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Black Hammer - L'Era del Terrore, recensione: la chiusura del ciclo

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Sapevamo da tempo che Jeff Lemire avesse deciso di chiudere l’arco narrativo principale dedicato agli eroi di Spiral City con la miniserie Black Hammer: Age of Doom (che Bao ha raccolto in due bei volumi cartonati, il secondo dei quali è arrivato in fumetteria qualche settimana fa). Eppure, sebbene l’universo creato dall’autore canadese continuerà a vivere attraverso nuovi protagonisti e svariate serie parallele, vedere compiersi il destino di personaggi entrati da subito nel cuore di molti lettori, ci ha lasciati un po’ disorientati. Non possiamo neanche permetterci di andare oltre questa affermazione un po’ sibillina, perché altrimenti rischieremmo di svelare troppo di un finale che, invece, merita di essere assaporato fino in fondo. Lo stesso finale che, tra l’altro, è anche una chiara conferma della linea seguita da Lemire per la sua opera fin dall’inizio: non una semplice celebrazione nostalgica della Golden e della Silver Age dei comics ma, piuttosto, una storia in cui i personaggi sono degli attori tridimensionali, la caratterizzazione dei quali va ben aldilà della semplice umanizzazione della figura del supereroe, a cui assistiamo periodicamente, anche se con sfumature diverse, fin dagli anni Ottanta. I poteri di Abraham Slam, Barbalien, Golden Gail e tutti gli altri non sono praticamente mai la forza motrice del racconto, che concede, invece, maggiore spazio ai sentimenti dei protagonisti, ai loro sogni, alle loro frustrazioni o, semplicemente, al desiderio di alcuni di condurre una vita normale. Il tutto, comunque, senza rinunciare a quell’ingenuità di fondo che ha caratterizzato il fumetto americano per gran parte del secolo scorso.

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È anche vero che, per apprezzare pienamente il lavoro del cartoonist canadese, occorrerebbe andarsi a rileggere non solo tutti gli episodi precedenti, ma anche i volumi dedicati agli spin-off della serie, dove i vari indizi disseminati da Lemire per anticipare la conclusione della storia, acquistano finalmente un senso. Ciò nonostante, aldilà di queste considerazioni di carattere generale, il contenuto della miniserie merita senz’altro un approfondimento maggiore, ma per fare questo è necessario ripartire dalle ultime pagine del secondo volume dell’edizione italiana, dove la giovane Lucy Weber, dopo aver impugnato il martello cosmico di suo padre, si era trasformata nella nuova Black Hammer, annunciando ad Abraham e al resto degli ex eroi di Spiral City di aver recuperato i ricordi, che gli erano stati sottratti da Madame Dragonfly al momento del suo arrivo a Rockwood. Un colpo di scena particolarmente efficace, che ha lasciato il pubblico americano con il fiato sospeso per diversi mesi, dato che negli USA quel finale ha coinciso anche con la chiusura della serie regolare dedicata ai personaggi. Una trovata un po’ insolita, che è servita a Lemire per prendere in giro Marvel e DC riguardo la loro politica editoriale degli ultimi anni, impostata sul periodico azzeramento della numerazione delle varie testate, con la scusa di eventi narrativi particolarmente significativi o di importanti cambi nel team creativo. Una strategia che, da tempo, sembra voler inseguire la serialità televisiva moderna, cercando di accomunare le “run” fumettistiche alle “season” del piccolo schermo, così da rendere il linguaggio dei comics più familiare ai giovani di oggi ma, nello stesso momento, difficilmente digeribile per chi, come il cartoonist canadese, è cresciuto con i ritmi compassati della Bronze e della Modern Age. Naturalmente, l’escamotage è servito anche per far tirare il fiato agli autori, soprattutto a Lemire, sempre impegnato in più di un progetto contemporaneamente. A ogni modo, i lettori italiani non si sono accorti praticamente di nulla, visto che la Bao ha giustamente raccolto Age of Doom nei volumi tre e quattro della sua collana dedicata ai paladini di Spiral City.

