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Dylan Dog 387: Che regni il caos!, recensione: al via il Ciclo della Meteora

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Per non peccare di ingenerosità e non rischiare di essere tacciati di poca lungimiranza non diremo che la cosa migliore dell’ultimo numero di Dylan Dog è la copertina lenticolare dell’edizione in tiratura limitata - ed esauritissima a Lucca - disegnata da Giuseppe Camuncoli; né che, immediatamente dopo, si collocano gli splendidi Tarocchi dell’Incubo di Angelo Stano (segnaliamo che il mazzo è stato ripartito in quattro uscite da 20, che accompagneranno l’inedito mensile fino al 390, mentre la custodia ed un libretto saranno allegati al Dylan Dog Color di inizio 2019). Non lo diremo perché, seppure le nostre attese siano state parzialmente deluse e la lettura dell’albo abbia portato più dubbi che euforia, non è possibile dimenticare che si tratta soltanto della prima parte di una serie di tredici albi che, strettamente interconnessi fra loro, porteranno la serie al traguardo del quattrocentesimo numero (dopo il quale nulla sarà più come prima: RRobe dixit...). Certo, dall’inizio della storia che dovrebbe portare alla piena realizzazione della visione del personaggio da parte di Roberto Recchioni - ormai da quasi un lustro al timone di un fumetto il cui rinnovamento finora è stato più promesso che mantenuto - personalmente ci aspettavamo qualcosa di più e di diverso.

Dalla fase uno (in cui, per evidenti ragioni di tempi di lavorazione delle storie, si è proceduto solo a degli adattamenti esteriori) ai progressivi cambiamenti nello scenario della serie (con un occhio alla diversificazione e sperimentazione di tematiche e autori) fino ad oggi l’impressione è però pur sempre quella di un percorso non ancora compiuto, di un personaggio rimasto a metà del guado, “dylaniato” tra una tensione alla modernizzazione (qualunque cosa significhi) e la fedeltà alle proprie radici. Al termine di un percorso misto, in cui le ombre si sono mescolate alle luci più di quanto ritenuto/voluto dallo stesso curatore, giunge questa storyline, che riassume le contraddizioni della produzione dell’ultimo quadriennio: buoni spunti e cadute di tono si alternano, lasciando nel lettore un certo disorientamento. Si tratta di un effetto voluto? Solo il tempo potrà dirlo.

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Per chi non avesse ancora letto l'albo possiamo dire come la storia sia per l'appunto incentrata sull'imminente arrivo di una meteora, vero e proprio agente del Caos, forza primordiale per dominare la quale un enigmatico avversario di "bianco vestito" imprime un'accelerazione decisa alle già intraviste manipolazioni dell'Old Boy, il quale viene ad assumere un riluttante ruolo di simbolo positivo.

Per quanto consapevoli del ruolo che le citazioni hanno sempre avuto nella serie, taluni ammiccamenti non ci sono parsi particolarmente riusciti: vedere Dylan andare al salvataggio di Ranya declamando le parole di George Mcfly produce un effetto straniante solo in parte mitigato dalla presenza di un Groucho che, un po’ sotto tono, assolve un ruolo di contralto quasi metafumettistico. Un po' forzati appaiono anche i richiami alla mitologia del Watchmen di Alan Moore o la raffigurazione della cometa portatrice del caos come un simil- Ego, il Pianeta Vivente: troppi rimandi ad altre opere della cultura popolare non esaltano, ma appesantiscono la lettura, distraggono e non esaltano l’intreccio. Del resto non esaltante neppure la parte dell’albo dedicata alla furia omicida di Axeil Neil: l’orrore della morte casuale non viene reso tanto più efficacemente quante numerose siano le teste o gli arti mozzati (peraltro nel variegare gli omicidi si arriva a vignette che richiamano - anche qui troppo chiaramente - scene alla Ken il guerriero, in uno sforzo sincretistico che non abbiamo trovato adeguato).

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Quanto ai comprimari/antagonisti si alternano momenti gustosi (come quello della riunione a casa Bloch con l’avvocato Jenkins) a perduranti sotto-utilizzi:  la funzione antagonista di Carpenter non si è mai trasformata in una reale alternativa al pur trito ricorso all’amico Bloch; quanto a Ranya il suo ruolo nell’episodio è nulla di più di quello della donzella in pericolo.

