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Portfolio: Le spettacolari title page di The Spirit di Will Eisner

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Il 2 giugno 1940 fa il suo esordio sui quotidiani americani un nuovo personaggio. Parliamo di The Spirit di Will Eisner, fumettista che diventerà, anche grazie a questa sua ideazione, una delle figure più importanti e influenti del mondo del fumetto. Pubblicato dal 1940 fino al 1952, la serie parla di Denny Colt, criminologo creduto morto dopo uno scontro con lo scienziato Dr. Cobra e che ora combatte il crimine nell'ombra a Central City nei panni di The Spirit. Di seguito potete vedere la tavola di esordio della serie.

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Inizialmente, The Spirit, pur spiccando per qualità, non era molto diversa da altri fumetti dell'epoca, ma la situazione migliorò andando avanti a un ritmo e una velocità incredibile. Eisner, infatti, lavorò molto sul suo stile che diventò sempre più personale e ricco di idee e soluzioni. Le stesse storie avevano sempre trovate interessanti e spesso il protagonista restava ai margini della vicenda per consentire ai comprimari di avere il giusto spazio. In poco tempo, dunque, la serie divenne un appuntamento irrinunciabile proiettandosi fra i capolavori indiscussi dei fumetti in grado di influenzare generazioni di artisti successivi.

Uno dei tratti distintivi di The Spirit erano le title page di apertura in cui l'artista ideava soluzioni grafiche sempre più particolari e originali. Celebre divenne, in particolare, il modo in cui di volta in volta il titolo della serie si integrava all'interno del disegno diventando elemento centrale della tavola e non marginale come accadeva altrove. Se, all'inizio, la prima pagina non era differente dalle altre, ora fungeva da sorta di copertina che anticipava i temi della storia.

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Potete ammirare una ricca selezione di queste title page, sia in bianco e nero che a colori, nella gallery in basso.

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Portfolio: il pop underground di Massimo Mattioli

  • Pubblicato in Focus

Massimo Mattioli nasce a Roma nel 1943 e, nonostante sia apprezzato da generazioni di lettori e abbia oltrepassato la soglia dei 70, l'artista appare fin troppo poco celebrato. Se si cerca su una qualsiasi libreria online si nota che non c'è attualmente nessun volume disponibile a lui dedicato, nonostante la sua produzione sia davvero notevole.

Mattioli è noto principalmente per Pinky, coniglio rosa che lavora come giornalista, divenuto con gli anni una mascotte per Il Giornalino grazie alla sua presenza per oltre quattro decenni. Il personaggio, evolutosi anche graficamente nel corso degli anni grazie alla maturazione artistica del suo autore, riesce a catturare sia il pubblico giovane che quello più maturo. Le avventure imbastite da Mattioli, infatti, hanno un umorismo surreale in grado di catturare i lettori più piccoli e sorprendere quelli più adulti. Lo stile estremamente pop e cartoonistico, con colori saturi e accesi, richiama subito l'attenzione dei più giovani, mentre le composizioni e le trovate geniali appaiono decisamente mature.
Anche nella costruzione delle avventure, sviluppate su singola pagina, su più tavole, su strip che si sovrappongono o capovolte e altre soluzioni ancora, mostrano una libertà creativa che va al di fuori degli schemi, al quale si affianca una narrazione spesso surreale, basata sull'assurdo o, comunque, sorprendente.

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Lo stile di Mattioli è decisamente ispirato ai fumetti underground americani degli anni '60, non a caso dà sfogo di questa sua verve più violenta e dissacrante su riviste alterative quali Cannibale, co-fondata nel 1977 con Stefano Tamburini, sulla quali crea le avventure di Joe Galaxy, che proseguiranno su Frigidaire e sul mensile Comic Art. Su Frigidaire creerà, invece, il personaggio del topo Squeak the Mouse. Oltre a questo, Mattioli lavorerà per diverse altre riviste in Italia e in Francia.

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Nella speranza che qualche editore riproponga le sue opere, abbia raccolto alcune tavole delle sue serie, insieme ad alcune copertine, fra il non eccessivo disponibile in rete.

