Menu

 

 

 

 

tuttiautopezzi

Dylan Dog #393 – Casca il mondo, (-7 alla meteora!), recensione

1555336764536.png--casca il mondo   dylan dog 393 cover

Le prime pagine di questo Dylan Dog #393, intitolato Casca il mondo, ci mostrano finalmente da vicino la meteora tanto chiacchierata negli albi precedenti e che, come più volte ripetuto sia dai personaggi che dagli autori sulle colonne dell’Horror Club (l’editoriale che accompagna ogni albo di DD), minaccia di scuotere le fondamenta della vita del nostro indagatore dell’incubo (oltre che dell’umanità intera).

E di scosse ce ne sono in abbondanza, in questo numero scritto da Barbara Baraldi e disegnato da Bruno Brindisi, e non solo metaforiche: a suonare il campanello del civico 4 di Craven Road in questo numero, infatti, c’è una bambina, Lucy Hamilton in cerca della madre, rimasta intrappolata sotto le macerie a seguito di una serie di terremoti limitati, misteriosamente, all’East End londinese.
Barbara Baraldi pesca direttamente dalle sue personali esperienze del terremoto in Emilia del 2012 per creare un’ambientazione credibile e particolareggiata: le tendopoli, la ricerca dei superstiti, i tentativi di rientrare nelle proprie case pericolanti per recuperare quanto rimasto, gli inevitabili sciacalli a caccia di preziosi, tutti dettagli che rendono bene l’idea di cosa succeda dopo un forte terremoto.

1555336982496.jpg--

La trama tuttavia, nonostante l’innegabile (e ottimo) lavoro di caratterizzazione delle ambientazioni, difetta di una certa scarnezza delle vicende di Lucy, in parte riducibile al solo colpo di scena finale (che non sveleremo) e che viene compensata inserendo una serie di personaggi e di situazioni a nostro avviso superflui o addirittura pretestuosi (su tutti Arya, impegnata come volontaria nell’assitenza ai terremotati), creando così nel lettore, se non confusione, l’impressione che gli eventi si avvicendino in maniera slegata.
Fra i difetti dobbiamo includere, inoltre, una certa stucchevolezza dei dialoghi e di alcune didascalie, specie nei punti chiave della storia: è un peccato che la resa realistica delle ambientazioni finisca per cozzare con frasi troppo smielate e inverosimili da parte dei personaggi. Ben riusciti, invece, sono i siparietti comici affidati, come di consueto, a Groucho.
Appena accennata in questo numero (sebbene si tratti di un accenno importante) è invece la storyline della meteora e che aggiunge un altro tassello ad un mosaico di cui ancora non si riesce ad indovinare l’immagine. Globale.

1555336983598.jpg--

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, l’albo si apre con la bella copertina (questa volta più minimalista del solito) di Gigi Cavenago, che in un forte contrasto cromatico fra le tinte del rosso e quelle del nero, ci mostra un Dylan intrappolato sotto le macerie di una Londra devastata.
I disegni, invece, sono affidati a Bruno Brindisi, disegnatore di lunga data di Dylan Dog, che confeziona una serie di tavole ben riuscite e funzionali alla storia senza intaccare la consueta griglia bonelliana. Buona la resa di personaggi e ambientazioni, specie in notturna, quando le ombre e i chiaroscuri (realizzati attraverso i retini) conferiscono la giusta tridimensionalità ai corpi ed agli spazi, nonché l’attenzione per alcuni dettagli che contribuiscono a rendere solida la caratterizzazione delle situazioni.

Leggi tutto...

Dylan Dog incontra il rapper Salmo in un albo speciale

  • Pubblicato in News

È statao annunciato sul sito della Sergio Bonelli Editore che Dylan Dog incontrerà in un fumetto il rapper Salmo in un albo speciale di 32 pagine allegato a Dylan Dog 395 in vendita dal 30 luglio. Di seguito i dettagli annunciati dall'editore:

"Nel numero 395 di Dylan Dog, scritto e disegnato da Carlo Ambrosiniin edicola dal 30 luglio, l'arrivo della meteora che sconvolgerà il mondo dell'Indagatore dell'Incubo si fa sempre più imminente. Ma soprattutto, presenta in allegato un albo speciale di 32 pagine contenente un fumetto scritto da Roberto Recchioni a partire da un'idea del rapper Salmo, che in carriera ha collezionato 26 dischi di platino e 21 dischi d'oro, superando anche i 378 milioni di visualizzazioni su YouTube.

