne, le trovo più facili da disegnare, poi ognuno ha una percezione diversa...". Ci sono tante disegnatrici che si interrogano costantemente e che hanno una coscienza politica, tra cui le 9 fumettiste che compongono l'antologia di Feltrinelli: Post Pink.
Ritornando alla domanda che mi hai fatto, penso che di base non bisognerebbe mai vittimizzarsi. Tu pensa, io sono donna, napoletana, emigrata al nord e fumettista, quanto di "peggio" possa esserci. (Ride). Da quando sono a Bologna ho dovuto fare un lavoro su me stessa per non auto-compatirmi assurdo perché è questo il primo sbaglio: pensare che sia tutta colpa del mondo esterno che non ti vuole. E quindi ho voluto dimostrare a me stessa che potevo a fare tutta una serie di cose che dipendevano  solo da me.
Penso che ci sia tanto lavoro da fare più nelle singole persone che nelle istituzioni.

La seconda tematica messa in evidenza da Post Pink riguarda il fumetto femminile. Se è vero che il fumetto italiano ha avuto figure femminili molto importanti (Tea Bonelli, Le Giussani, Nidasio, etc.) è stato pur sempre un modo dominato dagli uomini. Come ritieni che sia oggi la situazione a riguardo, e come ti trovi in questo ambiente? Senti questa differenza, come la vivi?
La sento nel momento in cui fai un libro potente ma che, non si sa bene per quali logiche, non viene mandato ai premi e non viene promosso come si dovrebbe. In  certe realtà mi trovo a mio agio, in certe altre no. E poi soffro molto che non ci siano editrici donne (eccezion fatta per Liliana Cupido di Canicola Edizioni e poche altre) e che, in certe case editrici, siano sempre in seconda linea. E poi ci sono così tante autrici che meriterebbero successo e invece vengono ignorate. Per fortuna ogni tanto qualcuna spicca! Per esempio sono felice del successo di Josephine Yole Signorelli (Fumettibrutti) perché è un'altra ragazza che parla di sessualità, che pubblica con un grande editore e ha la possibilità di arrivare a tutti  e anche della giovanissima Zuzu, ho adorato il suo fumetto per Coconino press!

E poi con un fumetto molto di rottura.
Esatto, Romanzo esplicito è molto esplicito, ma allo stesso tempo anche molto tradizionale. Seppur ci sia una certa voglia di emancipazione si da troppo peso ad una relazione finita che diventa la causa scatenante di una vita che infondo non si vorrebbe fare ma che ci si trova a dover fare “in reazione” a qualcuno. Nonostante queste ingenuità io resto sempre molto propositiva!
Ad ogni modo, tornando alla domanda di prima, ti accorgi che è un modo maschile quando gli editori sono uomini, gli autori sono uomini, la gente che dà i premi sono uomini, i critici uomini, i magister uomini... è pesante! Naturalmente, io l'ho superata da tempo, faccio la mia parte per quello che posso, non incolpo nessuno per quello che mi riguarda. Io cerco solo di fare cose meritevoli e di circondarmi di persone che credono in me. Inoltre, bisogna avere una coscienza lavorativa che manca in questo campo perché io vedo disegnatori e disegnatrici prostrati ai loro editori e poi restano delusi perché si creano troppe aspettative.

So che stai lavorando a una biografia del pittore irlandese Francis Bacon. Come mai questa scelta?
Ho scelto di raccontare la sua storia perché è un pittore che non conoscevo bene. Le sue opere e la sua faccia mi sono familiari ma non ho mai approfondito. Quando me lo hanno proposto, però, ho accettato subito perché l'ho percepito come una figura talmente controversa e contraddittoria da non potermi esimere dal disegnarla! Poi leggendo testi che lo riguardano ho scoperto che anche lui dipingeva per conoscere ciò che non sapeva e questa cosa me lo ha reso molto vicino.
Il libro dovrebbe uscire a settembre 2019 per Centauria edizioni.

