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Anteprima di Flash/Zagor 0: La scure e il fulmine

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È disponibile da oggi Flash/Zagor 0: La scure e il fulmine, l'albo di 32 pagine scritto da Mauro Uzzeo e Giovanni Masi per i disegni di Davide Gianfelice, che anticipa la miniserie con i due personaggi.

Sul sito Sergio Bonelli Editore sono apparse alcune tavole d'anteprima dell'albo. Nel descrivere il progetto, Uzzeo e Masi dichiarano "(Sono) Due eroi dal cuore grande e dal coraggio infinito, che da oltre sessant'anni intrattengono lettori di ogni età con storie ricche di colpi di scena, disegni mozzafiato e incredibili misteri. E sebbene i loro mondi possano apparentemente sembrare distanti, Zagor e Flash hanno incarnato, forse più di qualunque altro personaggio delle rispettive Case editrici, l'Avventura con la A maiuscola.

Avventura senza confini, come la foresta di Darkwood, crocevia di generi narrativi, che Zagor percorre saltando di liana in liana, e senza limiti di spazio e tempo, come nelle folli corse di Flash attraverso le epoche e le dimensioni. Da lettori appassionati prima ancora che da autori, vi invitiamo a tuffarvi in questo primo assaggio della storia che verrà, sperando che possa emozionarvi e divertirvi almeno quanto ha emozionato e divertito noi nel realizzarla."

Di seguito potete vedere alcune tavole del fumetto e la doppia cover componibile realizzata da Carmine Di Giandomenico ispirata alla storica copertina di The Flash #123 del 1961 ad opera di Carmine Infantino.

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La doppia cover di Carmine Di Giandomenico per Flash/Zagor

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È stata mostrata la doppia cover del numero zero del team-up fra Flash e Zagor ad opera di Carmine Di Giandomenico. Il fumetto fa parte dei titoli annunciati in collaborazione fra Sergio Bonelli Editore e DC Comics.

Flash/Zagor 0: La scure e il fulmine uscirà a dicembre e sarà scritto da Mauro Uzzeo e Giovanni Masi per i disegni di Davide Gianfelice.

I fan più attenti noteranno subito che la doppia cover di Di Giandomenico è ispirata alla storica copertina di The Flash #123 del 1961 ad opera di Carmine Infantino.

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Examen, recensione: la breve ma gloriosa stagione dei supereroi italiani

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Il nome di Daniele Brolli è ben noto alla generazione di lettori di fumetti che ha vissuto la propria adolescenza durante la prima metà degli anni ’90. Figura eclettica del panorama a fumetti nostrano, capace di intuizioni editoriali in anticipo sui tempi, Brolli viene ricordato dagli appassionati soprattutto per la collaborazione con la Star Comics, con la quale lancia nel 1990 l’indimenticabile StarMagazine, rivista contenitore di fumetti Marvel dotata di un apparato critico-redazionale quale mai si era visto prima in Italia. Il successo dell’iniziativa è tale che l’anno successivo la Star da il semaforo verde ad una proposta ancora più ambiziosa di Brolli, Cyborg, rivista di fantascienza a fumetti contenente materiale inedito, realizzato dallo stesso autore e da altri giovani talenti che faranno la storia del fumetto italiano come Onofrio Catacchio, Davide Fabbri, Giuseppe Palumbo, Otto Gabos, Francesca Ghermandi, Davide Toffolo, Massimo Semerano e altri.

Il progetto editoriale si vuole collegare al filone cyberpunk, iniziato ufficialmente nel 1984 con la pubblicazione di Neuromancer di William Gibson ma conosciuto relativamente poco dai lettori italiani dell’epoca. Cyborg non ottiene un grande successo di vendite e chiude dopo soli sette numeri, lasciando però un solco profondo nel mondo del fumetto italiano. La rivista conoscerà una ripresa di otto numeri grazie all’editore Telemaco, per poi chiudere ancora. Dalle ceneri della Telemaco, Brolli fonda una nuova casa editrice dal nome emblematico, la Phoenix. L’avventura dell’editore sarà di breve durata ma, anche in questo caso, costellata dalla pubblicazione di fumetti di grandissima qualità. Oltre alla ripresa di alcuni dei personaggi che popolavano le pagine di Cyborg, la Phoenix porta in Italia alcuni tra i più quotati fumetti indie statunitensi del periodo, come Hate! di Peter Bagge e Concrete di Paul Chadwick, oltre agli eroi tamarri di Rob Liefeld tra i quali spicca, anche se per la durata di un solo albo, il sublime Supreme di Alan Moore. Ma Brolli coltiva un progetto più ambizioso, quello di creare il primo universo condiviso supereroistico completamente “made in Italy”.

Siamo a metà degli anni ’90 e oltreoceano il successo della Image ha cambiato completamente le carte in tavola delle gerarchie di mercato, proiettando un editore “indie” (per quanto fondato dalle star delle matita più quotate del momento) a rivaleggiare con Marvel e DC per le prime posizioni delle classifiche di vendita. Brolli non è interessato a realizzare un calco italiano dei fumetti che vanno per la maggiore negli USA in quel momento storico, quanto ad ibridarli con la sua formazione personale di lettore di supereroi, che affonda inevitabilmente le radici nei tempi della Corno e delle storie classiche Marvel. A questo mix viene aggiunta la sensibilità revisionista mutuata dalle opere di Alan Moore e di Rick Veitch (il cui fondamentale The One è stato pubblicato proprio dalla Telemaco, in allegato a Cyborg, su input di Brolli), e tutta la furia punk e iconoclasta del fumetto di rottura italiano che ha i suoi numi tutelari in Stefano Tamburini, Tanino Liberatore e Andrea Pazienza. Un ambiente frequentato dallo stesso Brolli, che può vantare collaborazione con tutte le riviste dalla grande stagione del fumetto d’autore italiano, da Linus a Alter, da Frigidaire a Valvoline. Tra tutte le collane supereroistiche autoctone prodotte dalla Phoenix, molte delle quali mai concluse, una spiccava decisamente sopra le altre, vuoi per il fatto che ne venne concluso almeno il primo arco narrativo, vuoi per la felice e riuscita sintesi di tutti gli elementi elencati sopra: Examen, scritta dallo stesso Brolli per i disegni di un giovane ma già strabordante Carmine Di Giandomenico.

Lo spunto narrativo era quello tipico del supereroe con superproblemi Marvel, calato però in un contesto da fantascienza distopica: duecento anni nel futuro, nella megalopoli di Nova Roma, Paolo Canale è un grigio impiegato degli archivi di stato perennemente in bolletta. Il suo lavoro, privo di stimoli, è quello di digitalizzare montagne di vecchi documenti cartacei, simbolo di un’era analogica ormai superata. Il riscatto di Paolo avviene di notte quando, nei panni del supereroe Examen, affronta tanto pericolosi criminali quanto i suoi vecchi colleghi supereroi, creati dall’azienda senza scrupoli Farmacon, i cui poteri sono fuori controllo rendendoli delle pericolose mine vaganti. Cruccio di Paolo, oltre al misero stipendio che rende complicato acquisire pezzi di ricambio per il costume del suo alter-ego, è il rapporto con la bella collega Laura. Uno è innamorato dell’altra, ma per una serie di equivoci evitano di confessarsi i propri sentimenti. Ma nella vita di Paolo c’è un problema ancora più grande, che lo rende unico nel panorama supereroistico: la tossicodipendenza. La droga infatti è l’unico metodo per tenere a freno i suoi poteri psicocinetici che altrimenti sarebbero fuori controllo. Un grattacapo notevole, che neanche il buon Stan Lee si sarebbe spinto a congegnare.

Ristampato dalla Star Comics per presentarlo ad una nuova generazione di lettori, Examen resta un’opera piacevolmente sovversiva capace di unire, come sottolineato da Roberto Recchioni nella bella introduzione, le suggestioni di Stan Lee, Steve Ditko, Alan Moore, Jim Lee, Rob Liefeld e i succitati Tamburini, Liberatore e Pazienza, fattore che la rende una lettura assolutamente unica. Merito della verve ispirata dei testi di Brolli e della potenza del tratto di un giovane ma già talentuoso DiGiandomenico, capace di costruire tavole ipercinetiche debitrici dello stile dell’epoca, ma nelle quali è già possibile riscontrare tutte le caratteristiche che lo porteranno ad essere uno dei disegnatori italiani più apprezzati del panorama internazionale. 
Unico difetto di Examen è l’assenza di un finale, a causa della chiusura prematura della Phoenix, problema al quale speriamo che gli autori vogliano rimediare al più presto.

L’ultima parola la vogliamo spendere per l’ottima qualità del volume con il quale Star Comics riportano sugli scaffali delle librerie l’opera di Brolli e Di Giandomenico: un bel cartonato dalla copertina double-face, disegnata dall’artista abruzzese e da Davide Fabbri, creatore grafico del personaggio, proposto ad un prezzo più che popolare. Una politica editoriale a portata delle tasche di tutti che, in tempi incerti come questi, non può che essere sostenuta ed elogiata.

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Tanino Liberatore realizzerà la cover di Leone - Appunti di una vita di Di Giandomenico e Colafella

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Riceviamo e pubblichiamo:

"La ManFont è orgogliosa di annunciare che Tanino Liberatore, uno dei grandi e indiscussi maestri del fumetto italiano, realizzerà la cover ufficiale della graphic novel "Leone - Appunti di una vita", di Carmine di Giandomenico e Francesco Colafella.

Il libro, ispirato ad una storia vera e ambientato tra Italia e Stati Uniti nel periodo delle guerre mondiali, avrà la musica al centro della narrazione e sarà disponibile questo autunno.
Verrà presentato in anteprima a Lucca Comics & Games insieme agli autori e la cover di Liberatore sarà svelata nei prossimi mesi.

Per tutte le novità sul progetto siete invitati a rimanere sintonizzati sui canali ManFont.
L'autore

Gaetano, detto Tanino, Liberatore nasce a Quadri, il 12 aprile 1953. Nel 1978 Andrea Pazienza lo coinvolge nell’esperienza del giornale “Cannibale”, sul quale sulla terza uscita, insieme a Stefano Tamburini danno vita a Ranx Xerox, che approderà nel 1980 sulla rivista Frigidaire. Liberatore si occupa ora interamente della parte grafica, dando al personaggio la sua caratterizzazione definitiva.
Nel 1982 si trasferisce a Parigi, lavorando a distanza con Tamburini, per realizzare le avventure di Ranxerox, che iniziano anche a essere pubblicate sulle più note testate di fumetto internazionali decretando il successo dell’autore in tutto il mondo. Tanto che anche Frank Zappa, si fa ritrarre “alla Ranxerox” da Liberatore sulla copertina di The Man of Utopia (1983). Dopo la morte di Tamburini nel 1986, Liberatore riprende il personaggio nel 1996 con l’aiuto di Alain Chabat. Lo stesso anno realizza  la storia breve In Dreams, per la serie Batman Black & White della DC Comics. Verso la metà degli anni 2000 comincia lentamente ad abbandonare gli strumenti tradizionali per il digitale, tecnica con cui realizza l’albo Lucy – L’espoir (su sceneggiatura di Patrick Norbert), storia sulle origini dell’uomo. Pubblicato in Francia nel 2007 per Capitol Editions e in Italia nel 2017 per Comicon Edizioni.
Nel 2008 disegna la copertina del romanzo storico La collina dei fuochi fatui del giornalista e scrittore Emiliano D'Alessandro.
Nel 2017 partecipa al tributo al pittore Giuseppe Fiducia col saggio incluso in Giuseppe Fiducia. I am a painter / Io sono un pittore.
Nel 2018 Comicon Edizioni pubblica Ranx (Re) Incarnazioni, un volume speciale per celebrare i quarant'anni del personaggio. E sempre nello stesso anno la Huberty & Breyne Gallery di Parigi ha esposto una serie di illustrazioni inedite di Liberatore dedicate ai supereroi."

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