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Days of Hate - Atto Primo, recensione: i suprematisti bianchi al comando dell'America

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In un futuro distopico molto vicino a noi, i suprematisti bianchi governano l’America col pugno di ferro. Lo stato fascista rende la vita infernale alle minoranze etniche e cellule terroristiche di estrema sinistra cercano di controbilanciare le ingiustizie ripagando il governo con la stessa moneta. A fare da ponte fra i due mondi troviamo due donne, Huain e Amanda, ex mogli ormai separate, che hanno ancora una forte connessione fra loro. La “giustizia”, attraverso l’agente Freeman, cercherà di sfruttate l’odio di Huain, le cui evidenti origini cinesi creano un assurdo corto-circuito, per trovare e catturare la sua ex amata Amanda. Quest'ultima è a capo di una cellula terroristica che, in viaggio per l’America, cerca di portar avanti la sua battaglia per la resistenza. Insieme a lei troviamo Avrid, un afroamericano che ha lasciato la propria famiglia pur di combattere i suprematisti insediatisi nel proprio paese, e che le darà una mano nella sua battaglia.

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Pubblicata fra il 2018 e il 2019 dalla Image Comics, Days of Hate è una serie in 12 albi che Eris Edizioni propone in due volumi brossurati, di cui il primo è già disponibile in libreria. Il ceco Ales Kot (Bucky Barnes: The Winter Soldier, Secret Avengers e Suicide Squad) e il croato Danijel Zezelj (Babilon, Cappuccetto Rosso Redux) danno vita a un’opera che fonde una chiara critica politica e sociale a una storia più intima che vede protagoniste due donne forti e determinate e le loro passioni.

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Se da un lato, dunque, Kot porta all’estremo quello che è un sentimento sociale fascista che cammina e si diffonde con sempre maggiore rapidità in Europa e in America, dall’altro si focalizza su un rapporto di coppia - seppure a distanza - e sulle conseguenze che la fine di un amore lascia dentro di noi. Perché l’amore, o la sua assenza, è un motore fondamentale per le azioni dei protagonisti. Così, mentre il governo è sulle tracce di Amanda, conosciamo sempre di più il passato e il presente dei character. La scrittura di Kot è eccellente, lo sceneggiatore ceco alterna – con efficace ritmo narrativo - introspezione ad azione e scava nell’anima dei suoi personaggi grazie a caratterizzazioni sfaccettate e tridimensionali che evitano stereotipizzazioni di sorta.

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Lo stile di Danijel Zezelj si sposa alla perfezione con la sceneggiatura di Kot immergendoci, anche grazie ai colori cupi di Jordie Bellaire, nell’atmosfera tesa e drammatica del racconto. Il suo tratto graffiante e spigoloso delinea con sicurezza i volti dei protagonisti, donando loro una ricchezza espressiva invidiabile.
Gli scenari spogli e le città deserte amplificano il senso di vuoto di una società allo sbando e schiava del timore. Ma è la regia delle tavole di Zezelj a donare maggior forza all’opera, grazie a soluzioni sempre nuove ed efficaci, eleganti e funzionali.

In attesa del “Secondo Atto” che concluderà la vicenda, Days of Hate si mostra come lettura solida, intelligente e intrigante, capace di mescolare sapientemente tematiche sociali e politiche, viaggi on the road e situazioni intime e personali. Promossa appieno la prova di Zezelj alle matite, le cui tavole non risentono della riduzione al formato 16x24 del brossurato proposto da Eris Edizioni.

 

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Eris Edizioni, anteprima di Days of Hate di Ales Kot e Danijel Zezelj

  • Pubblicato in News

Eris Edizioni ha annunciato la pubblicazione del primo volume della serie Image Comics Days of Hate di Ales Kot e Danijel Zezelj. Qui seguito trovate tutti i dettagli e un'anteprima.

"Eris annuncia l’arrivo in Italia della serie a fumetti più attesa dell’anno: Days of Hate di Ales Kot e Danijel Zezelj, opera con cui la casa editrice torinese inaugura la collaborazione con la Image Comics, una delle più importanti realtà editoriali indipendenti al mondo.

Uscita in 12 puntate negli States tra il 2018 e il 2019 e subito osannata dai lettori e dalla critica, Days of Hate nasce dal connubio artistico tra due straordinari autori. Danijel Zezelj, uno dei più importanti disegnatori europei amato in tutto il mondo (che Eris ha riportato in Italia dopo anni di assenza pubblicando i graphic novel Babilon – 2017 e Cappuccetto Rosso Redux – 2018), e Ales Kot, astro nascente del fumetto seriale che ha firmato sceneggiature di serie celebri per colossi come Marvel e DC, e che per Image Comics ha realizzato alcune tra le serie più originali del panorama statunitense.

Due autori di culto, entrambi provenienti dall'Est Europa, accomunati da una visione artistica e politica affine. Proprio da questa affinità nasce Days of Hate, un’opera di grande attualità che muove dall’urgenza di raccontare la situazione che stiamo vivendo e riflettere su ciò in cui potrebbe trasformarsi il presente.
Kot e Zezelj esplorano gli orrori della guerra e del terrorismo di un futuro distopico non molto lontano da noi. La storia è ambientata nel 2022, in degli States dominati dalla supremazia bianca, dall’odio e dalla violenza, dove l’unica alternativa possibile sembra essere la guerriglia o una resistenza più sottile che permetta di non soccombere alle pressioni psicologiche del sistema. In questa situazione due donne si separano in seguito a un terribile lutto; una finisce nelle braccia dello stato di polizia che controlla l’ordine pubblico e sociale, mentre l’altra sceglie di combattere contro i suprematisti bianchi per rabbia, per odio, per il diritto alla propria identità e alla libertà.
La storia è divisa in due volumi, una “tragedia distopica” in due atti. Days of Hate – Atto Secondo uscirà nell’autunno 2019.

L’entrata di Ales Kot nel catalogo di Eris, segna anche l’arrivo in Italia del suo lavoro più autoriale. Se per Marvel e DC Kot ha firmato le sceneggiature per celebri serie mainstream come Iron Patriot, Bucky Barnes: The Winter Soldier, Secret Avengers e Suicide Squad, per la Image Comics realizza alcune tra le serie più interessanti del panorama statunitense degli ultimi anni: Days of Hate, Zero, Change e The Surface, già considerate dei veri e propri cult.

Days of Hate è anche la naturale tappa successiva del percorso editoriale intrapreso da Eris con Danijel Zezelj, che ancora una volta ci dà prova del suo talento poliedrico in grado di spaziare dalla street art all'animazione, dal fumetto seriale alla graphic novel e dall'illustrazione fino ai live painting. Uno degli artisti visuali contemporanei più importanti, protagonista di diverse mostre dedicate a suoi lavori, non ultima BLACK OXYGEN voluta da ARF! il Festival del Fumetto a Roma nell'edizione di Maggio 2018.

Acclamata negli Stati Uniti e capace di conquistare l’attenzione dei lettori e della stampa italiani ancora prima della sua pubblicazione, Days of Hate è la storia di una guerra, il capolinea possibile di questi nostri giorni dell’odio che nessuno ha saputo raccontare come hanno fatto qui Kot e Zezelj.
Un’opera seriale ma fortemente autoriale in cui le composizioni espressionistiche di Danijel Zezelj, fatte di luci e ombre, si sposano sia con i testi taglienti di Ales Kot che con i colori vividi e tenui di Jordie Bellaire (storica colorista con cui Kot ha avviato da anni un sodalizio artistico), donando all'intera narrazione un’atmosfera onirica e malinconica. "

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Eris Edizioni: anteprima di Cappuccetto Rosso Redux di Danijel Zezelj

  • Pubblicato in News

Presentato in anteprima all'ARFestival di Roma alla presenza dell'autore, a cui era dedicata un'ampia mostra dei suoi lavori, arriva in libreria per Eris Edizioni Cappuccetto Rosso Redux di Danijel Zezelj. Di seguito torvate tutti i dettagli e una ricca anteprima.

"Cupo, feroce, crudele: Cappuccetto Rosso Redux di Danijel Zezelj è un piccolo capolavoro dalle atmosferee sciamaniche.

Dopo la folgorante pubblicazione di Babilon di Danijel Zezelj siamo lieti di annunciare l’arrivo nelle librerie e nelle fumetterie di Cappuccetto Rosso Redux, opera che segna una ideale seconda tappa nel cammino editoriale intrapreso dall’autore croato insieme a Eris Edizioni.
Danijel Zezelj, uno dei più grandi disegnatori viventi, è un fumettista iperprolifico, che ha realizzato nella sua lunga carriera sia graphic novel che fumetti seriali, ma è anche un artista eclettico capace di spaziare dalla street art alla pittura su tela, dall’animazione alla performance multimediale di live painting accompagnato da musicisti di fama internazionale come la compositrice e musicista statunitense Jessica Lurie o Darcy James Argue, pluripremiato jazzista canadese. Numerose sono inoltre le mostre dedicate ai suoi lavori non ultima “BLACK OXYGEN” organizzata e allestita  dall’ARF!, il Festival del Fumetto a Roma nell’edizione di maggio 2018.

In Cappuccetto Rosso Redux Danijel Zezelj, con il suo tratto estremamente graffiante e vivo, torna ad affrontare percorsi chiave delle sue narrazioni per immagini questa volta alle prese con una delle favole popolari più celebri di sempre. Cappuccetto Rosso Redux però non è solo una riproposizione, ma una grande riflessione su un’opera classica, una rivisitazione senza concessioni.

