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Coconino Press annuncia Il mondo moderno di Gipi

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Coconino Press ha annunciato su Facebook il nuovo volume antologico di Gipi, dopo Boschi mai visti, dal titolo Il mondo moderno che raccoglie materiale raro o inedito, pubblicato solo in edicola o all'estero. Di seguito i dettagli del volume disponibile a Napoli Comicon.

"Dopo "Boschi mai visti", ecco il libro che conclude la raccolta delle storie brevi di Gipi", riporta l'editore su Facebook. "Materiali inediti o apparsi solo in edicola, in antologie e libri stranieri. Una carrellata che va dai racconti fulminanti di una pagina alle narrazioni di ampio respiro, per testimoniare l’avvincente percorso di un autore che, attraverso la sperimentazione delle tecniche e degli stili più diversi, ha spostato l’orizzonte dell’immaginario a fumetti. Di pari passo con le sue opere più conosciute, un libro che permette ai tanti lettori di Gipi di godere a pieno del talento di uno dei più intransigenti narratori contemporanei."

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Le Avventure Rocambolesche - Il Flagello di Dio, recensione: Manu Larcenet riscrive la storia di Attila

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Il fumettista francese Manu Larcenet (Blast, Lo Scontro Quotidiano) è l’autore della serie in 5 volumi Le avventure rocambolesche, attualmente in fase di serializzazione da parte di Coconino Press.
Ogni albo della saga, totalmente indipendente dall’altro, rielabora in maniera del tutto fantasiosa la biografia di un personaggio storico. Così, dopo Tempo da Cani – dedicato a Sigmund Freud - e La linea del fronte - dedicato a Vincent Van Gogh - arriva il terzo volume, realizzato insieme a Daniel Casanave e dedicato ad Attila.

Se Larcenet portava Freud nel Far West e Van Gogh in trincea durante la Prima Guerra Mondiale, in Il Flagello Di Dio vediamo Il Re degli Unni ormai sazio di conquiste e scorribande. Il barbaro, infatti, ha conquistato tutte le terre esistenti, e proprio quando sembra avere tutto il mondo ai suoi piedi, un esercito fedele e devoto, donne e ricchezze, il condottiero si sente svuotato di tutto.
In preda alla depressione, Attila abbandonerà il suo esercito in cerca di risposte e una nuova vita. Non riuscirà, però, a guardare dentro di sé e la punizione finale è l’immortalità che lo condanna a vagare per secoli in cerca di risposte, arrivando anche ad affrontare Dio.

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La penna intelligente di Larcenet tocca con ironia temi profondi e complessi come la depressione, la ricerca di uno scopo nella vita e quella della felicità, il divario fra ricchezza spirituale e materiale. In un primo momento, Il Flagello Di Dio assomiglia quasi a una versione malata e decadente di Asterix, e sicuramente il richiamo al villaggio gallico, alle celebri feste post-vittoria, è voluto ed evidente. Nella seconda parte, invece, l’autore sembra voler in qualche modo richiamare la figura del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra. La declinazione di omaggio/parodia, comunque, è solamente una chiave di lettura dell’albo.

L’umorismo di Larcenet si sposa, poi, a un’esasperazione grottesca e surreale dei personaggi e delle situazioni che rendono cartoonistica la rappresentazione di questa avventura, che tuttavia non ripone mai la sua faccia riflessiva e seriosa, mantenendo un equilibrio invidiabile fra dramma e commedia.

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Per questo capitolo de Le avventure rocambolesche, Manu Larcenet mette da parte le vesti di disegnatore e affida le matite a Daniel Casanave. Il fumettista, ad ogni modo, non si discosta molto dai precedenti volumi realizzati da Larcenet garantendo, dunque, una certa continuità stilistica.
L’ampio formato 21,5 x 29 del cartonato Coconino Press, ci fa apprezzare appieno il lavoro dell’artista strutturato in 4 strisce come da tradizione del fumetto umoristico francese. Il tratto sottile e nervoso di Casanave interpreta alla perfezione il mondo grottesco delineato da Larcenet, i personaggi buffi e caricaturali hanno una notevole espressività capace di sottolineare tanto i momenti comici, quanto quelli drammatici.

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Come anticipato in apertura, come per gli altri volumi della serie anche Il Flagello Di Dio è autoconclusivo e indipendente, per questo godibile da chiunque e un ottimo modo per entrare in contatto con uno dei migliori fumettisti contemporanei della scuola francese.

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In arrivo 3 volumi dedicati a Massimo Mattioli. Ecco quali sono

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Per diversi anni le opere di Massimo Mattioli non sono state ristampate, eccetto per un paio di antologie di Pinky, personaggio creato per la testata de Il Giornalino. Il 2019 sembra finalmente segnare un'inversione di tendenza. Infatti, ben 3 editori daranno alle stampe nel mese di maggio altrettanti volumi che ripropongono materiale dell'artista, con l'aggiunta di qualche inedito.
Vediamo nel dettaglio quali sono.

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Coconino Press è stata la prima ad annunciare l'integrale di Squeak the mouse, un libro di 160 pagine che raccoglie tutta la serie con un terzo del volume che raccoglie materiale inedito.
Uscita maggio 2019, pagine 160 a colori, dimensioni 21,5x29, brossurato, prezzo 20€


Comicon Edizioni, invece, ha annunciato l'antologia Bazooly Gazooly, dedicata alla sua produzione per le storiche riviste d’avanguardia Cannibale e Frigidaire negli anni ’70 e ’80. All'interno, storie di Gatto Gattivo, Microcefalus, Bastardi, Il caso Joy Division, Guerra, Frisk the Frog, la serie horror Tales of fear e diversi materiali extra ed inedito. Il volume offre inoltre note e commenti alle storie firmati dall’Autore stesso.
Mattioli sarà anche ospite di Napoli Comicon che si terrà dal 25 al 28 aprile.
Uscita maggio 2019, pagine 224 a colori, brossurato con alette, prezzo 25€

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Infine, Panini Comics ha annunciato oggi Superwest, volume che raccoglie l'intera serie di Mattiolini. "Dissacrante, splatter e divertentissimo, torna alla luce un classico del fumetto underground scritto e disegnato dal geniale MassimoMattioli (Pinky, Squeak the Mouse). Oltre a raccogliere tut-te le avventure dell’eroe “di cui ha bisogno l’Occidente”, comprese quelle inedite in Italia, il volume è arricchito da un’appendice di materiali extra inediti."
Uscita maggio 2019, formato 19,5x27, Cartonato, pagine 64 a colori, 16€

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Sabrina, recensione: le paranoie e la decandenza della società contemporanea

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Primo romanzo a fumetti a essere entrato tra i finalisti del Man Booker Prize, il più prestigioso premio letterario del mondo anglosassone, Sabrina è un volume a fumetti molto complesso, terribilmente interessante ma allo stesso tempo e per lo stesso motivo non propriamente facile da leggere. Al di là dei proclami che si leggono sulla rete, Sabrina è un romanzo a fumetti che non sfigurerebbe come una puntata di Black Mirror, la serie TV culto di Netflix, non tanto per la trama, elementare e tutto sommato esigua, ma per le implicite conseguenze che scava dentro chi legge.

Chi siamo noi, qual è davvero il peso della nostra opinione sul mondo che ci circonda, quali sono le reali capacità di giudizio sulla politica, la cronaca, il commercio e anche sulle più banali scelte quotidiane? Una domanda complessa a cui Sabrina non tenta di dare una risposta, anzi, propone un approfondimento che lascia il lettore ben più confuso di prima ma forse più conscio del problema. Il volume, a colori con copertina rigida, dipana che cosa succede a Sabrina in una carrellata di ben 208 pagine, prive di alcun tipo di introduzioni o postfazioni. Sostanzialmente un tuffo in questo mondo morbido, dato dai disegni in uno stile cartoonistico e minimal di Nick Drnaso e dalla sceneggiatura dove diventano molto importanti le sequenze mute rispetto a quelle parlate.

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Interessante anche il fatto che Sabrina, poi, non è la protagonista della storia, alla faccia del titolo: la storia la scrivono Teddy e (soprattutto) l’amico Calvin, che vivono assieme il dramma che si consuma nelle prime pagine subendo, inermi e inconsapevoli, tutte le conseguenze.
Oppure, volendo, il vero protagonista è il “grande fratello”, il sacchetto di media che popola gran parte delle pagine dalla metà del fumetto in poi: il “popolo del web” come si usa chiamarlo, condito dalle televisioni, dai social network, dalle radio e più di tutto da un fanatismo che è il vero cattivo della storia, quel lato oscuro che è in ognuno di noi e che attacca arrabbiato vittime spesso inconsapevoli e inermi di fronte all’assenza di un vero motivo.

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Il vero talento di Drnaso non è quello di raccontare una storia, perché come abbiamo detto di storia non c’è molto, quello che accade succede e basta, ma di apparecchiare una tavola di conclusioni, di interazioni tra i protagonisti e il mondo e, soprattutto, di mescolare vite reali con i loro problemi e conseguenze, con il dramma che si consuma. Sabrina è uno squarcio di vita dove, diversamente da film, telefilm o da altri fumetti, l’avventura non inizia e finisce all’interno del volume ma più che altro il libro stesso è una (piccola) finestra in un mondo che vive, si evolve e marcia cercando la strada. L’evento c’è, ovviamente, ovvero la sparizione di Sabrina, ma le conseguenze non finiscono con il volume, seppure resta al lettore la sensazione di aver capito come si evolveranno, e come nella vita tutto continua, nel bene e nel male e non ci resta che un ricordo.

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In tutto questo la narrazione, lo stile grafico e la sceneggiatura di Drnaso sono, volontariamente o meno, uno scalino difficile da assimilare: i colori sono poco saturi, i tratti poco definiti, i dialoghi a tratti serrati e a tratti del tutto sottintesi; talvolta l’autore sfida apertamente la capacità di lettura con testi in nero su marrone, laddove serve una luce in pieno giorno per finire la pagina.
È un gioco delicato che introduce il lettore alla stessa difficoltà dei protagonisti: in assenza di una trama articolata che lo accompagna nei meandri della trama, il senso di confusione non è certo sottinteso e crea disagio, voluto o non voluto. Al pari di Teddy e Calvin, anche il lettore viene posto di fronte ad un giudizio pericoloso sulla storia e sulla verità di quello che sta leggendo, che possiamo riassumere senza cadere troppo nello spoiler in una inevitabile spirale etica che è poi il centro della storia.

Se cercate una volume maturo, secco, che vi mandi a letto la sera con più domande di quante ne abbiate avute durante il giorno e che, sostanzialmente, vi offra un punto di vista diverso sulla vostra capacità di giudizio del mondo attuale, allora Sabrina è un regalo eccellente che potete farvi: diversamente, se volete una favola della buona notte o una bella scazzottata morale tra Titani, il prodotto apparirà fastidioso già a pagina 5.
La scelta è vostra, o perlomeno così vi fanno pensare.

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