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The Black Cat, recensione: il racconto di Edgar Allan Poe rivisto da Nino Cammarata

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Il nome di Edgar Allan Poe è stato uno dei più grandi nomi dell’immaginario orrorifico dal diciannovesimo secolo fino ad oggi. Lo scrittore di Baltimora è stato l’autore che, forse, meglio è riuscito ad incarnare le tensioni sociali a lui contemporanee con grande acutezza, tanto da essere capace di delineare traiettorie pisco-emotive proprie dell’identità dell’essere umano.
Questa è proprio una delle ragioni per cui, dopo quasi due secoli dalla sua morte, l’opera di Poe è ancora un terreno fertile per autori di qualsiasi media.
Il fumetto, come medium, non poteva, dunque, non intercettare le nevrosi letterarie del maestro dell’horror. Uno sposalizio, questo tra il mondo dei comics ed Edgar Alla Poe, di lunga data e capace di attraversare i confini natii dello scrittore.

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La NPE, per la sua collana horror, pubblica The Black Cat, adattato e disegnato da Nino Cammarata. Il Gatto Nero è probabilmente uno dei più conosciuti racconti di Poe: un uomo, di indole buona, scivola lentamente verso la follia e la brutalità ferina, ossessionato dal suo gatto nero a tal punto da perdere ogni aderenza con la realtà circostante, commettendo, così, atrocità.

Se il luogo comune vuole “tradurre è tradire”, Cammarata opera in modo da non rischiare di alterare o condizionare l’adattamento del racconto. Il testo di Poe, infatti, è la matrice narrativa della versione fumettistica dell’autore italiano. Anche lì dove un dialogo sarebbe stato coerente con il linguaggio del medium, Cammarata lo riporta, con un elegante trovata grafica, desunto dal testo originale.
Una scelta, questa, assolutamente ideale per permettere al lettore di assistere al lento ed inesorabile precipitare del protagonista nella follia. Emotivamente, per i gesti violenti e nevrotici dell’anonimo personaggio, chi legge è distaccato ma, come su di una terrificante giostra, non può che assistere impotente agli eventi che si svolgono davanti i suoi occhi.

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Grazie a tale struttura narrativa, Cammarata è libero da griglie e schemi obbligati. Le tavole spaziano tra dettagli serrati e ricche composizioni grafiche a tutta pagina, in una continua rielaborazione delle unità compositive proprie del medium fumetto. Come la mente del protagonista, anche le tavole sono scomposte, prima ricche e poi scarne, creando un’altalena di immagini che, costantemente, plasmano un cortocircuito visivo che vivifica le nevrosi del personaggio principale.

Riguardo la colorazione, Cammarata sceglie di ottenebrare l’intera storia con neri scuri e grigi. Quello di The Black Cat è un racconto popolato di ombre, in cui sono le tonalità fredde a trovare maggiore spazio. Quando, invece, sono i colori caldi a dominare l’impianto coloristico, questi sono sempre legati al sangue, al fuoco, all’alcol. Elementi che fungono o da caratteristiche del protagonista o da elemento narrativo determinate la storia.

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Il volume editato dalla NPE magnifica il lavoro di Nino Cammarata grazie ad un cartonato di grande formato e di grande qualità, corredato dall’editoriale di Paolo Di Orazio, interessante compendio per comprendere il fecondo rapporto tra Poe e il medium fumetto.
The Black Cat è, senza dubbio, un felice esperimento romanzesco-fumettistico di grane ricercatezza visiva e narrativa, apprezzabile da più fedeli estimatori di Poe e godibile per gli amanti dell’horror dal sapore letterario.

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