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Robert Kirkman rilancia gli eroi Gold Key Comics: Magnus, Turok e Solar

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Robert Kirkman, attraverso Skybound Entertainment e Image Comics, sarebbe pronto a realizzare nuovi fumetti basati su tre storici personaggi Gold Key Comics: Magnus, Robot Fighter, Solar, Man of the Atom e Turok.

La notizia è stata riportata da Bleeding Cool, secondo cui sarebbe stato siglato un accordo per l'utilizzo dei personaggi che in passato sono stati associati anche a Valiant Entertainment, Dark Horse e Dynamite Entertainment. Al momento non sono stati annunciati i team creativi coinvolti né i dettagli dei progetti editoriali, ma ulteriori informazioni e le prime immagini promozionali sarebbero attese nel mese di luglio in occasione del San Diego Comic-Con.

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Gold Key Comics fu un marchio di Western Publishing attivo dal 1962 al 1984. L'editore divenne noto soprattutto per la pubblicazione di numerose serie su licenza tratte da proprietà popolari della televisione e dell'animazione, ma sviluppò anche alcuni personaggi originali che nel tempo acquisirono uno status di culto. Tra questi figura Magnus, Robot Fighter, creato nel 1963 da Russ Manning. Ambientata nell'anno 4000 nella città futuristica di North Am, la serie segue le avventure di Magnus, un uomo addestrato fin dall'infanzia a combattere robot fuori controllo che minacciano l'umanità.

Solar Man Of he Atom 3

Solar, Man of the Atom debuttò invece nel 1962 per opera di Paul S. Newman, Bob Fujitani e Matt Murphy. Protagonista della serie è il fisico nucleare Phil Solar, che dopo un grave incidente da radiazioni acquisisce la capacità di trasformare la materia in energia e viceversa, ottenendo poteri straordinari.

Turok 4

Turok ha origini ancora precedenti. Il personaggio apparve per la prima volta nel 1954 sulle pagine di Four Color Comics di Dell Comics e proseguì poi la propria pubblicazione sotto l'etichetta Gold Key. Le storie raccontano le vicende di Turok e Andar, due guerrieri nativi americani intrappolati in una valle popolata da dinosauri e creature preistoriche. Negli anni Novanta Valiant rilanciò il personaggio con il titolo Turok: Dinosaur Hunter, versione che ispirò anche un videogioco prodotto da Acclaim Entertainment per Nintendo 64.

Resta ora da vedere quale sarà il futuro editoriale di Magnus, Solar e Turok sotto l'etichetta Skybound/Image Comics, in attesa di annunci ufficiali sui nuovi progetti.

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Robert Kirkman e Dan Mora alla guida di Transformers con il numero 25

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Skybound e Image Comics, in collaborazione con Hasbro, hanno annunciato il nuovo team creativo che guiderà la serie Transformers a partire dal numero 25. A firmare questa nuova fase saranno lo sceneggiatore Robert Kirkman (Invincible, The Walking Dead) e il disegnatore Dan Mora (Superman, Justice League Unlimited). L’albo sarà disponibile nelle fumetterie statunitensi a partire dall’8 ottobre 2025.

L’uscita del numero 25 segna un doppio traguardo: si tratta di un’edizione oversize che celebra il secondo anniversario della serie, ma funge anche da punto d’ingresso per nuovi lettori. All'interno, oltre alla storia principale realizzata da Kirkman e Mora, sarà presente anche un racconto breve firmato dallo stesso Kirkman con i disegni di Jorge Corona, attuale artista della serie.

Kirkman, che già supervisiona l’universo narrativo Energon attraverso Skybound, ha commentato:

“Sono coinvolto in questa serie sin dall’inizio. Quando si è conclusa la run di Daniel Warren Johnson, non potevo restare a guardare. È un onore poter contribuire alla storia di questi personaggi.”

Dan Mora ha espresso entusiasmo simile:

“Disegnare gli Autobots e i Decepticons che amavo da bambino è qualcosa di speciale. Spero di aggiungere qualcosa di personale alla loro storia.”

A completare il team creativo ci sono Mike Spicer ai colori e Rus Wooton al lettering, già parte del cast tecnico della serie.

La nuova saga si concentrerà su una fase inedita del conflitto tra Autobots e Decepticons: Optimus Prime dovrà affrontare minacce interne per proteggere la Terra, mentre il destino dei Decepticons resta avvolto nel mistero.

Il numero 25 sarà disponibile con una ampia selezione di variant cover, firmate da artisti come David Nakayama, Daniel Warren Johnson, Jorge Corona, Kael Ngu, Jae Lee e lo stesso Dan Mora. Sono previste anche edizioni speciali con cover foil, die-cut e blank sketch per collezionisti.

Con l’arrivo di Kirkman e Mora, Transformers si prepara ad aprire un nuovo capitolo all’interno dell’Energon Universe, che continua a espandersi anche con titoli come Void Rivals e G.I. Joe.

Nella gallery in basso torvate le prime tavole diffuse e le variant cover dell'albo.

