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Dynamite rilancia Buffy the Vampire Slayer con una nuova serie a fumetti

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Dynamite Entertainment ha ufficialmente fissato al 22 luglio l’uscita di Buffy the Vampire Slayer #1, segnando il ritorno a fumetti dell’iconica Cacciatrice. Il progetto, anticipato durante il San Diego Comic-Con dello scorso anno, sarà firmato dalla sceneggiatrice Kelly Thompson e dall’artista Stephen Byrne.

La nuova serie riporterà al centro Buffy Summers, figura chiave del panorama fantasy moderno. La storia si inserirà in un momento cruciale della sua timeline, riunendo personaggi provenienti sia da Buffy the Vampire Slayer sia dallo spin-off Angel, per un racconto di ampio respiro che promette forti implicazioni emotive, nuove minacce e l’introduzione di un villain inedito.

I dettagli della trama restano al momento riservati, ma il primo numero — descritto come “oversized” — porrà le basi per un evento narrativo di grande portata ambientato a Sunnydale. Tra gli elementi anticipati figurano il ritorno di volti noti, una nuova crisi che intreccia dimensione personale e pericoli più vasti, il debutto fumettistico di un personaggio amato dai fan e un colpo di scena pensato per sorprendere i lettori di lunga data.

Kelly Thompson ha dichiarato di avere un forte legame con il franchise e sarà coinvolta anche nella scrittura di una serie companion dedicata ad Angel. Stephen Byrne, da parte sua, ha sottolineato il proprio entusiasmo per il progetto, definendolo un “sogno che si realizza” per un fan di lunga data del Buffyverse.

Il team creativo comprende anche il colorista Lee Loughridge e il letterista Jeff Eckleberry, con editing a cura di Nate Cosby. Il lancio sarà accompagnato da diverse variant cover realizzate da artisti come David Nakayama, Amanda Conner, Joshua Swaby e Juliet Nneka, oltre a una versione rimasterizzata della copertina originale del 1998 di Arthur Adams.

Per il mercato dei collezionisti è prevista anche una “blind bag edition”, contenente tre variant casuali tra versioni senza logo, tavole in bianco e nero e artwork esclusivi firmati, tra gli altri, da Byrne, Declan Shalvey e J. Scott Campbell.

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DC e Marvel annunciano i crossover digitali di Supergirl/Blade e It’s Jeff/Aquaman

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DC e Marvel hanno annunciato il crossover digitale Supergirl/Blade, disponibile dall’8 aprile 2026 in esclusiva su DC GO!. Il progetto rientra nell’iniziativa congiunta delle due case editrici dedicata ai fumetti digital-first in formato vertical scroll.

La storia è scritta da CRC Payne, con disegni di Mikel Janín e Hugo Petrus, colori di Marcelo Maiolo e lettering di Pat Brosseau. L’albo autoconclusivo unisce Supergirl e Blade in un racconto che mescola azione e thriller.

Nel fumetto, Mojo rapisce i due protagonisti e li costringe a partecipare a una produzione a tema romance vampiresco, ambientata in un set da cui non è possibile fuggire. I due eroi devono affrontare nemici, situazioni drammatiche e lo stesso Mojo per evitare un esito mortale della vicenda.

Supergirl/Blade prosegue la collaborazione digitale tra DC e Marvel avviata nel 2025 con titoli come The Flash/Fantastic Four e Thor/Shazam!, segnando una nuova fase di produzioni originali pensate specificamente per la fruizione verticale.

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Parallelamente, Marvel Comics ha annunciato che It’s Jeff/Aquaman Infinity Comic di Kelly Thompson e Andres Genolet è disponibile su Marvel Unlimited. La storia vede Jeff the Land Shark e Aquaman allearsi quando Ken il Kaiju terrorizza Coney Island. Per fermare la minaccia e salvare la costa, i due protagonisti uniscono le forze in un’avventura a tema acquatico.

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Deadpool/Batman, recensione: se un Cavaliere Oscuro incontra un Mercenario (Chiacchierone)

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Se i fumetti di supereroi sono la fiera dei sogni, nessun sogno a fumetti è più affascinante dell’incontro tra le icone delle due major del comicdom a stelle e strisce, Marvel e DC. Dal 1976, anno di uscita di The Battle of the Century: Superman vs Spider-man, i personaggi della Casa delle Idee si sono incontrati più volte fino all’evento del 1996, Marvel Vs DC, che rappresentò l’apoteosi del genere “crossover interaziendale”. Un grandissimo successo di pubblico, prezioso perché arrivò in un momento molto complicato per il settore (quello dell’esplosione della bolla speculativa che ebbe conseguenze nefaste, tra le quali il ricorso di Marvel stessa al Chapter 11 per avviare un complesso processo di ristrutturazione e salvarsi dalla bancarotta), che diede il via ad una lunga serie di crossoves tra i due editori che culminò, nel 2004, con quello più desiderato dai lettori: JLA Vs Avengers. Poi nulla per più di 20 anni, anche se nelle segrete stanze dei due editori l’idea di una nuova “wave” di incontri/scontri tra i propri personaggi non aveva mai perso di attualità. Nel 2020, nel numero finale di Doomsday Clock, Geoff Johns suggeriva tra gli eventi futuri che avrebbero atteso gli eroi DC uno scontro tra Superman, Thor e un “Golia Verde”, mentre la recente ristampa in omnibus di Marvel Vs Dc e delle storie dell’universo condiviso Amalgam hanno inaugurato una nuova collaborazione tra i due storici competitor in quella che si annuncia come una nuova ondata di crossover tra i rispettivi personaggi.

