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Daredevil Collection: Il bacio della Vedova, recensione: l'addio di Gene Colan all'Uomo senza Paura

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Il nome di Gene Colan non può che far scorrere un brivido lungo la schiena dei fan di Daredevil: il disegnatore classe 1926, scomparso nel 2011, infatti, è stato protagonista di un ciclo storico del personaggio, durato dal 1966 al 1973, che ne ha definitivamente fissato i canoni estetici, dopo l'iniziale difficoltà della Marvel di trovare un disegnatore stabile per il supereroe cieco.
Subentrato a John Romita Sr., l’autore nato nel Bronx impiegò solo pochi numeri per imprimere il suo stile alla serie: mentre i suoi predecessori utilizzavano un tratto tradizionale, rassicurante e solare, Colan decise di cambiare registro, puntando su inquadrature d'impatto, su figure dinamiche e voluminose, disegnate in dissolvenza per meglio rendere le pose plastiche, che esaltavano le incredibili acrobazie del diavolo rosso.
Anche i volti di Colan erano lontani dalla rappresentazione tradizionale: l'autore, con i suoi lineamenti marcati, le mascelle squadrate, voleva rendere al meglio l’espressività dei personaggi, alternando sulla serie sia il registro della malinconia sia quello della comicità e, soprattutto, giocando con l'utilizzo delle ombreggiatura per sottolineare le variazioni degli stati d'animo dei protagonisti, dando vita a un chiaroscuro unico tra i disegnatori suoi contemporanei, che si personalizzò sempre più col passare degli anni andandosi a collocare - secondo il giudizio di Roy Thomas, successore di Stan Lee come editor in chief della Marvel - tra l'espressionismo di Jack Kirby e il realismo di Neal Adams.

L'autore, dopo il primo ciclo di più di 80 numeri quasi consecutivi, che gli valse il soprannome di “Decano" e gli consenti di consegnare alla storia episodi memorabili, nonché di disegnare il primo annual della testata, tornò a ritrarre Daredevil due volte: la prima, tra il 1974 e il 1979; la seconda nel 1997.

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È proprio l’ultima fatica di Gene Colan sul diavolo di Hell’s Kitchen il piatto forte del numero 21 della collana antologica Daredevil Collection, pubblicata da Panini Comics per ripresentare al pubblico le storie più belle del supereroe cieco: il volume, infatti, raccoglie il ciclo dello scrittore Joe Kelly (pubblicato poco prima del grande rilancio della serie dovuto al suo spostamento nella linea Marvel Knights della Marvel e all'arrivo di Kevin Smith e Joe Quesada), nel quale, oltre a Colan, sono presenti anche altri disegnatori ospiti, come Cary Nord, autore del primo racconto dell’albo e Ariel Olivetti, autore invece del terzultimo episodio.

Discostandosi sia dalle atmosfere hard boiled di Frank Miller, sia da quelle di denuncia sociale di Ann Nocenti, sia, da ultimo, da quelle più teatrali di Dan Chichester, suoi predecessori illustri alla guida della serie, Kelly decide di dare un’impronta tradizionale alla sua gestione di Daredevil, riportando nel fumetto l'atmosfera presente agli esordi, nella gestione di Stan Lee.
L’attenzione si sposta sul lato eroico del personaggio, il tono generale è quello del fumetto di avventura e il fulcro della narrazione sono le sfide che il protagonista deve affrontare quotidianamente per proteggere la città da alcuni nemici storici, cercando di non trascurare troppo la sua vita privata che, tra la momentanea sconfitta di Kingpin, il ritorno di fiamma con la fidanzata storica Karen Page e l'entrata del tradizionale Nelson & Murdock, nell'orbita del ben più grande e famoso Studio Legale Sharp (guidato dalla spietata Rosalind, madre di Foggy), sembra godere di un periodo di serenità insolito per un personaggio come Matt Murdock, certamente non tra i più fortunati della storia dei comics.

