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Erik Larsen, Gerry Conway e Mark Bagley realizzeranno una nuova storia di Spider-Man

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Erik Larsen, Gerry Conway e Mark Bagley, autori classici dell'Uomo Ragno, torneranno sul personaggio a settembre in un albo one shot dal titolo Spider-Man: Going Big.

Non sono stati rivelati dettagli sulla storia, tuttavia Marvel.com annuncia che sarà un'avventura misteriosa che che vi terrà col dubbio fino all'ultima pagina. Going Big viene anche presentato come parte delle celebrazioni dell'80° anniversario della Marvel. Non è chiaro se questa storia di Spider-Man ha a che fare coi recenti teaser che fungevano da conto alla rovescia.

Larsen e Conway co-scriveranno la storia con le matite di Larsen, Bagley e altri artisti non anccora annunciati. Larsen è anche l'autore della cover che potete vedere qui di seguito.

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(Via Newsarama)

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Venom Collection: Maximum Carnage 1 e 2, recensione: simbionti e botte dagli anni '90

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Se ogni eroe, o antieroe, ha un arcinemico, quello di Venom non è Spider-Man, come si sarebbe portati a pensare vista l'origine del personaggio, ma sicuramente Carnage, personaggio presentato al grande pubblico nella scena post titoli di coda del film con Tom Hardy, e nato, nel fumetto, dalla fusione tra il serial killer Cletus Kasady e un simbionte discendente dell'alter ego di Eddie Brock, avvenuta per caso durante un’evasione di prigione.
È proprio la sfida definitiva tra Venom e il suo arcinemico il tema centrale di Maximum Carnage, crossover di 14 episodi tra le 4 testate di Spider-Man, (The Amazing Spider-Man, Spider-Man, The Spectacular Spider-Man e Web of Spider-Man, ed una, Spider-Man Unlimited, creata addirittura per celebrare il lancio della saga), proposto nei volumi 3 e 4 della Venom Collection, edita da Panini Comics per presentare le storie del V-Man che hanno ispirato il primo film e forse faranno lo stesso col sequel, la cui lavorazione è già stata confermata dalla Sony. 

Concepito nel 1993 per sfruttare, in termini di vendite, il momento di grande popolarità che i due villain stavano vivendo (Venom, in particolare, era già protagonista di una collana di miniserie tutta sua), l'evento fu anche un primo - a dire il vero non riuscitissimo - tentativo di inserire nelle storie di Spider-Man, una generale atmosfera di negatività in linea con la moda dei primi anni '90, che aveva portato in auge eroi oscuri e tormentati.
Maximum Carnage inizia con i suoi tre protagonisti divisi dopo il loro ultimo scontro: Spider-Man sta affrontando la morte di Harry Osborn, suo migliore amico, alcune incomprensioni coniugali e il difficile rapporto con i suoi ritrovati genitori; Venom è alle prese con la sua nuova vita come protettore letale di San Francisco; Carnage è rinchiuso nell'istituto psichiatrico del Ravencroft, dopo essere stato sconfitto proprio grazie ad un'insolita alleanza tra il V-Man e l’Arrampicamuri, nata dopo che i due avevano stabilito una tregua proprio per fermare il loro psicopatico nemico comune, per la nascita del quale si sentivano entrambi responsabili.

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All’inizio della maxi saga, Carnage fugge senza grossa fatica dal Ravencroft e, nel farlo, incontra Shriek, una criminale - qui alla sua prima apparizione - dotata di poteri sonici e della capacità di far affiorare i peggiori istinti delle persone: con lei nasce un rapporto malato, una follia di coppia che ha l'unico scopo di portare il caos in città attraverso l'omicidio di massa. Nel corso delle loro scorribande riescono ad affascinare altri criminali psicopatici: Doppelganger (un doppio mostruoso di Spider-Man con sei braccia), Demogoblin (una creatura infernale con le fattezze del cattivo Hobgoblin) e Carrion (uno studente universitario trasformato da un virus in uno zombie capace di uccidere con un solo tocco). Carnage e Shriek, nel loro delirio, credono di aver formato una famiglia, e New York si ritrova ad affrontare uno dei gruppi criminali più sanguinari della sua storia, che scatena, tra l’altro, un’ondata di tumulti e di isteria tra la gente comune.
L’uomo Ragno, non tenendo fede alla promessa fatta alla moglie di prendersi una vacanza dalla vita da supereroe, decide di fermare questa minaccia ma, non potendo riuscirci da solo, è costretto ad allearsi con vigilantes di strada, come Venom (coprotagonista della vicenda, tornato a New York solo per chiudere i conti con il suo discendente), la Gatta nera, Cloak, Dagger, Morbius, Nightwatch e Deathlock. Solo nella fase finale, quando tutto sembra perduto, ad aiutare il gruppo giungono "veri eroi", come Capitan America, Iron Fist e Firestar.

