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Emiliano Romanelli

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Miles - Assolo a Fumetti, recensione: l’omaggio visionario di Lucio Ruvidotti al genio del bebop

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Lucio Ruvidotti è un autore poliedrico, capace di muoversi tra fumetto, giornalismo e autoproduzioni. Tra i suoi lavori più noti spiccano Lamiere. Storie di uno slum di Nairobi (Feltrinelli Comics, 2019) e La Ricotta (Giunti, 2016). Miles - Assolo a fumetti, è un volume dedicato al celebre jazzista americano, già edito nel 2018 e riproposto ora per celebrare il centenario dalla nascita dell'artista.
La struttura del libro è organizzata in otto capitoli musicali, ciascuno intitolato come una delle composizioni o degli album più celebri di Miles Davis: dall’iconico Kind of Blue alla svolta jazz‑rock di Bitches Brew. Ogni sezione funziona come un frammento autonomo che esplora una fase specifica della sua carriera.

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La narrazione principale si apre e si chiude con una cornice ambientata tra il 1980 e il 1981, gli anni del Davis “divo”, colto nel momento del suo ultimo grande ritorno sulle scene. Pur avendo avuto una vita segnata da eccessi, dipendenze e passioni — materiale perfetto per un noir — Ruvidotti sceglie di non indulgere nel gossip biografico. Al contrario, mette al centro la musica, usata come motore narrativo e come chiave interpretativa dell’intera opera.
Tra le pagine emergono episodi fondamentali dell’evoluzione artistica del trombettista: la storia d’amore parigina con Juliette Gréco, l’evocazione della leggendaria jam session (mai registrata davvero) con Jimi Hendrix, e i passaggi cruciali della sua trasformazione stilistica, dal cool jazz al jazz elettrico.

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Sul piano artistico, il colore diventa l’elemento che detta il ritmo: ogni capitolo adotta una palette cromatica differente, con tonalità psichedeliche, contrasti forti o tinte cupe e notturne, scelte per riflettere lo stato d’animo del musicista e il genere musicale dominante in quel periodo. Ruvidotti altera continuamente la struttura della gabbia delle vignette, usando gli spazi bianchi come fossero pause e silenzi tra le note della tromba di Miles, lasciando che il layout respiri o acceleri a seconda del “tempo” del racconto.
Il disegno punta all’essenza delle movenze, della postura e del carisma magnetico di Davis, sia sul palco sia nella vita quotidiana.

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L’unico possibile limite del volume è la scelta di procedere per frammenti: condensare una vita immensa in circa 120 pagine può far percepire l’opera più come un’evocazione lirica che come una biografia esaustiva. Nel complesso, Miles - Assolo a fumetti invita il lettore a riscoprire i molteplici lati di un artista eclettico e controverso, restituendo la complessità di una delle figure più discusse del Novecento attraverso un fumetto di notevole qualità.

Tales of Paranoia, recensione: Robert Crumb negli abissi della mente contemporanea

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Tales of Paranoia segna, dopo oltre vent'anni, il ritorno nelle librerie di Robert Crumb, offrendo una discesa lucida e spietata nelle ossessioni del nostro tempo.
Pubblicato in Italia da Comicon Edizioni, il volume raccoglie 12 storie brevi che esplorano la sfiducia nelle istituzioni, il trauma post pandemico e il “Deep State”, filtrati attraverso la lente deformante della nevrosi personale dell’autore.

Il personaggio — sempre Crumb — che emerge trasversalmente dai racconti appare come un vecchio “brontolone”, costantemente alle prese con domande sulla realtà e sulle paure che lo attraversano come un uomo qualunque. Le tematiche affrontate sono controverse e divisive, e non potrebbe essere altrimenti: guerre, pandemie, crisi economiche e fragilità sociali sono il terreno naturale su cui Crumb costruisce la sua satira.
Tales of Paranoia include anche l’ultima storia di Dirty Laundry, realizzata insieme alla moglie Aline Kominsky Crumb poco prima della sua scomparsa nel 2022, aggiungendo al volume una nota di profonda introspezione e lutto.

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Già dal titolo si intuisce che il cuore dell’opera è l’indagine sulla paranoia contemporanea. Crumb non si limita a osservare il mondo esterno: si immerge nei propri incubi, trasformandoli in domande collettive. Lo fa con la sua arma più affilata, l’ironia, evidente soprattutto in Nessun riparo per gli atei e In che Dio mi aiuti, dove affronta il tema della religione con la consueta irriverenza.

Lo stile artistico di Crumb rimane uno dei più riconoscibili e influenti della storia del fumetto. Il suo iconico tratteggio incrociato (cross hatching) sostiene un realismo quasi maniacale, che richiama le incisioni antiche pur mantenendo quella elasticità “gommosa” tipica dell’underground. Come da tradizione, domina il bianco e nero, spesso sfumato, che mette in primo piano personaggi, proiezioni mentali, pensieri e suggestioni che popolano l’universo crumbiano.

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Tales of Paranoia è un’opera consigliata agli amanti dell'artista e a quelli del fumetto underground, vicino a uno stile occidentale americano che scava nell’animo umano e ne mostra il lato oscuro, sporco, stradaiolo, senza rinunciare a un afflato narrativo e poetico. Ma anche un lettore curioso, dotato della giusta apertura verso una forma di esposizione meno convenzionale, può trovare in Crumb un autore capace di sorprendere e inquietare.

