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Paolo Pantalone

Paolo Pantalone

I druidi 1 – Il mistero degli Ogham

Un’indagine sulla misteriosa uccisione di alcuni monaci in Bretagna da il la a I Druidi, storia del 2005 scritta da Jean-Luc Istin e Thierry Jigoruel.
Il primo volume edito dalla Panini Comics propone i primi due numeri della serie che è ancora in corso in Francia ed è arrivata al settimo volume, dopo aver chiuso il primo ciclo al sesto episodio.

I druidi, come si evince dal titolo, sono i protagonisti di questa storia ma rappresentano anche l’anello debole della società in cui essa è ambientata. Essi predicano un’antica religione che viene osteggiata e rifiutata dal culto predominante dei monaci e sono vittime di profondi pregiudizi che li avvicineranno sempre più all’estinzione.
Infatti, i druidi saranno i primi ad essere additati come colpevoli dei feroci omicidi dei monaci bretoni e sarà compito del protagonista Gwenc’hlan e del suo aiutante Taran indagare sui delitti per discolpare la propria gente, nonostante la presenza di chiari indizi della loro colpevolezza.
La vicenda si svolge in un’aurea di mistero con diversi elementi che infittiscono la trama: il ritrovamento presso le abitazioni dei monaci uccisi di strani documenti nell’antica lingua degli Ogham fa pensare che questi fossero venuti a conoscenza di pericolose verità; l’ambiguità del monaco Guenole che dapprima affida l’indagine ai druidi ma egli stesso sembra sapere più di quanto non voglia rivelare; infine, il misterioso coinvolgimento di un ordine segreto che parrebbe agire per screditare ulteriormente la figura dei druidi.

Sebbene lo stereotipo del druido potrebbe portare a ritenere questo racconto come un’opera fantasy o medioevale, la storia è talmente ricca di elementi e raccontata in modo vario da uscire dai confini di un genere preciso.
La quantità di sottotrame sviscerate già solo in questo primo volume è notevole, ma la bravura degli scrittori è anche quella di passare da un tema all’altro con grande abilità; in questo senso viene fatto un uso pregevole di flash-back e digressioni dalla trama che in alcuni frangenti introducono nuovi elementi raccontandone la genesi avvenuta negli eventi passati.
In conclusione, si possono riscontrare diverse note di merito in questo primo volume de I Druidi: la varietà del racconto, con una trama generale che strizza l’occhio a un classico della letteratura come Il nome della rosa di Umberto Eco, la capacità di narrare l’evoluzione degli eventi con i ritmi di un thriller giallo che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina e, non ultimi, i disegni più che buoni di Jacques Lamontagne, in grado di accompagnare bene la storia anche grazie all’ottimo lavoro di ricostruzione delle diverse ambientazioni. In questo senso, si segnalano le splendide tavole dedicate alla rappresentazione della città di Ys.

La Crociata 1

La terza guerra santa di fine XII secolo è lo scenario in cui si svolge La Crociata, albo edito in Italia da Panini Comics e tratto da Croisade, opera francese del 2007 scritta da Jean Dufaux.
L’opera originale è composta da un primo ciclo di 4 parti e un secondo attualmente ancora in corso; il primo volume pubblicato dalla Panini riprende i primi due capitoli del primo ciclo.
La crociata in questione, come detto la terza, è una tra quelle storicamente più raccontate e presenti nell’immaginario collettivo in quanto vede come protagonisti personaggi storici molto importanti, quali Federico Barbarossa e Riccardo Cuor di Leone da un lato e Saladino dall’altro.

La vicenda narrata nell’albo racconta della spedizione di Gregorio d’Arcos che, già reduce da una prima sconfitta inflittagli dalle forze locali, prova a riorganizzare le sue truppe per sferrare un nuovo attacco alla conquista di Gerusalemme, difesa a sua volta dai mussulmani guidati dal sultano Ab’dul Razim.
Il fronte cristiano è incentrato sulle figure delle due figlie di Gregorio, Syria ed Eleonora, e su due personaggi maschili, Gualtiero delle Fiandre e Roberto Duca di Taranto, che sono tra i più vicini consiglieri del nobile d’Arcos pur avendo posizioni molto diverse tra loro. Essi si troveranno ad interagire in maniera piuttosto fitta con le due signorine: Gualtiero è infatti il promesso sposo di Eleonora, nonostante si intraveda un legame sentimentale più stretto con Syria, e Roberto invece è l’amante di Eleonora.
Il racconto è condito inoltre da una ri-lettura del tema religioso in chiave oscura: una sorta di demone, il Qua’dj, aiuta i mussulmani in battaglia, il sultano stesso viene aiutato nei suoi scopi da una figura misteriosa e un ruolo importante nella vicenda è ricoperto da uno specchio in cui viene riflessa l’immagine del diavolo; nel finale del secondo capitolo viene infine introdotto l’inquietante personaggio dell’AA di cui si scoprirà meglio nei prossimi albi.

