Menu

Deadpool/Batman, recensione: se un Cavaliere Oscuro incontra un Mercenario (Chiacchierone)

deadpoolbatman20250011

Se i fumetti di supereroi sono la fiera dei sogni, nessun sogno a fumetti è più affascinante dell’incontro tra le icone delle due major del comicdom a stelle e strisce, Marvel e DC. Dal 1976, anno di uscita di The Battle of the Century: Superman vs Spider-man, i personaggi della Casa delle Idee si sono incontrati più volte fino all’evento del 1996, Marvel Vs DC, che rappresentò l’apoteosi del genere “crossover interaziendale”. Un grandissimo successo di pubblico, prezioso perché arrivò in un momento molto complicato per il settore (quello dell’esplosione della bolla speculativa che ebbe conseguenze nefaste, tra le quali il ricorso di Marvel stessa al Chapter 11 per avviare un complesso processo di ristrutturazione e salvarsi dalla bancarotta), che diede il via ad una lunga serie di crossoves tra i due editori che culminò, nel 2004, con quello più desiderato dai lettori: JLA Vs Avengers. Poi nulla per più di 20 anni, anche se nelle segrete stanze dei due editori l’idea di una nuova “wave” di incontri/scontri tra i propri personaggi non aveva mai perso di attualità. Nel 2020, nel numero finale di Doomsday Clock, Geoff Johns suggeriva tra gli eventi futuri che avrebbero atteso gli eroi DC uno scontro tra Superman, Thor e un “Golia Verde”, mentre la recente ristampa in omnibus di Marvel Vs Dc e delle storie dell’universo condiviso Amalgam hanno inaugurato una nuova collaborazione tra i due storici competitor in quella che si annuncia come una nuova ondata di crossover tra i rispettivi personaggi.

L’onore di aprire le danze è toccato a Deadpool (per Marvel) e a Batman (per DC), con un albo di “andata” prodotto dalla Case delle Idee e uno di “ritorno” confezionato dalla Distinta Concorrenza. Se non sorprende la scelta di Batman in casa DC, probabilmente il personaggio più popolare del settore, il sorpasso di Deadpool su compagni di scuderia Marvel più classici ci racconta della rimodulazione delle gerarchie avvenuta in un ventennio in cui i cinecomic hanno lasciato una forte impronta sull’immaginario popolare – e quelli con protagonista il Mercenario Chiacchierone, soprattutto l’ultimo condiviso con Wolverine, sono sicuramente tra questi.
Deadpool/Batman è finalmente uscito anche in Italia per Panini Comics (Batman/Deadpool è appena uscito in USA mentre scriviamo, ndr.), e nonostante la sua importanza storica di primo crossover Marvel/DC prodotto dopo vent’anni di attesa l’albo suscita una domanda che non può restare inevasa: insomma, com’è questo Deadpool/Batman?

deadpoolbatman1

Si tratta di una lettura divertente, giocata principalmente sulla contrapposizione tra la loquacità irriverente e non di rado irritante di Wade Wilson e l’abituale umore cupo del ben più taciturno Batman. Se la scelta dell’artista, il “figliol prodigo” in Marvel Greg Capullo è quasi scontata, sorprende invece la scelta di affidare l’evento alla penna di uno Zeb Wells che è stato l’autore di un recente ciclo di Amazing Spider-Man accolto tutt’altro che bene, salvo poi rifarsi come sceneggiatore del già citato Deadpool/Wolverine.
La storia si apre con Deadpool che irrompe nella Wayne Manor, citando l’iconica scena di Batman Anno Uno, dichiarando ad un contrariato più che allarmato Bruce Wayne di essere alla ricerca di Batman, e di aver accettato denaro da un misterioso committente per la sua cattura. È una scena che serve a Wells per dare il via all’azione e per far sciorinare a Wade qualche battuta, ma che sul piano narrativo non ha molto senso. L’azione si sposta poi sul tetto del Gotham City Police Department: il commissario Gordon ha acceso il bat-segnale per contattare Batman ed avvertirlo che il Joker ha rubato dei componenti chimici con i quali progetta di avvelenare la città, ma viene sorpreso dall’apparizione di Deadpool che viene affrontato, e sconfitto da Batman. Cosa possibile solamente perché, a suo dire, non ha voluto estrarre le sue pistole sapendo che il Cavaliere Oscuro ha un pessimo rapporto con le armi da fuoco e ha preferito evitare di turbarlo. Si tratta dell’unica battuta che ci ha strappato un sorriso e, insieme ad una inevitabile citazione di Robin che rimanda al famigerato Seduction of the Innocent del Dr. Wertham, uno dei pochi casi in cui Wells si avventura in territori “meta” pur avendo a disposizione il personaggio “meta” per eccellenza.

