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Comic(US) Book #12: Absolute, le ripartenze di Hulk e Batman e la fine di Un mondo sotto Destino

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Dodicesima puntata di Comic(US) Book, in cui diamo spazio a varie serie Absolute, che mancavano da un po’ di tempo nella rubrica. Poi, terminano Un mondo sotto Destino e Ultimate X-Men, Hulk diventa “infernale” e inizia il Batman di Matt Fraction e Jorge Giménez, una delle hit della DC del momento.

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Marvel miniserie 295

Un mondo sotto Destino capitolo 9: la bianca vela della sua anima
Si conclude questo lunghissimo maxievento, i cui strascichi saranno visibili già a partire dai prossimi mesi (si spera con mani più capaci di quelle di Ryan North). Poche le promesse mantenute rispetto alle intenzioni iniziali, compreso il finale, il quale ci lascia una forte sensazione di incompiutezza (che ha attraversato un po’ tutti i capitoli). Lo scrittore canadese non dà proprio l’impressione di essere in grado di raccontare un dramma in maniera emotivamente coinvolgente, così come sono troppo rapide (e soltanto in apparenza imprevedibili) le conseguenze derivate dalla caduta di Destino.
Anche R.B. Silva ci è sembrato meno incisivo del solito, con tavole anonime, che trovano la loro ragion d’essere solo nei colori di David Curiel.
Voto: 5

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Il mortale Thor 4 (Thor 320)

Una lieta storia di Asgard
Al Ewing si prende una pausa dalle vicende terrene di Sigurd Jarlson (e per l’occasione Pascual Ferry viene sostituito ai disegni da Juann Cabal, il cui stile, per quanto semplice e lineare, si adatta piuttosto bene agli scenari fantasy asgardiani) ed esibisce un’insospettabile dimestichezza nel raccontare, con il tono giusto, di Magni (il figlio dell’Incantatrice e del Thor di una dimensione alternativa) e degli altri Aesir. Un intermezzo solo in apparenza secondario, che sembra preannunciare un futuro alquanto intrigante per la serie.
Voto: 7

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L’infernale Hulk 1 (Hulk 136)

Hulk – Ascesa
E così alla fine Phillip Kennedy Johnson è riuscito nel suo intento, trasformando il Golia Verde (che ora in realtà sfoggia un colore grigio-viola) nel personaggio che aveva in mente sin dall’inizio, il quale con l’alter ego di Bruce Banner c’entra poco o nulla (tanto da separarli nel vero senso della parola). Dove voglia andare a parare non è molto chiaro. Per il momento, lo scrittore americano sembra semplicemente compiaciuto di dare libero sfogo a efferatezze senza limiti e di promuovere una deriva horror con forti ascendenze lovecraftiane. Su entrambi gli aspetti, non è da trascurare il contributo di Nic Klein, che non si risparmia nel mostrarci dettagli sgradevoli e scenari allucinati.
Troppo facile, tuttavia, prendere una strada di questo tipo, quando sul protagonista non si ha niente da dire.
Voto: 5

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Ingloriosa X-Force 1 (X-Force 67)

X-force – Una forza inevitabile
Riparte da uno X-Force, questa volta con l’appellativo “ingloriosa”, a testimoniare probabilmente l’agire del team ai limiti della legittimità e lontano dalla luce dei riflettori. Tim Seeley pare voler riportare la serie alle sue radici storiche, ma, per ora, benché la trama mostri di poter offrire sviluppi interessanti, i membri scelti da Cable ci sembrano male assortiti (soprattutto Miss Marvel, difficilmente associabile a un gruppo paramilitare). Inoltre, gli eventi scorrono con poco ritmo, anche a causa dei disegni piuttosto statici di Michael Sta. Maria, il quale, non di rado, manifesta una totale incapacità nell’infondere un minimo di espressività nei personaggi.
Una sufficienza stiracchiata, in attesa dei prossimi numeri.
Voto: 6

