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Greg Rucka annuncia l'addio a Wonder Woman

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"Leaving Diana".
Si intitola così il post su Tumblr con cui Greg Rucka, scrittore da giugno 2016 del nuovo corso Rebirth di Wonder Woman (qui la recensione dei primi due albi italiani), annuncia il suo addio alla testata a partire dal numero 25 del giugno prossimo, quasi in coincidenza con l'uscita nelle sale della pellicola dedicata al personaggio.

Lo scrittore rispolvera per l'occasione il suo account Tumblr, fermo da circa 6 mesi, e non Twitter perché, dice, "140 caratteri non saranno sufficienti".

Comincia con il mettere in chiaro le motivazioni di questo addio:
"Prima che comincino a dilagare speculazioni, questa è una decisione tutta mia. Non riesco a mantenere i ritmi della serie, dovendo allo stesso tempo rispettare i miei impegni con gli altri miei collaboratori".

"Tornare a scrivere Diana" - dice Rucka, che aveva scritto la serie regolare di Wonder Woman già dall'ottobre 2003 all'aprile 2006 - "è stata un'esperienza incredibile, paragonabile a un sogno che diventava realtà.
Tutto ciò che tutti noi volevamo, lavorando a questa serie, è stato servirla al meglio e mettere in luce ciò che noi crediamo renda Wonder Woman un personaggio così straordinario, importante, unico e senza tempo.
Averne avuto l'opportunità è qualcosa che dubito mi capiterà di nuovo.
Molti di noi non hanno nemmeno un'opportunità, figuriamoci due. Avere quell'occasione in un momento in cui la popolarità di Diana è in ascesa (cosa attesa da tempo), rende l'opportunità ancora più dolce. Che il suo 75° anniversario sia coinciso con la nostra run è stato la ciliegina sulla torta."

E prosegue "Abbiamo cominciato Rebirth con un mandato specifico, anche se abbastanza ampio, da parte della DC: 'riportare il personaggio al suo 'core' iniziale', è quanto mi ha detto Geoff Johns. Il modo in cui lo abbiamo fatto è stata opera nostra. Il nostro successo nel farlo è misurato, naturalmente, da voi. Wonder Woman #23 vede la conclusione della nostra storyline principale, The Lies/The Truth, e Wonder Woman #24 è una sorta di epilogo a quella storia. Wonder Woman #25 sarà, spero, una base di partenza per chi verrà dopo, e fornirà loro tanto spazio per lavorare, da esplorare e accrescere. Il futuro di Diana è luminoso, questo intendo dire."

Quindi Rucka esprime parole di elogio, riconoscimento e gratitudine per tutti coloro che hanno collaborato alla sua run su Wonder Woman, gli editor, i disegnatori, i coloristi.

Si dice ottimista in merito a un prossimo lavoro ancora con la DC, ma per il momento si dedicherà al lavoro su titoli come Black Magick, Lazarus +66, Lady Sabre e Stumptown (di cui è anche creatore).

Quindi conclude "L'ultimo grazie va, naturalmente, a tutti voi che avete supportato la nostra run, e che spero sinceramente la seguiate fino alla sua conclusione e oltre, con le storie del prossimo team.
I lettori di Wonder Woman sono una specie a parte. Sono, sotto molti aspetti, come lei. Il che rende questo addio ancora più agrodolce, e questo ha reso il lavoro dell'ultimo anno, come ho già detto, un privilegio".

Nessun altro scrittore o nuovo team è stato ancora annunciato per sostituire Rucka e, a poco più di due mesi da Wonder Woman #25, la DC Comics non ha ancora rilasciato alcuna anticipazione su Wonder Woman #26.
Seguiteci per rimanere aggiornati.

