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Spartacus: House of Ashur - Stagione 1, recensione: L’ex schiavo che sfidò Roma nel What If?

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House of Ashur è il nuovo spin-off dell’universo di Spartacus che mette sotto i riflettori uno dei personaggi più complessi e affascinanti della saga: Ashur. In questo “what-if?” storico, la serie esplora una domanda intrigante: cosa sarebbe successo se Ashur non fosse mai rimasto confinato nell’ombra come manipolatore subdolo e fosse sopravvissuto sul Vesuvio agli eventi di Vendetta?
La risposta arriva attraverso un racconto che mescola strategia, tensione, azione e ambizione, ponendo al centro un personaggio che tutti ricordano, ma mai così protagonista.
Il fulcro della serie è ovviamente Ashur, interpretato da Nick Tarabay, che restituisce al personaggio una profondità nuova. Non è più soltanto il truffatore scaltro e opportunista che conoscevamo, ma un uomo ambizioso, calcolatore e affamato di potere. Ogni suo gesto, ogni dialogo e ogni sguardo riflettono una mente che non vuole più semplicemente sopravvivere, ma lasciare un segno indelebile su Roma.

Nella prima stagione, Ashur viene mostrato mentre naviga le intricate gerarchie romane e i complessi giochi di potere legati all’arena e alla politica. Si allea, manipola e osserva attentamente, scegliendo i momenti giusti per muoversi e massimizzare i propri vantaggi. Anche se mantiene il suo lato cinico e opportunista, vediamo crescere in lui un senso di controllo e ambizione che va oltre la mera sopravvivenza.

Il suo grande progetto è la ricostruzione della grande Arena di Capua, distrutta dai ribelli nell’episodio 3x05 Fratelli di Sangue della serie principale. Tutto procede però a rilento: il Siriaco, tronfio del fatto di aver ucciso personalmente il portatore di pioggia, non è totalmente accettato dalla gens romana, essendo considerato un miracolato da Crasso e poco gradito per aver dato una mano alla Repubblica. Da lanista, inoltre, Ashur fatica a conquistare la piena fiducia dei suoi uomini: nonostante sia il nuovo Dominus della villa un tempo appartenuta a Batiato, il suo passato da ex schiavo resta un ostacolo difficile da superare.

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Accanto a lui troviamo altri personaggi chiave, come Viridia (interpretata da India Shaw-Smith), che rappresenta sia un legame emotivo sia un punto di tensione strategico, e Cesare (interpretato da Jackson Gallagher, sostituto di Todd Lasance per motivi lavorativi), figura di potere e sfida che costringe Ashur a misurarsi con la propria astuzia e la capacità di manovrare tra le alleanze romane. Questi rapporti, pur senza spoilerare eventi futuri, mostrano come Ashur sappia muoversi in un mondo dove ogni gesto ha conseguenze e ogni alleanza è fragile.

Uno dei punti forti di House of Ashur è l’ambientazione. L’Arena, le strade di Roma, le ville e le scene sotto la pioggia contribuiscono a creare un’atmosfera densa di tensione e realismo. La regia e la scenografia alternano momenti di calma visiva a scene cariche di suspense, facendo percepire allo spettatore il peso del potere e delle decisioni di Ashur. La serie mostra quanto il mondo romano fosse complesso e pieno di pericoli, un contesto perfetto per la mente strategica e spietata di Ashur.

Ogni scena in cui Ashur osserva, ascolta o manipola altri personaggi è costruita con attenzione, come se lo spettatore fosse testimone del suo gioco di potere. Questo crea un senso di suspense costante, anche senza grandi esplosioni o battaglie immediate. La tensione narrativa è spesso psicologica: Ashur usa parole, sguardi e piccoli gesti per conquistare vantaggi, dimostrando come un ex schiavo possa diventare protagonista assoluto del proprio destino, pur con qualche difficoltà. La serie evidenzia infatti come, da Lanista, Ashur abbia sfide ancora più grandi rispetto al periodo in cui era braccio destro di Batiato.
Altro personaggio focale è Gabinio, padre di Viridia e marito di Cossuzia, che sembra avere un ruolo politicamente importante all’interno del famoso Triumvirato tra Cesare, Pompeo e Crasso, e che viene conteso per cercare una posizione di rilievo in Senato.

La colonna sonora magistrale di Joseph Loduca accompagna magistralmente ogni scena, mantenendo alta la tensione e sostenendo lo spettacolare finale della stagione, che cambia radicalmente il destino dei personaggi in questo “what-if?” eccezionale.

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House of Ashur è uno spin-off che funziona su più livelli: racconta la storia di un personaggio noto in una luce completamente nuova, esplora il potere e la strategia con precisione narrativa e offre una produzione visivamente curata e immersiva. Grazie a Nick E. Tarabay e al cast principale, la serie trasforma Ashur da ex schiavo astuto a protagonista assoluto della propria storia, mostrando il lato più calcolatore e spietato del personaggio.
Chi cerca dramma, intrighi, tensione politica e il fascino del “what-if?” romano troverà in House of Ashur una serie da non perdere, dove ogni gesto, ogni parola e ogni alleanza possono cambiare il destino dei personaggi e delle loro ambizioni.

