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Andrea

Andrea "Zio-P" Poli

DMZ 12 – Le cinque nazioni di New York

E bravo Wood.
Diciamocelo, quando DMZ partì le attese erano enormi. Ci aspettavamo il nuovo Sandman, il nuovo Preacher, male che andasse il nuovo Y, the last man. E dopo un esordio fulminante, pur non tradendo le attese, la domanda era: sì ma ora il caro Brian come la finisce questa serie?
Perché, come si fa giustamente notare nell'intro dell'ultimo volume Justin Giampaoli, Matty Roth si stava evolvendo da inviato di guerra alle prime armi, a giornalista d'assalto, a politico navigato a... uomo d'azione senza scrupoli??!
Meh…
La paura era che il finale potesse risolversi con livelli di testosterone troppo alti o, di contro, in modo troppo semplicistico.
Tranquilli, niente di tutto questo.

Senza spoilerare niente DMZ finisce come deve finire. Con il protagonista che torna coi piedi sulla terra e ritrova il coraggio di fare quel che deve fare. Oltre al destino di New York e dei suoi 5 boroughs che qui diventano 5 nazioni, sotto il riflettore (finalmente) ci sono, per quasi tutto il volume Matty e Zee. Anche per lei un finale all’altezza delle aspettative e coerente con quanto accaduto fino ad adesso.
Il merito di Wood rimane enorme, ossia aver messo in primo piano la politica anticipando temi attualissimi in un fumetto comunque mai noioso e toccando temi scottanti come la corruzione, la manipolazione dei media, il rapporto tra il cittadino ed il luogo in cui vive.

Il buon (?) Burchielli fa il suo dovere come sempre, anche se qualcuno dovrebbe dirgli che infarcire il fumetto di rimandi alla sua squadra del cuore e alla sua band potrebbe costituire qualche forma di reato e che il pizzetto (di Matty) non va più di moda dagli anni ’90 (lo diceva anche Deadpool ma in questo momento non ci ricordiamo esattamente dove).

E quindi?
Forse (sicuramente) DMZ non è stato il nuovo Sandman ma è comunque un fumetto che lascia e lascerà il segno. Come venne scritto in un’introduzione di un precedente volume, roba da far leggere a scuola.
In altre parole da supportare da parte di tutti quelli che amano il fumetto.

Comics n' Music - Intervista ai Club Dogo

I Club Dogo (Jake la Furia, Gué Pequeno e Don Joe) sono, non da oggi, il più noto gruppo hip-hop Italiano. Con 6 album alle spalle (l'ultimo, "Noi siamo il Club" uscito da pochi giorni), CD solisti, mixtapes e innumerevoli featuring hanno portato il rap italiano dove nessuno era mai riuscito prima. Dal collettivo Dogo Gang sono emersi artisti del calibro di Marracash e se accendete la radio o la tv non sarà così difficlie imbattervi in un loro pezzo.

Ma cosa può accomunare la crew milanese con Batman, Sergio Ponchione, Brian the Brain e Ken il Guerriero?

Scoprilo nell'intervista che nessuno si aspetta!

Buona lettura!

Comics n' Music - Intervista ai Club Dogo

Torna su Comicsaddicted la rubrica Comics n' Music e torna con il botto!
Abbiamo infatti avuto la possibilità di fare alcune domande di stampo decisamente nerd a Jake dei Club Dogo ed ecco a voi l'intervista:

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Tutto parte dal vs pezzo Cattivi esempi dove citate una serie di personaggi di fumetti e cartoon, la prima domanda quindi è: che rapporto avete con i fumetti, li leggete? Li leggevate? Se sì cosa?

Siamo cresciuti con i fumetti! Da piccolo mi ricordo che in edicola c'era solo l'imbarazzo della scelta e anche i cartoni animati erano decisamente più "swag" di quelli di adesso. Io personalmente li ho divorati, da quelli Marvel, agli italiani di successo, passando per cose più ricercate ed estreme tipo Brian the Brain.

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Le citazioni di cui sopra sembrano voler attirare degli ascoltatori "della vecchia guardia" come il sottoscritto. C'è stata questa volontà o no? Se no qual'è l'idea di fondo?

L'idea di fondo viene da una di quelle boiate che girano sui social network. Abbiamo cercato di renderela più nostra possibile ma è palese che si rivolge soprattutto alla nostra generazione. Noi avevamo meno tecnologie a disposizione e quindi più fantasia, più voglia di leggere, soprattutto fumetti. Le nuove generazioni purtroppo mi sembrano troppo assuefatte da Facebook.


Pensate quindi che la vostra intenzione sia stata recepita dai vs ascoltatori?

Credo proprio di si. Non ce n'è uno della mia generazione che non sia legato a un fumetto, a un cartone animato o a un film di quel periodo. Il pezzo poi parla di responsabilità o meglio di togliersi delle responsabilità. È come dire, non è colpa mia se sono così, così fatto male, è colpa di tutte le cose che ho assorbito da piccolo, tutti questi eroi e antieroi che facevano cose spericolate e equivoche. Ovviamente ha un tono scherzoso, ma tutta la cornice alla fine è un pretesto per parlare dei reali problemi del paese.