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La rinascita di Wonder Woman, eroina e donna. La recensione dei primi 3 albi RW Lion

Se il fumetto popolare, in particolare quello superoistico, è la versione contemporanea dei racconti mitologici dell’antichità, è altrettanto vero che i suoi personaggi e le loro gesta debbano ammodernarsi e aggiornarsi col passare del tempo per essere attuali nella società che evolve di continuo. D’altronde, Wonder Woman ha compiuto ormai 75 anni che equivalgono a 10 volte tanto rispetto all’antichità considerando la velocità con cui si succedono i cambiamenti nella nostra epoca. Naturalmente, ci sono eroi che hanno bisogno più di altri di essere rivisitati, guardiamo in casa DC a Superman e agli sforzi degli sceneggiatori per rendere attuale e appetibile un personaggio sicuramente diverso rispetto al suo esordio negli anni ’30. Per Wonder Woman la questione è duplice: non solo rimodernarne la mitologia e rendere attuali le sue gesta, ma renderla un modello di donna contemporaneo e credibile (d’altronde, il personaggio nasce proprio con queste intenzioni).

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La figura della donna è decisamente cambiata dagli anni ’40 ad oggi e il suo ruolo nella società, così come nella narrazione avventurosa, è differente. rendere il personaggio attuale, dunque, è una questione decisamente centrale. Non è un caso se proprio il personaggio di Wonder Woman è stato, di recente, al centro di alcune polemiche. La sua scelta come ambasciatrice per le donne rappresentante delle Nazioni Unite, ad esempio, è stata largamente contestata in quanto combattente e per il costume a stelle decisamente “americano”, ma anche per la sua raffigurazione estetica. Non solo, proprio la nuova serie targata Rinascita ha visto la polemica fra lo sceneggiatore Greg Rucka e il disegnatore Frank Cho incaricato di realizzarne la variant cover. Ebbene, senza entrare nel merito della ragione, Rucka era in netto contrasto con l'artista in quanto considerava la sua raffigurazione di Wonder Woman decisamente più da pin-up, nonché maggiormente sensuale, il che non rappresentava la visione di donna delle sue sceneggiature e il profilo del personaggio da lui delineato. D’altronde, anche al cinema la Wonder Woman di Gal Gadot, scelta della Warner, rappresenta un modello distante da quella di Lynda Carter del telefilm anni ’70.

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Se dunque, anche nella serie New 52 avviata dagli ottimi Brian Azzarello e Cliff Chiang c’era una raffigurazione totalmente distante dal modello classico del personaggio, con tanto di rivisitazione concettuale e mitologica dello stesso, la serie targata Rinascita ci riporta una Wonder Woman moderna, ma maggiormente in continuità con la figura che abbiamo conosciuto in passato. La scelta di Rucka ai testi non è affatto casuale in tal senso in quanto non solo ottimo sceneggiatore, ma anche autore di un apprezzato ciclo di storie dell’Amazzone negli anni ’00. Lo scrittore, per l’occasione, ha deciso di sfruttare la quindicinalità della sua serie (periodicità che la DC ha imposto alle sue principali testate) alternando i due disegnatori Liam Sharp e Nicola Scott in due diverse storyline: “The Lies” e “Year One”. Nell’edizione RW Lion, anch’essa quindicinale, che stiamo analizzando ora, si manterrà questa alternanza, tuttavia il primo numero è occupato dallo speciale introduttivo: Wonder Woman: Rinascita che vede all’opera Rucka, Sharp e Matthew Clark.