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Intervista a Marino Neri: Nuno salva la Luna, storia di crescita e responsabilità

È disponibile da qualche settimana per Canicola il volume Nuno salva la Luna di Marino Neri (Il re dei fiumi, La coda del lupo, Cosmo, L’incanto del parcheggio multipiano). L'artista modenese, per la prima volta, si confronta con un libro per ragazzi agganciandosi alle celebrazioni per i 50 anni dell'allunaggio e dando vita a una storia di formazione e assunzione delle proprie responsabilità da parte di Nuno, un guardiano intergalattico che lavora sulla Luna. Abbiamo incontrato l'autore allo scorso Napoli Comicon per approfondire il suo lavoro sul volume. 

Ciao, Marino. Per Canicola è da poco uscito Nuno salva la Luna. Parlaci di questo tuo nuovo lavoro.
Era da un po' di tempo che Canicola mi aveva chiesto se volevo impegnarmi per un progetto per la loro collana per bambini. Era una cosa che non avevo mai affrontato, non avendo mai realizzato un fumetto per bambini, ma che avevo sempre desiderato fare. Anche perché sono stato anch'io un lettore di fumetti da bambino e perché la trovavo una buona sfida. Dopo un po' di rimpalli, approfittando del cinquantennale dell'allunaggio, i ragazzi di Canicola mi hanno suggerito questo tema e da lì ho iniziato a pensare a questa storia ed è nato Nuno salva la Luna.

Ho notato che spesso nei tuoi lavori i protagonisti sono molto giovani, se non addirittura bambini. C’è una ragione precisa per questo? È una scelta, ci avevi mai riflettuto?
Ci ho riflettuto spesso. È chiaro che quando lavori ad una storia il primo approccio è molto istintivo e quindi ti accorgi dopo di stare trattando temi che hanno una certa continuità da un libro all'altro. Mi sono chiesto anch'io come mai, sopratutto i primi tre libri, hanno protagonisti dei bambini o comunque dei ragazzini. Forse la risposta è questa: In tutti e tre i racconti giocavo sul binomio realtà/fantasia per cui avere un protagonista bambino o ragazzino con cui potessi "switchiare" da un argomento realistico a uno fantastico rendeva il tutto più facile.

Infatti, elementi surreali sono spesso presenti nelle tue opere, in Nuno salva la Luna hai potuto definitivamente abbandonarti a un elemento più favolistico e poco ancorato alla realtà.
Esatto, con Nuno finalmente ho potuto mollare i freni su alcune cose, è un fumetto  di fantascienza , quindi ho potuto disegnare esseri che vivono su altri mondi, navicelle spaziali, piante giganti e - appunto - anche un omino verde con le orecchie a punta . È stata una bella liberazione da questo punto di vista.

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Come fonte di ispirazione iconografica, ha avuto qualche riferimento in particolare o sei andata a ruota libera?
Essendo un appassionato di libri e di film di fantascienza, come tutti quelli della mia generazione cresciuto a serie animate giapponesi e a comics americani, ho attinto a tutto l’immaginario che mi ha accompagnato durante la mia formazione. Ho cercato di creare personaggi dallo stile un po' retro', i riferimenti erano anche ai film anni '50-'60 e anche l'utilizzo dei colori va in questa direzione. Ho guardato comunque molto a Leiji Matsumoto per la capacità di ibridare i generi e a Moebius per la sua maestria nel creare ambienti e atmosfere aliene.

La colorazione è ad opera tua, giusto?
La colorazione è stata realizzata insieme a Riccardo Pasqual che mi ha affiancato per gli stretti tempi di lavorazione. Lui aveva colorato Barcazza di Francesco Cattani, che mi era piaciuto, così quando è iniziato questo progetto ho chiesto di poter lavorare con lui. Abbiamo lavorato di pari passo, io ho dato la prima palette di colori e lui ha introdotto delle cose nuove, che forse io non avrei utilizzato, come ad esempio dei rosa molto forti.

Infatti è differente dalla tua solita palette di colori, essendo un libro per bambini è più accesa.

Esatto, di solito io utilizzo una palette di colori più adulta, con colori più tenui, più "seriosi", e l'apporto di Pasqual è stato quello di metterci una palette di colori appunto più pop.