In Italia, Spartacus: House of Ashur è disponibile su MGM+ tramite Amazon Prime Video, a partire dal 6 dicembre 2025. MGM+ è accessibile come pacchetto aggiuntivo all’interno dell’app Prime Video. Alcuni episodi potrebbero essere disponibili anche su Mediaset Infinity, ma la piattaforma principale rimane MGM+.

Voto: 8 1/2

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STARZ cancella American Gods dopo tre stagioni

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THR riporta che la serie STARZ American Gods è stata cancellata dopo tre stagioni. Un portavoce di STARZ ha commentato la notizia dichiarando:

American Gods non tornerà per la quarta stagione. Tutti in STARZ sono grati al cast, alla troupe e ai nostri partner di Fremantle che hanno dato vita alla sempre attuale storia dell'autore e produttore esecutivo Neil Gaiman che parla del clima culturale del nostro paese ".

Secondo il sito, Fremantle e STARZ sono in trattative per un film o un evento che chiuda degnamente la storia.

THR riporta che le motivazioni per cui American Gods è stato cancellato sono molteplici, ad esempio il rating della serie è diminuito in modo significativo nel corso delle sue tre stagioni. Indipendentemente da ciò, il tumulto creativo dietro le quinte potrebbe aver avuto un ruolo importante nel suggellarne il destino. Bryan Fuller e Michael Green, gli showrunner originali, sono stati costretti ad abbandonare a causa di scontri creativi con Fremantle. Inoltre, lo showrunner della seconda stagione, Jesse Alexander, se n'è andato dopo che STARZ e Fremantle non erano d'accordo sulla direzione che la serie avrebbe dovuto prendere.

C'è stata anche una faida pubblica tra l'ex co-protagonista, Orlando Jones, e lo showrunner della terza stagione, Charles “Chic” Eglee. Jones ha interpretato Mr. Nancy, e ha anche contribuito alla scrittura. Indipendentemente da ciò, Jones sostiene che Eglee lo abbia licenziato perché "pensa che la rabbia e la cattiva attitudine di Mr. Nancy diano un messaggio sbagliato all'America nera". Ad ogni modo, se il rating fosse rimasto stabile, probabile che lo show sarebbe sopravvissuto ai tumulti creativi.

(Via SHH)

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American Gods di Gaiman: nuova immagine e data di debutto della serie TV Starz

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Starz ha ufficialmente reso nota, via Deadline, la data di messa in onda dell'attesissima serie TV American Gods, adattamento dell'omonimo romanzo scritto da Neil Gaiman. Il lancio risulta quindi previsto per il 30 aprile alle 21:00, mentre verrà realizzata una proiezione in anteprima esclusiva l'11 marzo al Vimeo Theater al Austin Convention Center.
Di seguito potete trovare anche un'immagine promozionale diffusa in rete dal network televisivo.

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American Gods sarà prodotta da FremantleMedia North America e Starz, mentre Bryan Fuller e Michael Green sono gli scrittori e showrunner della serie, basata sull'omonimo romanzo di Neil Gaiman; David Slade dirige il pilot e i successivi episodi. Craig Cegielski e Stefanie Berk sono i produttori esecutivi assieme a Fuller, Green, Slade e Gaiman.
Nel cast troviamo Ricky Whittle (Shadow Moon), Ian McShane (Mr. Wednesday), Emily Browning (Laura Moon), Sean Harris (Mad Sweeney), Yetide Badaki (Bilquis), Bruce Langley (Technical Boy), Crispin Glover (Mr World) e Jonathan Tucker (Low Key Lyesmith), Gillian Anderson (Media), Orlando Jones (Mr. Nancy), Cloris Leachman, Peter Stormare, Chris Obi e Mousa Kraish.

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Prime foto dal set della serie tv di American Gods di Neil Gaiman

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Dello show televisivo tratto dall'omonimo romanzo di Neil Gaiman American Gods vi abbiamo già parlato più volte. Ora, Starz e FremantleMedia North America, che stanno producendo la serie in 10 episodi, hanno diffuso in rete, via Entertainment Weekly, in cui vediamo Shadow (Ricky Whittle), Mr. Wednesday (Ian McShane) e Mad Sweeney (Pablo Schreiber) al Jack’s Crocodile Bar.

“Questo è stato uno dei set che più ci hanno entusiasmato e un'opportunità di mettere in scena quello che siamo e lo stile dello show,” ha dichiarato il produttore Bryan Fuller. “[Il Jack] rappresenta un po' quell'estetica hillbilly chic che funge da approccio per Shadow al mondo degli dei”.

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American Gods sarà prodotta da FremantleMedia North America e Starz, mentre Bryan Fuller e Michael Green sono gli scrittori e showrunner della serie, basata sull'omonimo romanzo di Neil Gaiman; David Slade dirige il pilot e i successivi episodi. Craig Cegielski e Stefanie Berk sono i produttori esecutivi assieme a Fuller, Green, Slade e Gaiman.
Nel cast troviamo Ricky Whittle (Shadow Moon), Ian McShane (Mr. Wednesday), Emily Browning (Laura Moon), Sean Harris (Mad Sweeney), Yetide Badaki (Bilquis), Bruce Langley (Technical Boy), Crispin Glover (Mr World) e Jonathan Tucker (Low Key Lyesmith), Gillian Anderson (Media), Orlando Jones (Mr. Nancy), Cloris Leachman, Peter Stormare, Chris Obi e Mousa Kraish.

(Via SHH)

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