Dylan Dog Speciale 40: Horror Stories – Le nebbie di Praga, recensione: l’esordio del nuovo Speciale di Dylan
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Con lo Speciale numero 40 uscito nel marzo 2026, la Sergio Bonelli Editore inaugura una nuova formula editoriale destinata ad affiancare lo storico Speciale autunnale. La sotto-collana si intitola Horror Stories e il primo episodio, Le nebbie di Praga, propone 128 pagine in bianco e nero illustrate da Corrado Roi, con copertina firmata da Angelo Stano.

L’albo, scritto da Marco Nucci, non segue la classica struttura a episodi separati, ma adotta una narrazione a matrioska - o a “scatole cinesi” - in cui la trama principale incornicia una serie di micro‑storie che si intrecciano tra loro.
L’ambientazione è la Praga del 1928. Dylan Dog riceve una lettera dal rigattiere Josif Krubach e si reca nella capitale ceca per indagare su un’eredità misteriosa: un negozio di anticaglie appartenuto al padre di Josif. All’interno del negozio viene ritrovato un diario legato a cinque anelli magici, ognuno dei quali associato a una storia dell’orrore e a un morto diverso.

I racconti esplorano varie declinazioni del perturbante, diventando tasselli di un antico rituale volto a evocare il Golem, creatura leggendaria della mitologia ebraica, un gigante d’argilla animato tramite magia per servire o proteggere il suo creatore. Il ritmo narrativo è volutamente contorto e affonda in una dimensione onirica — cifra tipica delle avventure dell’Indagatore dell’Incubo — con l’intento di far smarrire il lettore in una Praga dove il confine tra reale e fantastico si dissolve continuamente.

Il tratto di Roi si sposa perfettamente con l’ambientazione praghese. Il suo segno sporco, ruvido, quasi materico, enfatizza i contorni delle architetture e dei volti, rendendoli spettrali e indefiniti, capaci di fondersi con le atmosfere notturne. L’albo, nel classico bianco e nero bonelliano, sfrutta magistralmente i chiaroscuri: la nebbia diventa un elemento narrativo che avvolge ogni cosa, creando un immaginario denso e palpabile.
Le nebbie di Praga si rivela un intermezzo ideale tra un inedito e l’altro, capace di immergere il lettore nelle orrorifiche e affascinanti atmosfere del vecchio Dylan.







