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Don't Worry, recensione: la vita del fumettista John Callahan raccontata da Gus Van Sant

In uscita nella sale il 29 agosto, Don’t Worry è il nuovo lavoro del regista americano Gus Van Sant (Will Hunting - Genio ribelle) ed è un film biografico ispirato alla vita vera del fumettista satirico John Callahan. Il titolo della pellicola si rifà a una celebre vignetta del disegnatore che vede uno sceriffo e i suoi vice davanti a una sedia a rotelle vuota che dice “Non preoccupatevi, a piedi non andrà lontano”.

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Nato a Portland, Oregon nel 1951, Callahan non conoscerà mai la madre e, sentitosi rifiutato, fin dall’età di 13 anni inizia il suo rapporto con la bottiglia. A 21 anni tutto cambia, dopo un duro incidente in auto con un amico – entrambi sbronzi – John diventerà paraplegico e inizierà un lungo percorso per disintossicarsi dall’alcool. All’età di 27 anni inizia a disegnare vignette satiriche che appariranno su numerose riviste. La natura irriverente delle stesse, gli sono valse feroci critiche, mentre in molti apprezzavano la natura dissacratoria dei suoi lavori che spesso ironizzavano su argomenti tabù e sulla disabilità. D’altronde, la sua stessa condizione gli consentiva di guardare il mondo da un’altra angolazione e le reazioni critiche non rappresentavano per lui un valore negativo sul suo operato. Dai suoi lavori sono nate anche due serie animate: Pelswick su Nickelodeon, rivolto a un pubblico di bambini, e Quads che mantiene intatta invece l’indole delle sue dissacranti vignette. Callahan è morto nel 2010 a seguito di un intervento chirurgico.

La genesi della pellicola nasce da lontano. Già a metà anni ‘90 l’attore Robin Williams voleva raccontare la storia del fumettista in un film basato sulla sua autobiografia Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot di cui acquisì i diritti. Williams coinvolse nel progetto il regista Gus Van Sant, tuttavia, nonostante i nomi presenti, la produzione non ingranò mai. La morte di Callahan prima e quella di Robin Williams poi, spinsero Van Sant a riproporre il progetto, rivisto e corretto, che ottenne finalmente l’ok dagli Amazon Studios. Il regista, così, ha coinvolto Joaquin Phoenix che prende idealmente il posto di Williams regalandoci un’interpretazione magistrale del fumettista statunitense.

Van Sant, autore anche della sceneggiatura, racconta la vita di Callahan alternando gli eventi temporali con disinvoltura. Nonostante si viaggia da un periodo all’altro della sua esistenza, c’è una linearità narrativa incredibile, volta a ricostruire le vicende della vita dell’artista ma, soprattutto, a svelarne il suo cammino interiore. Callahan è un alcolista che si ritrova paraplegico a 21 anni, la sua vita potrebbe dunque imboccare una strada a senso unico verso la depressione e la distruzione di se stesso. Ne esce, alla fine, vittorioso, non solo rinunciando all’alcool ma anche indagando su se stesso, sconfiggendo i suoi demoni interiori e abbracciando realmente la vita. Ma soprattutto, imparerà a perdonare se stesso. Figure fondamentali per il suo cammino di riabilitazione sono il suo anticonvenzionale guru Donnie, interpretato da Jonah Hill, e l’assistente terapeuta (Rooney Mara) di cui si innamora.

Don't Worry non è tanto un film biografico, genere caro a Van Sant, dedicato a John Callahan, quanto una sorta di romanzo di formazione, una pellicola che mette al centro la rinascita umana di un uomo, concentrandosi poco sulla sua carriera da fumettista che diventa, però, parte fondamentale della sua nuova vita. Le vignette, diffuse su oltre 200 giornali, disegnate con un tratto incerto e tremolante a causa delle condizioni fisiche del loro autore, sono un’estensione dello stesso, un’espressione della sua forza di volontà che consente alla propria creatività di viaggiare lontano.
La figura delineata da Van Sant e da Phoenix risulta infine umana e mai patetica; la loro performance è l’anima lieve e dissacrante su cui si regge l’intera pellicola, intensa e toccante.

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