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Nei due binari narrativi, dunque, Rucka mette al centro verità e origini, con la nostra Amazzone confusa dai suoi stessi ricordi. Le continue riscritture in casa DC hanno portato a 3 background differenti per l’eroina: quello anni ’40, quello post-Crisis e quello New 52 e tocca ora a Diana comprendere quali ricordi siano corretti. Lo sceneggiatore, dunque, ne approfitta per fare ordine e al tempo stesso riscriverne definitivamente le origini. Inutile dire che le due storyline, per quanto ambientate nel presente e nel passato, hanno punti di contatto che risaltano proprio dalla loro contrapposizione. Insieme a quella di Diana, viene approfondita la figura di Steve Trevor, di cui pure scopriremo i trascorsi. Ad ogni modo, in tre numeri abbiamo letto uno speciale introduttivo e due “prime parti” per cui il tutto risulta ancora troppo preliminare e ci si attende di entrare nel vivo dai prossimi albi. Di sicuro, dunque, questo è un piccolo limite che emerge dalla lettura, seppur comprensibile data la struttura della serie. Le due storie, inoltre, sono caratterizzate da uno stile grafico totalmente differente: un tratto più epico e marcato, con una paletta cromatica più scura e intesa, per la storia ambienta nel presente disegnata da un ottimo Liam Sharp, mentre Nicola Scott ci mostra un tratto più delicato con una colorazione maggiormente sfumata e lieve.

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Nel proporre questo quindicinale, la Lion ha deciso di affiancare un comprimario alla testata principale di Wonder Woman. Nei primi 6 numeri, troviamo dunque la mini pre-Rinascita Poison Ivy: Cicle of life and death a cui seguiranno (alternandosi) Trinity di Francis Manapul e Superwoman di Phil Jimenez. Una lettura, questa Poison Ivy di Amy Chu e Clay Mann, che ben tratteggia la letale nemica di Batman, e che presenta guest star note come Harley Quinn e Catwoman. La mini è un giallo con assassino di impianto classico, tuttavia di ottima fattura con Ivy nel ruolo di ricercatrice che indaga sulla misteriosa morte dei suoi colleghi al giardino botanico di Gotham.

Da sottolineare, in chiusura, le ottime note della redazione Lion che ben illustrano il quadro generale ai neofiti o ai lettori che sono tornati alla DC in occasione di Rinascita.

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Controversia Cho/Rucka: parte la Civil War sulla rete con tanto di hashtag

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Vi abbiamo riportato la notizia della controversia legata a due fumettisti di spicco del panorama americano attuale, l'artista Frank Cho, noto per le sue meravigliose ed avvenenti figure femminili, e lo scrittore Greg Rucka, tra i più quotati del momento. La divergenza artistica che ha portato all'abbandono, da parte del primo, del ruolo di copertinista per le variant della serie Wonder Woman della DC Comics scritta da Rucka, è nata dalla censura che, sempre secondo Cho, lo scrittore avrebbe messo in atto nei confronti della sua arte.

Sul web, come sempre, la notizia ha cominciato a viaggiare senza freni, portando ad una vera e propria Civil War, come quella di casa Marvel, dando vita alla fazione a sostegno dell'artista, con tanto di hashtag #TeamCho, e quella a favore dello scrittore, #TeamRucka. Vi riportiamo qui di seguito alcuni dei Tweet più interessanti comparsi in rete, relativi a personaggi di spicco del mondo dei fumetti.

Molte le femministe che hanno approvato tale scelta, sula scia di quello che accadde anche con la cover di Milo Manara per Spider-Woman, che viene ancora usata come gag da Cho per i suoi sketch, anche se questa volta la causa scatenante potrebbe ritenersi meno provocatoria.
In particolare a scagliarsi contro l'artista troviamo in prima linea la fumettista Gail Simone, che ha postato quanto segue su Facebook.

"Vedo un bel po' di geni con zero esperienza di lavoro nei fumetti e ancora meno conoscenza di informazioni interne che offrono le loro sorprendenti intuizioni, in quanto sono certi di cosa sia accaduto tra lo scrittore e l'artista per quanto riguarda questa controversia.

Imbarazzante. Ci vorrebbe un'ora solo per spiegare questo processo, e comunque non cambierebbe le loro brillanti intuizioni. Li vedo scannarsi sugli scarsi fatti emersi finora; è divertente e triste allo stesso tempo.