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Ultimate X-Men 24

X-Men - Ventiquattro
Termina la sua corsa la versione ultimate degli X-Men. Giudicare un’opera di questo tipo resta un’impresa piuttosto ardua e il fatto che, come già notato con le serie di Spider-Man e Black Panther, più che a un finale programmato, ci è sembrato di assistere a un’interruzione improvvisa delle trame (non si capisce altrimenti perché introdurre due nuovi personaggi proprio nell’episodio conclusivo e non risolvere varie questioni portate avanti nei numeri precedenti), arrivare a una valutazione precisa diventa davvero complesso. Come vedremo, le vicende di Maystorm e compagnia sono destinate a proseguire su Ultimate Endgame, che, però, rimane sostanzialmente un lavoro di Deniz Camp, pertanto, è difficile immaginare un ruolo reale delle mutanti nipponiche all’interno della saga.
A ogni modo, dobbiamo ammettere che la curiosità con cui abbiamo accolto questo stravagante esperimento di fusione tra un manga e un comic book supereroistico ha progressivamente lasciato spazio alla noia. Apprezziamo il fatto che Peach Momoko abbia brillantemente trovato la maniera di ridefinire gli Homo Superior di Terra 616, senza tradirne l’essenza, tuttavia, il suo tratto non si è dimostrato adeguato alle scene d’azione o a infondere il ritmo che un fumetto del genere richiederebbe. I suoi X-Men sono parsi semplicemente gli attori di un dramma adolescenziale, condito con un po’ di horror e superpoteri, decisamente lontano dalle atmosfere di un albo americano.
Non sappiamo se l’intenzione della Marvel fosse quella di spingere qualche appassionato di manga ad avvicinarsi ai suoi comic book tradizionali. Ma nel caso, siamo abbastanza sicuri che il tentativo sia andato a vuoto.
Voto: 6

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Ultimate Endgame 3

Tre
Prosegue la battaglia contro il Creatore all’interno della Città e nuovi combattenti (le mutanti di Hi No Kuni, in particolare) si aggiungono alla lotta. Deniz Camp non sempre riesce a gestire in maniera coerente tutti i personaggi coinvolti, ma ci regala colpi di scena a ripetizione, ingegnosi paradossi spazio-temporali (con ulteriori rivelazioni sul legame tra Iron Lad e Kang) e un finale struggente, il quale, però, potrebbe essere solo un subdolo trabocchetto per depistare i lettori, dato che sulle pagine di Ultimates abbiamo già visto qualcosa di simile. A ogni modo, le sorprese sembrano ben lungi dall’essere terminate, con i due Reed Richards a fare da ago della bilancia.
Disegni di Jonas Scharf e dei coniugi Dodson di qualità molto altalenante, che contrastano non poco con la bellissima immagine di copertina realizzata da Mark Brooks.
Voto: 7

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Batman 1 (126)

Batman - Colori immensi nell’oscurità e Robin in gita sul furgone
Anche solo limitandoci al fandom americano, l’inizio della gestione di Matt Fraction e Jorge Jiménez su Batman è stato uno degli avvenimenti fumettistici più chiacchierati degli ultimi mesi. Non tanto per le vendite altisonanti del primo numero, ma per il deciso cambio di approccio al personaggio voluto dallo scrittore statunitense. Fraction ha pensato di riportare il Guardiano di Gotham City alle atmosfere molto meno cupe che caratterizzavano le sue storie, prima che Frank Miller recuperasse quell’oscurità con cui Bill Finger lo aveva immaginato in origine e che gli è rimasta cucita addosso – anche a seguito della sua rappresentazione cinematografica – fino a oggi. Ecco, quindi, trame che, senza perdere di drammaticità, ostentano una maggiore leggerezza, un significativo incremento dell’aspetto avventuroso (in stile James Bond, vista l’abbondanza di particolari con cui vengono descritti i “gadget tecnologici” dell’Uomo Pipistrello), scaramucce verbali tra i protagonisti, che portano un po’ di allegria nel racconto e un generale clima più spensierato, il quale, tuttavia, non deve essere inteso come un deragliamento della serie all’insegna della superficialità.
I due episodi presenti in questo nuovo numero uno sono contraddistinti da una sceneggiatura solida e articolata, che affonda nella mitologia della Bat Family, ma rivela ancora poco di quello che gli autori hanno in serbo per i lettori nelle prossime storie, limitandosi a non rinnegare gli sconvolgimenti attuati da chi li ha preceduti (vedi, per esempio, Vandal Savage a capo della polizia cittadina).
Naturalmente, una variazione così drastica nel registro narrativo non poteva non essere accompagnata pure da una raffigurazione differente dei personaggi e della stessa Gotham City, improvvisamente luminosi e colorati (con annesso cambio di costume da parte di Batman), esaltata da un Jorge Jiménez in forma smagliante, visibilmente entusiasta di esibirsi in tavole spettacolari, ricche di azione e di immagini già diventate iconiche.
Voto: 7,5