Alla fine dei conti tutto ciò potrebbe essere solo un modo per focalizzare l’attenzione su John Ghost: la ormai non più nuova nemesi “obbligata” di Dylan mantiene un certo fascino e - seppure la posizione di pressoché onnipotenza economica tenda oltre il limite la sospensione dell’incredulità e lo spiegone ad Axel Neil sia appesantito dall’imperante citazionismo - nel complesso assolve alla propria funzione di motore della storia; in particolare è raggiunto l’obiettivo di portare Dylan da ciarlatano ad icona, per quanto attraverso delle scorciatoie di perplimente rapidità ed in cui il mantra dei “veri mostri” viene declinato in tutte le possibili combinazioni.

Sull’aspetto visivo, trascendendo dalle personali predilezioni per uno stile meno caricato, l’apporto di Leomacs appare coerente con la trama sviluppata; allo stesso modo il tratto di Marco Nizzoli rende bene soprattutto le atmosfere algide delle scene con John Ghost.
Un albo, dunque, introduttivo, che lascia nel lettore la speranza che il Recchioni autore di Mater Morbi abbia ben chiaro l’obiettivo e riesca infine a portare a termine il progetto di un Dylan per il terzo millennio.

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L'integrale di Battaglia, la cover di Tanino Liberatore e tavole d'anteprima

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Riceviamo e pubblichiamo:

Tanino Liberatore firma la copertina di battaglia!
Il personaggio a fumetti di Roberto Recchioni e Leomacs torna con una storia intitolata Dentro Moana

Roma, ottobre 2016 - Tanino Liberatore, l’artista definito da Frank Zappa come “il Michelangelo del fumetto”, firma la copertina di Battaglia - L’integrale vol. 2, che raccoglie le storie a fumetti del vampiro Pietro Battaglia, personaggio creato da Roberto Recchioni (curatore di Dylan Dog) e Leomacs (Tex, Magico Vento). Il volume, pubblicato da Editoriale Cosmo, sarà disponibile a Lucca Comics & Games. I lettori troveranno la copertina di Liberatore anche in edicola, dal 7 dicembre, con l’albo Dentro Moana, storia inedita di Battaglia, scritta da Mauro Uzzeo per i disegni di Pierluigi Minotti.

Nuovo episodio inedito per il vampiro siciliano Pietro Battaglia e nuovo schiaffo in faccia alla pubblica morale! La Prima Guerra Mondiale e Caporetto, il Duce e le fumerie d'oppio di Shangai, i fascisti, il Pio Padre, le Foibe, Ustica, i Servizi Segreti italiani e il Divo. Un secolo di storia non è riuscito a domare Pietro Battaglia, il nemico di tutti. Ma riuscirà a resistere alla donna che ha stravolto il comune senso del pudore dell'Italia intera? Dentro Moana, una storia d'amore.

Scritta da Mauro Uzzeo per i disegni di Pierluigi Minotti, Dentro Moana sarà contenuta nel volume Battaglia - L’integrale vol. 2 che raccoglie anche la storia Il Pio padre (di Giulio Antonio Gualtieri e Valerio Nizi).

Il volume, che sarà presentato a Lucca Comics & Games e arriverà in libreria a novembre pubblicato da Editoriale Cosmo, sarà caratterizzato da una doppia versione: edizione regular con copertina di Leomacs ed edizione variant a tiratura limitata con copertina di Tanino Liberatore, quest’ultima disponibile solo nei giorni di fiera.

Chi non sarà a Lucca Comics & Games potrà rimediare dal 7 dicembre in edicola, giorno in cui Dentro Moana, con copertina di Liberatore, debutterà nella versione di albo singolo della miniserie Battaglia.

“Tanino Liberatore, assieme a Stefano Tamburini, ha creato il più eversivo, violento coatto della storia del fumetto, quel Ranxerox che è stata grande fonte d'ispirazione e cattivo maestro per me e Leomacs. Avere una sua copertina è come vedere un cerchio di insensata violenza che si chiude.” - così Roberto Recchioni ha commentato il coinvolgimento di Tanino Liberatore.

