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Odessa 1, recensione: lo "science-fantasy" Bonelli approda in edicola

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Avvolto nel mistero, lo sviluppo di Odessa è stata a lungo effettuato sottotraccia e, fino a qualche mese prima dell’uscita, le informazioni su questa nuova serie Bonelli erano davvero scarse. Sorta di “spin-off artistico” di Nathan Never - con cui condivide gran parte del team di autori -, Odessa si svilupperà in 24 albi mensili e, i suoi ideatori Davide Rigamonti (autore anche del primo albo), Mariano De Biase e Antonio Serra, promettono di mescolare in maniera inedita fantascienza e fantasy.

Il numero 1 di Odessa, già agli onori della cronaca per essere stato presentato con un mese di anticipo al Comicon di Napoli con un cut-price del 50% - cosa che ha scatenato l’ira di diverse fumetterie che hanno aderito all’iniziativa promozionale per il suo lancio –, è finalmente giunto in tutte le edicole italiane ed è ora di valutare l’opera, al di là delle polemiche e della segretezza del progetto stesso.

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Odessa, come anticipato, è una serie ambiziosa che, oltre a creare un universo narrativo tutto nuovo, mescola due generi distinti e separati come il fantasy e la fantascienza dando vita a quello che gli autori stessi definiscono science-fantasy.
Lo spunto narrativo è interessante e vede al centro di tutto Odessa, città Ucraina che subirà una fusione con l’astronave/prigione Serraglio 457, dando vita a un micro-sistema del tutto originale in cui convivono diverse razze aliene. Protetta da una cupola, l’obiettivo principale è quello di nascondersi dagli Ignoti, potentissime creature che dominano l’universo. La creazione della cupola ha generato, inoltre, una discrepanza temporale di 20 anni. Il tempo ad Odessa continua a scorrere normalmente, mentre al di fuori di essa il tempo ha subito un drastico rallentamento: sono passati solamente pochi secondi dalla “fusione”.
La cupola, tuttavia, non potrà proteggere Odessa e il mondo esterno per sempre dall’azione degli Ignoti.

Protagonista principale di Odessa è Yakiv Yurakin, ragazzino che si fonderà con l’alieno telepate che governa l'astronave Serraglio 457. I due riusciranno a dividersi, ma entrambi ne risulteranno mutati: il ragazzo resterà alieno al 50% così come l’alieno Mozok, resterà per metà umano. Nel corso del primo numero si scoprirà che il ragazzino è la chiave per la realizzazione di un'arma in grado di impedire l'invasione degli Ignoti.
Oltre a Yakiv, il cast di personaggi è composto dagli amici Zhiras e Goraz, oltre che dalla scienziata Viktoriya “Tori”.

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Il promettente spunto narrativo viene, tuttavia, messo in ombra da una messa in scena imperfetta, afflitta da alcune problematiche che rendono incerto lo stesso progetto. Innanzitutto, il target di Odessa.
Da un lato la serie sembra rivolta a un pubblico YA di adolescenti, ma lo stile di scrittura fin troppo classico sembra stringere invece l’occhio a lettori ben più navigati e “maturi”. Lo stile intero della serie, dal concept, alla trama, dai dialoghi fino ai disegni, sembra essere fuoriuscito da un progetto nato negli anni ’90 e rimasto chiuso in un cassetto fino ad oggi. Qualcuno potrebbe definirlo come “old-style”, certo, ma senza quel rimando pop post-moderno che renderebbe l’opera attuale e accattivante.

La premessa narrativa, che getta tanta carne sul fuoco, trova uno sviluppo troppo rapido e viene accantonata a favore di una trama episodica da “caso del mese” il cui intreccio appare troppe banale. I dialoghi, inoltre, non aiutano a conferire profondità alla vicenda e ai personaggi, fin qui troppo stereotipati. C’è tutto il tempo per aggiustare il tiro, ma è l’equilibrio fra creazione dello scenario, trama del primo episodio e sviluppo dei personaggi non convince in questa prima uscita.

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Il comparto grafico ci mostra un mondo e un character design che non fa di certo dell’originalità il suo punto di forza, rafforzando l’idea di un richiamo a un immaginario più familiare e classicheggiante.
A convincere meno, tuttavia, è la colorazione ad opera di Mariano De Biase, troppo satura e acida, che rimanda anch’essa a produzioni tipiche degli anni ’90. Il risultato è che i colori appesantiscono le tavole di Matteo Resinati il quale, a un ottimo storytelling, contrappone un tratto in alcuni casi poco curato. In tal senso, le colorazioni viste in Bonelli nelle produzioni recenti (Orfani, Mister No Revolution, Mercurio Loi) hanno mostrato un approccio più moderno ed efficace.

Il primo numero di Odessa, dunque, non riesce a convincere appieno, non trovando equilibrio fra le sue parti come premessa narrativa e sviluppo episodico, o anche nel centrare il suo target di riferimento non giungendo a un compromesso adeguato fra lettori giovani e maturi. In attesa di comprendere le reali potenzialità della serie con la lettura dei prossimi numeri, Odessa arriva in un momento delicato per l’editoria italiana e di grande cambiamento per la Sergio Bonelli Editore che sta operando una differenziazione molto ampia della sua proposta. E in questo, Odessa dovrà trovare il suo posto.

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Bonelli presenta la sua nuova serie Odessa

  • Pubblicato in News

Sergio Bonelli Editore ha ufficialmente presentato la sua nuova serie dal titolo Odessa.

"Un grido d'aiuto proveniente dalle stelle.

Una storica città coinvolta in un evento che va al di là di ogni immaginazione.

Un luogo trasformato fin dalle fondamenta in qualcosa di mai visto prima.

Che cosa è successo alla realtà conosciuta? E da quando l'impossibile è diventato normalità?

Odessa è la storia di un mondo nuovo.

Odessa è il racconto di una collettività chiamata a sopravvivere a ogni costo.

Odessa è l'avventura di un uomo alla ricerca di se stesso... o di quello che ne resta."

Le informazioni attualmente disponibili sono poche. La serie verrà ufficialmente presentata a Cartoomics, che si terrà dall'8 al 10 marzo Fiera Milano Rho, e sul numero 41 di Preview - disponibile in fumetteria dal 1° marzo - che conterrà un poster, distrubito anche durante la fiera lombarda. Il primo numero di Odessa uscirà il 25 maggio e sarà realizzato da Davide Rigamonti, Matteo Resinanti e Mariano De Biase.

Di seguito potete vedere le prime tavole diffuse della serie.

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