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Solanin. Complete Edition, recensione: la vita fra desideri e realtà

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Tra gli autori giapponesi contemporanei, uno dei mangaka più interessanti e dalla scrittura universale rimane sicuramente Inio Asano. La peculiarità prima di questo autore infatti resta quella di essere in grado di parlare del quotidiano, della normalità, della vita di tutti giorni e delle emozioni umane con una padronanza tale della psicologia dei personaggi e della gestione delle relazioni interpersonali, nonché delle interazioni sociali, da risultare totalmente trasversale ed estrapolabile senza stravolgimenti per essere applicata a qualunque contesto umano, indipendentemente dal contesto geografico, ad esempio. Per questa ragione Solanin in fondo, potrebbe benissimo essere ambientata qui in Italia tanto è possibile riconoscersi nei suoi protagonisti.

Meiko e Taneda sono due giovani innamorati da poco laureati che tentano di vivere la loro vita cercando di trovare un compromesso fra le aspettative sociali imposte e quelle che sono le loro ambizioni, i loro sogni. Quante volte ci siamo chiesti se cercare un lavoro sicuro, a volte anche mal retribuito, o se inseguire le nostre vocazioni? I due, infatti, convivono lontano dalle loro città d’origine e devono, dunque, contare sulle proprie forze per andare avanti. Meiko lavora come segretaria in un’azienda che le garantisce un buono stipendio e un posto fisso, ma che la rende insoddisfatta a causa di un ambiente che la fa sentire solo un ingranaggio facilmente sostituibile e non realmente necessario. Per questo motivo decide di licenziarsi, ma questo la porterà a lasciarsi andare e chiudersi in se stessa, senza cercare reali alternative al suo precedente impiego.

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Taneda, invece, che lavora part-time in un’agenzia di grafica, verrà convinto dalla sua ragazza a inseguire il suo sogno, quello di essere un musicista e diventare famoso con la sua band composta dagli inseparabili amici dell’università. Questa nuova situazione di incertezza economica e di insoddisfazione porterà i due protagonisti a vivere un momento di crisi, fino a un episodio che sconvolgerà totalmente le loro vite ma che, per evitare spoiler, non riveleremo in questa sede. Vi basti sapere che tutti i personaggi verranno messi con le spalle al muro e saranno costretti ad affrontare la dura realtà.

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Asano racconta, dunque, una slice of life assolutamente realistica con un tono lieve ma preciso, capace di toccare le giuste corde emotive. Una riflessione sulla condizione del lavoro, sulle difficoltà che incontriamo sulla strada della vita in costante ricerca di equilibro fra ciò che vorremmo essere e quello che ci troviamo realmente davanti. Fondamentale è la presenza di personaggio veri, e il mangaka è abile nel creare un gruppo di protagonisti, non solo Meiko e Taneda ma anche i loro amici, assolutamente credibili e umani. Difficile non riconoscersi in almeno uno di loro. Le tematiche affrontate da Asano non sono solo quelle relative al rapporto col mondo del lavoro e al nostro ruolo nel mondo, al conseguimento dei nostri sogni ed evitare la spersonificazione che una società, soprattutto come quella giapponese, tende a portare, ma vengono anche analizzati i rapporti di coppia, l’elaborazione del lutto e i freni inibitori che noi stessi creiamo e che ci ostacolano.

La narrazione è accompagnata dal tratto di Asano morbido e tondeggiante, caratterizzato da una linea chiara sottile e precisa. Le tavole hanno una gabbia molto varia e l’autore fa frequente uso di primi piani, cosa che mette in risalto le emozioni dei protagonisti sottolineate da espressioni molto naturali che solo raramente, e in maniera lieve, fanno uso di deformazioni caricaturali atte a creare esasperazioni emotive.

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A distanza di 15 anni dall’uscita del primo episodio in Giappone e a 10 dalla prima edizione italiana, Panini Comics ristampa Solanin in un unico volume di 472 pagine nel formato 15X21, maggiore rispetto al precedente 13X18 in due volumi, che esalta al meglio le tavole dell’artista. Il volume, con sopracopertina, è di ottima fattura e presenta un paio di capitoli extra aggiunti, alcuni disegni inediti e una postfazione dell’autore. Nulla di imprescindibile, ma che potrebbero invogliare, insieme al nuovo formato, all’acquisto anche chi già possiede l’opera.

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La città della luce

Inio Asano non ha bisogno di presentazioni ormai, soprattutto non nel nostro Paese grazie all'ottimo lavoro fatto dalla Panini Comics nel dare spazio alle sue opere e creare addirittura una collana, la Asano Collection, per raccogliere tutti i suoi lavori, oltre ad averlo ospitato a Lucca Comics & Games 2013.
Dopo grandi successi e capolavori come Buonanotte, Pun Pun, Solanin, La fine del mondo e prima dell'alba e Il Campo dell'Arcobaleno, la casa editrice modenese ha cominciato a ristampare le prime opere del Maestro, il volume unico La Città della Luce, e da marzo What a Wonderful World!, inizialmente proposti da Kappa Edizioni.