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DC K.O. 1 (DC Crossover 49)

DC K.O. – Capitolo uno: sul ring
Diamo atto a Scott Snyder che, nonostante l’assurdità dell’evento in sé, si sia almeno impegnato a fornire delle premesse credibili, che possano rendere più digeribile quella che resta, di fatto, l’ennesima, colossale scazzottata tra eroi e criminali della Terra, necessaria, nel caso specifico, a definire il campione che sfiderà Darkseid per impedirgli di mettere fine all’esistenza nell’intero universo. Nei capitoli successivi, quando inizierà realmente il torneo, ai lettori verrà richiesta una gigantesca sospensione dell’incredulità, per potersi godere la storia. Per ora, invece, sono da apprezzare i siparietti “domestici” tra Superman, Batman e Wonder Woman, il sottile umorismo di alcuni passaggi, che svelano il bonario intento goliardico dell’operazione e i bei disegni di Javi Fernández e Xermánico, i quali, sebbene entrambi non posseggano un tratto dinamico, riescono a infondere la giusta energia al racconto.
Voto: 6,5
DC K.O. Knightfight – Capitolo uno
Tie-in di DC K.O. che si preannuncia decisamente più interessante della miniserie principale. Forse, mostrare l’ennesima realtà alternativa è una soluzione un po’ scontata, ma si tratta di un topos narrativo a cui il fumetto supereroistico non vuole proprio rinunciare, dato che garantisce una maggiore libertà creativa e la possibilità di esplorare in maniera imprevedibile le caratteristiche di base dei vari personaggi. Almeno questa sembra l’intenzione di Joshua Williamson, qui affiancato da Dan Mora, diventato ormai (e non potrebbe essere altrimenti) l’artista di riferimento in casa DC.
Voto: 7

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Justice League Unlimited 13

Justice League – Senza titolo
Forse non tutti ricordano che il terreno a DC K.O. è stato preparato fin dall’inizio del periodo “All In”, al termine di Absolute Power, per cui Scott Snyder, nell’imbastire il maxievento, ha potuto beneficiare dell’aiuto, per nulla marginale, di Mark Waid e Joshua Williamson. Proprio il secondo è l’autore dei testi dello special ospitato in questo numero di Justice League Unlimited, dove Doomsday/Time Trapper e Booster Gold (con il contributo di Flash) riannodano ogni filo delle trame sparse sulle varie testate DC nell’ultimo anno, per farle convergere verso la saga principale. Il tutto inframmezzato da un flashback ambientato su Krypton, diverso tempo prima della sua distruzione, che getta nuova luce sul passato del pianeta nativo di Superman.
Perché la DC abbia, poi, scelto di snaturare queste premesse promettenti in un crossover fracassone e superficiale resta onestamente un mistero.
Molto buoni i plastici disegni di Yasmine Putri e Cian Tormey.
Voto: 7

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Absolute Flash 8

Flash – Vita e morte di Barry Allen
Dopo otto numeri possiamo tranquillamente affermare che la versione absolute di Flash è una delle meno riuscite tra tutte quelle che hanno già esordito nella nuova linea editoriale. Jeff Lemire ha volutamente indirizzato la serie verso un pubblico più giovane, ma così facendo a risentirne è stata la sua scrittura, diventata scialba, prevedibile e contraddistinta da dialoghi senza spessore. Stessa cosa per quanto riguarda i personaggi, che appaiono persino meno interessanti delle loro controparti classiche. Un clamoroso abbaglio preso dall’autore canadese (con la probabile complicità dei supervisori della DC), il quale ha, a torto, pensato che i teenager non siano capaci di apprezzare sceneggiature mature e maggiormente stratificate. Non è un caso che proprio l’episodio di questo numero si sia dimostrato uno dei migliori della serie, non solo per i disegni di Travis Moore (che non sono niente di trascendentale, eppure di un livello più alto di quelli di Nick Robles, il titolare della testata), ma anche perché la trama si concentra sul passato di alcuni comprimari, lasciando da parte l’anonimo protagonista.
Voto: 6