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I nuovi episodi si aprono con Madame Dragonfly che riesce, ancora una volta, a impedire a Lucy di raccontare la verità sulla fattoria, inviandola in quello che, almeno all’inizio, sembra una sorta di labirinto dimensionale. Da qui in poi, la narrazione di Lemire procede su due livelli separati: nel primo viene portata avanti in maniera classica la vicenda principale, nel secondo, invece, ci viene mostrato il tentativo di Lucy di tornare alla fattoria, attraverso un surreale viaggio su altri mondi, dove l’autore canadese non riesce neppure a resistere alla tentazione di citare sé stesso facendo comparire, in una vignetta, Gus, il protagonista di Sweet Tooth. In questi passaggi, Lemire comincia a giocare in maniera scoperta con le regole del medium, trascendendo la storia principale con citazioni più o meno nascoste di pietre miliari del fumetto (la dimensione di Storyland, per esempio, ricorda le atmosfere del Sandman di Neil Gaiman) e improbabili paradossi spazio-temporali (concentrati soprattutto nel personaggio di Jack Sabbath, che sarà uno dei protagonisti della cosiddetta Fase II del Black Hammer Universe). Questo processo raggiunge infine il suo apice in due episodi successivi dedicati quasi per intero al Colonnello Weird, dove, per accrescere lo straniamento causato dalla sovrapposizione tra realtà e fantasia, i disegni vengono affidati a Rich Tommaso, un autore dallo stile a metà tra l’underground e la linea chiara franco-belga, molto diverso da quello di Dean Ormston, l’artista titolare della serie. In questa lunga sequenza, Lemire si esibisce in un divertente delirio metafumettistico, con ulteriori omaggi ai diversi periodi che compongono la storia dei comics, utilizzati anche per anticipare quello che vedremo nelle storie future. Assistiamo persino alla parziale entrata in scena dell’autore stesso e, soprattutto, facciamo la conoscenza dei diversi scenari e dei tanti personaggi che avrebbero potuto far parte del complesso affresco di questo nuovo universo narrativo e che, invece, sono stati - per il momento - accantonati. Tra questi, meritano sicuramente una citazione i bizzarri superanimali, protagonisti di uno dei momenti più camp dell’intera storia, assolutamente improponibili al giorno d’oggi, ma molto popolari negli anni Cinquanta e Sessanta, quando rappresentavano la risposta del fumetto a star televisive come Rin Tin Tin o Furia.

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Per quanto queste lunghe digressioni possano apparire gustose e non prive di interesse, è innegabile che il pezzo forte dei due volumi sia costituito dagli eventi direttamente legati alla trama principale. Questa viene magistralmente portata a conclusione, attraverso una narrazione trascinante, dove l’avventura prettamente supereroistica si intreccia con le vicende dei vari personaggi, ognuna delle quali viene utilizzata da Lemire per far emergere altri temi: la persecuzione da parte dei suoi simili, di cui è oggetto Barbalien, per esempio, è una chiara condanna di ogni forma di discriminazione, tuttavia il messaggio che ne deriva è molto più diretto di quanto fatto per tanti anni dalla Marvel con gli X-Men. I sogni repressi e le frustrazioni di Lucy, invece, sono una sorta di rappresentazione di come i supereroi possano essere un modo per evadere dal grigiore della quotidianità, oppure, attraverso il personaggio di Golden Gail, per oltrepassare i limiti della vecchiaia (se non nel fisico, almeno nello spirito). Assolutamente da non dimenticare, infine, il parallelismo tra il desiderio umano di alcuni di preferire una vita di finzione, ma felice, a una desolante esistenza nel mondo reale, e il sacrificio di altri, pronti a fare il proprio dovere fino alle estreme conseguenze: due motivazioni opposte che permettono, però, di raggiungere uno scopo comune. In altre parole, la chiara manifestazione dell’essenza stessa del pensiero di Lemire a proposito degli eroi in calzamaglia.

Qualche commento sui disegni dei due volumi, prima delle battute finali: fino a questo momento, abbiamo accennato alla parte grafica, solo per descrivere brevemente i due capitoli realizzati da Tommaso ma, in realtà occorre spendere qualche parola in più per il lavoro di Ormston il cui stile, che all’inizio aveva destato qualche perplessità negli appassionati, si è progressivamente imposto come uno degli elementi portanti dell’opera. È sicuramente vero che la tendenza al grottesco dei suoi disegni, affinata durante la permanenza dell’autore inglese su vari titoli Vertigo, si apprezza maggiormente nei passaggi vagamente horror o nella rappresentazione di personaggi soprannaturali come Madame Dragonfly, ma l’apparente semplicità del tratto e un’indubbia capacità di saper raccontare per immagini, si sposano molto bene con quel misto di celebrazione e disincanto voluto da Lemire.