«Salmo e Dylan Dog sono delle icone popolari con molte cose in comune, dal loro amore per l'horror allo schierarsi sempre dalla parte del diverso, dell'emarginato, del freak» dichiara Recchioni a proposito di questo incredibile incontro fumettistico. «Divisi, hanno fatto molto. Uniti, saranno inarrestabili!»"

Leggi tutto...

Dylan Dog #392 - Il primordio (-8 alla meteora!), recensione

5ef73575adaab1e9bf13920e818ac340 XL

Immaginate che la realtà (la vita, l’universo e tutto quanto, per citare Douglas Adams) non sia così solida e intaccabile come pensate, che se non si è ancora dissolta lasciandoci a galleggiare nel nulla è grazie a qualcuno che, come Atlante che reggeva il mondo sulla schiena, si preoccupi di custodirla il più intatta possibile. E immaginate che questo qualcuno (o anche più d’uno, perché no?) ci riesca grazie a degli antichi artefatti capaci di stirare e spiegazzare a piacimento il tessuto del reale. Immaginate, ora, che una persona qualunque, da un momento all’altro, si ritrovi per caso a dover svolgere il faticosissimo compito di evitare che la realtà vada in briciole. Un compito arduo e ingrato, no?

È da queste premesse che parte il Dylan Dog #392, intitolato Il primordio, scritto da Paola Barbato e Roberto Recchioni e disegnato da Paolo Martinello, sesto numero del ciclo della meteora che dal #387 minaccia di spazzare via l’umanità intera. In questo numero, infatti, che si apre con un prologo ambientato il quell’outback australiano così carico di leggende e magia, fonte di ispirazione per tante storie di Martin Mystère (il Buon Vecchio Zio Marty, BVZM, per i fan), seguiamo le traversie di una misteriosa statuetta di pietra che, passando di mano in mano, non può che arrivare infine dal nostro indimenticabile indagatore dell’incubo in jeans e camicia rossa.

1551345020422.jpg--

La statuetta, naturalmente, non è un oggetto qualunque: manipolandola, infatti, è possibile distorcere lo spazio in maniere impensabili, dilatandolo e moltiplicandolo, come Dylan scoprirà nel corso dell’albo. Gli toccherà quindi capire come gestire questo enorme potere e per quale scopo i primi, mostruose divinità tentacolari che sembrano uscite da un racconto di Lovecraft, vogliono che sia lui ad avere il primordio (questo il nome della statuetta, che assieme ad altri cinque manufatti, permette di tenere la realtà sotto controllo).

Paola Barbato e Roberto Recchioni mescolano una serie di elementi molto diversi fra loro per scrivere una storia abbastanza lontana da quelle lette negli ultimi numeri: mancano lo splatter, il gore e l’orrore incontrati negli altri albi, sostituiti dalle atmosfere perturbanti, quasi da realismo magico, che si possono trovare in molte puntate di Ai confini della realtà. Un’avventura atipica, quindi, forse molto più familiare al detective dell’impossibile, il già citato BVZM, che all’indagatore dell’incubo. Un’avventura, diciamolo, poco avventurosa e che forse difetta di ritmo: i pochi colpi di scena (con l’eccezione della sequenza narrativa in chiusura) non riescono davvero a stupire e uno in particolare, che non sveleremo, sa vagamente di retcon (un retcon però non del tutto implausibile e che rievoca un elemento risalente addirittura al DD #63).
Non mancano i consueti riferimenti alla cultura pop, dal già citato Lovecraft a certo Neil Gaiman di American Gods, sebbene in alcuni casi alcuni riferimenti stonino un po’ con l’atmosfera generale della storia (in particolare, un paio di scambi fra Dylan e Groucho).