L’onore di aprire le danze è toccato a Deadpool (per Marvel) e a Batman (per DC), con un albo di “andata” prodotto dalla Case delle Idee e uno di “ritorno” confezionato dalla Distinta Concorrenza. Se non sorprende la scelta di Batman in casa DC, probabilmente il personaggio più popolare del settore, il sorpasso di Deadpool su compagni di scuderia Marvel più classici ci racconta della rimodulazione delle gerarchie avvenuta in un ventennio in cui i cinecomic hanno lasciato una forte impronta sull’immaginario popolare – e quelli con protagonista il Mercenario Chiacchierone, soprattutto l’ultimo condiviso con Wolverine, sono sicuramente tra questi.
Deadpool/Batman è finalmente uscito anche in Italia per Panini Comics (Batman/Deadpool è appena uscito in USA mentre scriviamo, ndr.), e nonostante la sua importanza storica di primo crossover Marvel/DC prodotto dopo vent’anni di attesa l’albo suscita una domanda che non può restare inevasa: insomma, com’è questo Deadpool/Batman?

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Si tratta di una lettura divertente, giocata principalmente sulla contrapposizione tra la loquacità irriverente e non di rado irritante di Wade Wilson e l’abituale umore cupo del ben più taciturno Batman. Se la scelta dell’artista, il “figliol prodigo” in Marvel Greg Capullo è quasi scontata, sorprende invece la scelta di affidare l’evento alla penna di uno Zeb Wells che è stato l’autore di un recente ciclo di Amazing Spider-Man accolto tutt’altro che bene, salvo poi rifarsi come sceneggiatore del già citato Deadpool/Wolverine.
La storia si apre con Deadpool che irrompe nella Wayne Manor, citando l’iconica scena di Batman Anno Uno, dichiarando ad un contrariato più che allarmato Bruce Wayne di essere alla ricerca di Batman, e di aver accettato denaro da un misterioso committente per la sua cattura. È una scena che serve a Wells per dare il via all’azione e per far sciorinare a Wade qualche battuta, ma che sul piano narrativo non ha molto senso. L’azione si sposta poi sul tetto del Gotham City Police Department: il commissario Gordon ha acceso il bat-segnale per contattare Batman ed avvertirlo che il Joker ha rubato dei componenti chimici con i quali progetta di avvelenare la città, ma viene sorpreso dall’apparizione di Deadpool che viene affrontato, e sconfitto da Batman. Cosa possibile solamente perché, a suo dire, non ha voluto estrarre le sue pistole sapendo che il Cavaliere Oscuro ha un pessimo rapporto con le armi da fuoco e ha preferito evitare di turbarlo. Si tratta dell’unica battuta che ci ha strappato un sorriso e, insieme ad una inevitabile citazione di Robin che rimanda al famigerato Seduction of the Innocent del Dr. Wertham, uno dei pochi casi in cui Wells si avventura in territori “meta” pur avendo a disposizione il personaggio “meta” per eccellenza.

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Come da copione, lo scontro iniziale è il viatico per un’alleanza tra Batman e Deadpool che riserverà sorprese solo a chi non ha dimestichezze con questo tipo di avventura. Se è vero che tutti i team-up presentano dei passaggi narrativi ai quali non ci si può sottrarre, bisogna dire che tutti gli sviluppi e gli snodi di questa storia sarebbero ampiamente prevedibili anche da un lettore non particolarmente smaliziato. Giravolte, doppi e tripli giochi “telefonati” in una storia godibile, ma che non brilla particolarmente per originalità, ambizione e consapevolezza di rappresentare un evento atteso per più di venti anni. Spicca sicuramente più della sceneggiatura il comparto grafico, affidato ad una superstar della matita come Greg Capullo. Capullo è un artista solido, da più di trent’anni uno dei migliori disegnatori di comic-book su piazza, e anche per Deadpool/Batman consegna tavole all’altezza della sua fama, nonostante la pochezza della sceneggiatura non gli consenta di sbizzarrirsi in grandi scene d’azione, a parte la già citata scena sul tetto e lo sbrigativo finale. È un Capullo più pop, questo ritornato in Marvel dopo tanti anni, meno dark rispetto all’artista che nel frattempo ha realizzato lunghissimi cicli di Spawn e Batman. Su quest’ultimo, in particolare, aveva funzionato molto bene la collaborazione con l’inchiostratore Jonathan Glapion e il colorista FCO Plascencia. Non è invece altrettanto felice il connubio con le chine del veterano Tim Townsend, che non arricchiscono il tratto di Capullo come sapevano fare quelle di Glapion, e con i colori troppo invasivi di Alex Sinclair che appiattiscono il risultato finale.