Sebbene, in pochissimi anni, l’universo di Black Hammer sia già riuscito a guadagnarsi un posto d’onore tra i classici contemporanei, l’autore di Essex County e Gideon Falls sembra avere parecchie altre cose da dire. Di sicuro, noi confidiamo nella sua grande inventiva e nella passione dimostrata per i personaggi, con la certezza che, negli anni a venire, sarà capace di farci emozionare molte altre volte ancora.

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Bao Publishing: gratis la prima stagione di John Doe e tutte le iniziative

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Fra gli editori più attivi nel dar vita a iniziative per affrontare l'attuale situazione di emergenza nel nostr Paese, Bao Publishing ha lanciato un comunicato che riassume tutte le attività che ha svolto in questi giorni e quelle che svolgerà nei prossimi. Fra le tante, segnaliamo la possibilità di leggere l'intera prima stagione di John Doe - la serie di Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli - seguendo le indicazioni fornite qui.

Di seguito il comunicato lanciato da Bao.

"Bao Publishing è lieta di annunciare una serie di iniziative per stare vicino ai lettori in questi giorni difficili in cui è necessario restare a casa per l'emergenza del coronavirus Covid-19.

Come dichiara L'Editore: "In questi giorni di estrema difficoltà per tutto il Paese, ci sembra importante continuare in quella che dovrebbe essere una missione di ogni Casa editrice: fornire stimoli, svago, occasioni di riflessione, e lenire le solitudini raccontando emozioni che ci accomunano. Abbiamo studiato una serie di iniziative per entrare in punta dei piedi nelle routine quotidiane dei nostri lettori durante l’emergenza, per lanciare in ogni modo possibile il messaggio che più ci sta a cuore: non siete soli, e non vi lasceremo soli."

L'hashtag di riferimento é #iostoacasaconbao

Le iniziative attive: 

- Video e dirette con gli autori: Sui canali Instagram e Facebook di BAO Publishing, tanti amatissimi autori del catalogo BAO ci parlano di fumetti e ci raccontano la loro vita casalinga, con tanti suggerenti utili e curiosità. Stay tuned. 

- Viaggiare restando a casa, leggendo i fumetti: siamo tutti a casa ma questo non vuol dire che non possiamo visitare posti nuovi! Su Instagram inizia una serie di post per andare in giro per il mondo (e non solo il nostro!) attraverso i libri BAO: #baoairlines. Le prime

destinazioni sono già online: il Portogallo con gli splendidi paesaggi di Portugal di Cyril Pedrosa e New York nelle bellissime tavole di Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua

- Per l'infanzia: anche Palla Rossa e Palla Blu in questi giorni stanno a casa. Per fare compagnia ai più piccoli e piccole a casa ogni giorno, appuntamento alle ore 16:00 sulla pagina Facebook di BAO e su Instagram con una storia letta ad alta voce tratta dai libri di Maicol & Mirco In collaborazione con Nati per Leggere San Benedetto del Tronto e Nati per Leggere Ascoli Piceno.

- Fumetti digitali a € 1,99 una serie titoli del catalogo BAO in digitale, su TUTTI gli store, costano ciascuno € 1,99, fino al 3 aprile.
I titoli: Alice di sogno in sogno di Giulio MacaioneAndy: I fatti e la favola di TypexAnna e la famosa avventura nel bosco stregato di Luca Tortolini e Sara ColaoneFinisco di contare le mattonelle di Elisabetta RomagnoliFottuti musi verdi a chi? di Jacopo Paliaga e French Carlomagno con The Jackal, Guardati dal beluga magico di Daniel Cuello, I giorni che scompaiono di Timothé Le BoucherIl piano orientale di Zeina Abirached, Il porto proibito – Artist Edition di Teresa Radice e Stefano TurconiLe malerbe di Keum Suk Gendry-KimLe ragazze nello studio di Munari di Alessandro BaroncianiMeka Chan di Claudio Acciari, Melvina di Rachele AragnoPapaya salad di Elisa Macellari, Per l’Impero di Bastien Vivès e MerwanSempre Pronti di Vera BrosgolSognando Elvis di Veronica CarratelloTi chiamo domani di Rita PetruccioliUma del mondo di sotto di Marta Baroni
Vagabondaggi di Zao DaoViaggi nella filosofia di Janine.

