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Unholy Grail, recensione: il fantasy medievale di Cullen Bunn e Mirko Colak

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C'è qualcosa di più di una semplice rivisitazione in chiave horror del Ciclo Bretone in Unholy Grail: ripescando un'idea giovanile grazie a Skybound, Cullen Bunn utilizza il mito di re Artù, del Sacro Graal e i personaggi che lo animano - Lancillotto, Ginevra, Merlino, Morgana, Mordored e Parsifal - per inscenare un' allegoria della condizione degli uomini come pedine quasi inermi, nelle mani di forze soprannaturali più grandi di loro.

Lo scrittore di The Sixth Gun, X-Men Blue e Deadpool, immagina che Merlino, la cui storia personale non è stata mai narrata nella letteratura di riferimento, venga posseduto da un demone intenzionato a portare il caos sulla Terra e da questa premessa parte col leggere in una nuova ottica gli avvenimenti principali del mito di Re Artù: dall'educazione del giovane re (in cui si inserisce l'episodio della spada nella roccia), alla fondazione di Camelot; dal matrimonio con Ginevra, ai rapporti con i Cavalieri, la malvagia Morgana e, addirittura, la misteriosa Dama del Lago; dalla ricerca del Sacro Graal alla guerra con Mordred, tutto viene manipolato dalla versione malvagia del Mago e la leggenda cavalleresca che tutti conosciamo a partire dall'Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth si tinge di venature noir, lovercraftiane, fino a sconfinare nell'horror più classico.

UNHOLY GRAIL 1

Con una sceneggiatura che sovrappone due momenti diversi della storia di Camelot, cioè la sua caduta, ad opera della guerra familiare tra Artù e Mordred e la sua fondazione, a partire dalla morte del re Uther Pedragon e dalla ricerca del suo erede Artù, trovato e cresciuto dal mago per diventare non il re eroico e benevolo che conosciamo, ma un sanguinario tiranno che costruisce il suo regno nel sangue, combattendo molte guerre civili ed eliminando ad uno ad uno i suoi nemici, che si congiungono nel ritorno di Parsifal con il Graal in un regno ormai in rovina, Cullen Bunn mantiene alta la tensione e centellina i colpi di scena per tutto l'arco della sua storia, fino a rivelare il destino ultimo di tutti i personaggi, che riserva ancora qualche sorpresa.

Anche lo stile della narrazione risulta composito e intrecciato: da una parte c'è una costruzione delle scene dotata di un taglio decisamente moderno e debitore delle più recenti trasposizioni del genere medievale-fantasy-horror ricavate dalla tv e dal cinema (Game of Thrones per intenderci), che non ha paura di mostrare sia cruenti battaglie e torture, sia scene di sesso particolarmente esplicite; dall'altra con didascalie evocative, capaci di descrivere in maniera lirica i passaggi della storia non raccontati dalle immagini, lo scrittore riesce a richiamare l'atmosfera del poema cavalleresco che ispira la sua opera.

UNHOLY GRAIL 2

La parte grafica è assegnata a Mirko Colak disegnatore già di Punisher, Deathstroke e Green Lantern, che si concentra sia sui volti dei personaggi sia sulla costruzione della tavola, con vignette interconnesse e spesso diluite in due pagine, capaci di rendere al meglio la dinamicità e la velocità della sceneggiatura. Sono un piacere per gli occhi, inoltre, le splendide splash-page che sottolineano i colpi di scena più importanti della storia, la verosimiglianza delle ambientazioni collettive (guerre, pubbliche esecuzioni, banchetti) e la sensualità delle scene erotiche.
Una menzione speciale deve andare sicuramente alla colorazione di Maria Santaolalla che, privilegiando le tonalità scure e sfumate, riempie e valorizza le tavole di Colak e, utilizzata prevalentemente per sottolineare i momenti in cui l'elemento esoterico prende il sopravvento, contribuisce a creare quell'atmosfera cupa e soffocante che la reinterpretazione di Cullen Bunn voleva restituire ai lettori.