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La battaglia tra i due super-gruppi si sviluppa in tutte le 14 storie fino alla resa dei conti finale tra i tre personaggi principali e consente di mettere a confronto le idee opposte di eroismo di Venom e Spider-Man, costringendo quest'ultimo a dubitare dell'efficacia dei suoi metodi e ad attraversare una forte crisi di coscienza, prima di venire a capo della grave vicenda.
L'obiettivo che gli autori si erano prefissati concependo la saga (come viene mostrato in una intervista al più importante scrittore dell'Uomo Ragno degli anni '90, J.M. DeMatteis, proposta nel primo dei due volumi di Panini Comics) cioè di raccontare le avversità che il bene deve superare per sconfiggere definitivamente il male (simboleggiati in questo caso da due gruppi di superumani, uno di eroi ed uno di criminali), analizzando i tormenti, le motivazioni profonde e i metodi delle due fazioni, viene centrato solo in parte.

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Per riuscire a coprire i 14 capitoli della storia, infatti, gli sceneggiatori (J.M. Dematteis, David Micheline, Terry Kavanagh, Tom De Falco e il supervisore Danny Fingeroth) si concentrano più sull'azione che sull'approfondimento psicologico dei personaggi, lo spazio prevalente è riservato ai combattimenti e alla violenza e il risultato assomiglia più ad un videogioco (un anno dopo l'uscita della serie, non a caso, verrà prodotto proprio un omonimo picchiaduro a scorrimento per Nintendo e Mega Drive) che ad un'opera drammatica. La lunghezza della storia costringe inoltre a trovare espedienti forse un po’ grossolani per tenere alta la tensione: vengono presentati personaggi (Nightwatch e Morbius ad esempio) in maniera estemporanea solo per rimpolpare le scene di azione, Venom, il coprotagonista, quasi verso la fine sparisce in modo rocambolesco, solo per tornare negli ultimi due episodi per la resa dei conti finale col suo arcinemico, mentre il dilemma morale dell'Uomo Ragno (quale limite è disposto a varcare un eroe per fermare un criminale?), vero collante dell'intera saga, viene risolto in maniera troppo semplicistica, senza creare quel pathos che la tematica meriterebbe.

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La parte visiva è curata dal team titolare di disegnatori delle testate ragnesche dell'epoca: Alex Saviuk, Ron Lim, Tom Lyle, Sal Buscema e Mark Bagley. Valutando l'opera nel suo complesso, appare evidente il tentativo degli artisti di mantenere una certa omogeneità per non disorientare troppo il lettore nel passaggio da una testata all'altra. Il risultato è che l'intera storia si può leggere tutta d'un fiato senza notare particolari cadute di stile, ma neanche particolari picchi espressivi degni di menzione. Solo Sal Buscema, negli ultimi racconti, giocandosi particolarmente bene la scansione delle vignette e l'utilizzo delle splash-page, si distingue, riuscendo a rendere al meglio i momenti più emozionanti della storia (la disperazione dell'Uomo Ragno, l'arrivo salvifico di Capitan America, la lotta all'ultimo sangue tra Shriek e Dagger), mentre si avverte la maturazione del tratto di Mark Bagley rispetto alle sue prime prove su The Amazing Spider-Man, serie nella quale, tra l'altro, fu proprio lui a creare il design di Carnage.