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Robert Kirkman e David Finch lanciano Skinbreaker, la loro nuova serie Skybound

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Skybound e Image Comics hanno annunciato Skinbreaker, la nuova serie a fumetti firmata da Robert Kirkman (The Walking Dead, Invincible) e David Finch (Batman, New Avengers), con i colori di Annalisa Leoni (Invincible Universe: Battle Beast) e il lettering di Rus Wooton (Transformers). La serie debutterà il prossimo 24 settembre 2025 e si comporrà di otto numeri.

Ambientata in un mondo selvaggio e brutale, Skinbreaker racconta la storia di Enor, un anziano capo tribù giunto al termine del suo mandato. Nonostante brandisca ancora l'arma leggendaria chiamata proprio Skinbreaker, l’età avanzata lo rende ormai troppo debole per combattere. Il futuro della tribù dipende da Anok, un erede riluttante, che dovrà decidere se raccogliere il testimone prima che il loro mondo precipiti nel caos. Mentre all’interno della tribù si scatena una sanguinosa lotta per il potere, una minaccia ancora più grande si profila nell’oscurità oltre il villaggio.

Skinbreaker è la storia che ho sempre voluto realizzare con David Finch,” ha dichiarato Robert Kirkman. “È un progetto speciale, un’epopea d’azione intensa ma anche profondamente emozionante, in grado di sorprendere e commuovere.”

Anche David Finch ha espresso grande entusiasmo: “È una storia che mi ha toccato profondamente. Tutti abbiamo dato il massimo per rendere questo fumetto qualcosa di unico. Non vedo l’ora di condividerlo con i lettori.”

Secondo Sean Mackiewicz, SVP e Publisher di Skybound, Skinbreaker rappresenta uno dei punti più alti della carriera di David Finch: “Robert e David hanno creato un mondo selvaggio e ricco di meraviglie e creature incredibili. Questo è un progetto che solo due leggende del fumetto potevano realizzare.”

Il primo numero sarà disponibile con numerose variant cover, tra cui edizioni speciali firmate, foil, e persino una versione Treasury Edition in formato oversize (10” x 14”) per valorizzare al meglio i dettagli delle tavole di Finch

Trovate una ricca anteprima nella gallery in basso.

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Crossover 1 e 2, recensione: l'opera meta-fumettistica di Donny Cates

crossover 1

Il crossover, ovvero l’incrocio narrativo che porta personaggi titolari di serie diverse a essere parte della stessa storia, è uno degli espedienti maggiormente utilizzati nel mondo dell’entertainment. Nato con finalità prevalentemente commerciali, sfrutta il forte richiamo che l’incontro/scontro tra varie icone dell’immaginario popolare esercita non solo sui fan, ma pure sul pubblico più generalista. Diffusissimo nel fumetto supereroistico fin dalla Golden Age, è stato frequentemente impiegato dalla Marvel - e a partire dagli anni Ottanta anche da altri editori (DC in primis) - per cementare la propria continuity, diventando in tempi più recenti, l’asse portante dei cosiddetti “eventi”, saghe a lungo respiro che le due major americane propongono quasi a scadenza regolare, nella speranza di rinvigorire collane in declino, per riportare sotto la luce dei riflettori personaggi un po’ trascurati o, banalmente, per offrire al pubblico trame dirompenti e di ampie proporzioni che possano mantenere sempre vivo l’interesse verso determinati character.

Tali operazioni spesso, in realtà, non incidono più di tanto sulla “vita” dei protagonisti o addirittura tradiscono quelle che erano le premesse originali. Ciò nonostante, non si può negare che i crossover costituiscano ancora un’attrattiva irresistibile per i lettori. Non sorprende, quindi, che un vero appassionato come Donny Cates abbia deciso di dedicare proprio ai crossover una delle sue ultime fatiche, tanto da usare il termine stesso come titolo della serie. Questa – pubblicata negli USA dalla Image e raccolta in Italia dalla Saldapress in bellissimi volumi cartonati – è, tuttavia, molto più che un semplice omaggio alle iperboliche scazzottate tra eroi, villain ed esseri cosmici di smisurata potenza, che sono solite riempire le pagine di quegli albi legati tra loro, principalmente grazie alla straordinaria creatività che lo sceneggiatore texano esibisce tutte le volte che è libero di muoversi oltre i confini imposti da Marvel e DC. In questi casi, il nostro Donny si trasforma in un vulcano in eruzione da cui fuoriescono idee a ripetizione, che in parte rivelano anche la sua voglia di scardinare alcune regole della letteratura disegnata apparentemente inviolabili, pur senza rinnegare mai l’indirizzo popolare della sua scrittura, la quale resta costantemente lontana da ogni velleità autoriale e ben ancorata a uno spirito bonario, che nulla ha a che fare con l'estremismo trasgressivo di Garth Ennis o con l’acida irriverenza dell’ultimo Alan Moore.