Unholy Grail è un fumetto suggestivo e intrigante, che saprà certamente soddisfare gli amanti dell’horror medievale. L'opera possiede anche un'altra chiave di lettura: la condizione di Artù e della sua cerchia, che simboleggiano l'umanità in generale, è quella di pedine nelle mani di un fato molto lontano dalla divina provvidenza cristiana, ma anzi caratterizzato dell'intenzione di generare il male sulla Terra. In questo scenario, nessuno dei personaggi riesce a perseguire la virtù comportandosi in maniera positiva per raggiungere il bene comune; tutti, invece, si lasciano trasportare dai propri più bassi istinti, dalle proprie ambizioni, mentre il malefico demiurgo gode del male che è riuscito a portare tra gli uomini. Solo nel finale si scorge uno spiraglio di redenzione, grazie ad uno sforzo quasi sovrumano di autodeterminazione. È proprio questa rappresentazione cupa  e priva di speranza del destino dell'uomo il vero piatto forte dell'albo e il taglio horror è solo la sua confezione più adatta.

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Da ultimo, è da evidenziare come il volume cartonato che racchiude l'intera saga proposto da Saldapress, casa editrice di Reggio Emilia che cura l'edizione italiana, tra gli altri, dei titoli Aftershock, sia davvero d’ impatto, con la sua copertina in rilievo, allo stesso tempo inquietante ed evocativa. Si tratta del modo migliore per presentare un'opera che si candida ad essere una delle chicche della letteratura lovercraftiana a fumetti.

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La Marvel annuncia la serie de Gli Asgardiani della Galassia

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Appena ieri vi abbiamo parlato del teaser Marvel che annunciava l'arrivo degli Asgardiani della Galassia, che ecco l'annuncio ufficiale.

Infinity Wars deve ancora iniziare ufficialmente, ma il prossimo evento della Marvel Comics ha già il suo primo spinoff: The Asgardians of the Galaxy. La nuova serie debutterà a settembre e sarà scritta da Cullen Bunn e disegnata da Matteo Lolli. Sebbene non sia stato annunciato come membro regolare del team, Dale Keown ha realizzato l'immagine per il primo numero/promo art della serie.

La formazione del team è composta da Angela, ex membro dei Guardiani della Galassia, Valchiria, Skurge l'Esecutore, il Distruttore, Kevin Masterson, ovvero il figlio dell'originale Thunderstrike, Eric Masterson e Throg la rana.

Dall'annuncio Marvel fatto ieri, si può ipotizzare che il gruppo sostituirà i Guardiani della Galassia, di cui non si conosce il fato.

Di seguito l'immagine realizzata da Dale Keown.

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(Via CBR)

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Marvel Comics: anteprima di Venomized #1

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Esce oggi negli States il primo numero di Venomized. Gli effetti di Venomverse si ripercuotono nell'universo Marvel anche dopo la sua conclusione: Spider-Man, i Vendicatori e i Campioni dovranno affrontare il problema di essere stati venomizzati.

Se Venomverse ha coinvolto mondi e personaggi di altre parti del multiverso, in Venomized i Poisons (una razza di alieni che letteralmente mangiano i simbionti alieni responsabili dell'esistenza di Venom) entreranno nell'Universo Marvel. E, come se ciò non fosse abbastanza grave, il leader dei Poisons è un Thanos di una realtà alternativa.

Venomized è scritta da Cullen Bunn e disegnata da Iban Coello. La miniserie sarà composta da cinque uscite settimanali e porterà la storyline iniziata in Venomverse alla conclusione. Di seguito potete vedere un'anteprima del numero 1.

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Primo sguardo a Deadpool: Assassin #1 di Cullen Bunn e Mark Bagley

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Deadpool e Weasel sono tornati grazie alla serie Deadpool: Assassin #1 di Cullen Bunn e Mark Bagley. La loro missione li porterà in un castello pieno di ninja. Ovviamente, Deadpool non è estraneo ai pericoli fisici e ai danni fisici, ma ciò non significa che ce la farà a passare indenne.

Deadpool: Assassin #1 sarà in vendita a giugno, nella gallery in basso trovate le cover dei primi 2 albi e le prime tavole non letterate.

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