Nel 2010 siete stati protagonisti di un fumetto per il web di 2 pagine del bravo Sergio Ponchione legate al lancio de la Legge del Cane, avete avuto modo di leggerlo? vi siete piaciuti?

Ci siamo piaciuti molto. certo, l'immaginario che ha disegnato Sergio Ponchione è addirittura più tamarro di noi, ma direi che si avvicina di molto alla realtà!

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Spesso parlate di street cinema, vi siete cimentati in un libro, le vs rime parlano per immagini, avete mai pensato a cimentarvi o ispirare un fumetto?

Le nostre ispirazioni sono sempre state legate ai mondi che hai nominato, è il nostro modo di fare musica, credo sia il tratto distintivo del nostro modo di scrivere. Spesso ridiamo tra noi pensando di fare un videogioco di ispirazione 80's, tipo picchiaduro a scorrimento, con protagonisti tutti i personaggi più divertenti che ruotano intorno al gruppo, magari un giorno lo realizzeremo davvero. Quindi sarebbe una figata anche essere i protagonisti di un fumetto. Purtroppo siamo sempre in tour e praticamente viviamo sul furgone, quindi ci manca materialmente il tempo ma se c'è qualche giovane intraprendente che ha voglia di rischiare, si faccia avanti, se l'idea è potente noi ascoltiamo tutti!


Il rap/hip-hop è stato per anni una disciplina di serie "B" snobbata dagli artisti di serie "A", penso di poter dire che questo adesso stia cambiando e non posso non notare le analogie con il fumetto che, anche se molto lentamente, viene adesso riabilitato magari usando termini come "graphic novel".
Perché solo in Italia è difficile superare certi pregiudizi?

Perché l'Italia, per tradizione, vuole rimanere 20 anni indietro rispetto al resto del mondo, soprattutto per quanto riguarda il mondo dei giovani. E non rischia mai. Lo si vede in tutti gli ambienti, la musica fin ora è stata la stessa da sempre, sempre lo stesso italo-pop smielato e innamorato, il cine-panettone impazza dagli anni 70, la tv è morta e sepolta, la politica è fatta di vecchi ladroni. Dipenderà molto dalle nuove generazioni se vogliono cambiare qualcosa o no. Il rap si sta facendo largo a gomitate in classifica, nonostante sia ancora un po' visto come una pagliacciata, ma perlomeno non può più essere ignorato. So che ci sono dei fumetti che spaccano, sia in edicola, sia in circuiti più underground, quindi qualcosa si muove. Speriamo che si riesca a svecchiare un po questo paese di dinosauri.


Se foste un fumetto o un cartoon che personaggi vorreste essere?

Senza dubbio Kenshiro. Basta un dito e il problema sparisce. Anzi, esplode.

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Salutiamo e ringraziamo Jake e i Club Dogo fuori dal 5 giugno con Noi siamo il club.

The Best of MdN - Friday I'm in Love Ep.16

Se vedete un tipo con un cappellazzo alla Eastwood in testa e un cigarillo all'angolo della bocca che si aggira per le strade con un sorriso sornione, sono io. È uscito oggi (per me che scrivo) il trailer di Django Unchained (link sotto) e l'hype e al massimo. Così come per BEYOND, il nuovo gioco della Quantic (gli autori di Fahreneit e Black Rain) che ha come protagonista la mia ex-fidanzata Ellen Page. Sarà un buon anno, per noi nerd. O due buoni anni se le date di uscita di film e gioco - un po' come quelle di Prometheus di Ridley Scott - vengono fatte slittare, per noi italiani, di quattro o cinque mesi.

Sul fronte cattive notizie è venuto a mancare Ray Bradbury. Che fu il primo Santo Nerd di questa rubrica su Comicus. Lacrimuccia. Il mondo sarà un posto più freddo senza l'autore di Fahreneit 451.

Se invece proprio non volete farvi una vita continuate a stalkerarci su Facebook, Tumblr o Twitter ecco gli indirizzi.

Eccovi il trailer di Django, visto che non potete proprio farne a meno.

Pin-up of the week Female: Rachel, di Sara Pichelli. In attesa dei modelli femminili della Weyland Industries.

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Pin-up of the week Male: Logan, di Alexandre Salles. Le cittadine di MdN ringrazino.

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Incontro/scontro della settimana: Dottori a confronto, di Evan "Doc" Shaner.

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Coppia della settimana: Max Black e Caroline Channing (2 Broke Girls), di GunnMcGally. Una delle serie più divertenti dello scorso anno.

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Santo Nerd della settimana: Leslie Nielsen, di Chip Zdarsky.

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Poster della settimana: Prometheus, di Patrick McQuade. Tanto per non far pesare il fatto che... ESCE TRA QUATTRO MESI!

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Il cosplayer della settimana: Mr. Mxyzptlk. Il reboot fa cose terribili.

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Libro della settimana: Cronache Marziane, di Ray Bradbury. Capolavoro.

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Uno tra i migliori mashup di sempre: House of the Undead, di Mishinshilo. Se mai faranno tornare il Dottore, vorrei che fosse così.

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E visto che prima si parlava di Ellen Page e non voglio tradirvi...

Ci vediamo più Tardis.


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