Maximum Carnage, con tutto il suo carico di eccessività, di lunghezza e violenza, rimane quindi un prodotto di puro intrattenimento, non adatto a chi ama l'introspezione. Forse proprio per questa sua caratteristica è riuscito, ad ogni modo, ad imprimersi nei ricordi dei fan come uno dei più riusciti esempi di sfida all'ultimo sangue tra l'eroe e il suo arcinemico. C'è da giurare che sia proprio questa la saga che tutti vorranno vedere, adattata per il grande schermo, nel sequel del primo film con Tom Hardy e che, se la Sony deciderà di ispirarsi al fumetto, il successo di pubblico sarà assicurato.

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Venom Collection 2: Protettore Letale, recensione: l'inizio della carriera solitaria dell'anti-eroe Marvel

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Il periodo a cavallo fra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 ha portato un cambiamento radicale nella concezione degli eroi a fumetti, grazie in particolare alla spinta di giovani artisti che ben presto avrebbero sfruttato tutto il loro potenziale creativo e commerciale fondando una nuova casa editrice: la Image Comics.
Anti-eroi cupi, maledetti, o comunque tormentati e diversi dai personaggi classici tutti d’un pezzo, affollavano i rivenditori e schizzavano in vetta alla classifiche. Editori come la Marvel e la DC dovettero adattarsi alla moda del momento. La Casa delle Idee, oltre a creare character nuovi, sfruttò il potenziale di due personaggi, portando “in serie A”, dopo anni vissuti da panchinaro, Frank Castle/The Punisher, e promuovendo da comprimario a protagonista Venom, villain di Spider-Man nato proprio pochi anni prima dalla matita di uno dei fondatori della Image Comics: Todd McFarlane.

La storia della sua origine è nata a tutti: dopo le “Guerre Segrete”, Spider-Man torna sulla Terra con un costume nuovo, scoprendo solo in seguito che si trattava di un simbionte alieno. Quando se ne liberò, quest’ultimo si unì a Eddie Broke, un giornalista caduto in disgrazia proprio dopo che Peter Parker ne aveva smantellato uno scoop rivelatosi falso. Dall’unione dei due nacque Venom, il cui principale obiettivo era la vendetta contro Peter Parker/Spider-Man.
Un’importante svolta si ebbe quando, tempo dopo, il Tessiragnatele salvò la vita all’ex moglie di Eddie Brock, con Venom che dovette ricredersi sul suo avversario, stipulando una tregua e decidendo, dunque, di diventare un eroe a sua volta e salvare vite umane trasferendosi da New York a San Francisco, città natale di Eddie.

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È con queste premesse che la Marvel lanciò nel 1993 il personaggio in solitaria grazie alla miniserie di 5 Venom: Protettore Letale. La strategia della casa delle Idee era di seguire il modello utilizzato dalla DC Comics per Le Leggende di Batman, ovvero la realizzazione di miniserie consecutive affidate a team di autori differenti. Le mini del Simbionte si susseguivano, così, senza sosta dando una regolarità di uscita continua tanto che, le recenti serie regolari, riprendono la loro numerazione proprio dal primo albo di Protettore Letale.

In questa miniserie, scritta da David Michelinie (sceneggiatore di Amazing Spider-Man e papà del personaggio) e disegnata da Mark Bagley e Ron Lim, troviamo come guest star anche l’Uomo Ragno, il cui ruolo serve da gancio alla nascita di questo “spin-off”. Peter Parker, infatti, non fidandosi del repentino cambiamento del suo (ex) nemico, decide di seguirlo, finendo poi per aiutarlo e instaurare una tregua.
Brock, infatti, si erge a difesa di una comunità sotterranea, minaccia dall’affarista Mr. Treece. Tuttavia, non tutti si fidano della sue buone intenzioni e - come se non bastasse - Venom deve anche scontrarsi con la terribile minaccia della Fondazione per la vita che vuole creare una progenie letale dal simbionte.