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I personaggi di supporto sono usati per portare un tocco d comicità e per creare delle pause dalla narrazione delle avventure del protagonista: oltre agli insoliti problemi domestici di Foggy Nelson (che non riesce a convincere la sua compagna dell’epoca, Liz Osborn, di non essere un donnaiolo e si trova a dover fronteggiare la scomparsa del suo cane), possiamo goderci, mentre Daredevil affronta nemici classici come Mr. Fear e il Gladiatore, i tentativi di sue due dei suoi grandi amori, Karen Page e la Vedova Nera, di riprendere il controllo della la propria vita, la prima consolidando la sua nuova carriera come speaker radiofonica, la seconda ritornando alla sua vecchia attività di spia dello Shield, dopo la momentanea scomparsa dei Vendicatori a causa dell’evento Oslaught. Daredevil si trova quindi coinvolto nel tentativo della Vedova di consegnare alla giustizia ex alti gerarchi del Kgb intenzionati a darsi al crimine organizzato, in un’avventura divertente che assume i contorni della spy story e finisce con un lieto fine per i due supereroi ex amanti.

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Ma la Vedova non è la sola ex amante di Matt Murdock a creargli problemi: il volume presenta infatti una storia tratta dal Daredevil/Deadpool Annual del 1997, in cui la protagonista assoluta è Typhoid Mary, la killer dalle personalità multiple che poco tempo prima, su incarico di Kingpin, era riuscita a distruggere la vita del Diavolo Rosso, facendolo addirittura allontanare da New York; al suo ritorno in città, Matt era però riuscito ad raggirarla e farla internare. L’annual, disegnato da Bernard Chang, narra quindi il ritorno della femme fatale a New York in cerca di vendetta sul nostro protagonista e ha come ospite d’eccezione il mercenario chiacchierone, personaggio particolarmente caro a Joe Kelly (che proprio negli anni '90 lo aveva trasformato, con la sua gestione, dall’assassino senza cuore della sua prima apparizione al personaggio comico e surreale attuale) e si inserisce perfettamente nel tono generale della raccolta, permettendo inoltre allo scrittore di introdurre, con un’operazione di ret-con sulle origini di Daredevil, un dettaglio nuovo sul passato del nostro eroe.

La mano di Gene Colan, nel suo ultimo lavoro sul personaggio a lui più caro, è più incerta di quella delle sue prime opere, anche a causa di problemi di salute abbastanza seri che lo colpirono alla fine della sua carriera. Le caratteristiche del suo stile sono qui portate agli estremi, facendo avanzare qualche riserva sulla resa finale: l’uso forse eccessivo delle ombreggiature, per esempio, influisce negativamente sulla caratterizzazione dei volti dei personaggi e l’utilizzo di una colorazione sfumata finisce col rendere un po’ troppo confuse le scene di azione, in cui le pose plastiche dell’eroe, marchio di fabbrica del disegnatore, sebbene meno numerose, sono comunque presenti.
Nonostante questi piccoli difetti, l’operazione amarcord messa in atto dalla Marvel nel 1997, ingaggiando l’autore simbolo di Daredevil per dare vita ad un ciclo dal sapore fortemente tradizionale, si può dire sicuramente riuscita. In questo senso, l’ultima storia dell’albo, realizzata nell’ambito dell’iniziativa Flashback, volta a mostrare momenti inediti del passato degli eroi Marvel ed incentrata sul racconto del primo giorno all’università di un giovane Matt Murdock, accompagnato da suo padre (e da uno Stan Lee in formato autista di autobus), appare essere la vera chicca del volume. Per la realizzazione di questa storia, non poteva essere scelto artista migliore di Colan, e l’autore ripaga l’affetto e la fiducia riposte in lui con una prova superlativa, malinconica e divertente allo sesso tempo, che è il miglior commiato possibile dal personaggio al quale ha più legato la propria carriera e riesce sicuramente a far scorrere quel brivido nella schiena dei fan del Diavolo Rosso di cui parlavamo all’inizio e che solo vere leggende dei comics come Gene Colan possono regalare.