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Portfolio: le prime 100 copertine di Tex per i 100 anni di Galep

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Il destino ha voluto che il 28 agosto del 1917 nascessero due grandi personalità del fumetto mondiale: Jack Kirby e Aurelio Galleppini, in arte Galep. Dopo The King, ci è sembrato doveroso celebrare anche il fumettista che ha dato il volto e l'anima a Tex Willer. Secondo quanto da lui stesso confermato, anche il nome del personaggio si deve a lui visto che Gian Luigi Bonelli, l'altro ideatore del ranger, aveva intenzione di chiamarlo Tex Killer.

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Galep nasce a Casale di Pari in Toscana da genitori sardi e fa il suo esordio nel mondo del fumetto nel 1936 sulla rivista Mondo Fanciullo. Successivamente per Arnoldo Mondadori Editore realizza le matite di due storie scritte da Federico Pedrocchi: Pino il Mozzo e La perla del mar d'Oman.
Nel 1940 lavora per L'Avventuroso della Casa Editrice Nerbini, esordendo anche come sceneggiatore, per poi lasciare per qualche anno il fumetto, dedicandosi alla pittura, e riprenderlo nel 1947 collaborando con gli Albi dell'Intrepido della Casa Editrice Universo.

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Il 1948 è l'anno della svolta per l'autore che inizia la sua collaborazione con le Edizioni Audace (l'attuale Sergio Bonelli Editore) per cui realizzerà con Giani Luigi Bonelli Occhio Cupo e Tex Willer. Nonostante i due avessero puntato maggiormente sul primo personaggio, è Tex che si rivela il cavallo vincente, un successo editoriale che dura ancora oggi. Galep disegna instancabilmente il personaggio, realizzando storie e su storie e tutte le cover fino al numero 400 del febbraio 1994, quando poi per malattia lascia il testimone Claudio Villa. Galep si spegnerà il 10 marzo dello stesso anno a Chiavari.

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Abbiamo scelto, per celebrare i 100 anni dalla nascita da Galep, le prime 100 copertine di Tex. A onor del vero, non sono i suoi migliori lavori sulla serie, basta sfogliare la gallery in basso per vedere come andando avanti le composizioni risultino sempre più incisive e dettagliate, mentre nelle prime cover la composizione era abbastanza basilari e spoglie. Non solo, nelle ristampe successive queste sono state rimaneggiate, ricolorate e risistemate in alcuni casi, come è evidente dall'esempio che vi portiamo qui di seguito. Tuttavia, queste copertine sono entrate di diritto nella storia del fumetto italiano e sfogliarle resta una gioia per gli occhi.

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Portfolio: 25 splash-page di Jack Kirby

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Il 28 agosto 1917 nasceva a New York Jack Kirby, ovvero The King. Dopo aver iniziato la sua carriera artistica nell'animazione, Kirby si avvicina ai fumetti e, in coppia con Joe Simon, creerà nel 1941 il personaggio di Capitan America, un successo editoriale capace di vendere milioni di copie. Trasferitosi alla DC, il Re prosegue a creare fumetti di supereroi e d'avventura, passando anche per quelli umoristici e romantici per tutti gli anni '50.

Quando ritornò alla Marvel nel 1961, Kirby pose le basi con Stan Lee per un nuovo universo narrativo dando vita a serie come Fantastici 4, Hulk,  X-Men, Thor, Vendicatori e molte altre ancora creando una serie infinita di personaggi più che mai popolari oggi grazie al cinema.
Kirby tornò dopo circa 10 anni alla DC, dove diede vita a Kamandi e al Quarto mondo e, successivamente, ritornò alla Marvel dove riprese in mano Capitan America e creeò gli Eterni. Le sue ultime opere furono per la Pacific Comics. In questo articolo, vi abbiamo illustrato quali sono le sue maggiori opere e creazioni.

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Il fumettista deve il suo successo non solo alla sua enorme creatività ma anche al suo stile, capace di segnare un'epoca del fumetto americano e non solo. La bellezza classica dei volti dei suoi personaggi, le iconiche donne, la maestosità dei suoi eroi capaci di essere al tempo stesso fragili e umani, le soluzioni grafiche inedite e un'abilità narrativa fuori dal comune rendono Kirby il Re del fumetto.
Immortali, in particolare, sono le sue magnifiche splash-page su una o due tavole. Personaggi in pose plastiche ed epiche, mondi ultradimensionali e fantastici, energia cosmica, in piena epoca pop-art, sono delle vere e proprie opere d'arte. Ve ne abbiamo raccolte alcune fra le più celebri nella gallery in basso. Buona visione.

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