Pizzino 7
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I “Pizzini” sono i piccoli fogli di carta in cui Bernardo Provenzano – l’ex eterno latitante della mafia corleonese - scarabocchiava gli ordini e le comunicazioni per i suoi picciotti. Ma i Pizzini, per fortuna, sono anche altro. Sono un mensile di “satira spamming con sarde e affucanotizie” che da qualche mese a questa parte ha iniziato a diffondersi prima in Sicilia, e poi lentamente lungo tutta la penisola. Un genuino e ruspante giornale “senza pubblicità né padrini”, come amano ripetere, che si presenta con una veste tipografica estremamente curata - con quattro delle otto pagine complessive che vanno a comporre un elegante poster – e con le altre piene zeppe di vignette, satira e un po’ di sana e caustica controinformazione. Sul versante fumettistico merita una citazione particolare Mauro Biani (esilarante la sua vignetta su Monsignor Marcinkus nell’ultimo numero), ma sono tutti i Pizzini in generale a meritare l’acquisto. Un’euro decisamente ben speso.
Francesco Farru
Suggeriamo la lettura di questo agevole ed economico libretto sia ai fan sia ai detrattori di Brad Barron: infatti potranno tutti, conoscendo senza più alcun dubbio i piani per la più recente serie Bonelli, constatare con mano se abbia colto nel segno le sue premesse o meno. Il volumetto contiene oltre agli splendidi schizzi e studi di Fabio Celoni (che ci auguriamo di vedere presto al lavoro sugli interni della serie!) e alle interviste al creatore Tito Faraci e al supervisore Mauro Marcheselli (che comunque aggiungono poco rispetto a quanto detto finora sulla creazione del personaggio), il dossier di preparazione del serial. È un dietro le quinte interessantissimo per conoscere le dinamiche che si svolgono in Bonelli quando nasce un nuovo prodotto (spesso informali, come prevedibile dalla struttura bonelliana che rifiuta i canoni da multinazionale). Tanto quanto è interessante, specie per i giovani autori che vogliono mettersi alla prova, un estratto dalla sceneggiatura del primo numero. Tra il materiale realizzato appositamente, una galleria di pin up (tra cui spicca uno spassoso Brad Bah!ron versione “bufo” a firma Alfredo Castelli) e una breve storia estratta da un momento non preciso dell’odissea di Brad Barron. Qui vediamo la prima prova di Walter Venturi sul personaggio, dove pare però meno “brindisiano” e più legato al suo stile rispetto a quanto visto negli schizzi mostrati su Comicus
I vostri genitori vi sembra(va)no cattivi? Avete mai pensato di scappare di casa? Non sareste forse costretti a farlo, scoprendo mamma e papà dei veri temibili supercriminali da fumetto, con superpoteri, nascondigli segreti e riti magici annessi?
Seguendo la scia degli ottimi Essential della Marvel, anche la DC Comics ha ben pensato di ristampare materiale Silver Age a un prezzo accessibile a tutti. Questo volume ripropone le prime tre avventure della Justice League tratte da “The Brave and the Bold”, e i primi 16 albi della storica collana “Justice League of America”. Scrittore di entrambe le serie fu l'ottimo Gardner Fox, uno dei padri fondatori della Dc Comics Silver Age (con titoli come Flash, Hawkman e Justice League), dotato di uno stile inconfondibile, ricco di citazioni della più classica sci-fi e capace di generare un senso di grandeur e coinvolgimento unico. Certe ingenuità possono far sorridere i lettori dei giorni nostri, eppure queste sono storie appassionanti in cui vediamo la League confrontarsi con le minacce più assurde (che poi sarebbero diventate classiche nemesi del gruppo): da Starro il Conquistatore a Despero, da Felix Faust ad Amazo. L'artist Mike Sekowski forse non è il più dinamico dei disegnatori (a confronto con alcuni suoi "coetanei" come Gil Kane o Carmine Infantino), ma il suo tratto è funzionale alla storia e offre un buon supporto alle sceneggiature di Fox. Se siete curiosi di scoprire come era la Silver Age della Dc (un po’ meno conosciuta di quella Marvel qui in Italia) non possiamo che consigliarvi questo volume.