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In La città della luce, Asano analizza come al solito i comportamenti umani nella vita quotidiana con il suo caratteristico stile realistico, asciutto, privo di inutili e posticci edulcoranti, e venato di onirismo e surrealismo a tratti, che lo ha reso uno dei mangaka più amati e importanti del momento.
La città della luce, che dà il nome al titolo, è un complesso residenziale per ceti medio-alti in una non specificata città giapponese. Apparentemente un paradiso, un idilliaco quartiere, un luogo sereno, pacifico, armonioso, lucente, appunto. Ma nulla è come sembra e la quiete apparente altro non è che una delle miriadi di sfaccettature della realtà, della vita. Seguiamo quindi le storie di 5 personaggi a prima vista non collegati fra di loro ma tutti in qualche modo dipendenti dal quartiere, che finiranno con l’incontrarsi e intrecciare le loro vite volenti o nolenti, consapevoli o meno delle reciproche esistenze.

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Asano crea un luogo cangiante, poliedrico, dinamico, un divenire perpetuo, crocevia del mondo intero; una sorta di Cubo di Rubik della realtà posto nelle mani di ignoti. Inaspettatamente e imprevedibilmente ci si può trovare dinnanzi a una qualunque delle innumerevoli combinazioni dei vari aspetti del reale. Sentimenti, azioni, scelte che si intrecciano nella vita di tutti i giorni e creano infinite situazioni ed eventi. E Inio Asano maneggia questo potenziale narrativo con incredibile maestria, componendo i suoi racconti e le sue storie con grandissima attenzione ai dettagli e con estrema profondità, intrecciando l’ordinarietà della vita, fatta di piccole cose e piccoli gesti, di eventi casuali, con una componente magica e spesso delirante che rende unici e imprevedibili i suoi lavori.
Quello presentatoci da Asano però è un mondo disilluso, indifferente nei confronti dei singoli, un mondo ostile, efferato, brutale, freddo. A cui si oppone solo nominalmente, di facciata, la luce associata a questa città, il falso tepore e l'ingannevole sicurezza che ve ne si può trarre.

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Asano però non è per nulla un autore facile da analizzare né da comprendere; realizza opere alquanto criptiche e sottili che non vanno a sollecitare le corde di tutti, creando risonanza unicamente con una ristretta fascia di pubblico, non tanto per mancanza nel lettore dell’intelletto per capirlo, ma semplicemente per mancanza di esperienze che possano far provare empatia con i bizzarri, per quanto realistici, personaggi che prendono vita nelle opere del Maestro. Per quanto comunque rimanga di fondo una difficoltà intrinseca che allontana a priori un lettore alla ricerca di storie più semplici e scanzonate, di conseguenza poco interessato a riflettere sulle domande profonde, se non esistenziali, che pone Asano, e sulla drastica presa di coscienza della realtà che turba e disorienta non poco.

Tra queste riflessioni citiamo come tematiche più ricorrenti e meglio approfondite la precarietà e caducità della vita, la critica della società giapponese, la follia, la felicità, l’importanza delle relazioni, l’interconnessione tra ogni aspetto e ogni persona, l’effetto che ogni minima cosa ha sul resto. Ma tutti questi temi non vengono mai spiegati né pedagogicamente esplicati dall’autore che preferisce lasciare a ognuno percepire ciò che meglio crede, trarre le lezioni di vita che riesce a far sue, in maniera maieutica, dalle storie che ci offre, in una sorta di formazione non solo dei personaggi quanto del fruitore stesso dell’opera.
Attenzione però a non cadere facilmente nel considerare più piani di lettura ovunque nel racconto. In Asano ci sono sì molti simboli, ma anche molta decorazione.

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Per quanto riguarda le scelte grafiche possiamo solo mettere in luce come lo stile utilizzato sia molto simile a quello della sua produzione più recente, anche se forse meno impressionante graficamente, considerando che questo lavoro risale al 2004. L’estremo realismo narrativo lo ritroviamo anche e soprattutto nel tratto grafico, principalmente negli sfondi e nei paesaggi, in primis il cielo. Il character design poi è sempre spettacolare, con una perfezione del tratto quasi maniacale, che rende le tavole delle vere e proprie opere d’arte, come già ampiamente dimostrato in Punpun e nel magnifico artwork Ctrl+T, pubblicato anch’esso da Panini.
Ritroviamo anche i tipici riquadri neri con testo esplicativo dei pensieri e delle riflessioni di uno o più personaggi, quasi testimonianze, proprio come per Punpun, dell’incapacità comunicazionale, dell’impossibilità di raggiungere, per mancanza di comprensione interpersonale, il mondo e gli esseri che lo popolano. Anche in questo manga infatti è presente una sorta di pessimismo cosmico e sociale che necessariamente porta alla emarginazione e all'isolamento di chi è in grado di concepire tale presenza.

La città della luce è assolutamente un manga da acquistare e da avere sul proprio scaffale, come la maggior parte delle altre opere di Asano, tra l’altro. Edizione molto ben curata e di ottima qualità, con sovraccoperta a impreziosire il volume. Un perfetto manga per capire il percorso di uno dei mangaka più influenti e apprezzati del XXI secolo. Non vediamo l’ora della ristampa di What a Wonderful World!.

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