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The complete Brian the brain


THE COMPLETE BRIAN THE BRAIN (Coniglio Editore, brossurato, 184 pagine, b/n, € 15,00) Testi e disegni di Miguel Angel Martin

Brian è un bambino tenero e dolce. Brian è intelligente. Brian è obbediente e buono. Brian fa del suo meglio per aiutare gli altri. Brian ama i suoi amici. Brian sogna un futuro radioso. Brian è privo della calotta cranica e si muove in un mondo dove violenza, perversione, luridume ed escrementi sono all’ordine del giorno.

Nato dalla penna del talentuoso Miguel Angel Martin (autore di testi e disegni) e uscito per la controversa casa editrice Topolin Edizioni negli anni ’90, Brian the brain viene finalmente riproposto in versione integrale e completa, per la delizia di tutti i lettori che non ebbero la fortuna di essere orripilanti dalle avventure del piccolo mutante alle prese con vittime di mutazioni genetiche, altri poveri disgraziati messi peggio di lui quanto ad infermità fisiche e compagni di scuola dediti alla coprofagia. Dopo 8 anni le storie di Brian hanno mantenuto intatta tutta la loro carica eversiva ed iconoclasta, e chi si aspetta un universo freak decadente e romantico alla Tim Burton farà bene ad astenersi: Brian the brain è nauseante, disgustoso, pieno di sgradevolezze e in definitiva disturbante. Martin dipinge un mondo disumanizzato, reso ancora più inquietante dal tratto del disegno, morbido e pulito, quasi da illustrazione per ragazzi, che evita di ritrarre esplicitamente porcherie e perversioni (a differenza di quanto avveniva nell’irripetibile Psycho pathia sexualis, sempre a firma Martin, uno dei fumetti più ributtanti e schifosi mai creati). Il marciume che aleggia negli scenari asettici e ipertecnologici delle storie di Brian è più interiore che fisico (anche se non mancano sequenze disgustose) e funzionale alla rappresentazione di un’umanità che di umano non ha più niente, decadente e irrecuperabile, in diretto contrasto con la mitezza e la gentilezza d’animo del piccolo protagonista.

Underground moderno all’ennesima potenza, ancora più evidente nella serie – comparsa in appendice alla prima edizione di Brian the brain – di Life fading, che narra le vicende di Boris, una specie di assistente sociale incaricato di praticare l’eutanasia su chi la richiede, e di BUG, un minuscolo parassita che vive una serie di avventure di stampo umoristico prive di dialogo (una specie di versione bacata delle comiche degli anni ’20) finendo di volta in volta ingerito da ignari esseri umani, attaccato da vermi solitari, espulso con le feci e così via.
Nell’ottima ristampa integrale edita da Coniglio Editore, inoltre, sono presenti circa quaranta pagine ancora ingiustamente inedite in Italia: un’altra bella serie di pugni nello stomaco.

Un fumetto a suo modo unico? Senz’altro. Sconvolgente? Certo. Un capolavoro? Beh, questo non è detto. La domanda, con autori estremi come Martin, è sempre la stessa: “Ma ci è o ci fa?”. Ossia, l’enorme carica provocatoria delle sue storie è supportato da una qualche sostanza o è fine a se stessa? L’autore ha qualcosa da dire o si limita a sconvolgere il lettore oziosamente, ed in definitiva il suo è un lavoro sterile senza contenuto? Nel caso specifico, forse è meglio sospendere il giudizio; o meglio, lasciare che ognuno decida per sé a lettura avvenuta. Infatti, se nelle storie di Brian non mancano riferimenti a temi “importanti” - come il rapporto fra la società civile e i “diversi”, le quotidiane difficoltà dei portatori di handicap e il problema dell’eutanasia -tuttavia è difficile liberarsi dalla sensazione che vi scorra anche una vena vagamente voyeuristica e compiaciuta. Che, in altre parole, la componente provocatoria non sia sostenuta da idee altrettanto stabili e forti.
Compratelo e giudicate da voi, ma siete avvertiti: questo non è Nightmare before Christmas. Ma anche Elephant man, forse, sarebbe più accomodante…

Davide Giurlando




Carlo Del Grande
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