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Sex Criminals: Prime Video ordina una serie TV basata sul fumetto

  • Pubblicato in Screen

Prime Video ha ufficialmente ordinato una serie televisiva in live action basata sul fumetto Sex Criminals, creato da Matt Fraction e Chip Zdarsky e pubblicato originariamente da Image Comics e in Italia da Bao Publishing.

La serie sarà composta da otto episodi e vedrà Kumail Nanjiani, insieme a Emily V. Gordon e Tze Chun, come co-creatori del progetto. Nanjiani è inoltre previsto anche come interprete nella serie. Il team creativo lavorerà anche come produttori, con la partecipazione dei creatori originali del fumetto.

Sex Criminals racconta la storia di Suze e Jon, due persone che scoprono di poter fermare il tempo quando hanno rapporti sessuali e utilizzano questa abilità in modi poco convenzionali. La natura della narrazione combina elementi di commedia romantica, situazioni surreali e aspetti criminali, fatto che ha reso la serie a fumetti molto discussa e apprezzata fin dalla sua prima pubblicazione.

Prime Video non ha ancora annunciato una data di uscita ufficiale per la serie né dettagli completi sul cast aggiuntivo o sulla produzione vera e propria.

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Jon e Suzie hanno un dono particolare, riescono a fermare il tempo. E fino a qui, per chi legge fumetti, ma anche per i sassi, di novità non ce ne sono.
La novità è nel modo in cui lo fanno, perché loro fermano il tempo nell'istante in cui raggiungono l'orgasmo. Questo dono l'hanno affinato singolarmente fin dalle prime volte in cui si sono trovati alle prese con le gioie del sesso e, una volta incontratisi, decidono di mettere a frutto il loro dono. Come? Rapinando banche! (Sì, ma per una buona causa...).
Quanto riportato sopra è la premessa di Sex Criminals, serie sorprendente e innovativa che ha fatto scoprire quanto possono essere pericolosi e disarmanti insieme Matt Fraction e Chip Zdarsky.

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Le vicende, sviluppatesi nel primo e secondo volume, seguono il filo conduttore dei protagonisti e dei personaggi di contorno, evolvendo sempre più il "mondo" colorato, colorito, psichedelico e assurdamente divertente di questi criminali sessuali.
Sebbene a conti fatti, a livello di trama principale, anche in questo tomo non accada (come per il secondo brossurato) poi molto, si capisce che i due autori puntano a delineare sempre più la mitologia della serie e i temi, molto spesso non facili da gestire per il media fumettistico mainstream statunitense.
In questo terzo volume vengono approfondite la psicologia dei comprimari e i loro rapporti personali, degli "avversari" che Jon e Suzie si trovano ad affrontare e naturalmente allo stesso tempo si introducono nuove forze, che però solo nel proseguo delle prossime uscite capiremo come si comporteranno.
Forse, se vogliamo, l'allontanarsi dallo spirito e dall'adrenalina del primo capitolo è l'unica pecca di questo nuovo atto, il lasciare il lettore un po' in sospeso, dando quasi la sensazione di tirare un po' per la lunghe la trama, ma, conoscendo poi l'abilità dei due autori, a conti fatti scopriremo che così non sarà. Tutto è abilmente dosato.

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Fraction e Zdarsky si divertono un sacco con questa serie, prendendo in giro tutto e tutti, anche loro stessi, ad esempio nelle sequenze dove, passando la parete della quarta dimensione (come il Marvelliano Deadpool abitualmente fa) entrano a loro volta nella vicenda, in un modo totalmente esilarante.
Tutto questo è reso visivamente in maniera intelligente e abile da Zdarsky, che realizza tavole con un layout sempre mirato all’efficacia narrativa ma comunque pieno di spunti e di trovate grafiche davvero geniali. Gli argomenti della serie, spesso scomodi, sono riportati sulla pagina senza mai urtare il lettore, ma anzi, coinvolgendolo. Di ciò, va dato grande merito alla follia artistica del divertente cartoonist canadese.

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Chip Zdarsky rifiuta il suo Harvey Awrads 2015 per Sex Criminals

  • Pubblicato in News

Durante l'ultimo Baltimore Comic-Con, tenutosi lo scorso week end, si sono assegnati gli Harvey Awards 2015, di cui vi abbiamo riportato i vincitori per tutte le varie categorie. Nella sezione Harvey Special Award for Humor è risultato vincitore Chip Zdarsky per il suo lavoro sulle pagine di Sex Criminals, realizzata insieme allo scrittore Matt Fraction.

Ebbene, tramite un post su Tumblr, l'artista ha dichiarato di voler rinunciare all'Harvey Awards in quanto viene riconosciuto esclusivamente il suo lavoro sulla serie della Image Comics, e non quello dello scrittore della stessa, ovvero Fraction. "È bello vedere che la gente ha capito quanto speciale e quando divertente io sia, e davvero ringrazio tutti quelli che mi hanno votato, ma il premio, così come è inteso, non ha senso. La questione è che io sono stato nominato per uno humor award per il mio lavoro su Sex Criminals senza però lo scrittore della serie, il mio caro amico Matt Fraction, il che per me è sbagliato. Su tutti i livelli. Ho fatto notare questo agli organizzatori degli Harvey Awards e ho detto loro che mi sarebbe piaciuto condividere il premio con Matt altrimenti non l'avrei accettato. Ma loro hanno declinato entrambe le opzioni".

