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Primo sguardo a Empyre #1, il nuovo evento Marvel

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Uscirà il 15 aprile il primo numero di Empyre, il nuovo evento Marvel che vede unire le forze di due gruppi di eroi: gli Avengers e i Fantastici 4.

Scritta da Al Ewing e da Dan Slott, per i disegni dell'italiano Valerio Schiti, la serie vedrà i due team battersi contro un'intera flotta di nemici in una storia dal sapore fantascientifico che attraverserà gli 80 anni di storia della Marvel. I Kree e gli Skrull si sono uniti sotto un nuovo imperatore e la loro flotta da guerra è in rotta di collisione contro il nostro mondo. Sulla luna, i Vendicatori sono pronti a colpire con tutta la loro potenza, mentre i Fantastici Quattro stanno cercando una soluzione diplomatica.

La Marvel ha ora diffuso le prime tavole non letterate di Empyre #1. Potete vederle qui di seguito. La cover è realizzata da Jim Cheung, le variant ad opera di Alexander Lozano, Michael Cho, Tony Daniel e David Finch.

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Empyre, il nuovo evento con Avengers e Fantastici 4 disegnato da Valerio Schiti

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Uscirà ad aprile il primo numero di Empyre, il nuovo evento Marvel che vede unire le forze di due gruppi di eroi: gli Avengers e i Fantastici 4.

Scritta da Al Ewing e da Dan Slott, per i disegni dell'italiano Valerio Schiti, la serie vedrà i due team battersi contro un'intera flotta di nemici in una storia dal sapore fantascientifico che attraverserà gli 80 anni di storia della Marvel.

È stato diffuso anche un teaser trailer dell'evento che vi mostriamo qui di seguito.

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Marvel lancia un evento su Iron Man 2020

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L'approssimarsi del 2020 ha spinto la Marvel Comics a rilanciare in grande il personaggio di Arno Stark con un nuovo evento a fumetti che compirà il suo debutto ufficiale il prossimo gennaio negli Stati Uniti. Scritta in tandem da Dan Slott e Christos Gage per i disegni di Pete Woods, la miniserie in sei parti Iron Man 2020 – presentata durante il New York Comic Con - vedrà il fratellastro di Tony Stark assumere l'identità di Iron Man e getterà le basi per dei capitoli tie-in che allargheranno notevolmente le dimensioni della storyline. Al centro dell'attenzione verranno posti anche noti androidi appartenenti all'Universo fumettistico della Casa delle Idee, come Visione, Jocasta e addirittura Albert e Elsie-Dee.

Ideato da Tom DeFalco (testi) e Herb Trimpe (disegni) nel 1984 sulle pagine di Machine Man 2020 #2 e successivamente introdotto nella continuity classica della Casa delle Idee grazie ai testi di Kieron Gillen, Arno Stark assumerà quindi l'identità di un nuovo Iron Man sostituendo Tony Stark, il cui destino resta tuttora un mistero. Quel che è certo è che le azioni di Arno come neo Vendicatore corazzato avranno delle forti ripercussioni sull'intero Universo Marvel.

Il supervisore esecutivo della casa editrice, Tom Brevoort, ha spiegato: "Come l'inesorabile scorrere delle pagine di un calendario, ci stiamo preparando all'arrivo del 2020 e all'avvento di Arno Stark nei panni di Iron Man sin da quando è iniziata quest'ultima run! Su queste pagine, tutti quegli importanti temi con cui abbiamo giocato verranno alla ribalta in un grande ed epico film d'azione che chiunque potrà apprezzare!"

A seguire vi riportiamo la sinossi ufficiale del primo numero di Iron Man 2020, che comincerà oltreoceano subito dopo la chiusura di Tony Stark: Iron Man col diciannovesimo episodio.

"Un nuovo Iron Man per un nuovo anno! Il futuro è ora! Le Intelligenze Artificiali rappresentano un chiaro pericolo per l'umanità e vanno disciplinate! La Ribellione dei Robot si dibatte per la costituzione dei diritti sugli androidi! E Arno Stark È Iron Man!"

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Fantastici Quattro 1-2, recensione: il ritorno della prima famiglia Marvel

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E dopo un’attesa durata poco più di due anni, in cui i rumor si sono rincorsi, giunge anche in Italia il nuovo mensile dei Fantastici Quattro.
Dobbiamo confessare di essere stati fra quelli che si sono ansiosamente abbeverati a ogni tipo di notizia sulla nuova serie in cantiere, ciò seppure nessuno potesse realmente credere che la Marvel, presto o tardi, non avrebbe rimesso mano ai propri personaggi più iconici (dopo l’amichevole Tessiragnatele) e una cesura nella pubblicazione del “migliore fumetto del mondo” non sarebbe durata a lungo.