- Leggere John Doe gratis accogliendo l'appello dell'autore Roberto Recchioni, e grazie a lui e ad Aurea Editoriale, fino a fine mese, la prima stagione di John Doe (oltre duemila pagine di fumetto) è gratis nelle edizioni digitali per Amazon Kindle, Apple Books, Google Play e Kobo.

E inoltre per tutto il mese di marzo continua su Instagram l'iniziativa Non sono libri (solo) per ragazze, per parlare delle autrici e delle loro opere. ogni giorno una lettura insieme ad un* bookinfluencer che ci racconta il suo libro preferito di un'autrice del catalogo BAO."

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Bao, Edizioni BD e Star Comics rimandano le uscite

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A causa dell'emergenza del COVID-19 (Coronavirus), alcuni editori hanno annunciato il reinvio dei loro titoli. Nello specifico Bao Publishing, Edizioni BD (più J-Pop e Dentiblù) e Star Comics hanno comunicato su Facebook che i loro titoli previsti per la seconda metà di marzo non usciranno.

Trovate tutte le comunicazioni nel dettaglio qui di seguito:

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Bao Publishing presenta Neon Brothers, l'opera d'esordio di Alice Berti

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Bao Publishing pubblicherà dal prossimo 12 marzo Neon Brothers, il fumetto d'esordio di Alice Berti. Di seguito trovate tutti i dettagli. 

"Il romanzo grafico d'esordio di Alice Berti racconta la difficoltà di sognare dei giovani della generazione "Z", ambientando il racconto in una distopica Gran Bretagna post-Brexit in cui i ragazzi si uniscono in bande per combattere il sistema.

Se anche il tuo crimine è sognare che le cose possano andare diversamente, unisciti alla nostra banda. Il futuro non sarà meno incerto, ma almeno non resteremo mai soli. 

Bao Publishing è lieta di annunciare l'uscita in libreria di Neon Brothers, il graphic novel d'esordio di Alice Berti.

Alice Berti racconta la difficoltà di sognare dei giovani della generazione "Z" ambientando il suo romanzo grafico d’esordio a Londra, in una Gran Bretagna post-Brexit apparentemente normale ma tristemente distopica. La società è divisa in due parti: se lavori per una delle principali corporazioni puoi avere una vita normale, dignitosa, borghese, ma se esci dal seminato la tua sola speranza è di formare una banda e sfidarti per le strade con altri disperati come te, a beneficio degli ascolti della potentissima Federazione, un’entità che lucra sulle sfide tra i reietti della società.

I giovani protagonisti questa storia: Nikolaj, Wakaba, Lavanda, Murray e Dom decidono di unirsi in una banda. Il futuro per loro non sarà meno incerto, ma in questo modo non resteranno mai soli.

Azione, amicizia e speranza in un futuro migliore -  nonostante un contesto in cui regna il cinismo più assoluto -  sono i temi di questo romanzo grafico d'esordio che racconta le inquietudini di una generazione. 

Neon Brothers è disponibile il libreria dal 12 marzo 2020

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Alice Berti nasce nel 1996 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Adora Andy Warhol, i concerti e i dischi in vinile. Dopo il diploma in grafica pubblicitaria nel 2015 si avvicina al fumetto e all’illustrazione grazie al magazine indipendente NuName di Nupress con cui pubblica alcune storie brevi, oltre a partecipare a molteplici progetti di altre realtà editoriali indipendenti; nel 2017 pubblica il fumetto Arabelle & Pica edito da Upper Comics, e lavora come storyboard artist per il film Finché c’è prosecco c’è speranza diretto da Antonio Padovan e con Giuseppe Battiston. Nel 2019 partecipa alla residenza artistica “Diciottocchi” di Lago Film Festival, illustrando una delle locandine del “Premio Sonego” presentato alla 76esima edizione del Festival del Cinema di Venezia; nello stesso anno illustra il singolo “Bicicletta Intergalattica” dell’album “La super luna di Drone Kong”, progetto musicale di Fabrizio Nikki Lavoro di Radio Deejay. Nel 2020 esce il suo primo graphic novel, Neon Brothers, edito da BAO Publishing."

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