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Sabrina di Nick Drnaso diventerà un film

  • Pubblicato in Screen

Deadline riporta che l'acclamato graphic novel Sabrina di Nick Drnaso, in Italia per Coconino Press, diventerà un film. Drew Goddard ha firmato per scrivere, produrre e possibilmente dirigere l'adattamento del fumetto. New Regency e RT Features produrranno la pellicola.

"Il fumetto è ambientato in Colorado" riporta Fandango Editore "e ruota attorno alla misteriosa sparizione di una ragazza (la Sabrina del titolo), concentrandosi soprattutto sull’impatto mediatico che la scomparsa di lei genera, tra fake news su Internet, teorie del complotto, spettacolarizzazione del dolore nel “circo” dei media, e sulle conseguenze che tutto questo provoca nelle vite delle persone più care a Sabrina: la sorella Sandra, il fidanzato Teddy, l’amico Calvin, militare in una base dell’aviazione americana. Attraverso questi personaggi, nei loro dialoghi minimalisti, emerge il ritratto di un’America smarrita, attraversata da costanti tensioni, in cui la violenza è sempre in agguato sotto la superficie e pronta in ogni momento a esplodere."

Goddard ha scritto e diretto Bad Times ed è stato scelto per fare lo stesso per il film X-Force attualmente in-limbo per 20th Century Fox.

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Sabrina, recensione: le paranoie e la decandenza della società contemporanea

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Primo romanzo a fumetti a essere entrato tra i finalisti del Man Booker Prize, il più prestigioso premio letterario del mondo anglosassone, Sabrina è un volume a fumetti molto complesso, terribilmente interessante ma allo stesso tempo e per lo stesso motivo non propriamente facile da leggere. Al di là dei proclami che si leggono sulla rete, Sabrina è un romanzo a fumetti che non sfigurerebbe come una puntata di Black Mirror, la serie TV culto di Netflix, non tanto per la trama, elementare e tutto sommato esigua, ma per le implicite conseguenze che scava dentro chi legge.

Chi siamo noi, qual è davvero il peso della nostra opinione sul mondo che ci circonda, quali sono le reali capacità di giudizio sulla politica, la cronaca, il commercio e anche sulle più banali scelte quotidiane? Una domanda complessa a cui Sabrina non tenta di dare una risposta, anzi, propone un approfondimento che lascia il lettore ben più confuso di prima ma forse più conscio del problema. Il volume, a colori con copertina rigida, dipana che cosa succede a Sabrina in una carrellata di ben 208 pagine, prive di alcun tipo di introduzioni o postfazioni. Sostanzialmente un tuffo in questo mondo morbido, dato dai disegni in uno stile cartoonistico e minimal di Nick Drnaso e dalla sceneggiatura dove diventano molto importanti le sequenze mute rispetto a quelle parlate.

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Interessante anche il fatto che Sabrina, poi, non è la protagonista della storia, alla faccia del titolo: la storia la scrivono Teddy e (soprattutto) l’amico Calvin, che vivono assieme il dramma che si consuma nelle prime pagine subendo, inermi e inconsapevoli, tutte le conseguenze.
Oppure, volendo, il vero protagonista è il “grande fratello”, il sacchetto di media che popola gran parte delle pagine dalla metà del fumetto in poi: il “popolo del web” come si usa chiamarlo, condito dalle televisioni, dai social network, dalle radio e più di tutto da un fanatismo che è il vero cattivo della storia, quel lato oscuro che è in ognuno di noi e che attacca arrabbiato vittime spesso inconsapevoli e inermi di fronte all’assenza di un vero motivo.

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Il vero talento di Drnaso non è quello di raccontare una storia, perché come abbiamo detto di storia non c’è molto, quello che accade succede e basta, ma di apparecchiare una tavola di conclusioni, di interazioni tra i protagonisti e il mondo e, soprattutto, di mescolare vite reali con i loro problemi e conseguenze, con il dramma che si consuma. Sabrina è uno squarcio di vita dove, diversamente da film, telefilm o da altri fumetti, l’avventura non inizia e finisce all’interno del volume ma più che altro il libro stesso è una (piccola) finestra in un mondo che vive, si evolve e marcia cercando la strada. L’evento c’è, ovviamente, ovvero la sparizione di Sabrina, ma le conseguenze non finiscono con il volume, seppure resta al lettore la sensazione di aver capito come si evolveranno, e come nella vita tutto continua, nel bene e nel male e non ci resta che un ricordo.

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In tutto questo la narrazione, lo stile grafico e la sceneggiatura di Drnaso sono, volontariamente o meno, uno scalino difficile da assimilare: i colori sono poco saturi, i tratti poco definiti, i dialoghi a tratti serrati e a tratti del tutto sottintesi; talvolta l’autore sfida apertamente la capacità di lettura con testi in nero su marrone, laddove serve una luce in pieno giorno per finire la pagina.
È un gioco delicato che introduce il lettore alla stessa difficoltà dei protagonisti: in assenza di una trama articolata che lo accompagna nei meandri della trama, il senso di confusione non è certo sottinteso e crea disagio, voluto o non voluto. Al pari di Teddy e Calvin, anche il lettore viene posto di fronte ad un giudizio pericoloso sulla storia e sulla verità di quello che sta leggendo, che possiamo riassumere senza cadere troppo nello spoiler in una inevitabile spirale etica che è poi il centro della storia.

Se cercate una volume maturo, secco, che vi mandi a letto la sera con più domande di quante ne abbiate avute durante il giorno e che, sostanzialmente, vi offra un punto di vista diverso sulla vostra capacità di giudizio del mondo attuale, allora Sabrina è un regalo eccellente che potete farvi: diversamente, se volete una favola della buona notte o una bella scazzottata morale tra Titani, il prodotto apparirà fastidioso già a pagina 5.
La scelta è vostra, o perlomeno così vi fanno pensare.

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