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Absolute Lanterna Verde 8

Lanterna Verde – Sojourner
Se Absolute Flash ha deluso le aspettative, non si può certo dire che Absolute Lanterna Verde le abbia mantenute. Anzi, in vari elementi questa serie si è rivelata anche peggiore di quella del Velocista Scarlatto. Per cominciare, Al Ewing, nel tentativo di rendere la vicenda meno scontata, si è perso in una ridefinizione confusa e troppo criptica dello spettro emozionale che, nell’universo DC classico, dà origine ai “colori” delle diverse lanterne. Alcuni personaggi (Hector Hammond su tutti) sono stati caratterizzati in maniera grossolana ed eccessivamente sopra le righe. Inoltre, i misteri sono diventati così tanti, da appesantire una narrazione già resa ostica dal desiderio dello sceneggiatore britannico di voler far convivere a ogni costo horror e fantascienza.
A questo bisogna aggiungere i disegni davvero modesti di Jahnoy Lindsay, il cui tratto cerca di ibridizzare, con risultati molto discutibili, l’iconografia manga (Hal Jordan in particolare, francamente inguardabile) con quella supereroistica.
Voto: 5

M1ABMM008ISBN 0
Absolute Martian Manhunter 8

Martian Manhunter – Senza titolo
Terminato lo scontro tra il Marziano Verde e il Marziano Bianco (che, come sappiamo, avrebbe dovuto corrispondere anche al finale della miniserie, prima che la DC, visto il successo di pubblico e critica, decidesse di prolungarla di altri sei numeri), Deniz Camp e Javier Rodríguez proseguono il loro trip lisergico all’interno delle menti dei protagonisti, aggiungendo alla psichedelia fin qui dominante nelle illustrazioni, nuove suggestioni visive, nelle quali pure le onomatopee acquisiscono un’importanza fondamentale nella costruzione delle tavole. Sogno e realtà sono sempre più indistinguibili, e la vicenda - dove Camp sceglie anche di inserire varie denunce politico-sociali, con cui è solito caratterizzare molti dei suoi lavori - pur procedendo senza un vero filo conduttore, resta altamente affascinante.
Una lettura irrinunciabile.
Voto: 8

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Absolute Superman 13

Superman – La battaglia per il Kansas parte due: stato libero di Smallville
Dopo un inizio molto incoraggiante, Jason Aaron ha dato l’impressione di non saper bene come proseguire la serie, cominciando a prendere strade decisamente più convenzionali. Negli ultimi numeri la qualità dei suoi testi è sembrata di nuovo in crescita, ma le tematiche affrontate nei primi episodi, con un Kal-El in versione “proletaria”, paiono essere state messe da parte. Il suo Superman ha gradualmente assunto un profilo conforme alla tradizione del personaggio e l’arrivo in pianta stabile di Ra’s al Ghul nelle storie, sebbene ne irrobustisca la componente avventurosa (con in aggiunta un significativo incremento del tasso di violenza) allontana la possibilità di un ritorno alle origini. 
Un’evoluzione narrativa che, comunque, ben si concilia con il tratto classicheggiante di Rafa Sandoval.
Voto: 6,5

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Marvel e DC lanciano due nuovi crossover: Thor/Shazam! e The Flash/Fantastic Four

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Marvel Comics e DC Comics proseguono la loro storica collaborazione con il debutto simultaneo di due nuovi crossover digitali one-shot, disponibili già da ora esclusivamente su Marvel Unlimited e DC Universe Infinite (DCUI).

Da parte di Marvel arriva Thor/Shazam!, un Infinity Comic scritto da Al Ewing e disegnato da Jethro Morales. La storia riunisce due delle figure più potenti dei rispettivi universi — il Dio del Tuono e il più potente mortale del mondo — in un’avventura carica di fulmini e magia. Quando una minaccia misteriosa tenta di rubare l’energia magica che alimenta entrambi i mondi, Donald Blake e Billy Batson devono unire le forze per recuperare i loro poteri prima che sia troppo tardi.
Il fumetto è disponibile ora su Marvel Unlimited, dove per un periodo limitato è possibile leggere gratuitamente l’intera storia e riscattare una copia digitale gratuita tramite il codice CROSSOVER25 su Marvel.com/redeem. Di seguito la cover ad opera di Martín Cóccolo.