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Daredevil Collection 20-21: Typhoiyd Mary e Cuorenero, recensione: nel cuore del ciclo Nocenti

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Nella collana Daredevil Collection, Panini Comics sta riproponendo l'intero ciclo di storie del personaggio scritto da Ann Nocenti, dopo che appena qualche anno fa un paio di apprezzati tomi ne avevano presentato una ricca selezione. Dopo avervi già parlato del primo volume, ovvero Sognatore Americano, ci occupiamo ora di Typhoiyd Mary e di Cuorenero.

L'alter-ego di Matt Murdock è un personaggio affascinante e complesso. Non ha dei veri e propri superpoteri, ha dei sensi ipersviluppati che ne compensano la cecità. Si veste da diavolo, ma è cattolico e credente. È il migliore avvocato di New York e in abiti civili opera all'interno della legge mentre, in costume, opera al di fuori di essa.
Sarà questo mix di elementi, sarà che la testata è quasi sempre rimasta ai margini del Marvel Universe e affidata a penne d'autore, di fatto possiamo constatare quanto per qualità media Daredevil sia una delle migliori serie dell'editore newyorkese e il ciclo di Ann Nocenti è uno dei picchi dell'intera produzione ed era ora che la Panini lo riproponesse in libreria per intero.

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Arrivare su Daredevil dopo che Frank Miller aveva portato la testata al suo apice, sarebbe stata dura per chiunque. Proprio per questo motivo Ann Nocenti decise di lascia perdere ogni tipo di paragone e fare quello che le pareva. Tanto, il rischio qual era? Che non fosse all'altezza del suo predecessore? Fu proprio questa libertà alla base della riuscita del suo operato. L'autrice infonde la sua coscienza sociale in queste storie, affrontando tematiche importanti di vario tipo: dalle responsabilità delle aziende verso l'ambiente alla pedopornografia, giusto per citare due esempi. In primo piano ci sono però i personaggi che godono, grazie alla sua sensibile penna, di un'elevata profondità. Non solo Matt Murdock/Devil, ma tutti i comprimari, grandi o piccoli che siano.

Ma è sopratutto con l'introduzione di Typhoid Mary che la sceneggiatrice può mettere in campo tutta la sua abilità nel tratteggiare i personaggi. Typhoid Mary è un character schizofrenico e dalla doppia personalità, tanto dolce e sensibile quando è semplicemente Mary, tanto letale e fuori controllo nel suo alter-ego. Con lei la Nocenti porta in scena un personaggio che rappresenta stereotipi estremi e contrasti delle donne. Il suo folle e doppio amore per Devil e Matt Murdock, nonché la sua alleanza con Kingpin, la rendono un nemico mortale che distruggerà il nostro eroe lasciandolo in fin di vita.

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Grazie ad uno stile moderno ed efficace, queste storie non risentono del peso degli anni e risultano emozionanti così come a fine anni '80. Grande merito va, naturalmente, alla parte grafica affidata a John Romita Jr. (assistito alla chine da Al Williamson) che, finalmente, si sgancia dalle orme paterne e sforna tavole di grande impatto. È proprio da queste avventure che il suo nome comincerà ad essere osannato dai fan. Il modo in cui l'artista modella e fa recitare Typhoid Mary vale da solo l'acquisto del volume. Stupenda la sequenza muta del doppio episodio "Segni di vita" (Daredevil 260) in cui, in lacrime, la criminale getta il corpo di Devil da un ponte. A risentire degli anni è più che altro la colorazione dell'epoca che, ad ogni modo, non incide sulla valutazione positiva del comparto grafico.