deadpoolbatman2

Come da copione, lo scontro iniziale è il viatico per un’alleanza tra Batman e Deadpool che riserverà sorprese solo a chi non ha dimestichezze con questo tipo di avventura. Se è vero che tutti i team-up presentano dei passaggi narrativi ai quali non ci si può sottrarre, bisogna dire che tutti gli sviluppi e gli snodi di questa storia sarebbero ampiamente prevedibili anche da un lettore non particolarmente smaliziato. Giravolte, doppi e tripli giochi “telefonati” in una storia godibile, ma che non brilla particolarmente per originalità, ambizione e consapevolezza di rappresentare un evento atteso per più di venti anni. Spicca sicuramente più della sceneggiatura il comparto grafico, affidato ad una superstar della matita come Greg Capullo. Capullo è un artista solido, da più di trent’anni uno dei migliori disegnatori di comic-book su piazza, e anche per Deadpool/Batman consegna tavole all’altezza della sua fama, nonostante la pochezza della sceneggiatura non gli consenta di sbizzarrirsi in grandi scene d’azione, a parte la già citata scena sul tetto e lo sbrigativo finale. È un Capullo più pop, questo ritornato in Marvel dopo tanti anni, meno dark rispetto all’artista che nel frattempo ha realizzato lunghissimi cicli di Spawn e Batman. Su quest’ultimo, in particolare, aveva funzionato molto bene la collaborazione con l’inchiostratore Jonathan Glapion e il colorista FCO Plascencia. Non è invece altrettanto felice il connubio con le chine del veterano Tim Townsend, che non arricchiscono il tratto di Capullo come sapevano fare quelle di Glapion, e con i colori troppo invasivi di Alex Sinclair che appiattiscono il risultato finale.

deadpoolbatman3

Come anticipato, l’albo contiene alcune “back-up story”, più o meno riuscite.
In La pistola e la spada Chip Zdarsky e Terry & Rachel Dodson ci mostrano una linea temporale in cui Capitan America e Wonder Woman sono amici e fonte di ispirazione reciproca fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Zdarsky propone spunti interessanti come la condivisione a patrimonio comune dei personaggi Marvel e DC di eventi che hanno fatto la storia dei due universi, da Crisis on Infinite Earths a Civil War; lo stile plastico dei coniugi Dodson ci regala come d’abitudine tavole di pregevole fattura anche se non sufficientemente curate nelle scene corali, dove alcuni personaggi sullo sfondo sono appena abbozzati (di George Pérez non ne nascono evidentemente più).

deadpoolbatman4

Simpatica e dedicata ad un pubblico giovane la partita di pallavolo tra i ghiacci tra Krypto il Super-cane e lo squalo Jeff (di Kelly Thompson e Gurihiru), a cui segue la storia a nostro avviso più interessante del lotto. In Il Rosso e il Verde Kevin Smith ritorna ai due personaggi che ha contribuito a salvare dall’oblio tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, ovvero Daredevil e Green Arrow, e li fa incontrare in una riuscitissima short story dai toni urban in cui affrontano i ninja della Mano e della Lega degli Assassini. Il tutto con toni scanzonati da buddy movie e la nascita di un amicizia da celebrare con un buon bicchiere. A corredare il tutto, una prova eccellente di Adam Kubert che firma le sue migliori tavole da parecchi anni a questa parte.