Ora, lasciate che vi aiuti. Ho scritto 400 fumetti per la DC. Conosco la maggior parte delle persone coinvolte, ho scritto molto per quel personaggio, e ho avuto molti, molti disaccordi con la direzione delle cover nel corso degli anni (molto raramente con gli artisti, di solito discutevo per cover editoriali che non mi piacevano).
Quindi, conosco questo processo.

La storia finora riguarda un artista comprensibilmente arrabbiato che si sente censurato. Mentre lo scrittore è un mio buon amico, e io non conosco personalmente l'artista, questa è una situazione spiacevole. Io sono una fan di questo artista (non sto usando i nomi, perché questo non è un evento singolare). Non mi piace vedere artisti di talento messi in questa posizione.

Ma oltre a questo, tutto il resto è un buco nero di dettagli che non conosciamo. Quello che non sanno questi sedicenti esperti nè che queste cose succedono ogni volta. Le cover passano sotto il vaglio di moltissime persone prima dell'approvazione. Agli scrittori di primo piano vengono regolarmente chiesti input per le copertine. E un passo falso tra come si intente rappresentare una serie e la libertà dell'artista è comune. Oltre a questo, lo scrittore non ha parlato, e la DC non parlerà. Non parlano di quello che succede dietro le quinte e questo è un bene, a mio parere."

Che ne pensate? Voi da che parte state?

(Via Bleeding Cool)

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Frank Cho lascia le variant di Wonder Woman per contrasti con Greg Rucka che le censura

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Come per le altre serie quindicinali di Rebirth, anche Wonder Woman ha un artista che disegnerà tutte le 24 variant dell'anno, ovvero Frank Cho. Il disegnatore è famoso per le sue prorompenti donne e già in passato, per questo motivo, è stato al centro di polemiche alle quali ha risposto sempre con grande ironia. Questa volta, però, sembra proprio che Cho non l'abbia presa bene.

Infatti l'artista ha lasciato il suo incarico sulle variant di Wonder Woman per contrasti con lo sceneggiatore della serie Greg Rucka. Quest'ultimo, infatti, pare che abbia criticato fortemente fino a censurarle, a detta di Cho, le sue cover perché mostravano troppa nudità. L'artista si difende dicendo che ha seguito il design del costume del personaggio. Probabilmente la sua rappresentazione è in contrasto con l'idea di Rucka.

A Bleeding Cool, il disegnatore dichiara:

"Tutto il problema è solamente di Greg Rucka.

Tutti amano le mie cover di Wonder Woman e vogliono che resti. Greg Rucka è l'unico che ha problemi con le copertine. Greg Rucka ha cercato di alterare e censurare il mio lavoro fin dal primo giorno.

Greg Rucka pensato che la mia cover di Wonder Woman #3 sia volgare e mostri troppa pelle, e sta sostenendo la censura, che è sconcertante dato che la mia immagine di Wonder Woman segue il modello e mostra la stessa quantità di pelle come le tavole interne, ed è una VARIANT e non dovrebbe avere alcun controllo editoriale su di essa. (Invece ce l'ha. WTF?!!!)

Ho provato a far buon viso, a non agitare le acque e a fare del mio meglio sulle copertine, ma la strana campagna politica di Greg contro di me e la mia arte ha reso impossibile questo lavoro. Wonder Woman è stato l'unico motivo per cui sono arrivato alla DC Comics.

A difesa della DC, in particolare dell'Art Director Mark Chiarello, posso dire che sono stati molto accomodanti. Ma si trovano tra l'incudine e il martello.

Volevo solo essere lasciato in pace e fare le mie variant cover di Wonder Woman in pace. Ma Greg Rucka ha intrapreso una strada ostile e sta causando inutili attriti sulle variant".

Greg Rucka ha rifiutato di commentare. Nella gallery in basso potete vedere le cover dei primi tre numeri della testata confrontate con la versione originale. Come potete notare, c'è un taglio netto nella variant del numero 3.

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