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Supergirl: debutto sotto le stime con 68 milioni di dollari al box office mondiale

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Il debutto nelle sale di Supergirl si è chiuso con un incasso globale di 68 milioni di dollari, di cui 38 milioni provenienti dal mercato statunitense e canadese e circa 30 milioni dai mercati internazionali (840 mila euro in Italia). Per il nuovo film dei DC Studios, diretto da Craig Gillespie e interpretato da Milly Alcock (qui la nostra recensione) si tratta di un esordio inferiore alle stime della vigilia, che indicavano un'apertura domestica compresa tra i 47 e i 50 milioni di dollari.

Nel mercato nordamericano il film ha raccolto 18 milioni di dollari nella giornata di venerdì, inclusi 7,8 milioni ottenuti dalle anteprime del giovedì sera. Alla luce di questi dati, gli analisti avevano già rivisto al ribasso le previsioni per il weekend.

Il risultato arriva in un fine settimana dominato da Toy Story 5, che ha mantenuto la prima posizione al box office nordamericano con circa 70 milioni di dollari nel suo secondo weekend di programmazione. Il film d'animazione Pixar ha inoltre raggiunto 585 milioni di dollari di incasso complessivo a livello mondiale, con 297,2 milioni raccolti negli Stati Uniti e in Canada e altri 287,8 milioni nei mercati internazionali.

Supergirl è stato realizzato con un budget di produzione di circa 170 milioni di dollari. Per questo motivo, l'andamento delle prossime settimane sarà determinante per valutare il percorso commerciale del film e la sua capacità di mantenere una buona tenuta al botteghino.

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Toy Story 5, recensione: tradizione e tecnologia nel mondo dei giocattoli

  • Pubblicato in Toon

Fa uno strano effetto tornare al cinema per un nuovo capitolo di Toy Story, soprattutto a chi, come noi, era già piuttosto grandicello all’uscita italiana del film capostipite, ben trenta anni fa. Se Woody, Buzz e compagnia riuscissero ancora a portare in sala un numero consistente di persone, in un periodo storico in cui Hollywood sembra sprofondata in una crisi irreversibile, dove sono in particolare i franchise più famosi a soffrire maggiormente (vedi, per esempio, il parziale flop di The Mandalorian and Grogu, e la progressiva perdita di interesse verso i cinecomic) la cosa avrebbe quasi del miracoloso. Eppure, le prime proiezioni sugli incassi americani sono molto incoraggianti e confermano il trend positivo segnato dal successo dei sequel di Inside Out e Zootropolis o di trasposizioni in live action come Lilo & Stich, che hanno spinto altre case cinematografiche a seguire una strategia analoga (la Dreamworks Animation ha programmato per il 2027 l’arrivo su grande schermo di Shrek 5 e la Illumination/Universal uscirà a breve con il terzo lungometraggio dei Minions).

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Ma, a dispetto di queste confortanti previsioni commerciali, sarebbe una bugia dire di non essere stati attraversati dal dubbio che la pellicola non avesse niente di nuovo da raccontare, in special modo dopo aver appreso che la Pixar aveva deciso di affidare regia e sceneggiatura al veterano Andrew Stanton (il quale, in forme differenti, ha partecipato alla scrittura di tutti e quattro i capitoli precedenti). Una scelta conservativa che se da un lato testimonia l’intenzione dello studio californiano di non volersi avventurare in rischiose “innovazioni”, puntando tutto su un autore a cui sono da ascrivere alcuni dei suoi più grandi successi (basti citare, Monsters & Co., WALL-E e Alla ricerca di Nemo), dall’altro non può non far temere la possibile reiterazione di tematiche già ampiamente esplorate nei primi film. Forse è per questo che a Stanton è stata affiancata, sia alla regia che alla sceneggiatura, la giovane Kenna Harris, la quale non può ancora vantare il curriculum dell’illustre collega, ma è, di sicuro, in grado di comprendere meglio gli interessi del pubblico di oggi.

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In realtà, nella pellicola, tale contrasto tra visioni apparentemente diverse si nota appena, sebbene la prima parte faccia fatica a ingranare e soffra di una certa prevedibilità, perché troppo concentrata sulla rivalità tra i giocattoli tradizionali e il tablet Lilypad, in principio caratterizzato per risultare irrimediabilmente antipatico agli spettatori. D’altro canto, senza grossi preamboli e in maniera diretta, il tema del film si rivela subito essere la contrapposizione tra la funzione socializzante e immaginifica svolta da pupazzi di pezza e soldatini di plastica e l’alienazione provocata dall’uso eccessivo di giochi tecnologici. Una critica che suona paradossale per un’azienda che ha basato la sua fortuna sull’impiego rivoluzionario della computer grafica nell’animazione, che, però, progressivamente, assume un significato differente, quando, in modo molto schietto, l’accusa prende di mira il cyberbullismo e la dipendenza patologica di tanti adulti verso i propri gadget elettronici. Un messaggio indubbiamente non originale, affrontato, tuttavia, senza retorica e dispiegando il meglio che la Pixar ha saputo regalare al suo pubblico in oltre tre decenni di attività. Nel momento in cui questo succede, il film cambia volto e le incertezze iniziali scompaiono del tutto. La vicenda diventa finalmente coinvolgente, lasciando maggiore spazio alle avventurose peripezie degli improbabili eroi della pellicola. In più, nostalgia e buoni sentimenti emergono nei tempi giusti e in maniera non invasiva, culminando in un finale inevitabilmente consolatorio, ma per nulla dissonante con la storia raccontata. Oltretutto, presumibilmente per smorzare la sensazione di déjà vu, Stanton e la Harris concedono le luci della ribalta a Jessie, vera protagonista del film, confinando Buzz (che è, comunque, al centro degli intermezzi più divertenti) e principalmente Woody nelle retrovie.