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La storia scritta da Michelinie, che ha il pregio di indagare anche sul passato di Brock, risulta solida e avvincente, con un intreccio multiplo che rende interessante la vicenda. I primi albi, disegnati da Bagley, sono ottimi anche dal punto di vista visivo, mentre la qualità scende quando le matite passano in mano a Lim che, pur creando una continuità stilistica con i precedenti episodi, ha uno stile meno personale e più sciatto e porta al termine la storia senza particolari guizzi.

In una sorta di cerchio perfetto con quanto scritta in apertura di questa recensione, il volume contiene anche la miniserie di tre parti successiva a Protettore Letale, ovvero Funeral Pyre, e che vede la presenza come guest star del Punitore. In questa vicenda i due antieroi Marvel si scontreranno e “collaboreranno” in qualche modo, per porre fine a una guerra fra gang di strada. Venom, in particolare, cerca di salvare la vita a un giornalista infiltrato in una gang che, però, suo malgrado, si trasformerà in un pericoloso avversario dal nome Rogo.

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La storia tessuta dallo sceneggiatore di Punisher War Journal Carl Potts è molto lineare e scorre via velocemente in maniera abbastanza innocua, tutt’al più piacevole grazie anche ai disegni di Tom Lyne, che risultano in linea con lo stile dell’epoca.
Venom Collection 2: Protettore Letale, edito da Panini Comics, ristampa una saga fondamentale per il personaggio e che risulta godibile tanto ai vecchi quanto ai nuovi fan del personaggio in cerca di letture solide e divertenti.

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Peter Parker invecchia in tempo reale in Spider-Man: Life Story di Chip Zdarsky e Mark Bagley

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La Marvel ha annunciato una miniserie di 6 albi dal titolo Spider-Man: Life Story, realizzata da Chip Zdarsky e Mark Bagley, in cui i due autori immaginano che Peter Parker invecchi secondo il nostro normale scorrere del tempo e affronti, decennio dopo decennio, eventi chiave degli ultimi 60 anni. Di seguito il comunicato ufficiale della Marvel.

"Nel 1962, il mondo vide l'adolescente Peter Parker morso da un ragno radioattivo... che gli permise di diventare l'incredibile Spider-Man! Sono passati cinquantasette anni da AMAZING FANTASY #15, la storia che ha dato i natali al più amato personaggio Marvel e il via ad alcune delle storie di supereroi più avventurose di sempre - ma cosa succederebbe se Spider-Man fosse invecchiato con il nostro scorrere del tempo?

Unisciti all'acclamato sceneggiatore Chip Zdarsky (Peter Parker Spectacular Spider-Man, Marvel 2-in-One) e alla superstar di Spider-Man Mark Bagley (Amazing Spider-Man, Ultimate Spider-Man) per SPIDER-MAN: LIFE STORY - un racconto che comprende l'intera storia di Spider-Man dall'inizio alla fine, e che lo vede affrontare gli eventi chiave di ogni decennio! La serie di 6 numeri prenderà il via a marzo e partirà dal 1966, anno in cui Peter Parker deve determinare da che parte stanno il suo potere e la sua responsabilità nel momento in cui la nazione è coinvolta nella guerra del Vietnam.

"Suppongo di non aver finito con Spidey! Questa è un'idea che ho avuto da quando ho iniziato a lavorare per la Marvel, qualcosa che esplora i personaggi e l'universo Marvel a un livello più profondo, dove il tempo cambia sia i personaggi che il mondo", ha dichiarato lo sceneggiatore Chip Zdarsky. "Essere in grado di abbracciare decenni con uno dei più iconici artisti di Spider-Man di sempre, Mark Bagley, è surreale. Sta creando nuove interpretazioni di personaggi e momenti classici in modi davvero dinamici. "

Allaccia le cinture e attraversa la storia con Peter Parker in questa speciale serie limitata che fa parte della celebrazione dell'80° anniversario della Marvel! Tutto inizia a marzo nella tua fumetteria.

SPIDER-MAN: LIFE STORY # 1 (of 6)
Scritto da CHIP ZDARSKY
Illustrato da MARK BAGLEY
Copertina di CHIP ZDARSKY
Copertina variant di MARCOS MARTIN"

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