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Contemporaneamente, DC pubblica su DC Universe Infinite The Flash/Fantastic Four, parte della linea DC GO!. Scritto da Jeremy Adams con disegni di Adrián Gutiérrez e colori di Romulo Fajardo Jr., il webcomic segue Barry Allen e i Fab 4 attraverso la Forza della Velocità, in una corsa contro il tempo per fermare Gorilla Grodd e il suo piano di dominazione mentale.
Di seguito la cover ad opera di Adrián Gutiérrez.

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Entrambe le storie sono pubblicate in formato vertical scroll, disponibili gratuitamente con registrazione per 30 giorni.

Queste due uscite segnano la nuova fase della collaborazione digitale tra i due editori, dopo il successo del crossover Deadpool/Batman di Marvel e il prossimo Batman/Deadpool di DC (in uscita il 19 novembre).

Marvel e DC hanno inoltre annunciato che due ulteriori webcomic crossover digital-first sono previsti per il 2026, con nuovi dettagli che verranno rivelati nei prossimi mesi.

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La versione da edicola di Flash/Zagor #0

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Vi abbiamo già parlato numerose volte di Flash/Zagor #0, l'albo uscito in fumetteria lo scorso mese e che anticipa la miniserie con protagonisti i due personaggi. La storia, scritta da Mauro Uzzeo e Giovanni Masi per i disegni di Davide Gianfelice, uscirà ora anche in edicola in un volumetto che conterrà anche altre avventure. 

L'albo, oltre alla storia sopracitata, conterrà anche:
Flash dei due mondi di Gardner Fox e Carmine Infantino
Zagor racconta… di Guido Nolitta e Gallieno Ferri
Paura di Francis Manapul e Brian Buccellato

Flash/Zagor #0 uscirà in edicola a marzo al prezzo di 4,90€ per un totale di 112 pagine. Di seguito tutti i dettagl dal nuovo Preview.

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Il trailer di Flash/Zagor 0: La scure e il fulmine

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Vi abbiamo già parlato di Flash/Zagor 0: La scure e il fulmine, l'albo di 32 pagine scritto da Mauro Uzzeo e Giovanni Masi per i disegni di Davide Gianfelice, che anticipa la miniserie con i due personaggi. La Bonelli, ora, ha diffuso un trailer del fumetto disponibile in fumetteria e sullo shop dell'editore con due cover. Potete vederlo qui di seguito.

"Debutta in fumetteria e sullo shop online di Sergio Bonelli Editore il team-up tra Zagor e Flash, che ci condurrà nel cuore della foresta di Darkwood in una prospettiva del tutto inedita.

"La Scure e il Fulmine", questo il titolo dell'albo, sarà composto di 32 pagine a colori in formato 16x21 cm, con una storia scritta da Giovanni Masi & Mauro Uzzeo e disegnata da Davide Gianfelice con i colori di Luca Saponti. Lo speciale numero 0 a tiratura limitata sarà presentato con due copertine interconnesse tra loro, entrambe firmate da Carmine Di Giandomenico.

Ad arricchire l’albo – che vede faccia a faccia lo Spirito con la Scure, creato da Guido Nolitta e realizzato graficamente da Gallieno Ferri, e The Flash, creato da Gardner Fox e Harry Lamper – ci sarannoanche tante curiosità e dietro le quinte del nuovo capitolo dell'eccezionale progetto di crossover in cui gli Eroi bonelliani incontrano quelli dell'universo DC.

Dopo "Relazioni pericolose", l'albo che aveva testimoniato il primo incontro tra Dylan Dog e Batman (o meglio: tra Joker e Xabaras), ora è il momento di Barry Allen e Zagor, due eroi che da oltre sessant’anni intrattengono lettori di ogni età con storie ricche di colpi di scena, disegni mozzafiato e incredibili misteri."

FLASH-ZAGOR
LA SCURE E IL FULMINE
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Masi e Mauro Uzzeo
Disegni: Davide Gianfelice
Colori: Luca Saponti
Copertina: Carmine Di Giandomenico
Formato: 16 x 21 cm, colori
Pagine: 32
Prezzo: 3,5 euro

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