Tanino Liberatore, Roberto Recchioni, Mauro Uzzeo e tutti gli autori di Battaglia saranno presenti a Lucca Comics & Games, allo stand Editoriale Cosmo (pad. Editori, piazza Napoleone, stand E158) per incontrare i lettori e firmare i volumi.

La storia editoriale di Battaglia inizia negli anni Novanta per mano dei creatori del personaggio: lo sceneggiatore Roberto Recchioni (attuale curatore di Dylan Dog e creatore della serie a fumetti Orfani per Sergio Bonelli Editore) e il disegnatore Leomacs, al secolo Massimiliano Leonardo (Tex, Magico Vento). Da allora Battaglia ha continuato il suo percorso editoriale fino a diventare una miniserie proprio per Editoriale Cosmo.

BATTAGLIA Integrale vol 2 COVER VARIANT liberatore

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La variant di Recchioni della nuova serie di Battaglia

  • Pubblicato in News

Roberto Recchioni ha postato su Facebook la variant cover del numero 1 della nuova serie di Battaglia, edita sempre dall'Editoriale Cosmo. A differenza della precedente, la nuova testata avrà un formato bonelleide e non quello "nero" stile Diabolik.

Di seguito l'immagine dell'albo in uscita a fine luglio. Ricordiamo che la cover regular sarà realizzata da Leomacs.

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Battaglia 1 - La figlia del capo

Battaglia #1 - La figlia del capo è in edicola, e bisognerebbe solo dire grazie. Allo stato attuale delle cose è difficile prevedere a cosa porterà questa operazione, ma c’era il bisogno di sporcarsi le mani e il nero è il colore adatto. Nero, il colore della rivoluzione a fumetti avvenuta in Italia ad inizio anni ’60, avviata da Diabolik, che ha portato alla nascita di tante testate, alcune ottime, altre pessime, ma tutte fondamentali per la definizione di quel fenomeno. Nero, come le dita sporche di inchiostro impresso sui polpastrelli pagina dopo pagina.

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Battaglia di rivoluzionario, chiariamolo subito, non ha proprio nulla, ma ha coraggio, questo sì. E da vendere. Parliamo innanzitutto della prima produzione propria dell’Editoriale Cosmo, una realtà ormai consolidata ma che finora si è distinta solo per prodotti importati e ristampe. In particolare, vogliamo premiare la scelta del formato, attualmente utilizzato solo da Diabolik e da Alan Ford, ma che dimostra in questa occasione di non essere solo un retaggio di un glorioso passato, ma una strada interessantissima da percorrere per le moderne produzioni. Ma la cosa migliore, lasciatevelo dire, è la cattiveria di questa serie. Basata sul controverso personaggio di Battaglia, creato da Roberto Recchioni e Leomacs una ventina di anni fa (con le storie ristampate in un unico albo dalla Cosmo lo scorso anno), questa serie vedrà il vampiro siciliano aggirarsi nel nostro Paese nel corso della Storia senza alcuna morale o missione specifica. Nel primo albo, infatti, lo vediamo al soldo di Benito Mussolini a “fare da balia” alla figlia Edda, fresca sposa di Gian Galeazzo Ciano. La coppia andrà a Shanghai, sotto attacco dei giapponesi, e lì nascerà una contorta storia d’amore, che vedrà Edda amare di notte Battaglia, di giorno Galeazzo. Le conseguenze saranno davvero terribili.

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Cattiveria, dunque, perché la storia è dura e cruda, ma al tempo stesso intensa, grazie alla sceneggiatura di Michele Monteleone, uno dei 4 autori coinvolti nel progetto da Recchioni. Altrettanto eccellente il comparto grafico. Il formato non penalizza affatto Fabrizio Des Dorides che quasi si esalta nella costruzione della tavole. Ma è in particolare il suo tratto dinamico e feroce, quanto espressivo ed efficace nella recitazione dei personaggi, a emergere.

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Un esordio riuscito, vedremo se i successivi 4 numeri confermeranno la bontà di questa iniziativa. Anche perché, vogliamo ben sperare, questa produzione non resti isolata e porti a una rinascita del nero.  E allora grazie. Grazie per averci fatto sporcare ancora le mani.

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