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Eppure, le sequenze iniziali della serie potrebbero persino avere il sapore del déjà vu, dato che - evento catastrofico a parte – mostrano l’inspiegabile arrivo dei personaggi dei fumetti nel mondo reale, una trovata indubbiamente singolare, ma già esplorata da altri in passato (si pensi, per esempio, a 1985 di Mark Millar e Tommy Lee Edwards). Ciò nondimeno, quella che in principio sembra anche una stramba denuncia del razzismo e del cristianesimo oscurantista dell’America profonda, viene presto impreziosita dall’inconfondibile tocco del giovane scrittore trasformandosi in un gioco meta-testuale in piena regola dove il termine crossover cambia rapidamente di significato, passando dal suddetto incontro tra esseri umani e personaggi dei fumetti (surrealmente distinguibili dalle persone in carne e ossa perché “colorati” in bassa qualità con la tipica retinatura dei vecchi comic book), al classico incrocio tra eroi di collane diverse, fino ad arrivare all’ingresso nella trama di character di altri autori (su tutti Madman di Mike Allred, i detective Chris Walker e Deena Pilgrim protagonisti di Powers di Brian Michael Bendis e Michael Avon Oeming e un cattivone molto popolare – soprattutto grazie alla TV - di cui non riveliamo il nome per non rovinare la sorpresa a chi ancora non si è avvicinato alla serie) e, inaspettatamente, alla comparsa di Cates stesso e di alcuni suoi illustri colleghi che diventano addirittura parte del cast dei comprimari della vicenda (omaggiando e, forse, prendendo amabilmente in giro gli ultimi numeri dell’Animal Man di Grant Morrison).

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È sicuramente questa - almeno per quanto si è visto sinora – il passaggio più divertente dell’opera, sebbene il lungo preambolo iniziale, necessario a introdurre i protagonisti e a definire lo scenario, sia tutt’altro che trascurabile, essendo illuminato fin dalla prima vignetta dal brio dell’autore texano, al solito abilissimo nel dosare avventura, commedia (di frequente appannaggio dello spassosissimo Dottor Blaqk, già apparso in altri titoli di Cates e divenuto ormai molto più che una semplice parodia del Dottor Strange) e melodramma. Poi però, dopo il gustoso interludio scritto da Chip Zdarsky che, con grande autoironia, scherza sul suo pseudonimo (il cartoonist canadese si chiama in realtà Steve Murray, ma pure gli addetti ai lavori spesso se lo dimenticano), facendo prendere vita al suo alter-ego artistico, il lettore viene trascinato in una farsa delirante, in cui la vicenda perde progressivamente ogni traccia di verosimiglianza. A questo clima goliardico - che sembra voler fare il verso a quello che si respira nel dissacrante Airboy di James Robinson e Greg Hinkle - si uniscono entusiasticamente anche Bendis, Oeming e Robert Kirkman che, similmente a Zdarsky, utilizzano le loro creazioni più famose per farsi beffe di sé stessi. E, nel generale vortice autocitazionista, la parte del leone spetta ovviamente a Cates che, con la sua abituale sfrontatezza, si ritaglia un ruolo determinante nella trama. Sorprendentemente, tuttavia, il suo veniale narcisismo non penalizza assolutamente lo scorrere degli eventi i quali, anzi, finiscono per risultare persino più appassionanti agli occhi del pubblico, a dispetto di alcuni snodi narrativi che – a onor del vero - vengono parzialmente sacrificati nella seconda metà della serie.

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Per dare vita a questa innocua ma piacevolissima follia, l’autore di Buzzkill e God Country si affida ancora una volta alle matite di Geoff Shaw (sostituito in brevi intermezzi da Oeming e Phil Hester), il quale ripaga l’amico con una prova più ispirata del solito, che è pure il sintomo evidente di una maturità artistica ormai prossima per il disegnatore americano. Eliminato il tratteggio spigoloso e un po’ sporco dei suoi primi lavori, Shaw fonde brillantemente il dinamismo del fumetto supereroistico moderno a un’espressività dei volti tendente al caricaturale (soprattutto quelli maschili), uno stile che esalta l’anima avventurosa della vicenda ma che, contemporaneamente, evita di far passare in secondo piano l’approccio parzialmente umoristico voluto da Cates. In aggiunta, la costruzione delle tavole è estremamente variabile e segue alla perfezione il ritmo imposto dalla trama, con un’alternanza di splash-page e di pagine fitte di vignette che separano in maniera netta i passaggi più concitati da quelli più riflessivi. L’artista di Denver, oltretutto, pare aver acquisito una maggiore dimestichezza con le ombreggiature, le inquadrature dei personaggi e i dettagli degli sfondi, il che – grazie anche all’ottimo lavoro di Dee Cunniffe ai colori - garantisce un preciso allineamento dei disegni ai frequenti cambi di registro emotivo presenti nella sceneggiatura.

Che altro dire? Nulla se non che attendiamo con ansia di leggere il prossimo story arc, il quale si preannuncia ancora più deflagrante dei due pubblicati finora. Non trattenete il fiato nell’attesa, però. Cates è impegnato in così tanti progetti, che non sembra intenzionato a tornare molto presto alla sua strampalata meta-creatura.

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