Attraverso l’uso sapiente del bianco e nero e le potenti composizioni espressioniste di luci e ombre, Zezelj  immerge il lettore in una favola dalle atmosfere sciamaniche, dove gli occhi del lupo, del cacciatore e della bambina, si confondono gli uni con gli altri; dove la ferocia del lupo e quella del cacciatore diventano quasi indistinguibili. Lontano dalla tipica morale di una narrazione per l’infanzia tutto può accadere: la preda innocente può diventare predatore; l’uccisione rituale del lupo può portare con sé sia una maledizione che una benedizione… Tra le pagine di Cappuccetto Rosso Redux le figure e i segni cupi riverberano e sondano l’animo umano, in una giungla nella quale uomo e animale, cacciatore e lupo, si sfidano, si misurano, si confondono.
Un wordless novel (come già Babilon), una narrazione senza parole e dialoghi grazie a cui l’arte onirica e l’immaginario di questo grande artista esplodono con tutta la loro purezza in un’esperienza visiva cupa, feroce, di rara potenza grafica e psicologica, dove il disegno in un bianco e nero tagliente conquista tutta la scena."

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The Massive è una maxiserie di una dozzina di numeri che, a metà strada tra avventura, ecologismo e fantascienza post-olocaustica, è un progetto creator-owned di Brian Wood, sceneggiatore famoso per tanti archi narrativi su Conan, X-Men, Star Wars e Ultimate X-Men. Pubblicata in America dalla Dark Horse, in Italia ci è stata invece proposta nell’arco degli ultimi 12 mesi dalla Panini Comics, tramite 6 albi bimestrali, riuniti ad ottobre in un pack raccolta. Il titolo è in realtà il nome di una nave misteriosamente scomparsa, appartenente al gruppo di ambientalisti chiamato Ninth Wave. I loro compagni, a bordo della Kapital, hanno il duplice obiettivo di setacciare gli oceani alla ricerca della Massive e al tempo stesso sopravvivere in un mondo che non è più quello che conosciamo. Dopo infatti una lunga serie di eventi catastrofici provocati dai cambiamenti climatici, la terra è diventato un pianeta più ostico per gli esseri umani: il livello degli oceani si è alzato sommergendo una buona parte di terre e città, con pensanti conseguenze geofisiche e politiche di fronte alle quali l’uomo non può fare altro che adattarsi e sopravvivere.

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Con The Massive Brian Wood torna alle tematiche fanta-sociologiche della sua serie più apprezzata, ovvero DMZ, pubblicata anni fa per la Vertigo/DC comics. La serie parte da un presupposto catastrofico, già esplorato anni fa dal film Waterworld interpretato da Kevin Costner, ma si discosta ben presto dall’impronta prettamente fantascientifica per assumere la forma di un’avventura eco-thriller mescolata a dramma esistenziale e riflessioni antropologiche. Una storia peculiare per forma e sostanza, caratterizzata da una cronaca realistica degli eventi unita a un timbro intimista nell’affrontare il viaggio senza apparente meta del capitano della Kapital, Callum Israel, e del suo equipaggio; un viaggio, non solo materiale ma anche esistenziale, alla ricerca tanto dei compagni quanto della propria identità, in un mondo apparentemente condannato alla rovina. L’intreccio ideato da Wood è composto da una narrazione di ampio respiro e di forte contenuto politico, che si alterna all’introspezione dei personaggi. Da un lato ci viene descritto un mondo dove l’economia globale è crollata così come i governi, con le divisioni sociali che non esistono più e il ruolo del danaro cancellato di fronte ad altri valori legati a beni di sussistenza come cibo, acqua potabile, carburante, armi e pezzi di ricambio sempre più rari. Dall’altro lato, invece, ci viene raccontato come gli esseri umani possono sopravvivere a tutto ciò. La chiave di volta dell’intera operazione non è però il ritratto globale cataclismatico, ma il gruppetto di protagonisti che, interagendo sia tra di loro che con l’ambiente circostante, non si limitano ad essere semplici “interpreti” della storia bensì, con le proprie azioni, il loro passato e i loro segreti, portano dinamiche ed elementi che danno direzione narrativa alla saga.

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Questa maxiserie è composta da mini cicli che vanno dai 2 ai 4 episodi, raccontando ciascuno un differente aspetto del mondo di The Massive, alla cui realizzazione hanno partecipato diversi disegnatori che si sono alternati tra di loro. Kristian Donaldson, autore dei primi due episodi, si presenta come un artista dallo stile molto realistico e dettagliato, titolare di tavole che sembrano composizioni fotografiche. A lui poi subentra, nel secondo ciclo narrativo, un Garry Brown dallo storytelling meno statico e più naturale, con un timbro visivo più sporco e noir, disegnando il maggior numero di episodi per poi essere sostituito dalla coppia Declan Shalvey e Danijel Zezelj; i due realizzano un lavoro dignitoso ma caratterizzato da una resa visiva inferiore a livello qualitativo nonché di personalità rispetto ai precedenti colleghi, riuscendo però a garantire una certa coerenza grafica all’intera opera. The Massive è un fumetto anomalo per tematiche, ambientazione e stile narrativo decompresso, ma come per tanti altri prodotti targati Dark Horse, è un’interessante opera d’autore che merita di essere letta.

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