deadpoolbatman5

Se due pagine sono troppo poche per apprezzare l’ingresso di Rocket Raccoon nel Corpo delle Lanterne Verdi ad opera di Al Ewing e Dike Ruan, ci crea un po' di disagio dover parlare del contributo del leggendario Frank Miller a quest’albo. Chi scrive è un grande ammiratore di Miller e lo ritiene un monumento del fumetto americano, ma probabilmente siamo arrivati ad un punto (basti pensare alle sue ultime, controverse, cover) in cui i suoi nuovi lavori sottraggono alla sua leggenda più di quanto aggiungono. In Resa dei conti si affrontano sostanzialmente due caricature, quella di Batman versione Cavaliere Oscuro e di Vecchio Logan, in una breve storia della trama inconsistente che si sviluppa su tre tavole con tratto grezzo ad approssimativo.

La prima apparizione (a firma di Ryan North e Ryan Stegman) di Logo, mash-up tra Lobo e Wolverine che sembra annunciare il ritorno dei personaggi Amalgam, chiude un albo sulla cui qualità disomogenea si può comunque chiudere un occhio. Per la sua importanza storica, con il ritorno in pompa magna dei crossover tra Marvel e DC dopo tanti anni, e per la sua capacità simbolica di rappresentare su carta quella grande fabbrica dei sogni che è l’industria del fumetto dei supereroi americani.

Leggi tutto...

Nuovi team-up nelle backup stories di Deadpool/Batman

  • Pubblicato in News

Come vi avevamo già riportato, dopo oltre vent’anni di attesa, Marvel e DC Comics tornano a collaborare con Marvel/DC: Deadpool/Batman #1, un albo speciale che debutterà il prossimo 17 settembre 2025. La storia principale vedrà protagonisti Deadpool e Batman, scritta da Zeb Wells e disegnata da Greg Capullo.

Il progetto non si limiterà a questo incontro: l’albo includerà anche storie brevi che metteranno insieme altri eroi dei due universi. Tra queste:

- Daredevil e Green Arrow, con testi di Kevin Smith e disegni di Adam Kubert

- Capitan America e Wonder Woman
, scritti da Chip Zdarsky con disegni di Terry Dodson

- Jeff the Land Shark e Krypto
, a cura di Kelly Thompson e Gurihiru

Per l’occasione, verranno pubblicate anche variant cover dedicate a ciascuna delle storie, tra cui quelle firmate da Marco Checchetto e Gurihiru, oltre a una copertina panoramica realizzata da Greg Capullo.

"È stato un progetto divertente da realizzare, pieno di connessioni inaspettate tra i due universi," ha dichiarato l'editor Mark Basso, anticipando che ci saranno ulteriori sorprese in arrivo.

Gli autori coinvolti hanno espresso grande entusiasmo. Chip Zdarsky ha descritto la sua storia come un’opportunità per esplorare l’incontro tra due simboli di forza e pace come Captain America e Wonder Woman. Kelly Thompson ha definito il team-up tra Jeff e Krypto "un vero onore" e "una di quelle occasioni che rendono questo lavoro speciale." 

DPBATMAN2025001 Capullo Wraparound

DPBATMAN2025001 Daredevil GreenLantern Checchetto scaled

DPBATMAN2025001 Jeff Krypto Gurihiru scaled

Leggi tutto...

La nuova serie di Capitan America di Chip Zdarsky e Valerio Schiti

  • Pubblicato in News

La serie di Capitan America verrà rilanciata il prossimo luglio grazie al lavoro di Chip Zdarsky e Valerio Schiti, affiancati dal colorista Frank D’Armata.

