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Disponibile per Tunué Ritorno all'Eden, il nuovo graphic novel di Paco Roca

  • Pubblicato in News

È disponibile per Tunué il nuovo graphic di Paco Roca Ritorno all’Eden, vincitore in Spagna del Premio Associazione dei critici e divulgatori di fumetti spagnoli per la migliore opera nazionale del 2020. Di seguito trovate tutti i dettagli e alcune tavole tratte dal volume.

"Da una foto di famiglia del 1946 sulla vecchia spiaggia di Nazaret a Valencia, Paco Roca disegna un affresco sulla Spagna del dopoguerra attraverso la sua umile famiglia – un riflesso della stragrande maggioranza della società sopravvissuta alla dittatura franchista -, con seri problemi a accedere a un sostentamento, costretti a rivolgersi al mercato nero per ottenere a malapena un pasto quotidiano. L’autore porta il lettore nel passato idilliaco della mamma, ma è veramente così? Perché il padre non è nella foto? Quali retroscena saranno svelati?

L’AUTORE

Paco Roca

È il più importante autore spagnolo di graphic novel. Rughe è il suo successo più ampio di critica e pubblico (vincitore del Gran Guinigi a Lucca Comics & Games, Premio nazionale di Spagna 2008, Miglior fumetto spagnolo per il Diario de Avisos di Tenerife, Miglior opera al Salone internazionale del fumetto di Barcellona, di Madrid), da cui è stato tratto un corto animato candidato al Premio Oscar. Tunué ha portato in Italia tutte le opere di Paco Roca, La Casa, Rughe, Il faro, I solchi del destino, Le strade di sabbia, Emotional World Tour, Il gioco lugubre, Il bivio, la trilogia dell’uomo in pigiama, e l’ultimo Il tesoro del cigno nero, scritto con il diplomatico Guillermo Corral da cui è tratta la serie tv in lavorazione diretta dal regista Alejandro Amenábar."

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Pelle di Mille Bestie, recensione: la fiaba femminista di Stéphane Fert

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Dopo Morgana, Tunué propone un nuovo volume ad opera di Stéphane Fert. Pelle di Mille Bestie, vincitore in Francia del Prix BD du Festival des Imaginales d’Epinal, prosegue l’intento di Fert di rileggere in chiave moderna e femminista leggende e fiabe del passato. Per l’occasione, l’autore scomoda i Fratelli Grimm e la loro classica Dognipelo.

Nella versione originale della fiaba, la protagonista è una ragazza che cerca di sfuggire al proprio padre, un re vedovo, che aveva giurato di risposarsi solo se avesse mai trovato una donna la cui bellezza fosse equiparabile a quella della defunta moglie. L’unica che può avvicinarsi a cotanta beltà è però proprio sua figlia. La ragazza, dopo aver cercato con vari sotterfugi di evitare il matrimonio, nello specifico richiedendo alcuni abiti fra cui uno cucito con le pelli di tutti gli animali, fugge trovando – poi – il lieto fine nel matrimonio con un principe di un regno vicino.

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La storia narrata da Fert sovverte in maniera esplicita la fiaba a cui si ispira, con gli stessi protagonisti che si interrogano a più riprese sulle regole seguite dalle classiche fiabe del passato, dogmi talmente assimilati che vengono mantenuti dalla società nonostante appaiano obsoleti e dannosi.

L'avventura inizia mostrandoci un ragazzo di nome Lou alla ricerca della principessa Ronces per salvarla dal suo destino, ma fin da subito Fert cambia le carte in tavola mostrandoci come i ruoli sono sovvertiti e come la storia ha tutt’altro incipit: è in realtà la principessa che cerca di proteggere il suo amato. Anche nell’aspetto fisico e nel carattere c'è un ribaltamento di ruoli: Lou è fragile e gentile, Ronces possente e forte laddove prassi vuole il principe salvatore fiero e aitante e la ragazza fragile e indifesa. I due, comunque, sono entrambi impavidi e cercheranno di combattere per un lieto fine che, tuttavia, appare molto meno conciliante del classico matrimonio salvifico in un finale non privo di sorprese.

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Come si evince, il messaggio femminista lanciato da Fert è palese: Ronces è un personaggio forte, indipendente, determinato e che ribalta tutti gli stereotipi possibili sulle principesse delle fiabe. Ma non solo, le tematiche toccate dal fumettista sono molteplici e complesse: viene mostrata una società patriarcale in cui gli uomini non accettano l’indipendenza femminile, o che si mostrano impauriti quando la principessa mostra il suo carattere più forte, fino a denigrarla (mentre la si ambiva poco prima). C'è anche un momento di unificazione simbolica dei due sessi quando Lou si traveste da donna per avvicinarsi a Ronches.

Come dicevamo, tante sono le tematiche mostrate, ma Fert riesce a inserirle con naturalezza in un racconto ricco di avvenimenti e sempre stimolante nella lettura. La sceneggiatura, divisa in capitoli, non fa utilizzo di didascalie o pensieri, ma è forse appesantita da alcune sequenze molto dialogate che rallentano il ritmo della narrazione e dell’azione. In compenso, tutti i personaggi presenti sono molto ben caratterizzati e vivi. I toni, nonostante siano da favola, sono maturi, tanto da presentare anche una poetica scena di sesso fra i due protagonisti.

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Fiore all’occhiello del lavoro di Fert sono le sue tavole, la cui costruzione non segue un rigido schema e le vignette non presentano bordi rigidi ma modulati dalle forme e dai colori. Lo stile artistico del fumettista mescola in modo originale suggestioni che vanno da Lorenzo Mattotti a Cyril Pedrosa fino a Paul Cézanne. Il suo tratto morbido modella le figure dei suoi personaggi in maniera sinuosa, modificandone spesso le forme e i volumi, donando per questa ragione gran dinamismo.
Il tono gotico e fiabesco viene amplificato dalla colorazione cupa e pittorica che rende il risultato finale una gioia per gli occhi. Molto curati sfondi e fondali che creano un paesaggio suggestivo anche quando solo suggerito nelle vignette bianche.

Tunué propone Pelle di Mille Bestie in un elegante cartonato di alta qualità e cura editoriale, unica annotazione riguarda la resa dei colori sulla carta meno brillante rispetto a quanto appare sulle anteprime mostrate in rete, conferendo un tono più spento alle tavole di Fert. Che sia voluto o meno, la differenza risalta all’occhio.

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Tunué pubblica Avatar, il fumetto della serie animata

  • Pubblicato in News
Riceviamo e pubblichiamo:

Avatar – una delle migliori serie animate degli ultimi anni – da sempre in testa alle classifiche di gradimento di Netflix, arriva in libreria e fumetteria con un libro che amplia la trama e sviluppa la storia.
Avatar, amato da un pubblico trasversale, racconta oltre l’avventura anche temi attuali, come l’integrazione tra i popoli, con una delicatezza e una semplicità raramente riscontrate altrove.  È una serie che è riuscita a trasmettere emozioni forti, con personaggi tondi, complessi e umani tanto da continuare ad animare una vasta community di appassionati. Avatar fonde diverse filosofie orientali per spiegare al pubblico dei più piccoli l’importanza del legame tra uomo e natura. Ogni personaggio, a suo modo, è un paladino dell’ambientalismo. Il graphic novel per ragazzi è stato primo per settanta settimane nella classifica New York Times Bestseller.
Questa serie vanta autori d’eccezione, tra cui Gene Luen Yang, nominato ambasciatore della letteratura per ragazzi negli Stati Uniti. Il suo ultimo graphic novel, Dragon Hoops, è in uscita a ottobre per Tunué e in America sta riscuotendo un grandissimo successo.

IL LIBRO
L’avatar Aang e il re del fuoco Zuko si alleano per aiutare il Re della Terra e riportare l’armonia nel mondo, sconfiggendo le colonie della Nazione del Fuoco. Presto però le tensioni si intensificano, perché la volontà di ripristinare l’armonia separando i regni dell’Acqua, dell’Aria, del Fuoco e della Terra è in realtà solo un’illusione, che avrebbe conseguenze ancora più terribili. Si può infrangere una promessa?


AVATAR

Tunué, 2020
Collana «Tipitondi»
cm. 16,8x24
pp. 240 a colori, cartonato
Euro 19,90
ISBN 9788867904037

GLI AUTORI DELLA SERIE
Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko dopo aver collaborato a diverse serie animate, tra tutte I Griffin, hanno sceneggiato e diretto Avatar e La leggenda di Korra. Sono ora al lavoro sul live action di Avatar.
Gene Luen Yang Nel 2006 American Born Chinese è stato il primo graphic novel a essere nominato per un National Book Award e il primo a vincere il Printz Award dell’American Library Association; ha anche vinto un Eisner Award. Il suo secondo graphic novel Boxers & Saints è stato nominato per un National Book Award e ha vinto il premio L.A. Times Book. Si è occupato di diversi adattamenti, tra cui Superman. Nel gennaio 2016, la Library of Congress, Every Child A Reader e il Children’s Book Council lo hanno nominato Ambasciatore nazionale per la letteratura dei giovani. Il suo ultimo graphic novel, Dragon Hoops, è in uscita a ottobre per Tunué.
Gurihiru È il nome di una coppia di artisti giapponesi: Sasaki, che si occupa delle illustrazioni e Kawano dei colori. Tra i vari lavori per il mercato americano. In scena di Raina Telgemeier, ma anche molte serie Marvel: Thor, Avengers.

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Stagione di Caccia di Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari diverrà un film

  • Pubblicato in Screen

Il graphic novel Stagione di Caccia, di Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari edito da Tunué nel 2019, diverrà un film con Andrea Pennacchi protagonista.

Di seguito trovate tutte le informazioni.

"Stagione di Caccia, il graphic novel di Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari, diventerà un film, prodotto da Mastrangelo Cinematografica di Livia Mastrangelo.

Edito da Tunuè nella collana Prospero’s Book, Stagione di caccia è uscito nelle librerie e fumetterie italiane il 7 novembre, pochi giorni dopo essere stato presentato in anteprima a Lucca Comics & Games, il più importante evento fumettistico del panorama europeo.

La sceneggiatura del film sarà firmata da Antonello Sammito. L’esordiente Giulia Di Battista, diplomata del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, sarà dietro la macchina da presa. L’inizio delle riprese è previsto per la primavera del 2021.

Stagione di caccia, la trama

Bruno è un esperto cacciatore, la sua preda principale sono i cinghiali, che popolano il bosco ai cui margini vivono, in un casale isolato dal resto della comunità, Giulia, Emma e Tiziana. Le tre donne, nonostante caratteri molto diversi, sono grandi amiche e gestiscono insieme la loro azienda agricola specializzata in prodotti biologici. Un’attività guardato con scetticismo dagli altri abitanti del borgo, tutti figli e nipoti di cacciatori. Proprio con Bruno nascono i maggiori contrasti, acuiti da una serie di furti che stanno colpendo le case del paese. I primi indiziati di questi crimini sono gli immigrati che da qualche tempo sono arrivati sul territorio. Ma l’attenzione che viene loro riservata distoglie l’attenzione dal continuo aumento dei cinghiali nel bosco, che inizia a stare loro stretto.

Stagione di caccia è un racconto di genere che si ispira alle cronache contemporanee e a una solida tradizione letteraria. Una storia molto attuale che ha già trovato il suo primo interprete.

Andrea Pennacchi sarà il protagonista maschile del film, nel ruolo di Bruno, il cacciatore.

Attore e autore teatrale, Pennacchi è stato tra gli interpreti di Io sono Li, lungometraggio diretto da Andrea Segre, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2011 nella sezione Giornate degli Autori. Ha lavorato nuovamente con Segre in La prima neve, ha poi collaborato con Carlo Mazzacurati nell’ultimo film del regista prematuramente scomparso, La sedia della felicità, con Silvio Soldini (Il colore nascosto delle cose), Ivan Silvestrini (Arrivano i prof), Stefano Sollima (Suburra) e Marco Bonfanti, che lo ha diretto nel film originale Netflix L’uomo senza gravità.

Andrea Pennacchi ha partecipato a molte produzioni televisive, tra cui Non uccidere, Don Matteo e 1994 e come coprotagonista accanto a Paola Cortellesi alla serie Petra, prossimamente su SKY. Nel novembre 2018 ha presentato, durante una puntata della trasmissione Propaganda Live, il monologo dal titolo This is Racism - Ciao Teroni. Lo straordinario successo registrato gli ha fatto guadagnare uno spazio fisso nel programma ideato e condotto da Diego “Zoro” Bianchi, durante il quale interpreta ogni settimana i monologhi del Pojana, personaggio da lui creato.

Da qualche settimana è disponibile, Pojana e i suoi fratelli, volume edito da People che raccoglie i monologhi di Propaganda Live e altri testi teatrali.

Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari

Stagione di caccia è la loro seconda collaborazione. Kraken, il loro precedente graphic novel, è stato anch’esso opzionato per una trasposizione cinematografica.

Emiliano Pagani, classe 1969, livornese, inizia a pubblicare nel 1991 sulle pagine del settimanale satirico toscano Il Vernacoliere, dove nasce la serie nel classico strip La famiglia Quagliotti, da lui disegnata e scritta. Sempre sulla stessa rivista arriva qualche anno dopo Don Zauker, satira anticattolica di cui è creatore e sceneggiatore, illustrata da Daniele Caluri e attualmente pubblicata nella collana Feltrinelli Comics, che farà guadagnare loro il prestigioso Premio Attilio Micheluzzi per la migliore sceneggiatura di serie umoristica nel 2007.

Bruno Cannucciari nasce a Roma nel 1964. La sua avventura nel mondo del fumetto inizia sulle storiche pagine di Comic Art negli anni Ottanta, per poi continuare nel decennio successivo al fianco di Silver, il papà di Lupo Alberto, personaggio di cui Cannucciari ha realizzato negli anni centinaia delle sue classiche tavole autoconclusive.  

Kraken uscirà in una nuova edizione nelle edicole il 16 giugno."

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