Dunque, come si può intuire da questi ultimi aspetti, il titolo dell’albo può spiazzare il lettore di fronte a quello che si troverà a leggere in quanto, se è vero che il teatro del racconto è appunto quello dell’epoca delle crociate, i temi che la vicenda narra sono molteplici ed eterogenei; si va da quelli più classici delle crociate, quali la guerra medioevale e le dispute tra cristiani e mussulmani per il controllo di Gerusalemme, a elementi di carattere diverso che solitamente non sono associati a questo tipo di racconti, come gli intrighi “di corte” (anche se qui non si parla di una corte vera e propria), con la vicenda tra le sorelle d’Arcos e i due giovani, e i temi legati all’occulto che man mano che si va avanti nel racconto vengono fuori in maniera sempre più esplicita, assumendo quasi la centralità della trama.

Il risultato è una storia variegata molto avvincente, che riesce a trovare una nuova chiave di lettura per interpretare in maniera innovativa un tema storico tra i più raccontati sia in ambito letterario che cinematografico. Il merito, oltre che delle sopracitate tematiche legate all’occulto, sicuramente quelle che destano in maniera più significativa l’attenzione per la trama, è anche di disegni e colorazione che danno un tratto più distintivo all’opera riuscendo a rappresentare in maniera magistrale i vari scenari, anche molto diversi tra loro, che si alternano nel corso della narrazione.
Tra i difetti che si possono trovare a quest’opera vi è sicuramente un inizio del primo capitolo macchinoso, dove il lettore può avere difficoltà a inquadrare personaggi e vicende che verranno ripresi solo successivamente. Questo può penalizzare il primo approccio alla lettura anche se, una volta passata la metà del primo capitolo, la storia inizia ad essere più coinvolgente e quindi ci si può rendere conto della qualità alta di questo albo.

Dylan Dog Color Fest 10

Il decimo Dylan Dog Color Fest propone come fil rouge narrativo “l’altroquando” con quattro storie ambientate in universi e mondi paralleli in cui si può assistere ad una rivisitazione dei tradizionali canoni dell’indagatore dell’incubo.

Il primo racconto, scritto da Alessandro Bilotta e disegnato e colorato da Paolo Martinello è Addio Groucho, prequel de Il pianeta dei morti, comparso nel secondo DYD Color Fest del 2008, scritto dal medesimo autore e dimostratosi uno degli episodi più riusciti del Dylan Dog post-Sclavi. La vicenda originale narrava di un DYD di una società futura alle prese con il tema degli zombie ritornanti, utilizzati per svolgere i lavori più umili e controllati attraverso una sorta di maschera “anti-contagio”. Già nella parte finale dell’episodio precedente veniva svelato che il “paziente zero”, ossia colui aveva dato l’avvio dell'epidemia che portò alla diffusione di questa nuova razza di non morti all’interno della società, altri non era che Groucho. La storia di questo Color Fest racconta la genesi stessa del virus, il contagio di Groucho e la ricerca disperata da parte di Dylan per trovare una soluzione che non preveda l’abbattimento del compagno.
Addio Groucho non delude le aspettative, pur mantenendosi inferiore rispetto al suo precedente: l’autore da un lato dimostra la capacità di inserire nella trama diversi personaggi storici della serie in maniera convincente e, dall’altro, riesce a portare l'indagatore dell'incubo fuori dagli schemi classici che lo hanno ingabbiato negli ultimi tempi.
Sia la sceneggiatura che i disegni sono eccellenti, dando l’impressione di leggere un episodio chiave della serie grazie anche al senso di solennità che culmina in uno dei momenti migliori dell’albo, con la tavola in cui Dylan disperato non riesce a mettere fine al diffondere delle epidemia.