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Tendi ad ambientare le storie nelle periferie, Nuno Salva la Luna potrebbe sembrare una svolta, ma anche qui troviamo una vicenda ai margini. Trovo che il tuo punto di vista sia sempre decentrato, se così vogliamo dire, ti ci ritrovi in questa definizione?
Sì, assolutamente! È una cosa che mi ha sempre caratterizzato, ma perché è la cosa che mi interessa: guardare dove gli altri non guardano. Anche perché, lì c'è molta vita, ci sono molte cose da raccontare.

Abbiamo già accennato all'argomento prima, ma ci dici qual è secondo te il filo conduttore che lega tutti i tuoi lavori, se esiste?
Nuno è un ragazzino, un guardiano intergalattico a cui gli è stato affidato il  compito di preservare e salvaguardare gli strani esseri che abitano la Luna. Semplicemente gli viene chiesto di cambiare l’acqua alle vasche dei Lunari, aprire i boccaporti ai Pesci Spaziali e parlare a un piccolo fiore di materia oscura. Qualcosa a cui nessuno di solito si interessa e che qualsiasi bambino riterrebbe noioso. Nello specifico Nuno pensa che sia una perdita di tempo. Solo nel momento di maggior climax della storia, quando il fiore si trasformerà in una minaccia Nuno capirà di essere l’unico a poter intervenire per risolvere la situazione. C'è una presa di coscienza del personaggio: prendersi cura delle piccole cose è importante tanto quanto fare una grande avventura. Anzi probabilmente di più.
Volevo fare una storia per bambini che parlasse di cura e attenzione verso l’altro, diciamo ponendomi controcorrente rispetto a quello che mi pare sia il senso comune di molta narrazione odierna dove l’ “azione” e “l’interventismo” spadroneggiano. Nella mia storia infatti questo ruolo è affidato ai “cattivi”: i terrestri!
Diciamo, dunque, che un filo che unisce le mie opere è questa attenzione alle piccole cose, alla cura che si deve avere verso quello che potremo chiamare il “mondo dell’invisibile”. Anche ne L'incanto del parcheggio multipiano il protagonista, Zolfo, libera il fantasma dandogli un nome, una piccola cosa che in genere diamo per scontato. Ma il nome è essenziale per dare una storia, un'identità a qualcuno. Zolfo stesso si “libera” seguendo l’intuizione data da un sogno e dialogando con un fantasma, ancora una volta dando ascolto quindi all’invisibile.
Difficile trovare un filo conduttore alla proprie opere, ma se ci sono temi in comune sicuramente sono anche questi.

Seppur godibile a tutte le età, Nuno salva la Luna è un racconto realizzato per un pubblico di ragazzi. Abbiamo già parlato del tuo differente approccio a quest'opera, ad esempio riguardo ai colori. Dal punto di vista narrativo, invece, com'è stato realizzato questo volume? Hai semplificato la tua narrativa, immagino che tu abbia lavorato per sottrazione.
Sì, ho lavorato di sottrazione. L'opera ha diversi livelli di lettura, può essere letta anche da un adulto, però deve avere una forte accessibilità per i ragazzini. La cosa difficile è renderla coinvolgente per loro, è molto più facile coinvolgere un adulto rispetto a un ragazzino, che tende ad annoiarsi presto. Questo è stato l'elemento più difficile, per cui ho lavorato cercando di immaginarmi il coinvolgimento di un ragazzo durante la storia. È stato difficile anche sintetizzare la storia in 40 pagine, che comunque non sono tante. Dal punto di vista del disegno, l'altra cosa che mi sono ripromesso è stata quella di togliere alcune "sporcature" che spesso utilizzavo in altre storie. In un fumetto per bambini devi togliere alcuni fronzoli autoriali che magari un adulto può apprezzare perché è consapevole della stratificazione che c'è dietro un disegno, trovarci riferimenti a un'arte pittorica piuttosto che a un'altra. Il bambino, invece, ha bisogno di chiarezza: per cui ho tolto alcuni “grigi” e alcune pennellate più sporche.

