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Dylan Dog 361: Mater Dolorosa

Recensione in anteprima. L'albo sarà in vedita dal prossimo 29 settembre.

Uscito quasi in sordina esattamente 30 anni fa, Dylan Dog è diventato un fenomeno di culto agli inizi degli anni ’90, grazie soprattutto alla sensibile penna di Tiziano Sclavi, ed è in quel periodo che si definisce la personalità e la mitologia di Dylan. Arriva poi una fase di stallo e il declino che misero in ombra la serie e sminuirono il personaggio, riducendolo a un’ombra di se stesso. Da qui la decisione della Bonelli e dello stesso Sclavi di invertire la tendenza attuando una rivoluzione che ha introdotto cambiamenti e nuovi autori e che vede Roberto Recchioni in sala di comando. E proprio il  fumettista romano è lo sceneggiatore di Mater Dolorosa, l’albo a colori che celebra il trentennale di Dylan ma che, cosa più importante, vuole ridonare quella tridimensionalità che il personaggio aveva alle origini, portandolo alle radici di ciò che era, scavando nel passato e proiettandolo, al tempo stesso, nel futuro.

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Il titolo richiama subito una delle migliori storie degli ultimi 10 anni del personaggio, scritta proprio da Recchioni, ovvero Mater Morbi che introduceva l’omonima figura protagonista anche dell’albo qui analizzato. E, in effetti, è proprio la Madre di tutte le malattie a sedurre e a richiamare a sé il Dylan bambino vissuto oltre trecento anni fa, che Sclavi ci ha presentato nel celebre numero 100 della collana. Un’avventura che è una delle principali fonti a cui Recchioni attinge per delineare la sua storia, ma non di certo l’unica.
Più che una celebrazione, Mater Dolorosa è, come dicevamo, un albo importante per la definizione dello stesso Dylan Dog. Si attinge, infatti, alla continuità del personaggio, arricchendola di particolari significativi e inediti e si cerca di dare un ordine a quanto narrato finora sul suo passato aggiungendo importanti tessere al puzzle della figura Dylan. Non solo, gli elementi classici di Sclavi si fondono con quelli moderni della gestione Recchioni (Mater Morbi e John Ghost su tutti) alla perfezione. Prendiamo ad esempio la ricerca di Dylan Sr./Xabaras che viene motivata ulteriormente dalle condizioni di salute precarie del piccolo Dylan, “sedotto” da Mater Morbi che ha, dunque, un legame molto più profondo e antico con il personaggio di quanto credevamo.

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Se Mater Morbi, qui alla sua seconda apparizione, appare con tutto il suo carisma, ben più difficile era conferire ulteriore personalità ai genitori di Dylan. Se, come detto poco sopra, ci appaiono più chiare le motivazioni delle ricerche di Dylan Sr., è in realtà Morgana la figura che spicca maggiormente mentre ingaggia una battaglia con Mater Morbi per strapparle il figlio dalle grinfie. Il chiaro dualismo messo in scena è fra la sicurezza del grembo materno e l’incertezza che causa sofferenze, al quale il piccolo Dylan darà la sua chiave di lettura e il giusto equilibrio.
Naturalmente, al centro di tutto c’è lui, Dylan. Recchioni non solo ridefinisce il personaggio, delineandone le sue caratteristiche più profonde, ma scava nel suo passato e semina per il suo futuro. L’intendo di rendere quest’albo un crocevia fra passato e futuro, nonché starting point (seppur è fondamentale un ripassino della storia di Dylan) e nodo focale è chiaro.

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Dicevamo dei semi per il futuro, ed è qui che entra in gioco John Ghost, nemesi vista finora solo nel numero 341, ma che in realtà scopriamo celarsi dietro a tutti i recenti avvenimenti accaduti all’indagatore dell’incubo. Quali sono realmente le sue intenzioni e quali i suoi obiettivi è ancora oscuro, ma di sicuro conosce bene Dylan forse più di quanto quest’ultimo conosca se stesso. Semi che, probabilmente, vedremo nell’attesa Fase 3 annunciata da Recchioni per il 2018.

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Se lo sceneggiatore romano riesce nella difficile impresa di non deludere le aspettative grazie a un’ottima sceneggiatura, a  innalzare il livello dell’albo ci pensa Gigi Cavenago con una prova stupefacente. Un orgasmo di colori e soluzioni grafiche si fondono con un tratto preciso e potente che, nei volti, spesso riporta alla mente lo stesso Angelo Stano. Intere sequenze sono da antologia e le varie splash page da staccare e incorniciare al muro. Le figure di Mater Morbi e di Morgana rimangono in mente a lungo e viene voglia di essere lì sul quel galeone fantasma insieme a loro.

Dati del volume

  • Editore: Sergio Bonelli Editore
  • Autori: Testi di Roberto Recchioni, disegni di Gigi Cavenago
  • Formato: brossurato, 17x26 cm, 98 pp, col.
  • Prezzo: 3,20€
  • Voto della redazione: 8,5
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