Carambola di cadaveri, recensione: Mignola tra folklore, oscurità e fiabe distorte

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Bao Publishing porta in Italia Carambola di cadaveri – e altri bizzarri racconti delle terre sconosciute di Mike Mignola, un volume di 112 pagine in grado di coinvolgere il lettore e condurlo dentro una narrazione intrigante.
I mini racconti che compongono il volume sono popolati da spiriti, entità e demoni che propongono pericolosi contratti salvifici. Il titolo dell'opera antologica trae ispirazione da un racconto folkloristico di un ragazzo che, come intuibile, gioca a bowling con dei cadaveri. Ne In principio una popolazione impazzita scatena contro se stessa mostri capaci di portare alla distruzione totale, mentre La creazione del mondo è incentrato sull’esistenza di un mondo primordiale creato dal Drago, lo stesso che poi lo distruggerà perché corrotto da pensieri e azioni malvagie.

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Le storie si nutrono di elementi del folklore — spiriti, demoni, animali simbolici, figure arcaiche — reinterpretati attraverso il linguaggio visivo di Mignola. Le trame sono episodi autoconclusivi, ma lasciano intravedere una continuità interna, un mondo condiviso. In Una e il diavolo, una ragazza condannata a morte riceve un’offerta da un essere infernale: scampare al patibolo in cambio di un omicidio “di favore”. Accetta, firma col sangue, ma un gatto la distoglie dai suoi intenti e la condanna al fallimento — e al rogo. Ne L’immortalità è polvere, invece, un uomo insegue un cuore pulsante che gli garantirebbe la vita eterna, al prezzo però di scatenare l’ira degli dei. Una conclusione amara, con un’oca parlante che ammette che forse non ne valeva la pena.

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Il tratto inconfondibile di Mignola occupa la tavola di neri pieni, spazi negativi, figure totemiche, diventando parte integrante della narrazione. Non meno importante il lavoro del colorista Dave Stewart, che costruisce una palette scura, terrosa, con accenti di rosso, verde e blu che emergono come lampi improvvisi. Una nota di merito al lettering: curato da Glem Robins nell’edizione originale e restituito con grande attenzione nella versione italiana in Italia da Federica Zampone con Sara Bottaini e Officine Bolzoni.

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Con Carambola di cadaveri – e altri bizzarri racconti delle terre sconosciute, Mignola si discosta dal mondo di Hellboy, senza però rinunciare agli stilemi che lo hanno reso riconoscibile in decenni di attività. Il volume non cerca la continuità di una trama a lungo respiro, ma celebra la forma breve, offrendo una struttura agile che esalta l’essenzialità della scrittura dell’autore. Questa coralità di episodi permette al lettore di immergersi in una narrazione divertente e visivamente potente, ideale per apprezzare la densità dell’universo mignoliano, un frammento alla volta.

Dylan Dog Speciale 40: Horror Stories – Le nebbie di Praga, recensione: l’esordio del nuovo Speciale di Dylan

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Con lo Speciale numero 40 uscito nel marzo 2026, la Sergio Bonelli Editore inaugura una nuova formula editoriale destinata ad affiancare lo storico Speciale autunnale. La sotto-collana si intitola Horror Stories e il primo episodio, Le nebbie di Praga, propone 128 pagine in bianco e nero illustrate da Corrado Roi, con copertina firmata da Angelo Stano.

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L’albo, scritto da Marco Nucci, non segue la classica struttura a episodi separati, ma adotta una narrazione a matrioska - o a “scatole cinesi” - in cui la trama principale incornicia una serie di micro‑storie che si intrecciano tra loro.
L’ambientazione è la Praga del 1928. Dylan Dog riceve una lettera dal rigattiere Josif Krubach e si reca nella capitale ceca per indagare su un’eredità misteriosa: un negozio di anticaglie appartenuto al padre di Josif. All’interno del negozio viene ritrovato un diario legato a cinque anelli magici, ognuno dei quali associato a una storia dell’orrore e a un morto diverso.

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I racconti esplorano varie declinazioni del perturbante, diventando tasselli di un antico rituale volto a evocare il Golem, creatura leggendaria della mitologia ebraica, un gigante d’argilla animato tramite magia per servire o proteggere il suo creatore. Il ritmo narrativo è volutamente contorto e affonda in una dimensione onirica — cifra tipica delle avventure dell’Indagatore dell’Incubo — con l’intento di far smarrire il lettore in una Praga dove il confine tra reale e fantastico si dissolve continuamente.

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Il tratto di Roi si sposa perfettamente con l’ambientazione praghese. Il suo segno sporco, ruvido, quasi materico, enfatizza i contorni delle architetture e dei volti, rendendoli spettrali e indefiniti, capaci di fondersi con le atmosfere notturne. L’albo, nel classico bianco e nero bonelliano, sfrutta magistralmente i chiaroscuri: la nebbia diventa un elemento narrativo che avvolge ogni cosa, creando un immaginario denso e palpabile.
Le nebbie di Praga si rivela un intermezzo ideale tra un inedito e l’altro, capace di immergere il lettore nelle orrorifiche e affascinanti atmosfere del vecchio Dylan.

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