Zdarsky suggerisce per il futuro di modificare la categoria in "Best Humor Publication", evidenziando così il risultato di una collaborazione tra scrittore e disegnatore, non solo il singolo artista. Zdarsky aveva già esposto il suo disappunto per la nomination a luglio quando erano state rese note.

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Una storia d’amore. Chi se ne frega delle parole grette, dei colpi alla Bonnie e Clyde, degli elementi fantastici. Una storia d’amore, ecco cos’è Sex Criminals. Un amore vero, anche se spudorato, verbalmente sboccato, fisicamente troppo acceso per sembrare soltanto un sentimento. E infatti non lo è. È amore e sesso, sesso e amore. E azione. Mescolando il tutto.

Godere ferma il tempo. È questa la chiave dell’intreccio costruito da Matt Fraction (acclamato sceneggiatore di gioielli dei tempi moderni come Hawkeye e Invincible Iron Man) e disegnato da Chip Zdarsky, illustratore - ma anche designer e giornalista – il cui nome (falso, si chiama Steve Murray) è più che altro legato a progetti indipendenti. Una volta congelate le lancette tutto si blocca. Gli unici a potersi muovere sono Suzie e Jon, che raggiungendo l’orgasmo riescono a paralizzare il mondo intero. Questo consente loro di fare qualsiasi cosa, di agire indisturbati. E di infrangere la legge. A meno che non ci sia qualcuno con lo stesso bizzarro “superpotere”. Qualcuno che, proprio come loro, sappia entrare nella Quiete - così la protagonista definisce quella stasi che è allo stesso tempo estasi – e decida di mettere fine ai loro “crimini sessuali”.

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Sullo sfondo una critica neanche tanto velata al modello educativo di un certo occidente, che attraverso i suoi inutili tabù spiana la strada all’ignoranza e agevola il diffondersi di malattie. Poi c’è la banca intesa come nemico, specchio del sentire comune in questi tempi di crisi globale. In un certo senso sono stati quei palazzi ad avere portato via il padre di Suzie e ad aver reso infelice l’impiegato Jon. Insomma, la maledetta banca ha rovinato la vita di entrambi. E ora quella stessa banca si vuole prende la biblioteca in cui lavora la ragazza: i due devono fare al più presto qualcosa. Rapinarla, ad esempio, fermando il tempo e salvando capre e cavoli. Tranne, forse, la loro fedina penale.

L’incipit avvince, originale, e ha il sapore della commedia più bizzarra. Una sorta di American Pie, ma molto più pungente, incalzante, sfrontato e divertente. Poi, a un certo punto, s’intuisce che il fantastico è alle porte, che la trama vuole andare a parare su un conflitto che strizza un occhio al sesso e l’altro a certi cliché dell’epica supereroistica. E ci si aspetta di più, forse, da queste centotrentasei pagine di geniale delirio che assomigliano tantissimo a un incipit un po’ troppo extralarge. A fare la parte del leone è il racconto della gioventù dei due protagonisti. Pare che il flashback conti più del presente, ma al di là di questo il duo Fraction-Zdarsky merita tutto il clamore che la loro epopea sessual-avventurosa ha scatenato oltreoceano, contribuendo a rendere la Image Comics una delle case editrici più creative del momento.

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Tra le righe del successo si nasconde il più grande traguardo raggiunto dallo sceneggiatore: l’aver associato il sesso compulsivo alla solitudine senza cadere nella retorica. Il punto di partenza è, sì, la classica perdita familiare, ma l'aspetto onirico, colorato e narrativamente moderno del suo raccontare rende tutto leggero, funzionale. Poeticamente sfacciato e sfacciatamente poetico. Altro che retorica. E mentre ammiccano pure i titoli dei singoli episodi (Vieni, mondo, recita il capitolo due), Fraction propone un flusso di coscienza carnale e volutamente spudorato. Non conosce freni, e nonostante questo non cade mai nella botola della volgarità. L'eloquio senza mezzi termini dei personaggi, d’altronde, è paragonabile a quello proposto d’abitudine da Garth Ennis. La differenza sta nel contesto: non la violenza, ma il sesso. Tanto, senza mai sembrare troppo, mentre si passa dalle pistole di carne a quelle di metallo (e viceversa) con eccezionale disinvoltura.

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Interessante l'io narrante scelto da Fraction per mostrarci tutto questo. È la stessa Suzie, che racconta i suoi primi approcci con autoerorismo e amplessi vari come fosse la procace conduttrice di uno show. Entra direttamente nella scena, come se sfondasse la vignetta. Il pubblico sono i lettori stessi, trascinati senza sforzo in un flusso narrativo tagliente, ironico, e caratterizzato da uno storytelling davvero apprezzabile. Complice il buon Chip Zdarsky, con il suo tratto che se ne frega dell'eccessivo realismo e propone un assetto visivo netto, preciso, spudoratamente colorato. Un po' come gli orgasmi di Suzie e Jon.

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