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L'addio al fumetto di Bernie Wrightson, creatore di Swamp Thing, per problemi di salute

  • Pubblicato in News

In un lungo post scritto dalla moglie Liz Wrightson sulla pagina Facebook del marito, il creatore di Swamp Thing Bernie Wrightson e vincitore di un Eisner Award, ha dichiarato il suo ritiro dal mondo del fumetto per via di gravi problemi di salute. Di seguito il post tradotto e la versione originale dello stesso.

Mi scuso per il nostro silenzio negli ultimi mesi. Lo scorso novembre Bernie ha avuto una ricaduta, con evidenti problemi di percezione. Ha dovuto subire un altro intervento chirurgico al cervello per alleviare il sanguinamento, e poi trascorrere diverse settimane in fase di riabilitazione in regime di ricovero. Purtroppo, sembra che abbia un danno permanente: le funzioni della parte sinistra sono estremamente limitate, non è più in grado di camminare o usare in modo affidabile la mano sinistra, tra le altre cose.

Siamo giunti alla triste conclusione che ormai è giunto il momento di ritirarsi: non produrrà nuova arte e non potrà partecipare a convegni. Se questa situazione dovesse cambiare, sarò felice di annunciarvelo.

Può ancora scrivere il suo nome (infatti stava firmando stampe per la campagna Kickstarter in ospedale!), ed è tutto sommato abbastanza in forma e ha ancora buon facoltà cognitive. Ci aspettiamo di continuare a rilasciare stampe firmate, e vendere pezzi d'arte occasionalmente tra ciò che è rimasto della collezione. Entrambi vi ringraziamo per il vostro continuo sostegno e i vostri auguri!

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Cosa ne pensa Batman della questione su immigrati e rifugiati?

  • Pubblicato in Focus

Ultimamente siamo sempre più sommersi dalla questione dei migranti e dei rifugiati che fuggono da Paesi martoriati da guerre e regimi totalitari per poter cercare di costruire un futuro migliore in altre terre. L'America ha da sempre dovuto affrontare questo problema, accogliendo immigrati di qualunque etnia, andando a costituire quel melting pot che poi è anche uno dei punti di forza degli States. Ora le politiche del nuovo Presidente Donald Trump vogliono invertire tale tendenza, mirando a limitare gli ingressi di determinate popolazioni all'interno degli U.S.A..

Di cosa ne pensino gli americani sono piene le pagine dei giornali e i servizi dei telegiornali in questi giorni, ma cosa ne pensano i supereroi? Potrebbe sembrare una domanda un po' bizzarra, se non si tiene presente il forte committment politico che i fumetti americani hanno avuto sin dai loro esordi, si pensi al Captain America degli anni della Seconda Guerra Mondiale per fare un esempio banale.

In particolare, CBR si è trovato tra le mani un Public Service Announcement risalente a Batman #57 del 1949 di Jack Schiff e Win Mortimer, in cui Batman replica ad un giocatore di football che non vuole giocare in squadra con un "non americano": "Sono quelli che la pensano in questo modo a non essere americani! Ragionando in questo modo si danneggia il nostro Paese". Poi, rivolgendosi al bersaglio di queste ingiurie aggiunge: "Non dare retta alle bugie di questi squinternati riguardo a chi ha una diversa religione, a chi ha un colore della pelle differente o ha i parenti nati in un'altra nazione. Ricorda la nostra eredità culturale americana di libertà e uguaglianza".

Di seguito trovate la tavola, per ingrandirla basta cliccarci sopra.

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Il sito ci ricorda poi che negli anni '60, un altro PSA inserito questa volta in un albo di Superman, celebrava la chiusura dell'ultimo campo di profughi della WWII in occasione del World Refugees Year indetto dall'ONU.

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In arrivo un crossover tra Batman e The Shadow di Scott Snyder, Steve Orlando e Riley Rossmo

  • Pubblicato in News

DC Comics, Dynamite e Condè Nast hanno dichiarato ufficialmente che verrà realizzata una miniserie crossover di 6 numeri tra The Shadow e Batman ad opera di Scott Snyder, Steve Orlando e Riley Rossmo.

"Batman è un mito che trascende il fumetto e ci ispira, mentre The Shadow è una pietra miliare della cultura pop e del fumetto odierno. Unire il famosissimo Detective dei fumetti con il Mistery per eccellenza è per me un grande onore", ha dichiarato Snyder. "I due si uniranno per un caso che risale all'origine del tempo, un conflitto generazionale che ridefinisce il concetto di omicidio".

Lamont Cranston è l'indiziato numero uno di un omicidio a Gotham su cui Batman sta indagando. Il problema è che risulta morto da 50 anni! Durante le indagini, Shadow cercherà di impedire che Batman scopra troppo al riguardo.

Il primo numero è in uscita il 26 aprile, di seguito trovate delle pagine dell'albo in bianco e nero e non letterate.

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Il mercato dei fumetti americani è vicino alla saturazione?

  • Pubblicato in Focus

In un lungo articolo, Newsarama ha analizzato l'attuale mercato fumettistico statunitense, concentrandosi in particolare su un fenomeno abbastanza recente. Parliamo della tendenza di alcuni editori a pubblicare una moltitudine di titoli portando il mercato a una saturazione. Se il numero di fumetti è infatti cresciuto, quello delle copie vendute è tendenzialmente costante. La varietà di titoli presenti sul mercato è, a prima vista, un fattore positivo, ma siamo sicuri faccia bene allo stesso?