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Come anticipato, l’albo contiene alcune “back-up story”, più o meno riuscite.
In La pistola e la spada Chip Zdarsky e Terry & Rachel Dodson ci mostrano una linea temporale in cui Capitan America e Wonder Woman sono amici e fonte di ispirazione reciproca fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Zdarsky propone spunti interessanti come la condivisione a patrimonio comune dei personaggi Marvel e DC di eventi che hanno fatto la storia dei due universi, da Crisis on Infinite Earths a Civil War; lo stile plastico dei coniugi Dodson ci regala come d’abitudine tavole di pregevole fattura anche se non sufficientemente curate nelle scene corali, dove alcuni personaggi sullo sfondo sono appena abbozzati (di George Pérez non ne nascono evidentemente più).

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Simpatica e dedicata ad un pubblico giovane la partita di pallavolo tra i ghiacci tra Krypto il Super-cane e lo squalo Jeff (di Kelly Thompson e Gurihiru), a cui segue la storia a nostro avviso più interessante del lotto. In Il Rosso e il Verde Kevin Smith ritorna ai due personaggi che ha contribuito a salvare dall’oblio tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, ovvero Daredevil e Green Arrow, e li fa incontrare in una riuscitissima short story dai toni urban in cui affrontano i ninja della Mano e della Lega degli Assassini. Il tutto con toni scanzonati da buddy movie e la nascita di un amicizia da celebrare con un buon bicchiere. A corredare il tutto, una prova eccellente di Adam Kubert che firma le sue migliori tavole da parecchi anni a questa parte.

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Se due pagine sono troppo poche per apprezzare l’ingresso di Rocket Raccoon nel Corpo delle Lanterne Verdi ad opera di Al Ewing e Dike Ruan, ci crea un po' di disagio dover parlare del contributo del leggendario Frank Miller a quest’albo. Chi scrive è un grande ammiratore di Miller e lo ritiene un monumento del fumetto americano, ma probabilmente siamo arrivati ad un punto (basti pensare alle sue ultime, controverse, cover) in cui i suoi nuovi lavori sottraggono alla sua leggenda più di quanto aggiungono. In Resa dei conti si affrontano sostanzialmente due caricature, quella di Batman versione Cavaliere Oscuro e di Vecchio Logan, in una breve storia della trama inconsistente che si sviluppa su tre tavole con tratto grezzo ad approssimativo.

La prima apparizione (a firma di Ryan North e Ryan Stegman) di Logo, mash-up tra Lobo e Wolverine che sembra annunciare il ritorno dei personaggi Amalgam, chiude un albo sulla cui qualità disomogenea si può comunque chiudere un occhio. Per la sua importanza storica, con il ritorno in pompa magna dei crossover tra Marvel e DC dopo tanti anni, e per la sua capacità simbolica di rappresentare su carta quella grande fabbrica dei sogni che è l’industria del fumetto dei supereroi americani.

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4 Words About: Birds of Prey 3: Sotto copertura

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4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Birds of Prey 3: Sotto copertura


Birds of Prey è una serie di cui, ingiustamente, si sente parlare poco, ma che, invece, meriterebbe un’attenzione decisamente maggiore. Non fosse altro perché scritta da un’autrice di grande talento come Kelly Thompson (attualmente all’opera anche sull’ottima Absolute Wonder Woman), che pare veramente dare il meglio di sé quando, come in questo caso, i personaggi principali sono tutti di sesso femminile. La sceneggiatrice americana caratterizza in maniera esemplare e fortemente identitaria ogni protagonista, attraverso dialoghi brillanti e riusciti passaggi introspettivi. Il tutto senza rinunciare all’azione, pur se spesso alleggerita da molta ironia.
Questo volume, benché inserito nell’iniziativa All In, prosegue le trame lasciate in sospeso prima di Absolute Power e contiene due mini saghe, contrassegnate entrambe da disegni di buon livello. Sia quelli di Sami Basri, che ricordano il primo Gary Frank, che quelli di Juann Cabal, più vicini allo stile di Kevin Maguire.

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Dati del volume
Editore: Panini Comics
Autori: Testi di Kelly Thompson, disegni di Sami Basri e Juann Cabal
Genere: Supereroistico
Formato: 17X26, 144 pp., C., col.
Prezzo: 21€
ISBN: 9791221922011
Voto: 7

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