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In generale, come ti approcci ai tuoi lavori? Parti da una sceneggiatura o hai un approccio più grafico e istintivo?
Quando ho iniziato a far fumetti lavoravo in maniera più istintiva, disegnando subito, scrivendo poco. Piano piano, con l'esperienza, ho capito che una buona struttura può aiutarti molto, anche perché nei primi libri buttavo via un sacco di cose, era molto sofferente come modo di lavorare. Quindi, faccio una sorta di sceneggiatura, che non può proprio essere definitiva tale perché questo mi annoierebbe, è più un racconto che scrivo un po' senza pensare che poi debba essere trasposto a fumetti. Poi lo riadatto facendo uno storyboard e poi dopo ridisegnando tavola per tavola. È un metodo abbastanza sistematico, che però mi permette di lavorare con serenità e non arrivare a metà libro finito capendo di aver sbagliato strada.

Una progettazione non troppo rigida, diciamo.
Sì, è un minimo di progettazione. Ognuno ha un suo metodo che vale se funziona. E questo è quello che ho trovato per farlo funzionare.

Un'ultima domanda. A cosa stai lavorando attualmente?
Attualmente sto lavorando a una serie di illustrazioni. Sto illustrando un libro di poesie di un autore italiano, alcune copertine di libri e sto iniziando a lavorare a un nuovo graphic novel che conto di far uscire entro il prossimo anno o poco più.

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Canicola presenta Lungo i bordi, il nuovo racconto di Zuo Ma: anteprima

  • Pubblicato in News

Canicola ha annunciato la pubblicazione di Lungo i bordi, il nuovo racconto di Zuo Ma. Per l'occasione, i lavori dell'asrtista saranno al centro di numerose iniziative in giro per l'Italia.
Di seguito potete leggere scoprirne di più e leggere qualche tavola d'anteprima nella gallery in basso.

"Dopo l’esplorazione del versante giapponese con le esposizioni e gli incontri dedicati a Yuichi Yokoyama (Il viaggio, 2011), Viaggio a Tokyo di Vincenzo Filosa (2016), Yoshiharu Tsuge (L’uomo senza talento, 2017); dopo la mostra personale dedicata alla coreana Ancco in occasione della pubblicazione di Ragazze cattive (2018), la ricerca sulla Cina, inaugurata con la monografica di Yan Cong (Il sogno dell’elefante, 2010) e la collettiva Isole cinesi (2012), ritorna con la presentazione dell’opera di Zuo Ma.

Zuo Ma, nome d’arte di Zou Jian, è uno dei fumettisti più importanti della scena artistica cinese contemporanea e nel 2018 ha avuto una duplice pubblicazione in Occidente - Entre Chien et Loup, una raccolta dei suoi racconti brevi per Cornelius in Francia, e Night Bus, graphic novelnotturno in bianco e nero e prova di maturità dell’autore edito da Bao publishing - che hanno permesso la diffusione della sua opera a un numero sempre maggiore di lettori.

Come l’anno scorso per la coreana Ancco, la mostra Lungo i bordi di Zuo Ma a cura di Canicola sarà ospitata nella prestigiosa sede di Casa Cavazzini il Museo di arte moderna e contemporanea, dove si potranno ammirare quasi un centinaio di tavole originali in bianco e nero, a colori, e pubblicazioni dell’autore. In occasione della mostra sarà pubblicato da Canicola edizioni il volume Lungo i bordi: un racconto breve che, attraverso l’inedito uso dei colori ad acquarello, ritorna sulle tematiche care all’autore nei racconti di Entre Chien et Loup ma filtrati dalla maturità stilistica e visionaria del romanzo Night bus; una riflessione intima su tempo e memoria che ricorda il cinema di Wong Kar-Wai e inframezzata da squarci lirici alla Takeshi Kitano.

In Lungo i bordi Zuo Ma prosegue lungo la strada aperta da Night Bus e disegna una storia che riflette attentamente sul valore dei ricordi e sulla labilità del confine tra sogno, ricordo e realtà. A Capodanno un giovane va a trovare la nonna in campagna, un rudere prossimo a cadere in pezzi. La campagna e i suoi abitanti, le loro superstizioni e le pratiche cruente, non hanno nulla da offrire al ragazzo che si allontana in preda a noia e straniamento. La lunga passeggiata però, riporta a galla sogni e vecchi ricordi e sembra dare un senso a quei luoghi. Al ritorno a casa il giovane guarda a quello stesso mondo con occhi più maturi e tolleranti ma con la consapevolezza di fare parte di qualcosa di diverso e incomunicabile.