La seconda storia è La banda maculata, scritta da Antonio Serra e disegnata da Alessandro Bignamini. L’episodio, ambientato nella Londra di fine XIX secolo, narra di una ricca dama inglese che rivive sulla propria pelle le stesse vicissitudini che avevano portato all’inspiegabile morte della sorella la quale aveva, appunto, nominato la banda maculata poco prima di morire. Sarà un ottocentesco Dylan Dog ad aiutare la signorina a fuoriuscire da una serie di inquietanti vicende e risolvere la delicata questione.
L’episodio è ispirato, come suggerito nella parte finale, alle atmosfere di Sherlock Holmes e questo porta inevitabilmente il racconto molto lontano dal personaggio di Dylan Dog, sebbene l’indagine di cui è protagonista è per molti versi affine ai canoni della serie. Questo aspetto, rafforzato anche da una rappresentazione grafica eccellente, ma più vicina all’inquilino di Baker Street che a quello di Craven Road, rende la storia poco distintiva con un ritmo che non decolla mai, mantenendo l’interesse verso la vicenda molto basso.

Segue I Giorni Oscuri, scritto da Chiara Caccivio e disegnato da Gianluca e Raul Cestaro. La vicenda prende spunto dalle origini di Dylan Dog, narrate nel numero #100 e nel doppio episodio del ventennale, e pone l'indagatore dell’incubo in un ipotetico scenario in cui, da bambino, non viene prelevato dall'interno del collegio in cui il padre lo aveva affidato ma, al contrario, continua a vivere nel ‘600. Nonostante questo cambiamento, il rapporto conflittuale con il padre resterà uno degli elementi chiave che contrassegnerà il carattere e le vicende del personaggio.
L’idea alla base della storia, già di per sé molto buona, è raccontata in maniera eccellente dall’autrice che riesce a rivisitare diversi elementi del personaggio originale grazie ad un gioco di citazionismo molto riuscito sia dal punto di vista della sceneggiatura che dal punto di vista illustrativo. Il risultato è una storia che reinterpreta in chiave innovativa sia la tradizione horror della testata che lo spirito malinconico che pervade alcuni dei racconti più belli della serie.

L’ultimo episodio, Doppia identità, scritto da Giovanni Gualdoni e disegnato da Luca Raimondo, mette in scena Dylan, un trentenne nerd che vive ancora con i genitori e passa il suo tempo su internet e leggendo fumetti. Questa versione rivisitata dell’indagatore dell’incubo si troverà ad aiutare la sua amica Mabelle a catturare un fantomatico killer delle studentesse.
Sebbene il finale cerchi di riportare la vicenda su una spiegazione più razionale, Doppia identità è l’episodio che maggiormente si allontana dalle caratteristiche del personaggio: l’esito di questa esperimento non riesce appieno anche per colpa di una vicenda che si specchia eccessivamente nel gioco dello scambio di personalità del protagonista e finisce col non destare interesse sul mistero in corso, che dovrebbe invece essere la parte portante del racconto.

In conclusione il decimo DYD Color Fest mantiene in ognuno dei quattro episodi presentati il livello buono (e talvolta eccellente) di disegni e colorazioni, così come in quasi tutti i racconti delle edizioni precedenti; la qualità delle storie, invece, è alterna con alcune che riescono ad andare ben sopra la sufficienza e altre che osano poco in termini di innovatività e risultano più banali.

Comicon '13: Premio Micheluzzi

  • Pubblicato in News

Sono stati assegnati, come consuetudine del Napoli Comicon, i premi Micheluzzi. Di seguito l'elenco dei vincitori.

MIGLIOR FUMETTO
- Un polpo alla gola, di Zerocalcare (BAO PUBLISHING)

MIGLIOR SERIE DAL DISEGNO REALISTICO
- Lilith, di Luca Enoch (SERGIO BONELLI EDITORE)

MIGLIOR SERIE DAL DISEGNO NON REALISTICO
- Dracula di Bram Topker, di Bruno Enna e Fabio Celoni, per Topolino n.2945-2946 (THE WALT DISNEY COMPANY - ITALIA)

MIGLIOR DISEGNATORE
- Andrea Accardi, per Le Storie#2 - La Redenzione del Samurai (SERGIO BONELLI EDITORE)

MIGLIOR SCENEGGIATORE
- Paolo Bacilieri, per Sweet Salgari (COCONINO PRESS)

MIGLIOR FUMETTO ESTERO
- I segreti del Quai d'Orsay-Cronache diplomatiche vol.2, di Lanzac e Cristophe Blain (COCONINO PRESS)

MIGLIOR SERIE A FUMETTI ESTERA
- Bouncer, L'integrale vol.2, di Alejandro Jodorowsky e François Boucq (MAGIC PRESS)

MIGLIORE EDIZIONE DI UN CLASSICO
- Valentina Mela Verde vol.4, di Grazia Nidasio (COMICOUT)

MIGLIORE STORIA BREVE
- Era de Maggio, di Akab, in "Il Canzoniere Illustrato" (AUTOPRODUZIONE-DANIELE SEPE)

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