Il fatto è che i Fantastici Quattro sono probabilmente uno dei fumetti supereroistici più difficili da scrivere, al pari di Superman: se per l’Azzurrone il problema principale è quello di portare il lettore ad empatizzare con un essere sostanzialmente onnipotente, per i FF è difficilissimo trovare l’equilibrio fra le quattro personalità dei protagonisti ed il giusto tono della serie. Come viene ben ricordato nel primo numero della nuova testata ciascuno ha una propria visione del quartetto (avventurieri, esploratori, immaginauti …) che resta, principalmente, una famiglia e come tale deve essere anzitutto considerata e trattata. E proprio su questo aspetto Dan Slott, fresco reduce da una delle più lunghe gestioni di Spider-Man, sembra volere puntare l’attenzione: abilmente sfruttando la scia della serie Marvel Two-in-One, la reunion dei Quattro (e non solo) non avviene nel primo numero, ma soltanto nell’ultima pagina del secondo. Il primo è invece incentrato sul coronamento di uno dei più lunghi fidanzamenti della storia dei comics, quello tra l’amabile Cosa dagli occhi blu e la bella scultrice cieca Alicia Masters: è nelle pagine finali dell’episodio che Slott dà il meglio, rendendo vivo e credibile il dolore di Johnny, giunto infine sul punto di accettare l’idea della morte dei propri congiunti che fino a quel momento aveva ostinatamente negato. Ed il suo sollievo e la sua gioia sono i nostri, nel vedere campeggiare in cielo quel 4 non è solo chiamata a raccolta di vecchi compagni di avventura, ma la promessa di un nuovo inizio. Ed è così che, nel secondo episodio, ritroviamo la First Family impegnata in quello che noi lettori già sapevamo dai tempi della fine dell’epica (e meravigliosa) saga di Secret Wars: la ricostruzione del multiverso.

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Al di là dell’impatto emotivo, direttamente proporzionale alla militanza tra i Marvel-geek, dobbiamo però dire che non tutto nel doppio albo è convincente: se ad esempio apprezzabilissima è la scelta di rendere adolescenti Franklin e Valeria (molto gustosa è la scena in cui Reed prende consapevolezza di come intorno alla figlia inizi a ronzare un alieno troppo simile per i suoi gusti di padre e marito ad un principe atlantideo dalle orecchie a punta…), nella speranza che non si giunga in seguito ad un nuovo depotenziamento/ringiovanimento, vi sono aspetti della storia trattati troppo velocemente: la sconosciuta antagonista ha un ruolo ed una potenza tali da non renderne plausibile il rango a dispetto della solo odierna comparsa; allo stesso modo viene eliminato troppo rapidamente l’Uomo Molecola, così potente da ricreare mondi in tandem con Franklin e già di tenere insieme i resti del multiverso per essere spazzato via nell’arco di una sola vignetta. Per non parlare dell’elefante in cristalleria di cui Slott non si libererà neppure nei numeri a venire (e che verrà affrontato, anche lì in modo non del tutto soddisfacente, nella serie parallela): come può Reed  avere consentito che suo cognato ed il suo migliore amico li abbiano creduti morti senza aver mai provato a raggiungerli?

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La storia troverà la sua logica conclusione nei numeri successivi, preparativi dei festeggiamenti per il 650° numero della serie originale; a questi, tuttavia, non parteciperà Sara Pichelli, il cui apporto alla serie, al momento, sembra essersi esaurito con i primi due episodi. Non conoscendo le cause alla base di tale stato delle cose non possiamo che rimpiangere la inadeguata programmazione da parte della Marvel, che ha dato alle stampe una serie tanto attesa senza avere prima incamerato almeno il primo ciclo da parte della penciler titolare. Un vero peccato, perché  l'artista, come sempre abilissima nel disegno delle espressioni dei personaggi, sembrava essere la scelta più azzeccata per la serie, anche per la ben riuscita scansione del ritmo narrativo e la struttura delle tavole, con alcune soluzioni di grande impatto (anche se non abbiamo apprezzato particolarmente la scelta grafica nella raffigurazione della Torcia, né l’aspetto del Reed barbuto).

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Da ultimo va segnalata la storia di appendice del primo numero, disegnata da un Simone Bianchi in buon spolvero ed incentrata sul nuovo/vecchio ruolo di Destino nella natia Latveria; il discorso sulla opportunità e sulla riuscita dell’operazione sviluppata da Brian M. Bendis nella serie de Il Famigerato Iron Man sarebbe lungo da sviluppare in questa sede. Nondimeno si spera che Slott, seppur apparentemente orientato a far ritornare le vecchie abitudini del buon Victor, non rinneghi del tutto un percorso evolutivo che era apparso sofferto e adeguatamente motivato (e, nel caso, riesca a sviluppare con coerenza le nuove scelte di vita dell’antagonista per antonomasia dei F4).

Il rilancio dei Fantastici Quattro è una lettura certamente consigliata per tutti gli appassionati dei comics, i quali non potranno rinunziare ad essere testimoni di questo nuovo e, si spera, glorioso capitolo di quello che è stata e resta angolare dell’Universo Marvel.

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