In collaborazione con il festival Becomics! di Padova, Bao publising e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, Zuo Ma sarà ospite delle seguenti iniziative:

Padova in occasione di Be Comics!:

Manhwa, alla scoperta del fumetto cinese

Mostra collettiva sul fumetto cinese contemporaneo dal 23 marzo al 7 aprile con gli autori: Zuo Ma, Zao Dao, Golo Zhao, Nie Jun, Zhao Ze, Li Kunwu, Chihoi.

> Centro culturale Altinate San Gaetano

> inaugurazione venerdì 22 marzo ore 18:00

> incontro domenica 24 marzo presso Sala incontri Padova Fiere

Milano in collaborazione con Bao Publishing:

Night Bus

Presentazione di Night Bus, graphic novel della collana “宝” (BAO ovvero “Tesoro”) di BAO Publishing. Incontro con i lettori e firmacopie. Modera Michele Foschini.
>La Feltrinelli Duomo Milano, ingresso Galleria Vittorio Emanuele II
>Martedì 26 marzo ore 18.30

Bologna in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti:

Lungo i bordi

Un incontro con Enrico Fornaroli attorno all’opera di Zuo Ma

> Accademia di Belle Arti, via delle Belle Arti, 54

> Mercoledì 27 marzo ore 17

Zuo ma, Lungo i bordi
Traduzione di Yi Yang
24pp a colori, 17x24, 2019
collana henry darger
testo italiano
isbn 9788899524357
8 euro

Zuo Ma, nome d’arte di Zou Jian, è nato nel 1983 a Zhijiang nella provincia di Hubei. Autore di fumetti e illustrazioni ha collaborato in Cina con la rivista Special Comix mentre in Europa con Orang, Strapazin e GQ. In Francia ha pubblicato Le repos de la baleine (Xiao Pan, 2007) e Entre chien et loup (Cornelius, 2018). Bao publishing ha tradotto in Italia la sua graphic novel Night bus (2018).

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Canicola edizioni: Dalla parte delle bambini, crowdfunding

  • Pubblicato in News

Segnaliamo un'interessante iniziativa "Dalla parte delle bambini" promossa da Canicola Edizioni che è possibile sostenere tramite crowdfunding al seguente indirizzo.

"Il progetto "Dalla parte delle bambine" è incentrato sulla pubblicazione di Io sono Mare di Cristina Portolano, un libro a fumetti per bambini dai 5 anni. Un’opera evocativa e un viaggio fantastico, per riflettere sulle tematiche dell’identità e della scoperta di sé, sui desideri e sulle emozioni in un’ottica di valorizzazione delle differenze, di inclusione e promozione delle pari opportunità.
Come Canicola riteniamo importante che ci siano più punti di vista su queste tematiche e vorremmo aggiungere la nostra voce, con il potenziale del linguaggio del fumetto, per proporre una storia a fumetti che abbia la capacità di parlare ai più piccoli, per sensibilizzare le giovani generazioni e per offrire uno strumento in più di riflessione alla comunità di adulti che ne accompagna la crescita. Sostieni anche tu “Dalla parte delle bambine”! Contribuirai alla realizzazione e diffusione di questo libro a fumetti per l’infanzia che offre molteplici spunti di riflessione.

Io sono Mare è il titolo del fumetto per bambini dell’autrice Cristina Portolano che vorremmo realizzare anche grazie al tuo contributo.

In un momento in cui il fumetto per l'infanzia sta conoscendo un periodo di ripresa produttiva – ma necessita di un nuovo e maggiore inserimento tra i media proposti ai più piccoli – riteniamo importante aprire un progetto di produzione come questo a un pubblico di lettori anche in relazione alla necessità divulgativa delle tematiche trattate.