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Per il resto, non stupisce l’ottima caratterizzazione dei personaggi, i bambini in particolare, da sempre un punto di forza della Pixar, che, però, non deve mai essere dato per scontato. Così come è giusto sottolineare – per quanto possa sembrare ovvio - l’altissimo livello dell’animazione, incredibilmente fluida e di una perfezione tecnica disarmante (in alcune scene i capelli di Jessie e la trama della stoffa di cui è rivestito il suo cavallo Bullseye raggiungono un grado di realismo sbalorditivo). Abbiamo anche apprezzato che nei passaggi dove bisognava trasferire in immagini le fantasie dei piccoli protagonisti, la rappresentazione dei personaggi fosse affine a quella dei bozzetti preparatori utilizzati come character design e negli storyboard. Un’idea verosimilmente da attribuire alla Harris, che ha cominciato la sua carriera alla Disney proprio con quella mansione, ma che vuole pure stabilire un parallelismo tra l’inventiva stimolata dai giocattoli e la creatività messa in campo dai tanti (e spesso anonimi) artisti coinvolti nella realizzazione del lungometraggio.

Insomma, benché Toy Story 5 non raggiunga le vette di eccellenza dei primi tre capitoli della saga, i suoi autori sono riusciti ancora una volta a sorprenderci (e – ammettiamolo – anche a commuoverci) mostrandosi capaci di far convivere attualità e tradizione, senza apparire ripetitivi. E questo non è di sicuro un merito da poco.

Voto: 7,5

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Il nuovo trailer di Toy Story 5

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Disney e Pixar hanno diffuso il nuovo trailer e il poster di Toy Story 5. Potete vederli qui di seguito. "I giocattoli sono tornati e, questa volta, Buzz Lightyear, Woody, Jessie e il resto della banda devono affrontare una nuova sfida quando si trovano faccia a faccia con Lilypad, un nuovissimo tablet che arriva con le sue idee rivoluzionarie su ciò che è meglio per la loro bambina, Bonnie. Il momento del gioco sarà mai più lo stesso?"

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Il trailer mostra anche Woody e Buzz che finalmente si ritrovano dopo la decisione di Woody di lasciare la banda e iniziare ad aiutare i giocattoli smarriti alla fine di Toy Story 4 (2019). I giocattoli affrontano i dispositivi tecnologici di oggi e ci sarà bisogno dell'aiuto di tutti: personaggi già conosciuti e altri completamente nuovi.

Toy Story 5 è diretto dal vincitore dell'Academy Award® Andrew Stanton (WALL•EAlla ricerca di NemoAlla ricerca di Dory), co-diretto da Kenna Harris (Ciao Alberto) e prodotto da Lindsey Collins (RedWALL•EAlla ricerca di Dory), e presenta una colonna sonora originale del vincitore dell'Academy Award® Randy Newman, che torna a comporre per il suo quinto film della serie Toy Story. L'avventura animata arriverà nelle sale cinematografiche italiane a giugno 2026. 

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Pixar annuncia Gatto, nuovo film dell'italiano Enrico Casarosa

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All'Annecy International Animation Festival 2025 il Chief Creative Officer di Pixar Pete Docter ha presentato un ricco calendario di novità, tra cui il nuovo film originale Gatto, diretto da Enrico Casarosa (Luca) e prodotto da Andrea Warren, in arrivo nell’estate 2027.

Gatto segna il ritorno di Casarosa in Italia, questa volta nella suggestiva Venezia. Protagonista è Nero, un gatto nero indebitato con un boss felino locale, che si ritrova a stringere una bizzarra amicizia con Maya, una street artist che lo adotta contro la sua volontà. Insieme, dovranno affrontare misteri e pericoli tra le calli della città lagunare, in una storia che mescola avventura, introspezione e scoperta personale. Il film avrà uno stile visivo inedito per Pixar, con texture dipinte a mano e animazioni CG all’avanguardia.

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Durante l’evento, sono state mostrate anche scene esclusive di Elio, l’atteso film in arrivo nei cinema la prossima settimana. Presentato dalla regista Madeline Sharafian, dalla produttrice Mary Alice Drumm e dalla regista premio Oscar Domee Shi, il film racconta l’avventura galattica di Elio, scambiato per il leader della Terra, catapultato in un universo ricco di creature aliene originali, progettate da Pixar ispirandosi a creature marine e alla fotografia macro.

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Pixar ha inoltre presentato nuove sequenze di Hoppers, diretto da Daniel Chong (We Bare Bears), una commedia avventurosa con un tocco ecologista. La storia segue Mabel, una ragazza che, grazie a una tecnologia sperimentale, trasferisce la sua coscienza in un castoro robot per salvare lo stagno locale da una costruzione stradale.

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Grande entusiasmo anche per Toy Story 5, atteso per l’estate 2026. Docter ha confermato il ritorno di Tom Hanks, Tim Allen e Joan Cusack (Jessie), presentando in anteprima i primi due minuti del film. In questo nuovo capitolo, la piccola Bonnie scoprirà un giocattolo del tutto inedito: un tablet, pronto a sconvolgere gli equilibri tra i vecchi amici.

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Pixar ha scelto Annecy anche per celebrare i 30 anni di Toy Story, presentando materiali d’archivio mai mostrati prima e ricordando l’impatto storico del primo film completamente realizzato in computer grafica.

Con un saluto affettuoso al pubblico, Pete Docter ha chiuso l’incontro citando la celebre canzone: You’ve Got a Friend in Me (Hai un amico in me).

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