1551345021042.jpg--

Le tavole sono affidate a Paolo Martinello (Dylan Dog – Cronache dal pianeta dei morti), che gestisce bene la resa delle espressioni del viso e sfrutta al massimo l’espediente della manipolazione della realtà, confezionando alcune vignette a metà strada fra i sogni di Christopher Nolan in Inception e le geometrie impossibili di Maurits Cornelis Escher (espedienti ripresi anche da Gigi Cavenago per la copertina, tutta nei toni dell’arancio). Piacevole anche la resa visiva di alcune delle creature lovecraftiane, complici anche gli ottimi chiaroscuri di Martinello che rendono bene le anatomie mostruose dei primi. Peccato, tuttavia, che ad un’impostazione grafica così solida non si accompagni una trama altrettanto avvincente.

Leggi tutto...

Dylan Dog #391 - Il sangue della terra (-9 alla meteora!), recensione

1550661405087.png--il sangue della terra   dylan dog 391 cover

Con questo Dylan Dog numero 390, intitolato Il sangue della terra, il conto alla rovescia per l’arrivo dell’ormai nota (e letale) meteora proveniente dallo spazio profondo raggiunge pericolosamente la cifra singola: solo nove numeri ci separano, infatti, dalla catastrofe planetaria prevista per il #400 che promette di non lasciare nulla com’era prima.

E lo spazio ritorna, sebbene per altri motivi e con altre forme, in questo numero scritto da Paola Barbato (già all’opera nel precedente DD #390): motore delle peripezie dell’Indagatore dell’Incubo in questo numero è, infatti, il magnate russo Oleg Volkov che, per scampare all’apocalisse imminente, ha scelto di lasciare la Terra e rifugiarsi sul suo personale satellite in orbita attorno al pianeta. La sua fuga nello spazio, però, ha lasciato una serie di questioni irrisolte, questioni che toccherà al nostro Dylan risolvere e che riguardano un patto concluso anni prima con una strega perennemente affamata di carne umana.

1550661599304.jpg--

È sorprendente come Paola Barbato riesca a costruire con pochi elementi in forte dissonanza fra loro una storia che, dietro lo spazio, il sovrannaturale, l’orrore e tanto, tanto sangue, mostra in realtà il dramma familiare di una coppia in crisi, di cui ognuna delle due parti ha la sua versione da raccontare: se per Volkov la moglie è (letteralmente!) una strega, e in quanto tale deve essere eliminata, la donna, dal canto suo, non può che ribadire che il vero mostro, fra i due, sia proprio l’avido e insensibile Volkov, pronto a fuggire non appena la situazione si fa difficile. Che il mostro sia meno "mostruoso" dell’essere umano non è un’idea nuova, specie sulle pagine di Dylan Dog, ma in questo caso la Barbato sovrappone a questo vecchio stilema le dinamiche del rapporto di coppia, con esiti particolarmente interessanti (si pensi, ad esempio, al magico legame di sangue fra Volkov e la strega, trattato come se fosse un vincolo matrimoniale di natura emotiva).

Al centro di questa crisi di coppia non può che capitare, naturalmente, Dylan Dog, in questo numero più in veste di spettatore di una tragedia di cui non può fermare la conclusione che vero e proprio attore, unica pecca di una sceneggiatura che, privilegiando la descrizione del rapporto fra Volkov e la strega e del loro passato, rischia di accantonare in un angolo il nostro Indagatore dell’Incubo (tranne quando utilizza un lanciafiamme che strizza l’occhio a quello commercializzato un paio di anni fa da Elon Musk, ma è poca cosa).

1550661599751.jpg--

Per quanto riguarda la storyline della meteora, in questo numero incontriamo l’ex-ispettore Bloch e Jenkins. Sebbene non vi siano grosse novità rispetto a quanto già anticipato nei numeri precedenti, questo albo introduce un piccolo elemento che suggerisce un piccolo barlume di speranza per l’umanità e che qui non vi spoileriamo.

Le matite sono affidate a Werther Dell’Edera, il cui tratto sottile e luminoso funziona bene nella resa delle ambientazioni, quasi tutte diurne (con l’eccezione, forse, degli interni del satellite artificiale di Volkov), e in quella dei personaggi (notevoli alcune espressioni facciali) e accompagna fedelmente la narrazione senza grosse trovate grafiche a livello di impostazione della tavola. Piacevoli e ben riuscite, inoltre, la carratterizzazione della strega nelle sue diverse manifestazioni e la gestione di alcune onomatopee.
La copertina, affidata a Gigi Cavenago, gioca su poche tonalità (il rosso-l’arancio e il grigio-nero) con risultati, come sempre, ottimi.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.