Io sono Mare è un’opera di valore dal punto di vista artistico, narrativo e pedagogico, una storia a fumetti in cui tematiche importanti quali la scoperta di sé, l’amicizia e le relazioni, vengono affrontate attraverso un racconto delicato e poetico. Mare è la bambina protagonista e insieme al suo amico Franky, un pesce pagliaccio antropomorfo che non è né maschio né femmina, condurrà un viaggio evocativo e fantastico che la porterà alla scoperta di se stessa e di ciò che vuole essere.

Con il tuo sostegno potremo coprire voci di spesa legate alla pubblicazione, tra cui parte della stampa e della grafica, il compenso per l’autrice, costi di comunicazione e promozione del libro.

Io sono Mare è il quarto volume della collana editoriale Dino Buzzati dedicata al fumetto per l'infanzia, a partire dai cinque anni. La collana si struttura intorno a opere inedite di autori contemporanei dal forte immaginario e dallo stile ogni volta diversamente ricco. La copertina del volume è cartonata e a colori, l'interno è composto da 32 pagine a colori, il formato è di 17 x 24 cm con rilegatura a brossura.

Io sono Mare offre spunti possibili per una riflessione più ampia sulla cultura della non discriminazione, diventando utile strumento di mediazione tra il bambino e l’adulto e per la comunità educante, oltre che accrescere e arricchire l’immaginario visivo dei lettori di tutte le età. Crediamo che la produzione di storie di alta qualità e la promozione alla lettura siano strumenti efficaci per riflettere con i più piccoli sulle tematiche legate alla percezione e scoperta di sé e dell’altro e sull'educazione alle emozioni e all'affettività.

Io sono Mare fa parte del progetto più ampio “Dalla parte delle bambine” che ha l’obiettivo, attraverso pubblicazioni a fumetti e attività nelle scuole e nelle biblioteche, di promuovere un’educazione alle differenze in un’ottica di inclusione e di valorizzazione delle pari opportunità. All'interno del progetto "Dalla parte delle bambine" è già stato pubblicato il graphic novel "Ragazze cattive" dell'autrice coreana Ancco (Premio Rivelazione al festival di Angoulême nel 2017 con lo stesso titolo). L’autrice si fa portavoce di tutta la sua generazione trattando un tema delicato e doloroso quale la violenza sulle donne, raccontando una storia in parte autobiografica, in cui denuncia i maltrattamenti subiti da adolescente negli anni Novanta in Corea, periodo di crisi economica e morale molto forte per il Paese. Età di lettura dai 16 anni in su. L'autrice è stata ospite in Italia per un tour di presentazione del libro nelle città Udine, Bologna, Roma e Napoli dove è stata protagonista di una mostra, di incontri pubblici e incontri con le scuole superiori.

Cristina Portolano, autrice amata da un pubblico di lettori sempre più ampio, esordisce nel mondo del fumetto con Quasi signorina (Topipittori, 2016) e il suo secondo libro Non so chi sei (Rizzoli Lizard, 2017) diventa in breve tempo un vero e proprio caso editoriale. Illustra la storia della partigiana Claudia Ruggerini nel volume Storie della buonanotte per bambine ribelli edito da Mondadori. Con Canicola pubblica Gioca con Mare, albetto-gioco a fumetti che precede Io sono Mare.

Canicola è un’associazione culturale nata a Bologna nel 2004, si occupa di divulgazione della cultura del fumetto attraverso un progetto editoriale di ricerca in ambito grafico e narrativo, la promozione di giovani artisti, esposizioni e workshop.

Nel 2016 nasce Canicola bambini progetto dedicato all'infanzia che prevede laboratori, mostre, attività diverse per bambini e bambine, con un approccio pedagogico innovativo di contaminazione tra i linguaggi. Parallelamente nasce la collana di fumetto per l’infanzia “Dino Buzzati” dove ogni libro diventa il fulcro di progetti culturali di promozione alla lettura.


* Ritiro a mano:

    Presso festival: Treviso Comic 27/30 set 2018 (Treviso), Gender Bender 23 ott/3 nov (Bologna), Lucca comics 31 ott/4 nov 2018 (Lucca), Bilbolbul 23/25 nov 2018 (Bologna).
    Redazione Canicola: Bologna."

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