Questa nuova serie si colloca nel passato, con un Cap appena risvegliato, poco dopo il reinserimento di Steve Rogers nell’esercito, ma prima della sua adesione agli Avengers. L’arco narrativo iniziale vedrà Captain America incaricato di infiltrarsi in Latveria, appena conquistata dal Dottor Destino. Sebbene l’umanità non sia cambiata molto nei decenni del suo letargo forzato, la guerra si è evoluta in modi che lo mettono a disagio. Ombre e sotterfugi hanno sostituito il combattimento aperto, e i nemici non sono più facilmente identificabili. Ciò porterà Cap a interrogarsi su come affrontare questa nuova realtà: adattarsi o restare fedele ai suoi principi?

"Sono un grande fan di Captain America da decenni", ha dichiarato Zdarsky. "Mi è piaciuto molto scrivere il Cap più anziano e disilluso in Avengers: Il crepuscolo, quindi poter scrivere la serie ufficiale di Captain America è un sogno che si avvera! Steve Rogers è il migliore di noi, e voglio che questo emerga in ogni pagina."

"Captain America è uno dei miei personaggi preferiti di sempre", ha aggiunto Schiti. "La sceneggiatura di Chip è così intelligente e avvincente che sono sicuro che i lettori saranno trascinati con noi dentro il cuore e l'anima di Steve. È un uomo che è diventato l'incarnazione vivente della verità, della giustizia e della libertà. Ha combattuto una guerra contro il nazismo, è 'morto' in quella guerra ed è tornato in vita per fare ancora il suo dovere. È una grande responsabilità. E se fate i conti, ha solo vent'anni nell'era che stiamo esplorando!"

Captain America #1 sarà disponibile nelle fumetterie a partire dal 2 luglio 2025. Di seguito le prime immagini diffuse realizzate da Valerio Schiti.

captain america j1 1

captain america j1 2

captain america j1 3

captain america j1 4

Leggi tutto...

Avengers: Il crepuscolo, recensione: i Vendicatori del futuro sotto l'ombra milleriana

aventwil2024005 miller lightningbolt

(Recensione di Avengers #9/171-11/173-13/175-15/177)

Quando Frank Miller nel 1986 decise di mostrarci un Batman anziano e disilluso, nel suo capolavoro Il ritorno del Cavaliere Oscuro, probabilmente non pensava di aver dato vita a un’opera seminale del fumetto americano (soprattutto considerando le accuse di fascismo ricevute da qualche collega e da alcuni operatori del settore, dopo la pubblicazione della miniserie). Da quel momento in poi, infatti, parecchi autori hanno scelto di misurarsi con tematiche simili, pur con inevitabili differenze dettate dalla diversità dei protagonisti o dallo stile dei cartoonist coinvolti.
Tra gli esempi più recenti e più riusciti di questo particolare sottogenere dobbiamo ricordare Catwoman: città solitaria di Cliff Chiang, benché l’ultima arrivata, in ordine di tempo, sia la miniserie in sei capitoli Avengers: Il crepuscolo (Avengers: Twilight in originale), da poco conclusasi in Italia sulla testata dedicata agli Eroi più Potenti della Terra.

avengers crepuscolo 1

La trama vede gli Stati Uniti di un futuro prossimo trasformati in uno stato di polizia, in cui i cittadini hanno preferito rinunciare progressivamente alla propria libertà, in cambio di una maggiore sicurezza, dopo che in quello che è stato definito H-Day, gran parte dei supereroi è caduta per mano di criminali potenziati da Ultron, il quale, soggiogato Hulk, si è anche reso responsabile della distruzione di Boston.
Considerati alla stregua di pericolosi vigilanti in costume, Steve Rogers, Luke Cage e i pochi altri sopravvissuti vengono costretti a ritirarsi, lasciando spazio a una nuova formazione di Avengers, che, al soldo del governo americano, ha brutalmente imposto la pace al resto del mondo. In tale scenario si è inserito James Stark, figlio di Tony Stark e Janet Van Dyne (apparentemente scomparsi nel H-Day), che grazie all’enorme potere economico-finanziario acquisito dalle industrie di famiglia, è diventato di fatto il vero leader del paese. Il giovane James, tuttavia, è solo un burattino nelle mani di Kyle Jarvis, sedicente fratello minore del più noto Edwin (il maggiordomo degli Avengers), sotto le cui spoglie si nasconde, in realtà, uno storico villain del Marvel Universe.