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Dopo l'amara conclusione del ciclo dedicato a Typhoid Mary, il mondo di Matt Murdock è a pezzi. L'eroe sarà protagonista di una serie di toccanti storie autoconclusive (appartenenti principalmente all'evento mutante Inferno) in cui, vagabondando per l'America, cercherà di ritrovare le motivazioni per rialzare la testa. Vanno citate, su tutte, la struggente "Una birra con il diavolo" e la lirica "Cuorenero", quest'ultima con la partecipazione di Spider-Man.
In attesa dei volumi che portaranno alla conclusione la run della Nocenti, Typhoiyd Mary e di Cuorenero rappresentano il cuore del ciclo della sceneggiatrice e una lettura fondamentale per gli amanti di Daredevil.

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Netflix cancella Marvel's Daredevil dopo tre stagioni

  • Pubblicato in Screen

Netflix, dopo aver cancellato sia Iron Fist che Luke Cage, ora ha fatto lo stesso con un'altra serie Marvel. Come riportato da Deadline, e confermato dalla stessa Marvel in seguito, non ci sarà una quarta stagione per Daredevil, di sicuro lo show più amato fra quelli del progetto "Defenders".

"Marvel's Daredevil non tornerà per la quarta stagione su Netflix" ha dichiarato la Marvel in una nota. "Siamo estremamente orgogliosi dell'ultima stagione dello show e, anche se è doloroso per i fan, riteniamo opportuno chiudere questo capitolo con una nota alta. Siamo grati allo showrunner Erik Oleson, agli sceneggiatori, alla troupe stellare e all'incredibile cast incluso Charlie Cox, e siamo grati ai fan che hanno supportato lo show nel corso degli anni. Mentre la serie su Netflix è finita, le tre stagioni esistenti resteranno sul servizio per gli anni a venire, mentre il personaggio di Daredevil vivrà nei progetti futuri per la Marvel."

Perché Netflix ha cancellato più della metà dei suoi programmi Marvel? Il nuovo servizio di streaming Disney, Disney+, potrebbe aver avuto un ruolo nelle crescenti tensioni tra Disney / Marvel e Netflix. Deadline suggerisce che c'era anche una spinta da Netflix per ridurre il numero degli episodi da 13 episodi a 10, ma la Marvel era contraria. Il sito indica anche le questioni creative come una possibile ragione per cui tre spettacoli Marvel sono ormai terminati.

Probabilmente Netflix non cancellerà Jessica Jones o The Punisher prima delle loro nuove stagioni nel 2019. Ma dopo, il loro futuro su Netflix non è molto sicuro. Data l'attenzione per la famiglia di Disney+, è difficile immaginare questi personaggi Marvel R-rated finiranno sul nuovo servizio di streaming. La dichiarazione ufficiale della Marvel dice anche che "le tre stagioni esistenti rimarranno nel servizio per gli anni a venire." Tuttavia, la buona notizia è che "il personaggio di Daredevil vivrà nei futuri progetti per la Marvel". Forse Daredevil potrebbe ottenere un grande schermo debutto nel MCU.

(Via SHH)

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Chip Zdarsky e Marco Checchetto rilanciano Daredevil

  • Pubblicato in News

La Marvel ha annunciato che a febbraio la serie di Daredevil verrà rilanciata con il team artistico composto da Chip Zdarsky ai testi e da Marco Checchetto alle matite.

Attualmente, la testata è scritta da Charles Soule e disegnata da Phil Noto che stanno chiudendo il loro ciclo con una run intitolata "Death of Daredevil" che terminerà a dicembre. Fin dai tempi di Brian Michael Bendis, è ormai tradizione che il team creativo uscente metta il personaggio in una situazione difficile e ne lasci lo sviluppo agli autori successivi. Non a caso, la Marvel ha scritto in un comunicato: "Ma con la morte di Daredevil, come continuerà la storia del nostro eroe?"

Di seguito la prima immagini del Daredevil di Zdarsky e Checchetto in programma per il 6 febbraio 2019.

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