Secondo alcuni rivenditori e alcuni editori questo aumento delle testate è un problema in quanto ogni titolo diventa meno redditizio. "Abbiamo notato più di un anno fa che il numero di uscite di tutti gli editori più importanti era aumentato nel periodo 2014-2015" ha dichiarato Filip Sablik, presidente editoriale e di marketing dei BOOM! Studios. "Siamo anche noi colpevoli di questo, certo. È facile essere entusiasti di un mercato in crescita, ma quando questo entusiasmo supera di gran lunga quello che il mercato consente, le vendite vengono cannibalizzate".
Per evitare che questo accadeva, dunque, i BOOM! Studios hanno tagliato il 15% delle loro testate, una scelta che ha pagato tanto da far aumentare il loro fatturato.

Randy Stradley, vice-presidente editoriale di Dark Horse, ha detto che anche la sua azienda ha notato i problemi causati da un numero crescente di titoli.
"La Dark Horse ha avuto un periodo in cui le uscite mensili erano praticamente il doppio di quelle degli anni precedenti, ma è diventato evidente che i nostri profitti non erano raddoppiati", ha dichiarato. "Una cosa che è certa è che più non è necessariamente meglio. Si può avere la quota di mercato migliore del mondo e fallire. La quota di mercato non è la stessa cosa del profitto."

Alcuni negozianti puntano il dito contro gli editori di supereroi, come la DC ma in particolare la Marvel. Se infatti, come riporta Ryan Seymore, di Comic Town in Ohio, la DC ha mantenuto fisse 52 uscite al mese con 2 spedizioni mensili, la Marvel pubblica diversi titoli per ogni personaggio o gruppo, lanciando eventi continui e vari spin-off, rendendo difficile reggere il passo.
"La Marvel è l'unica azienda colpevole di un eccesso di saturazione", ha dichiarato Charlie Harris, proprietario di Charlie's Comic Books, Tucson (Arizona). "Dynamite e IDW spesso sono un po' fuori controllo con i loro titoli in licenza e crossover, ma sono gli innumerevoli primi numeri della Marvel che si ammucchiano invenduti nel mio negozio. E ultimamente la Marvel ha spedito copie gratis in più dei loro titoli, spesso raddoppiando il mio ordine! Non potendo vendere il doppio di quello che ho ordinato, ho messo da parte questi fumetti per regalarli durante il Free Comic Book Day."

Joe Field, promotore del Free Comic Book Day, ha detto che ci sono scelte difficili da fare con tutti gli editori:
"Posso dire che fino a poco tempo fa, vendevo un minimo di 35 copie di qualsiasi primo numero Marvel. Tuttavia, ci sono state una serie di fumetti usciti negli ultimi due mesi di cui ho avuto difficoltà a venderne 10 copie, nonostante la mia ordinazione per vendite potenzialmente migliori. La risposta della Marvel è stata quella di spedire molte più copie dei fumetti che non hanno venduto la prima volta. Apprezzo le loro prospettive rosee, ma le cose per me sono molto diverse a livello della strada."

Seymore fa notare che la qualità media tende a scendere quando si pubblicano troppi titoli influenzando negativamente sulle vendite ed elogia editori come la Image che pubblicano meno titoli, ma di qualità maggiore e genere differenti. Un pensiero condiviso da Dinesh Shamdasani, CEO e chief creative officer della Valiant Entertainment per cui pubblicando meno titoli ognuno riceve "l'amore che merita". Lo stesso Shamdasani sottolinea come sia consapevole che un numero maggiore di testate dia maggiore visibilità sugli scaffali, ma mina seriamente la qualità degli stessi. Anche Stradley della Dark Horse è consapevole che l'enorme quantità di fumetti Marvel e DC possono tagliare gli ordini alla sua casa editrice e togliere spazio sugli scaffali. È evidente che questo prima o poi abbassi il profitto, che le uscite sono sproporzionate al reddito e dubita che i rivenditori vogliano sostenere un mercato solo con Marvel e DC.

Tuttavia, alcuni negozioanti ritengono positiva la crescita di titoli disponibili, perché si traduce in una maggiore varietà da cui scegliere. Ad esempio, Jesse James, proprietario di Jesse James Comics in Glendale, Arizona, ha detto che dal punto di vista di un rivenditore, la selezione consente ai diversi negozi di personalizzare i loro ordini in base ai loro clienti aumentando la loro audience offrendo titoli per tutti.
Bret Parks di Ssalefish Comics in Winston Salem, North Carolina, ha detto: "Non tutti i fumetti avranno un pubblico in ogni negozio, ma non è bello avere questa opzione?".
Joe Field di Flying Color ha detto che se anche conosce i rischi di sovra-saturazione, l'aumento di varietà può soddisfare la fame di tutti: "Le persone si lamentano di avere troppe scelte per la TV, dove abbiamo 500 canali, Netflix, Hulu, On Demand, streaming? I fumetti non sono diversi." Field aggiunge che l'offerta oggi è più vasta e non si limita solo ai fumetti, ma anche ai magazine, ai graphic novel, ai videogiochi e a tutto il resto e che oggi servono semplicemente più titoli per vendere lo stesso numero di fumetti di un tempo. "Uno degli assiomi veri e provati della vendita a dettaglio è che ci sono sempre troppi fumetti quando non vendono e mai abbastanza quando si vendono." Inoltre, gli editori non potranno che aumentare il loro numero se possono permettersi di farlo. "Sembra che ci siano troppi [fumetti adesso], ma sarà poi il mercato in ultima analisi a decidere."

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