avengers crepuscolo 2

Un clima oppressivo, reso ancora più disperante dall’efficace sceneggiatura di Chip Zdarsky, nella quale risuona forte l’eco dell’opera di Miller. Difficile, in effetti, non vedere nella metafora fantapolitica dell’autore canadese una critica evidente agli Stati Uniti dei giorni nostri. La manipolazione dei media (frutto di un utilizzo indiscriminato delle fake news), l’abulico disinteresse della popolazione verso lo stato di diritto, l’abuso della forza militare, lo strapotere delle multinazionali, rappresentano per Zdarsky i nuovi temi da portare allo scoperto, come furono per il creatore di Elektra, quasi quarant’anni fa, la deriva guerrafondaia dell’amministrazione reaganiana e la perdita di valori della società americana.
Cionondimeno, basare la vicenda su un intrigo cospirazionista quando si ha a che fare con gli Avengers, lasciando l’azione in secondo piano, diventa – per quanto affascinante – difficile da gestire, anche per uno scrittore già insignito di diversi premi Eisner come il nostro Chip. Pertanto, dopo le pagine iniziali (sicuramente le migliori dell’intera miniserie) dove facciamo la conoscenza dei vari protagonisti e l’ansia di vivere in uno stato totalitario - che omaggia inevitabilmente V for Vendetta di Alan Moore e David Lloyd - si fa via via più asfissiante, la trama assume presto i contorni di una classica storia di supereroi. È unicamente l’abilità di Zdarsky a impedire che il tutto si riduca a una semplice scazzottata tra tizi in calzamaglia, attraverso l’utilizzo di personaggi ben caratterizzati, dialoghi incisivi e un invidiabile ritmo narrativo, favorito, oltretutto, da cliffhanger dosati alla perfezione.

Solo nel finale si percepisce una parziale sensazione di déjà-vu, principalmente perché gli eventi procedono in maniera un po’ affrettata e più prevedibile che nel resto della miniserie (a soffrirne sono in particolare alcuni nuovi character, di cui non si riesce a cogliere pienamente lo spessore), benché la lettura - pur con qualche concessione al melodramma e alla tipica ironia dell’autore - rimanga appassionante anche nei passaggi conclusivi.
Forse, per una migliore riuscita dell’opera, sarebbe stato preferibile concentrarsi sul solo Capitan America. Probabilmente, però, Zdarsky deve aver pensato che, in questo modo, le similitudini con il Batman di Miller sarebbero state fin troppe, al limite del plagio, a dispetto di una differenza morale piuttosto netta tra Steve Rogers e Bruce Wayne.

avengers crepuscolo 3

Il comparto grafico è tutto appannaggio di un artista di valore come Daniel Acuña, che, nelle tavole realizzate per questa miniserie, esibisce tonalità psichedeliche, quasi ipnotiche. Un’evoluzione stilistica che lo avvicina ancora di più al suo mentore dichiarato Richard Corben, da cui aveva già ereditato l’uso di colori saturi e strabordanti. Le figure umane non presentano gli eccessi ipertrofici e grotteschi dell’autore di Den, sebbene ad anatomie regolari e ben proporzionate facciano da contraltare espressioni facciali, che, a volte, appaiono innaturali o cartoonesche. La cupezza dilagante di molte vignette e la sovrabbondanza di “effetti cinetici” potrebbero disorientare qualche lettore. Tuttavia, il risultato finale è decisamente ammaliante e sicuramente in sintonia con i testi di Zdarsky.

Avengers: Il crepuscolo è un fumetto qualitativamente oltre la media, che intrattiene in maniera intelligente e che spicca - insieme a pochi altri - nel desolante panorama offerto dalla Marvel negli ultimi anni. Ma che, allo stesso tempo, per i limiti che abbiamo descritto, non può essere considerato quel classico contemporaneo con cui, sulla scorta dell’entusiasmo suscitato dai primi numeri, è stato pubblicizzato.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS